AFTER THE END

DAL 23 APRILE
AFTER THE END

di Dennis Kelly

traduzione Monica Nappo

con Denise Capezza         Eduardo Scarpetta

regia e spazio scenico Francesco Saponaro

After the end

di Dennis Kelly, uno tra gli autori più acclamati della scena contemporanea inglese nella traduzione di Monica Nappo, nasce come studio per una messinscena nella stagione 2018/19 per La SARTORIA-Cantiere Residenze del Teatro Sannazaro, grazie alle sollecitazioni creative dei due attori protagonisti, Eduardo Scarpetta e Denise Capezza.

La regia, concentrandosi sul lavoro con gli attori e su un particolare impianto scenico, sviluppa uno spettacolo

site-specific

che amplifica la dimensione claustrofobica del testo ed elimina la distanza tra attore e spettatore. Abbiamo costruito questo thriller psicologico in un ambiente molto simile al luogo dell'azione: un bunker antiatomico degli anni ottanta in cui un ragazzo e una ragazza si sono rifugiati per sfuggire a una presunta esplosione nucleare.

Lei si sveglia e si ritrova da sola con lui che le ha salvato la vita. I giorni passano. Lui è pazzo d'amore per lei. Lei è angosciata, come una creatura selvaggia che cerca la vita, vorrebbe liberarsi da questa cattività morbosa e asfissiante. Col passare del tempo la relazione si fa sempre più estrema, fino a quando l'apocalisse di fuori lascia spazio alle macerie sentimentali che si addensano tra Mark e Louise. Lo spazio angusto di questa detenzione forzata diventa il campo di battaglia di un perverso meccanismo di controllo che genera paure e violenze, trasformando il rapporto tra i due in un gioco al massacro in cui si confondono i ruoli di vittima e carnefice.

Tutto è sensato, plausibile, nel rifugio di questa vita 'artificiale' in cui due ragazzi provano a consumare il tempo in attesa che il mondo di fuori torni a rispondere e a sembrare vivo.

After the end

riesce a scandagliare l’animo umano e ci invita a riflettere su una questione cruciale: fino a che punto l'amore che dovrebbe salvarci dalle ferite del mondo giustifica i suoi mezzi?

Francesco Saponaro