Arte ,Cultura

L'ESERCITO DI TERRACOTTA

dal 24/10/2017 al 01/07/2018
Basilica Dello Spirito Santo NAPOLI (NA)
L'ottava meraviglia del mondo 'rivive' a Napoli con la riproduzione più completa dell'Esercito di Terracotta e della necropoli cinese del Primo Imperatore, nel cuore del centro storico di Napoli. Tutti gli oggetti sono ricavati dagli unici calchi esistenti, frutto del lavoro e delle attente rifiniture di artigiani cinesi della regione dello Xi'An, detentori della grande tradizione dell'arte orientale.
Questo viaggio di grande suggestione, che attraversa due mondi spirituali lontani, eppure con molti punti di contatto, si integra perfettamente nei 1800 metri quadrati della Basilica dello Spirito Santo, si rivolge ad un pubblico di tutte le età.


Modigliani Opera
Dal 4 maggio al 31 ottobre
Caserta, Sale Ex Aeronautica - Reggia di Caserta

Amedeo Modigliani come non si è mai visto. Accadrà per quasi sei mesi alla Reggia di Caserta, nella cosiddetta area dell’ex Aeronautica.

Da venerdì 4 maggio fino al 31 ottobre infatti “andrà in scena” – è il caso di scrivere – Modigliani Opera, vero e proprio viaggio multisensoriale che, grazie all’ausilio dell’alta tecnologia, immerge il visitatore in una narrazione di suggestioni visive e sonore della vita e del contesto storico artistico di un artista protagonista di una delle pagine salienti della storia dell’arte europea nei decenni della Belle Époque.

La Fondazione Amedeo Modigliani, in collaborazione con ETT e Space, propone un percorso articolato in quattro sale, un laboratorio didattico, una sala con visori VR, una con ologrammi in 4K e un ultimo ambiente da cui si accede a un’arena con schermo a 360° dove viene proiettato un docu-film immersivo della vita e delle opere di Amedeo Modigliani.

L’exhibition Modigliani Opera vuole porsi nel panorama degli allestimenti temporanei ed itineranti, delle mostre emozionali dove è forte la connotazione spettacolare data da grandi proiezioni delle opere. Parlare di spettacolo multimediale in senso etimologico definisce gli obiettivi di questo percorso ideato per rappresentare Amedeo Modigliani e la sua Opera: l’utilizzo di molteplici mezzi e piani di comunicazione per veicolare il racconto della sua vita, il tutto reso sinergico dall’impegno delle tecnologie, con gli effetti e le peculiarità da esse espresse.

La proposta allestitiva per la mostra Modigliani Opera è la risultante di un’attenta considerazione delle necessità narrative, tecnologiche, scenografiche, fruitive dell’iniziativa intesa nel suo insieme. Lo spettacolo unisce la comunicazione cinematografica e teatrale con originali animazioni 2D e 3D, motion graphics, videomapping, sound design, luci, in un mix di linguaggi diversi, amalgamati da un trattamento graficostilistico unitario e originale.

Dal punto di vista narrativo la storia sarà basata su una storyline principale di immediata trasmissione e ricezione che, attraverso storyline secondarie funzionali ad attivare ulteriori elementi di comprensione, sia emotiva sia cognitiva del contesto. Il filo conduttore delle soluzioni visive sarà la metafora dell’occhio, rendendo evidente come l’artista, attraverso il suo occhio, abbia trasformato la realtà in arte.

Poi le voci fuori campo saranno unite al sound design, alla colonna sonora ed agli inseriti girati per ricreare delle brevi scene, come flash su episodi significativi della vita di Modigliani, sempre in relazione alla produzione artistica.

Orari
La mostra è aperta tutti i giorni, escluso il martedì, con orario 8:30 – 19:30


Museo Cappella Sansevero

Situato nel cuore del centro antico di Napoli, il Museo Cappella Sansevero è un gioiello del patrimonio artistico internazionale. Creatività barocca e orgoglio dinastico, bellezza e mistero s'intrecciano creando qui un'atmosfera unica, quasi fuori dal tempo.

Tra capolavori come il celebre Cristo velato, la cui immagine ha fatto il giro del mondo per la prodigiosa "tessitura" del velo marmoreo, meraviglie del virtuosismo come il Disinganno ed enigmatiche presenze come le Macchine anatomiche, la Cappella Sansevero rappresenta uno dei più singolari monumenti che l'ingegno umano abbia mai concepito.

Un mausoleo nobiliare, un tempio iniziatico in cui è mirabilmente trasfusa la poliedrica personalità del suo geniale ideatore: Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero.

Orari

Tutti i giorni: 09.30-18.30

Ultimo ingresso consentito fino a 30 min. prima della chiusura

Chiuso il martedì


Gallerie d'Italia - Palazzo Zevallos Stigliano

Palazzo Zevallos Stigliano, che dà su via Toledo a Napoli, diviene nel 2007 la seconda sede museale di Intesa Sanpaolo, con una superficie di 900 mq. È qui conservato un gruppo di 20 opere che comprende, accanto a un’importante serie di vedute sette-ottocentesche della città partenopea e del territorio campano, uno dei maggiori capolavori delle collezioni Intesa Sanpaolo: il celebre Martirio di sant’Orsola di Caravaggio, opera della stagione estrema del grande maestro lombardo.
Anche le Gallerie napoletane saranno interessate da un progetto di incremento delle collezioni esposte, finalizzato a concentrare in città le opere d’arte del Gruppo che appartengono al contesto culturale del Meridione tra XVII e XIX secolo, oltre che da un progetto di multimedialità sul Palazzo e sulle collezioni e una riorganizzazione degli apparati didattici e esplicativi.

Orari
Da martedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
Sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso ore 19.30)
Lunedì chiuso

Aperture straordinarie
14 agosto, 15 agosto, 1 novembre (fino ore 20:00), 7 dicembre, 8 dicembre (fino ore 20:00), 18 dicembre, 24 dicembre (chiusura anticipata ore 18:00), 26 dicembre (fino ore 20:00), 31 dicembre (chiusura anticipata ore 16:00, 1° gennaio 2018 (fino ore 20:00), 6 gennaio 2018


Scavi di Pompei

Pompei è l'unico sito archeologico al mondo in grado di mostrare l'aspetto di un antico centro romano nella sua interezza. Ricca di traffici e pulsante di vita, la città fu come cristallizzata dalla famosa eruzione del 79 d.C., durante la quale una pioggia di ceneri e lapilli avvolse ogni cosa: case, abitanti, strade, edifici pubblici e oggetti della vita quotidiana. Tutto venne come "bloccato" in una terribile istantanea.
Una catastrofe, un cataclisma a cui va il merito, tuttavia, di aver consentito l'eccezionale conservazione della città e dei suoi tesori: l'impianto urbanistico, gli edifici monumentali, le case della gente comune e le splendide dimore ornate di mosaici e celeberrime pitture parietali. Con i suoi 44 ettari di area scavata, Pompei è uno dei siti archeologici più famosi e visitati del mondo, con oltre due milioni di visitatori l'anno.
Orari
Dal 1 novembre al 31 marzo: dalle ore 8.30 alle ore 17 - (ultimo ingresso ore 15.30)
Dal 1 aprile al 31 ottobre dalle ore 8.30 alle ore 19.30 - (ultimo ingresso ore 18.00)
Info utili
Ogni prima domenica del mese l'ingresso è gratuito.
Per la richiesta di informazioni o la prenotazione di gruppi organizzati e scuole è possibile contattare TOSC al numero 06 32810 o inviare una mail all'indirizzo 'info@tosc.it'.


VISITA GUIDATA AL GRAN CONO DEL VESUVIO
Parco Nazionale del Vesuvio ERCOLANO (NA)

"Togliete a Napoli il Vesuvio, e la voce incantata della sirena avrà perduto per voi le sue più dolci armonie ... il Vesuvio è il cuore, è l'anima, è il sunto di tutti gli splendori del golfo ..."
[Renato Fucini, Napoli ad occhio nudo, 1877]

Il profilo "del formidabil monte sterminator vesevo" [Leopardi] è impresso nell'immaginario collettivo delle meraviglie dell'universo, emblema naturale del golfo di Napoli, meta di pellegrinaggio dei viaggiatori di tutti i tempi, laboratorio di indagine scientifica permanente, icona della pittura di veduta dall'età antica agli artisti contemporanei.

Dalle cime del Vesuvio un belvedere a trecentosessanta gradi che basterebbe da solo a ripagare l'ascesa, si spalanca l'orizzonte verso la piana di oriente, dalla cortina fitta dei comuni vesuviani alla città metropolitana, fino all'incanto del golfo, all'area flegrea, Ischia, Procida, ad occidente, al profilo magico di Capri, a Mezzogiorno.
E' il vulcano più famoso del mondo, protagonista di oltre due millenni di mutazioni naturali, antropologiche, sociali che ancora catturano l'immaginazione collettiva e minacciano sorprese.
Caratteristiche del sentiero

  • lunghezza complessiva: 3.807 m
  • quota massima: 1.170 m slm
  • dislivello: 140 m circa
  • pendenza media: 14 %
  • difficoltà: media
  • tempi di percorrenza: 3 h a/r

condizioni climatiche
La temperatura sul cratere nei periodi autunnali ed invernali è più bassa rispetto alla base del vulcano, anche il vento può inaspettatamente aumentare di intensità. In caso di allerta meteo per condizioni avverse emanato dalla protezione civile della regione campania, l'accesso al sentiero sarà interdetto


Scavi di Ercolano

Ercolano è una piccola città costiera della Campania, a metà strada sulla via litoranea che collega Napoli a Pompei ed alle città di Nocera, Stabia e Sorrento.

La città fu sommersa da un fiume di fango vulcanico - ceneri frammiste ad acqua - rapido ed ardente che, solidificandosi, determinò un fenomeno di conservazione assolutamente originale e privo di confronti a Pompei, restituendoci reperti organici (vegetali, stoffe, arredi e parti di edifici in legno) ma anche i piani superiori degli edifici e con essi un'idea precisa dei volumi e delle tecniche di costruzione, permettendo di ricostruire la storia della casa romana attraverso quasi tre secoli, dal II secolo a.C. fino all'eruzione del 79.
Salta agli occhi la regolarità dell'impianto urbano con i decumani che corrono parallelamente al litorale ed i cardini, perpendicolari ad essi, che definiscono lotti abitativi chiamati Insulae.
Orari
Dal 1 novembre al 31 marzo: dalle ore 8.30 alle ore 17 (ultimo ingresso ore 15.30)
Dal 1 aprile al 31 ottobre dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)
Giorni di chiusura: 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre
Ogni prima domenica del mese l'ingresso è gratuito


REGGIA DI CASERTA

Parco Reale e Giardino Inglese 

Il Parco reale, parte integrante del progetto presentato dall’architetto Luigi Vanvitelli ai sovrani, si ispira ai giardini delle grandi residenze europee del tempo, fondendo la tradizione italiana del giardino rinascimentale con le soluzioni introdotte da André Le Nôtre a Versailles. La scenografica “via d’acqua” con fontane animate da sculture di soggetto mitologico e giochi d’acqua è alimentata dall’Acquedotto Carolino, grandiosa opera d’ingegneria mediante la quale il Vanvitelli provvide all’approvvigionamento idrico del Palazzo e delle sue fontane.

Il percorso si conclude con la cascata che sovrasta la Fontana di Diana ed Atteone, punto nodale dell’asse prospettico che parte dal viale antistante la Reggia, fende il Palazzo ed attraversa l’intero Parco. A destra della Fontana di Diana e Atteone, su di una superficie di 23 ettari di terreno, si apre il Giardino Inglese, voluto dalla regina Maria Carolina d’Asburgo, moglie di Ferdinando IV di Borbone e progettato dall’architetto Carlo Vanvitelli e dal botanico John Andrew Graefer.

Boschetti, praterie, corsi d’acqua e pittoreschi laghetti fanno di questo spazio un classico esempio di giardino informale o di paesaggio, dove la natura sembra esprimere liberamente tutto il suo fascino sottraendosi a rigidi schemi geometrici. Un paesaggio che fonde elementi naturali ed artificiali, architetture di servizio e finte rovine come quelle del tempio Italico e del Criptoportico, elementi che, insieme al teatro dell’Aperia al Bagno di Venere ed alla fontana del Pastore, si rivelano come tracce di un antico passato conservate e riutilizzate.

Molte sono le specie vegetali esotiche qui introdotte tra fine Settecento ed inizio Ottocento, anche grazie ai rapporti diplomatici con altri Stati europei e destinate ad essere riprodotte e diffuse nei numerosi siti reali ed orti botanici del Regno borbonico.

Il Giardino Inglese luogo di delizie, è stato anche laboratorio di sperimentazione botanica ove numerosi esemplari furono classificati per la prima volta da illustri naturalisti e botanici tra cui si segnalano Michele Tenore, Giovanni Gussone e Nicola Terracciano.

Arte a Palazzo dai Farnese ai Borbone

Il riordino delle collezioni reali ed il conseguente riallestimento degli Appartamenti Storici così come il restauro ed il recupero alla pubblica fruizione di ambienti finora utilizzati come deposito di manufatti ed arredi sono stati i capisaldi di un progetto di implementazione e diversificazione dell’offerta museale che mira a proporre al visitatore la possibilità di scegliere le modalità, i tempi e le tematiche più aderenti ai propri interessi culturali.

Visitando i maestosi saloni degli Appartamenti Storici ed i nuovi spazi della Quadreria e del museo delle Arti Decorative, si ripercorre la storia della dinastia borbonica che governò il Mezzogiorno per centoventisei anni, dal 1734 fino all’Unità d’Italia nel 1860. Le scelte artistiche e culturali che sottesero le molteplici committenze reali sempre ispirate a precise volontà celebrative trovarono nella Reggia di Caserta l’espressione più compiuta e grandiosa della volontà di affermare il ruolo del Regno di Napoli nel contesto geo-politico europeo a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento. L’architetto Luigi Vanvitelli è stato il geniale realizzatore.

Info orari

Appartamenti Storici/Quadreria
Apertura: 8:30 - 19:30
Ultimo ingresso: 19:00

Parco
Apertura: 8:30
Ultimo ingresso: un’ora prima del tramonto

Giardino Inglese
Apertura: 8:30
Ultimo ingresso: un’ora prima della chiusura del Parco

Percorso Arti Decorative
Percorso Scalone d’onore
e Volte di copertura
Ingresso su prenotazione

Chiusura
Tutti i Martedì, 1 Gennaio, Lunedì in Albis, 1 Maggio, 25 Dicembre.

Ogni prima domenica del mese l'ingresso è gratuito.

Circuito archeologico Pompei

Pompei, Oplonti e il Museo di Boscoreale: 3 siti archeologici ricchi di fascino e storia. Scopri tutti i dettagli e acquista il tuo biglietto cumulativo per visitarli tutti!


Sicilia, il Grand Tour ROMA

Dall’8 maggio al 22 luglio 2018 Palazzo Cipolla a Roma presenta “Sicilia, il Grand Tour”, una raccolta di acquerelli di Fabrice Moireau raccontati da Lorenzo Matassa. Un’iniziativa promossa e realizzata dalla Fondazione Cultura e Arte, in collaborazione con la Fondazione Federico II.

Circa 400 opere a colori del "pittore dei tetti di Parigi", concesse dalla Fondazione Dragotto, tracciano un nuovo percorso goethiano. Illustri viaggiatori hanno offerto il proprio sguardo per raccontare la Sicilia al mondo intero. Superarono mille difficoltà per scoprire paesaggi disegnati dalla natura e rileggere ciò che l’antichità e l’arte avevano consolidato in monumenti d’immenso valore. Nelle loro parole la Sicilia fu il luogo della definitiva crescita conoscitiva ed emozionale. Nasceva il “Grand Tour” e Goethe ne era il massimo profeta.
A distanza di quasi due secoli e mezzo da quel tempo, l’Isola rivive un nuovo “Grand Tour” affidato ai pennelli e alle matite di uno dei più grandi acquarellisti del mondo, Fabrice Moireau, e al racconto di viaggio di un fine giurista e uomo di cultura, Lorenzo Matassa.
Nei luoghi ritratti l’artista si è recato personalmente, accompagnato dall’inseparabile zaino che contiene gli attrezzi da lavoro del pittore: la tavolozza, i colori, i fogli bianchi, i pennelli, l’immancabile sgabello pieghevole.
Riprese dalla mano sapiente del Maestro Moireau diventano acquerelli le testimonianze archeologiche dell’Isola, le vedute di alcune riserve naturali, le isole minori, i numerosi castelli, gli scorci dei siti UNESCO. Un lungo itinerario nella Sicilia più intima, nei luoghi meno conosciuti, ma non per questo meno affascinanti e meritevoli di un viaggio.
«La mostra “Sicilia, il Grand Tour” è per me un meraviglioso viaggio nella memoria, un’immersione nei luoghi, negli scorci, nei paesaggi più belli e suggestivi della mia terra natia, condotta sull’onda della soave pennellata di Fabrice Moireau, indiscusso maestro di una tecnica tanto pregevole quanto oggi scarsamente praticata qual è l’acquerello. – afferma il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente Onorario della Fondazione Cultura e Arte – Un percorso espositivo che è una vera poesia, un inno all’isola che indusse Federico II di Svevia ad affermare che era al tal punto felice di vivere in Sicilia da non invidiare a Dio il Paradiso. Ecco, gli acquerelli di Moireau, con l’ideale contrappunto dei testi di Lorenzo Matassa, connotati da un lirismo ispirato che fa apparire le opere ancora più belle, restituiscono oggi intatto il senso della meraviglia dei viaggiatori stranieri di fine Settecento ed inizio Ottocento, di cui Goethe narrò in una delle sue famose lettere: “È in Sicilia che si trova la chiave di tutto. La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita”.». “Sicilia, il Grand Tour” è anche un libro di successo edito dalla Fondazione Tommaso Dragotto, arricchito dal racconto del magistrato scrittore Lorenzo Matassa. Già nel titolo c’è il richiamo alle suggestioni di quel fenomeno che, tra il Settecento e la prima metà dell’Ottocento, portò in Sicilia viaggiatori stranieri e uomini di cultura accompagnati da artisti del paesaggio. Così accadde a Goethe che visitò l’Isola nel 1787. Il suo diario, illustrato da Christoph Heinrich Kniep, divenne leggenda.

Le date
dall'8 maggio al 22 luglio Roma, Palazzo Cipolla

Orari
Tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 10,00 alle ore 20,00
La biglietteria chiude un’ora prima


William Turner opere della Tate ROMA

Per la prima volta in mostra a Roma una raccolta di opere esclusive dell’artista inglese Joseph Mallord William Turner dal 22 marzo al 26 agosto 2018 al Chiostro del Bramante.
Una collezione unica, espressione del lato intimo e riservato di J.M.W. TURNER (23 aprile 1775 – 19 dicembre 1851), donata interamente all’ Inghilterra e conservate presso la Tate Britain di Londra, e che con questa mostra segna l’inizio di una importante collaborazione con il Chiostro del Bramante.
Conosciute oggi come ‘Turner Bequest’, molte delle opere esposte provengono dallo studio personale dell’artista e sono state realizzate nel corso degli anni per il suo ‘proprio diletto’ secondo la bella espressione del critico John Ruskin. Un piacere estetico e visivo che conserva ricordi di viaggi, emozioni e frammenti di paesaggi visti durante i suoi soggiorni all’estero. Era infatti abitudine dell’artista lavorare sei mesi all’aria aperta durante la bella stagione e solo in inverno chiudersi nel suo studio per riportare su tela i ricordi di ciò che aveva visto dal vivo. Più di 90 opere d’arte, tra schizzi, studi, acquerelli, disegni e una selezione di olii mai giunti insieme in Italia, caratterizzano il percorso espositivo della grande mostra “TURNER. Opere della Tate” dedicata al celebre e rinomato maestro dell’acquerello che con la sua pittura ha influenzato più di una generazione di artisti, quali Claude Monet, Caspar David Friedrich, Vincent Van Gogh, Edgar Degas, Paul Klee, Franz Marc, Wassily Kandinsky, Gustav Klimt, Mark Rothko, James Turrell e Olafur Eliasson.
Natura e romanticismo si fondono nella raffigurazione perfetta del sublime e nella contemplazione di una forza inarrestabile, quasi misteriosa, che andava rievocata per rispondere al bisogno dell’artista di ricercare un linguaggio in constante evoluzione che anticipasse i tempi e le mode artistiche. Ed è proprio nella capitale inglese, città con più aspettative, grazie a mostre d’arte, spettacoli teatrali e iniziative nel campo delle scienze e della letteratura, che TURNER produce immagini emotivamente intense che divengono il mezzo attraverso il quale l’uomo si sente finalmente libero di sognare.
Divisa in sei sezioni, la mostra invita il visitatore a scoprire cronologicamente l’evoluzione del linguaggio artistico del più grande pittore romantico.
Le date
Dal 22 marzo al 26 agosto Roma, Chiostro del Bramante
Orari
Aperto tutti i giorni
Lun – ven: dalle ore 10.00 alle ore 20.00
Sab – dom: dalle ore 10.00 alle ore 21.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)


Leonardo3

Per superficie espositiva (quasi 500 mq), contenuti (vengono presentati in anteprima mondiale i risultati di nuove ricerche) e durata, questa mostra rappresenterà un appuntamento importante per famiglie, studenti, turisti e per chiunque sia interessato a scoprire Leonardo da Vinci, con modalità e soggetti mai visti prima.

Vengono presentate oltre 200 macchine interattive, oltre a modelli fisici, molti inediti e mai ricostruiti dopo Leonardo, realizzati nel rigoroso rispetto del progetto originale, che si ritrova nelle migliaia di pagine, appunti e disegni contenuti nei più importanti manoscritti arrivati fino ai nostri giorni: il Manoscritto B, il Codice del Volo e il Codice Atlantico. Dallo studio di quest'ultimi sono state ricreate macchine suggestive, che sono presenti in mostra: la Clavi-Viola, il Leone Meccanico, l'Automobile-Robot, il Cavaliere-Robot, la Bombarda multipla, e molte altre. Tra le anteprime mondiali vengono svelati per la prima volta pubblico le ricostruzioni inedite di Can(n)one Musicale, Sottomarino Meccanico, Macchina del Tempo, Macchina Volante di Milano, Cubo Magico e Libellula Meccanica.
Tutta la mostra è caratterizzata da esperienze interattive in 3D per il pubblico, tra le quali anche le anteprime del Codice Atlantico in edizione completa, con oltre 1100 fogli consultabili digitalmente. Leonardo a Milano, che consente di vivere in prima persona la costruzione della Macchina Volante di Milano, della torre più alta del mondo prevista al Castello Sforzesco e di dipingere l'Ultima Cena. Al Cavallo gigante, ovvero Il Monumento a Francesco Sforza, è dedicata una stazione che svela anche come avrebbe potuto essere il monumento completo. Le esperienze interattive sono tutte anche in lingua inglese, per favorire la fruibilità dei contenuti anche al pubblico internazionale.

I visitatori possono sfogliare e comprendere facilmente e in maniera affascinante i contenuti dei fogli di Leonardo, utilizzare le sue invenzioni come mai prima, vivendo esperienze interattive, alcune destinate espressamente ai più piccoli, come Il Laboratorio di Leonardo, che consente di assemblare macchine leonardiane e stampare il proprio certificato di inventore, e il Ponte Autoportante da assemblare fisicamente.
Per quel che riguarda l'arte, l'importante restauro digitale dell'Ultima Cena consentirà per la prima volta dai tempi di Leonardo di scoprire i particolari e i colori ormai perduti per sempre del celebre dipinto murale. I contenuti sono comunque moltissimi e caratterizzati da esperienze di edutainment per tutte le età.

Le date
Tutti i giorni Milano, Piazza della Scala - Ingresso Vittorio Emanuele II

Orari
Aperta tutti i giorni, dalle 9:30 alle 22:30 compresi i giorni festivi - (ultima fascia oraria disponibile un'ora prima della chiusura)


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CineCitta' Si Mostra ROMA

La mostra si divide in tre percorsi espositivi che raccontano la storia degli Studios e del cinema italiano e internazionale e i mestieri del cinema in modo interattivo.
Perché Cinecittà (1936-1945) è il primo percorso di mostra che esplora la nascita di Cinecittà dagli anni trenta fino alla Seconda Guerra Mondiale, le ragioni del progetto architettonico e la figura del maestro Federico Fellini. Allestita all’interno della storica Palazzina Fellini, un tempo Cinefonico degli Studios in cui c’erano le sale di doppiaggio e di missaggio, la mostra ospita in tre diversi ambienti filmati, fotografie e documenti dedicati alla costruzione e alla fondazione degli Studios con un approfondimento sul progetto architettonico razionalista di Gino Peressutti. Nella sala dedicata a Federico Fellini trovano spazio filmati inediti, costumi originali, disegni e immagini del regista presentati in un suggestivo impianto scenografico.
Girando a Cinecittà (1937-1989) è il secondo percorso che narra la storia delle produzioni più importanti che hanno fatto la storia del cinema e di Cinecittà. All’interno degli spazi della Palazzina Presidenziale, un allestimento scenografico consente di immergersi nella storia di grandi film e dei generi cinematografici, di conoscere storie e curiosità attraverso un’accurata selezione di immagini, video, interviste e costumi originali indossati da grandi star come Liz Taylor, Totò, Alida Valli, Richard Burton e molti altri. Il primo allestimento scenografico che rievoca la città di Roma bombardata collega la sezione dedicata ai film storici e di propaganda a quella del Neorealismo e apre all’area dedicata al cinema internazionale della Hollywood sul Tevere con omaggi a grandi film come Vacanze Romane, Ben-Hur e Cleopatra. Il percorso prosegue con i leggendari costumi di pellicole indimenticabili come La Bisbetica domata di Franco Zeffirelli, Senso di Luchino Visconti e Per un pugno di dollari di Sergio Leone. L’abito di scena di quest’ultimo film, indossato da Clint Eastwood, è allestito in una sala scenografata che riproduce un saloon omaggiando il genere western. Il percorso si chiude con una sala dedicata ad un altro film del regista romano: uno spazio la cui scenografia è ispirata a C’era una volta in America e in cui vengono proiettati estratti dei suoi capolavori.
Backstage - Un percorso didattico per Cinecittà è il terzo percorso espositivo dove è possibile scoprire i mestieri del cinema ed entrare in quattro sale interattive dedicate alla regia, alla sceneggiatura, alla realizzazione dei costumi e alla finzione.
La stanza del regista è allestita come uno studio d’autore dove i libri, gli oggetti, le fotografie e gli effetti personali di sei famosi registi diventano suggestioni attraverso le quali scoprire il loro immaginario, da Lina Wertmüller a Martin Scorsese.
La stanza della sceneggiatura presenta un approfondimento sul passaggio dalla parola all’immagine in movimento attraverso stralci di sceneggiature, storyboard e sequenze di film.
La stanza del costume offre la possibilità di costruire virtualmente i costumi, combinando abiti, accessori e parrucche tratti da alcuni importanti film.
La stanza della finzione svela i retroscena della finzione cinematografica raccontando attraverso parole, immagini e video i primi effetti speciali, le ricostruzioni dei set a Cinecittà e i trucchi della trasformazione di un volto. Il percorso si conclude con l’ingresso nel Sottomarino del film U-571 del regista Jonathan Mostow in cui si ha la sensazione di essere proprio come in un film.
Dopo la visita delle mostre non dimenticate il piacere di passeggiare tra grandi set cinematografici ripercorrendo le orme di attori e registi celebri. Tre sono i grandi set permanenti visitabili tutti i giorni con guide specializzate.
Il set di Roma Antica - costruito per la serie tv della HBO Rome - è uno dei set più grandi di Cinecittà e si espande per quattro ettari. La scenografia presenta l'insieme classico dei principali edifici civili e religiosi del Foro Romano. Le strutture portanti sono rivestite da pannelli di legno e lastre in vetroresina. Oltre alla sua evidente monumentalità, la caratteristica principale del set è la cromaticità spiccata: i rossi, i blu, i verdi, assieme alle decorazioni vivaci, fanno sì che il pubblico – abituato a visualizzare "in bianco" le rovine - possa scoprire quali furono realmente i colori originali della Roma Repubblicana. Principali produzioni ospitate: Rome (serie tv HBO), Spot del 2015 di Victoria’s Secret, Spot Smart, I Borgia (serie TV), esibizione della band inglese Coldplay, videoclip di artisti come Ligabue per la canzone Per Sempre.
Il set de Il Tempio di Gerusalemme è stato realizzato da Francesco Frigeri, già scenografo in The Passion di Mel Gibson, per il film The Young Messiah del 2016 diretto da Cyrus Nowrasteh. Nella realizzazione del Tempio lo scenografo non ha seguito una ricostruzione filologica ma ha lavorato con un’ampia libertà creativa mescolando stili, influenze e architetture diverse: babilonese, assira e dello Yemen del Nord. La struttura è realizzata in vetroresina e risulta avere un effetto molto realistico in quanto lo scenografo insieme agli scultori ha lavorato sul realismo dei materiali, sui dettagli decorativi e sulle forme scultoree realizzando dei calchi di pietra per ottenere una verosimiglianza.
Il set di Firenze del Quattrocento nasce inizialmente per la serie televisiva italiana Francesco del 2002 di Michele Soavi e con protagonista Raoul Bova e viene realizzato dallo scenografo Marco Dentici. In seguito il set è stato riadattato varie volte per nuove riprese. Nel 2010 è stata modificata la facciata della chiesa rievocando uno stile architettonico tipico della Toscana del ‘400 per le riprese di Amici miei - Come tutto ebbe inizio, film diretto da Neri Parenti, prequel del famoso Amici miei di Mario Monicelli. Nel 2012, una parte della scenografia è stata riadattata per ricreare la città di Verona in occasione delle riprese di Romeo and Juliet, film diretto da Carlo Carlei e interpretato da attori come Damian Lewis, Paul Giamatti, Hailee Steinfeld. Nel 2015 il set ha subito un ulteriore cambiamento per il film The Young Messiah e una parte della scenografia è stata trasformata in un’ ambientazione del tempo di Gesù.
Da non dimenticare il Cinebimbicittà, il laboratorio domenicale per i più piccoli che consente di passare qualche ora cimentandosi con i mestieri del cinema e Il Caffè di Cinecittà, lo splendido bistrot immerso nel verde e ispirato ai teatri di posa degli anni ’30 ; un luogo perfetto per una piacevole sosta, un aperitivo gustoso o una pausa relax.
Attenzione - Il brunch non è incluso nel prezzo del biglietto

Orari
La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 18.30 (escluso il martedì).
Chiusura biglietteria e partenza ultima visita guidata: 16.30.

Nuovi orari in vigore dal 29 ottobre compreso:
Biglietteria: 09.30 – 16.30
Bookshop e caffé: 09.30 – 18.30


Galleria Borghese ROMA

Il Museo, ospitato nella splendida cornice di Villa Borghese a Roma, conserva sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché dipinti e sculture dal XV al XVIII secolo. La raccolta, costituita inizialmente dal cardinale Scipione Borghese all'inizio del XVII secolo, conserva capolavori di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Raffaello, Tiziano, Correggio, Caravaggio e splendide sculture di Gian Lorenzo Bernini e del Canova.
Il nucleo più importante delle sculture e delle pitture nella Galleria Borghese risale al collezionismo del cardinale Scipione (1579-1633), figlio di Ortensia Borghese, sorella del Papa Paolo V, e di Francesco Caffarelli, ma gli eventi dei tre secoli successivi, tra perdite e acquisti, hanno lasciato notevoli tracce.
L'attenzione del cardinale Scipione era rivolta a tutte le espressioni di arte antica, rinascimentale e contemporanea, atte a rievocare una nuova età dell'oro. Non particolarmente interessato all'arte medioevale, ricercò invece, con passione, la scultura antica. Ma l'ambizione del cardinale favorì la creazione di nuove sculture e soprattutto di gruppi marmorei che fossero messi a confronto con le opere antiche.
Il ritratto di Paolina Bonaparte Borghese, eseguito dal Canova tra il 1805 e il 1808, è presente nella Villa dal 1838. Nel 1807 Camillo Borghese vende a Napoleone 154 statue, 160 busti, 170 bassorilievi, 30 colonne e vari vasi che costituiscono il fondo Borghese del Louvre. Ma già nel terzo decennio dell'Ottocento le gravi lacune sembrano colmate con nuovi materiali provenienti da recenti scavi archeologici e con opere recuperate dalle cantine e da varie altre dimore borghesiane.
La collezione dei dipinti del cardinal nepote era notevole, e già nel 1613 poeticamente descritta da Scipione Francucci. Nel 1607 il Papa aveva fatto assegnare a Scipione 107 dipinti confiscati al pittore Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino. Dell'anno successivo fu l'asportazione clandestina dalla cappella Baglioni nella chiesa di S.Francesco a Perugia e il trasporto a Roma della Deposizione di Raffaello, assegnata al cardinale Scipione con motu proprio papale.
Nel 1682 confluisce parte dell'eredità di Olimpia Aldobrandini, che includeva opere della collezione del cardinale Salviati e di Lucrezia d'Este, nella collezione Borghese.
Nel 1827 Camillo Borghese acquistò a Parigi l'importante Danae del Correggio.
Info orari
Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: dalle ore 9:00 alle ore 19:00
Giovedì: dalle ore 9:00 alle ore 21:00 (chiuso il 7 giugno)
Giorni di chiusura: Tutti i lunedì, Capodanno e Natale
Turni di visita di due ore per massimo 360 persone (uscita obbligatoria a fine turno)
Info orari visite guidate
Le visite guidate, della durata di circa un'ora e mezzo, sono disponibili in italiano ed in inglese nei seguenti giorni e orari:
Dal martedi al sabato
Inglese alle 09:10 e alle 11:10
Italiano alle 11:10 - 15:10 - 17:10
La domenica e i festivi
Inglese alle 09:10 e alle 11:10
Italiano alle 09:10 - 11:10 - 13:10 - 15:10 - 17:10


Palazzo Barberini ROMA

Il museo, che occupa quasi interamente il primo piano del palazzo, raccoglie opere di grandi maestri della pittura italiana e straniera, dal XIII al XVIII secolo, fra cui Raffaello e Caravaggio.
Il secondo piano ospita una raccolta di dipinti del settecento.
I Barberini avevano già cominciato ad alienare le loro collezioni nel Settecento con le vendite dell'ultima discendente, Cornelia Costanza, sposata a Giulio Cesare Colonna di Sciarra. Le liti ereditarie dei figli che si dovettero dividere le primogeniture Colonna e Barberini, portarono ad una divisione delle collezioni fra i due rami della famiglia, con un accordo stipulato a Parigi nel 1811.
Solo nel 1934 si arrivò alla definitiva dispersione delle collezioni, con l'avallo dello Stato, che, con una specifica legge, permise la vendita delle opere fidecommissarie in cambio di un piccolo nucleo in proprietà, rinunciando alla tutela di una delle più importanti collezioni fidecommissarie romane.
Nel 1984 si arrivò ad una migliore definizione dell'ordinamento riportandolo nella sua sede storica originaria la collezione Corsini, e portando tutte le opere di provenienza da acquisti o da collezioni prive della loro sede storica nel palazzo Barberini. L'intento era di creare in questa sede, quando fosse stato possibile, una Galleria Nazionale nel vero senso del termine, ordinata cronologicamente ma con la possibilità di inserire nel percorso acquisti e integrazioni, differente quindi come concezione dalla struttura definita dalle collezioni storiche del panorama romano, viceversa di impianto molto più vicino ai grandi musei stranieri e dotata come questi di tutti i più moderni servizi. Nel complesso la collezione è ricchissima di capolavori, soprattutto dei secoli XVI e XVII. Non è rappresentato in modo completo il secolo XV, dove però spicca il fondamentale dipinto di Filippo Lippi con la Madonna in trono con Bambino, datato 1437, in deposito da Corneto Tarquinia. Più consistenti le collezioni del XVI secolo, fra le quali spicca per notorietà la Fornarina di Raffaello, oltre a dipinti di Andrea del Sarto, del Beccafumi, del Sodoma, del Bronzino, ad opere del Lotto, del Tintoretto, di Tiziano ed El Greco, fino ad opere bolognesi, per arrivare alla fine del secolo con la splendida Giuditta che taglia la testa ad Oloferne del Caravaggio e al grande Seicento con opere di Reni, Domenichino, Guercino, Lanfranco, Bernini, Poussin, Pietro da Cortona, Gaulli, Maratta. Molto ben rappresentata è anche la pittura del Settecento. Si articola in nuclei per scuole che danno un panorama completo e molto omogeneo per qualità, della pittura italiana del periodo, con in più un raro nucleo di dipinti francesi del Settecento.
Orari
Da martedì a domenica: ore 8.30-19.
Giorni di chiusura: lunedì, 25 Dicembre, 1° Gennaio, 1° Maggio
Info utile
Ogni prima domenica del mese l'ingresso è gratuito


Liu Bolin - The Invisible Man ROMA

“L’uomo invisibile” Liu Bolin (Shandong, 1973), artista cinese di fama internazionale che ha fatto del camouflage un tratto distintivo, arriva al Vittoriano di Roma con un’ampia antologica dei suoi scatti di performance ambientate in tutto il mondo. In mostra anche una serie inedita di opere realizzate tra il Colosseo e la Reggia di Caserta.
Dal 2 marzo al 1 luglio 2018, saranno esposte oltre settanta fotografie del celebre artista, che in dieci anni di collaborazione con la galleria italiana Boxart, ha scelto come scenario privilegiato alcuni luoghi tra i più significativi del Belpaese. Tra gli sfondi delle sue performance, che coniugano pittura, fotografia e arti plastiche, due templi della lirica come il Teatro alla Scala di Milano e l’Arena di Verona, nonché capolavori dell’arte quali la statua di Paolina Bonaparte Borghese di Antonio Canova, gli affreschi di Pompei, la magia di Venezia.
Rimanendo immobile come una scultura vivente, fino a fondersi con il contesto alle sue spalle grazie ad un accurato body-painting, Liu Bolin testimonia in silenzio ciò che accade nel suo presente, in un tempo sospeso tra il peso della storia e le conseguenze del progresso.
Le date
Dal 2 marzo al 1° luglio Roma, Complesso del Vittoriano - Ala Brasini
Orari
dal lunedì al giovedì 9.30 - 19.30
Venerdì e sabato 9.30 - 22.00
Domenica 9.30 - 20.30


Museo Leonardo Da Vinci ROMA

Situato nel cuore della straordinaria città di Roma, a cinque minuti a piedi da Piazza di Spagna e da Villa Borghese. Il Museo Leonardo da Vinci si trova presso la Basilica di Santa Maria del Popolo, nella celeberrima e centralissima Piazza del Popolo.
Dando vita al genio di Leonardo da Vinci come inventore, artista, scienziato, anatomista, ingegnere e architetto, il museo rappresenta un’affascinante e stimolante esperienza che può essere vissuta da tutta la famiglia ed è perfetta per essere apprezzata da visitatori di tutte le età. Il museo Leonardo da Vinci presenta macchine interattive a grandezza naturale, realizzate da artigiani italiani direttamente dai codici di Leonardo, studi della sua più famosa arte rinascimentale, schizzi di anatomia e videoclip su L’Ultima Cena, su l’Uomo Vitruviano e sulla scultura equestre per gli Sforza.
Giorno di chiusura:
25 dicembre
Orari dal 1 ottobre al 30 aprile
Tutti i giorni 10.00-19.00
ultimo ingresso alle 18.15
Orari dall'1 maggio al 30 settembre
Tutti i giorni 10.00-21.00
ultimo ingresso alle 20.15


Cappelle Medicee FIRENZE

L’ampia cripta, costruita su disegno del Buontalenti, custodisce le spoglie di Cosimo il Vecchio.
La Cappella dei Principi, costituisce invece il sontuoso mausoleo dei granduchi della famiglia Medici. Il progetto iniziale, risalente al 1604 ed ascrivibile a Matteo Nigetti subì notevoli alterazioni ad opera del Buontalenti. Si tratta di un vasto ambiente ottagonale, preziosamente rivestito di marmi scuri e pietre dure, che destò stupore e ammirazione sin dall'epoca della sua costruzione. Ilrivestimento fu realizzato dalle maestranze dell’Opificio delle Pietre Dure, che Ferdinando I aveva fondato appositamente. Gli stemmi di sedici città toscane sono riprodotte nell’intarsio in pietre dure, madreperla, lapislazzuli e corallo. Vi sono conservati i sarcofagi dei granduchi medicei: Ferdinando II, Cosimo II, Cosimo I, Francesco I, e Cosimo III, decorati da statue in bronzo di Pietro e Ferdinando Tacca.Un corridoio unisce la Cappella dei Principi alla Sagrestia Nuova, così definita per distinguerla dalla Sagrestia del Brunelleschi, e concepita sin dall'inizio come cappella funeraria della famiglia Medici. Ideata dal cardinale Giulio dè Medici e dal papa Leone X e disegnata nel suo arredo scultoreo da Michelangelo, rimase incompiuta a causa della partenza definitiva dell’artista da Firenze, nel 1534. Furono ultimati soltanto due dei monumenti sepolcrali: il Sepolcro di Lorenzo, duca di Urbino, e il Sepolcro di Giuliano di Nemours.
Info orari
Da lunedì a domenica, dalle ore 8.15 alle ore 17.00
La biglietteria chiude alle 16.20
Le operazioni di chiusura iniziano alle 16.45


Galleria Palatina, Galleria Arte Moderna FIRENZE

Galleria Palatina
La Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali occupano l'intero piano nobile di Palazzo Pitti, già residenza dei Granduchi di Toscana, prima i Medici e poi i Lorena, e successivamente dei Re d'Italia, dal 1860 al 1919. La Galleria Palatina, situata nell'ala sinistra del Palazzo, fu creata tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento, dai Lorena che collocarono nelle sale di rappresentanza i capolavori provenienti soprattutto dalle collezioni dei Medici, sino ad allora distribuiti in vari ambienti. Si tratta di una collezione straordinaria che comprende opere di Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens, Pietro da Cortona e di altri maestri italiani ed europei del Rinascimento e del Seicento. I quadri, con le loro sontuose cornici, coprono tutte le pareti delle sale, secondo la tradizione delle quadrerie seicentesche. Questo allestimento, insieme alle ricche decorazioni in stucco e agli affreschi presenti nelle sei sale di facciata, conferisce alla Galleria un fascino particolare. Gli Appartamenti Reali occupano le quattordici magnifiche sale dell'ala destra del Palazzo, già residenza privata delle famiglie regnanti, e sono allestiti con mobili, arredi ed opere d'arte dal Cinquecento all'Ottocento.
Galleria d'arte moderna
La Galleria, che è situata al secondo piano di Palazzo Pitti espone dipinti e sculture, per la maggior parte italiani, dalla fine del Settecento fino agli anni della prima guerra mondiale. Nelle sontuose sale, già residenza dei granduchi lorenesi, sono esposte opere dal neoclassicismo al romanticismo, una straordinaria raccolta dei Macchiaioli, importanti testimonianze delle scuole italiane del secondo Ottocento oltre che dei movimenti artistici dell'inizio del Novecento.
Museo della Moda e Del Costume 
Il Museo della Moda e del Costume (già noto come "Galleria del Costume") è situato nella Palazzina della Meridiana, addossata all’ala meridionale di Palazzo Pitti. L’edificio, iniziato sotto Pietro Leopoldo di Lorena dall’architetto Gaspero Maria Paoletti nel 1776 - e completato nel 1830 da Pasquale Poccianti per volontà di Leopoldo II di Lorena, prende il nome dallo strumento astronomico realizzato da Vincenzo Viviani nel 1699, situato nel vestibolo dell’allora appartamento del Gran Principe Ferdinando de’ Medici, nella cui volta, dove è praticato il foro gnomonico, Anton Domenico Gabbiani aveva raffigurato l’Allegoria del tempo e delle Arti (1693). Tutte le dinastie che si sono succedute, dai Lorena ai Savoia, passando attraverso la reggenza di Maria Luisa di Borbone Parma e il breve regno di Elisa Baciocchi, hanno lasciato la loro impronta nell’arredo e nell’apparato decorativo delle pitture murali. Fondato nel 1983, esso costituisce costituisce il primo museo statale italiano dedicato alla storia della moda e alla sua valenza sociale. Fanno parte delle sue collezioni abiti e accessori di moda dal XVIII secolo ad oggi, oltre a biancheria intima, gioielli e bigiotteria. Fra i costumi si annoverano anche gli abiti funebri cinquecenteschi di Cosimo I de’ Medici, Eleonora di Toledo e del figlio don Garzia, esposti in permanenza dopo un complesso restauro.
Tesoro dei Granduchi
Il Tesoro dei Granduchi (già noto come "Museo degli Argenti") è situato al piano terreno e al mezzanino di Palazzo Pitti, occupando gli ambienti di quello che fu l’Appartamento d’estate della famiglia Medici. Le pareti, interamente affrescate in occasione del matrimonio fra Ferdinando II de' Medici e Vittoria della Rovere (1637), sono uno fra i primi esempi del quadraturismo e dello “sfondato” presenti a Firenze. Vi si conserva il prezioso "Tesoro dei Medici": vasi in pietre dure, cristalli di rocca, ambre e avori. Gli argenti provengono dal cosiddetto “Tesoro di Salisburgo” cioè dalle collezioni dei vescovi di Salisburgo portate a Firenze da Ferdinando III di Lorena. Il Museo conserva inoltre un’importante collezione di gioielli realizzata tra il XVII e il XX secolo ed una significativa sezione dedicata al gioiello contemporaneo.
Orari
Da martedì a domenica: dalle 08.15 alle 18.50 (La biglietteria chiude alle 18.05)
Chiusura: lunedì; Capodanno, 1° maggio, Natale
Le operazioni di chiusura iniziano alle 18.05


Galleria degli Uffizi FIRENZE

Il museo conserva opere che appartengono all’epoca medievale sino ad arrivare all’età moderna, ed ascrivibili ai più importanti artisti di tutti i tempi tra cui Cimabue, Giotto, Beato Angelico, Piero della Francesca, Botticelli, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Mantegna, Caravaggio. Pregevoli anche le raccolte di pittori tedeschi e fiamminghi tra cui Dürer, Rembrandt, Rubens.
Il primo vero nucleo della Galleria fu creato dal granduca Francesco I, per raccogliere le opere d’arte di proprietà della famiglia, e nel 1584 affidò al Buontalenti la costruzione della Tribuna per accogliervi ulteriori arredi ed opere d’arte. In seguito la raccolta fu incrementata grazie all’apporto di altri componenti della famiglia Medici, appassionati collezionisti d’arte e grandi mecenati, ma anche grazie a doni matrimoniali o eredità ricevuti dai granduchi. Ferdinando I ricevette in dono la Medusa del Caravaggio, mentre grazie al matrimonio di Ferdinando II con Vittoria della Rovere, vennero trasferiti a Firenze molti dipinti tra i quali il dittico di Federico da Montefeltro e Battista Sforza di Piero della Francesca, l’Autoritratto di Raffaello, e un gruppo di opere di Tiziano, tra cui la Venere di Urbino.
Info orari
Da martedì a domenica, dalle ore 8.15 alle ore 18.50
Chiusura: tutti i lunedì, Capodanno, 1° maggio, Natale.
La biglietteria chiude alle 18.05 e le operazioni di chiusura iniziano alle 18.35
Ogni prima domenica del mese l'ingresso è gratuito.


Un nuovo volo su Solaris - The new flight to Solaris FIRENZE

Sarà la suggestiva Sala della Musica del Complesso di San Firenze ad ospitare dal 28 maggio al 31 luglio 2018 la mostra “Un nuovo volo su Solaris”, promossa dal Museo Anatolij Zverev di Mosca (Museo AZ) e dalla Fondazione Franco Zeffirelli e ispirata al film del regista Andrej Tarkovski dei primi anni Settanta del Novecento. A livello associativo, il progetto rappresenta un connubio tra il capolavoro del grande regista russo e alcune opere pittoriche, grafiche e scultoree degli artisti anticonformisti russi provenienti dalla collezione del Museo AZ e dalla collezione privata di Natalia Opaleva, direttore generale del museo moscovita nonché produttrice della mostra.
“Un nuovo volo su Solaris” – ideato e curato da Polina Lobačevskaja - costituisce il finale della trilogia di esposizioni le cui prime due parti, ispirate rispettivamente ai film di Tarkovskij Stalker e Andrej Rublev, sono state presentate nel Museo AZ di Mosca nel 2016 e nel 2017. “Un nuovo volo su Solaris” è il primo progetto internazionale ospitato dalla Fondazione Zeffirelli da quando è stata inaugurata lo scorso 31 luglio 2017.
Nel film “Solaris” (1972) di Andrej Tarkovskij erano stati messi insieme una serie di modelli esemplari dell’arte mondiale, di oggetti creati sulla Terra e selezionati dal regista per rivivere su un altro pianeta.
Per il progetto espositivo “Un nuovo volo su Solaris”, il Museo AZ propone una sua nuova selezione di opere d’arte afferenti a un patrimonio congeniale a Andrej Tarkovskij: si tratta infatti di lavori dei suoi contemporanei, i maestri dell’underground sovietico attivi tra gli anni ’60 e gli anni ’80 del Novecento.
Avvalendosi dell’idea del regista come procedimento formale foriero di significati profondi, la curatrice del progetto Polina Lobačevskaja sceglie di collocare nelle sale del complesso barocco di Palazzo San Firenze un’installazione futuristica che ricorda una stazione spaziale, dotata di 22 schermi per la proiezione di video che saranno composti da materiali fotografici e cinematografici unici legati all’opera di Andrej Tarkovskij.
Nella stessa sede saranno collocati anche i migliori lavori degli artisti russi della seconda metà del Novecento: Anatolij Zverev, Francisco Infante, Dmitrij Plavinskij, Dmitrij Krasnopevcev, Vladimir Jankilevskij, Vladimir Jakovlev, Lidija Masterkova, Petr Belenok, Ulo Sooster, Vladimir Nemuchin, Ernst Neizvestnyj, per un totale di 32 quadri e due sculture.
Il ventennio 1960-1980, periodo in cui Tarkovskij ha girato i suoi film, la Russia è stata segnata anche dalla nascita dell’arte non ufficiale. Senza dubbio si è trattato di una sorta di “Rinascimento sovietico”, di una nuova fioritura della pittura, della grafica, della scultura d’avanguardia. Gli artisti attivi negli anni ’60 non erano uniti tra loro, o con i rappresentanti di altre forme creative, tramite manifesti comuni: ognuno di loro creava a modo proprio, in maniera originale ed irripetibile. Ad unire queste figure a Tarkovskij sono l’epoca storica, l’approccio innovativo al raggiungimento dei propri obiettivi artistici e l’aspirazione irrefrenabile alla libertà, nell’arte prima di tutto.
“La scelta della Fondazione Zeffirelli come partner del Museo AZ per la realizzazione del progetto ‘Un nuovo volo su Solaris’ non è casuale - dice Natalia Opaleva – poiché Franco Zeffirelli, una vera e propria leggenda dell’arte mondiale, è nato a Firenze; Andrej Tarkovskij, regista russo noto in tutto il mondo, è vissuto a Firenze dopo aver lasciato l’Unione Sovietica. E l’Italia è collegata a momenti cruciali della biografia di Tarkovskij, come il conferimento del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia per L’infanzia di Ivan, o la sceneggiatura e le riprese del film Nostalghia portate avanti insieme a Tonino Guerra. L’incontro di questi due grandi nomi a Palazzo San Firenze – conclude la direttrice Opaleva - ci ricorda non solo le vette raggiunte dall’arte nel passato, ma ci parla anche della prosecuzione del dialogo tra Italia e Russia, in particolare tra le culture dei due paesi. Il nostro comune volo sul pianeta Solaris appassionerà tanto gli amanti della fantascienza e i cinefili, quanto gli esperti e gli estimatori delle belle arti che, da tutto il mondo, vengono a visitare Firenze”.
“L’amore di Franco Zeffirelli per la cultura russa è antico – aggiunge Pippo Zeffirelli, vicepresidente dell’omonima Fondazione -. Uno dei suoi primi lavori in compagnia di Luchino Visconti fu realizzare le scene delle Tre Sorelle di Cechov nel 1952. Più tardi ha portato diverse delle sue produzioni in tournée in Russia, dalla Lupa con Anna Magnani alla sua spettacolare messa in scena del Romeo e Giulietta con Giancarlo Giannini e Annamaria Guarnieri, riscuotendo un enorme successo di pubblico. Nel 1968 la distribuzione del film Romeo e Giulietta, come nel resto del mondo, toccò il cuore di tutti i giovani russi. I suoi film sono sempre stati apprezzati dal pubblico russo e la mostra dei suoi lavori scenografici esposti al Museo Pushkin di Mosca riscosse un enorme successo. Quindi è con grande piacere che la Fondazione Zeffirelli accoglie all’interno dei suoi spazi una così prestigiosa istallazione ispirata al film di Andrej Tarkovskij Solaris, prodotta e patrocinata dalla direttrice del museo moscovita. Ci auguriamo – conclude - che tutto questo possa dare adito a un sodalizio di interscambio artistico e culturale tra la Fondazione Zeffirelli e il Museo AZ di Mosca”.


Magister Canova VENEZIA

Dal 16 giugno al 22 novembre 2018, dopo il successo di Magister Giotto, la Scuola Grande della Misericordia di Venezia ospita Magister Canova (Possagno, 1757 – Venezia, 1822), la prima grande mostra multimediale dedicata al più grande scultore del Neoclassicismo, ideata e realizzata da Cose Belle d’Italia Media Entertainment con il supporto di un comitato scientifico di alto profilo internazionale e la collaborazione della Fondazione Canova Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno. Un intreccio di musica, parole e immagini con la partecipazione straordinaria di Fabrizio Plessi, la voce narrante dell’attore Adriano Giannini e le note dal violoncellista Giovanni Sollima.Dal micro al macro, dai disegni a soggetto anatomico ai grandi Miti, il percorso di Magister Canova si snoda attraverso ambienti di grande impatto percettivo, ricostruzioni scenografiche, visioni illusorie. La tecnologia - a disposizione dell’arte – con Magister Canova offre ai visitatori un’esperienza senza precedenti, dove dettagli, vicende, intervalli dal respiro più ampio, vengono valorizzati e messi in risalto, per permettere di cogliere il significato di uno delle più appassionanti processi creativi della storia della scultura europea.
Al pianoterra della Scuola Grande della Misericordia, un’istallazione site-specific di Fabrizio Plessi, un viaggio ideale nella mente di Antonio Canova, introduce la visita a una mostra dove spettacolo e approfondimento, emozione e conoscenza si calibrano e fondono alla perfezione.Magister Canova nasce da un rigoroso lavoro di ricerca a cura di Mario Guderzo, Direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno, Membro del Comitato per l’Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Canova, e del Comitato Scientifico del CAM e Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte, Accademico Galileiano, Membro del Comitato dei Garanti per la promozione della Cultura Classica del MIUR e dal comitato scientifico composto da Giuseppe Pavanello, Professore Ordinario di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Trieste, Steffi Roettgen, Professore Emerito all’Università Ludwig - Maximilians di Monaco, Johannes Myssok Vice Rettore dell’Accademia Kunstakademie di Düsseldorf e Andrea Bellieni, curatore del Museo Correr di Venezia che hanno lavorato in stretta collaborazione con il direttore artistico Luca Mazzieri, autore e regista, e la direttrice esecutiva Alessandra Costantini, architetto e progettista.
Le date
Dal 16 giugno al 22 novembre Venezia, Scuola Grande della Misercordia, Sestriere Cannaregio 3599
Orari
Lun/Mar/Mer/Ven/Dom: dalle ore 10.30 alle ore 18.30
Gio/Sab: dalle ore 10.30 alle ore 21.30
Info ridotto
Hanno diritto al ridotto rispetto al prezzo intero del biglietto:
- Visitatori dai 9 ai 18 anni di età
- Studenti fino a 25 anni (su presentazione della tessera universitaria)
- Visitatori dai 65 anni di età
Info ridotto mostra
Riduzioni acquistabili presso la mostra:
- Gruppi a partire da 10 persone
- Soci di Touring Club Italiano
- Clienti Garage San Marco
- Soci FAI
- Titolari di Carta Più e Carta MultiPiù Feltrinelli, dipendenti Librerie Feltrinelli
- Possessori del biglietto di ingresso all’esposizione in corso presso Casa dei Tre Oci ("Fulvio Roiter. Fotografie 1948-2007” e “Willy Ronis”), previa esibizione dello stesso. Fino al 22 novembre 2018, il biglietto di ingresso a Magister Canova garantisce l’ingresso all’esposizione in corso presso Casa dei Tre Oci al prezzo ridotto se presentato presso le biglietterie di Casa dei Tre Oci.
- Abbonati del Teatro Stabile del Veneto
- Clienti Symposium UTET-FMR


HIROSHIGE. VISIONI DAL GIAPPONE

dal 01/03/2018 al 29/07/2018

Scuderie del Quirinale - Roma

Natura, paesaggi, volti. Un suggestivo racconto del Giappone del maestro dell'Ottocento.


RENATO GUTTUSO. L'arte rivoluzionaria nel cinquantenario del '68

dal 23 Febbraio al 24 Giugno Torino, GAM
Orari
Dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18.
La biglietteria chiude un'ora prima.
Lunedì chiuso.
La GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino dedica una importante e mirata esposizione alla pittura di Renato Guttuso (Bagheria, Palermo 1911 - Roma 1987), presenza di forte rilievo nella storia dell’arte italiana del Novecento e figura nodale nel dibattito concernente i rapporti tra arte e società che, nel secondo dopoguerra, ha significativamente accompagnato un ampio tratto del suo cammino.

Curata da Pier Giovanni Castagnoli, con la collaborazione degli Archivi Guttuso, la mostra raccoglie e presenta circa 60 opere provenienti da importanti musei e collezioni pubbliche e private europee. Primeggiano alcune delle più significative tele di soggetto politico e civile dipinte dall’artista lungo un arco di tempo che corre dalla fine degli anni Trenta alla metà degli anni Settanta.

 


COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM

Palazzo Venier dei Leoni
VENEZIA (VE)

La Collezione Peggy Guggenheim è il museo più importante in Italia per l'arte europea e americana del XX secolo creato dall'ereditiera americana Peggy Guggenheim (1898-1979). Ha sede a Venezia, a Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, in quella che fu l'abitazione della mecenate americana. Inaugurato nel 1980, oltre a presentare la collezione personale di Peggy Guggenheim, il museo ospita i capolavori della Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof, della Collezione Gianni Mattioli, il Giardino delle sculture Nasher e organizza importanti mostre temporanee. La Collezione Peggy Guggenheim è proprietà della Fondazione Solomon R. Guggenheim che gestisce anche il Museo Solomon R. Guggenheim di New York, ed è partner dei Paesi Baschi nella programmazione del Guggenheim Museum Bilbao.

Collezione Permanente.
Il museo espone la collezione personale di Peggy Guggenheim, che comprende capolavori del Cubismo, Futurismo, Pittura Metafisica, Astrattismo europeo, scultura d'avanguardia, Surrealismo ed Espressionismo Astratto americano, di alcuni dei più grandi artisti del XX secolo. Tra questi Picasso (Il poeta, Sulla spiaggia), Braque (Il clarinetto), Duchamp (Giovane triste in treno), Léger (Uomini in città), Brancusi (Maiastra, Uccello nello spazio), Severini (Mare=Ballerina), Picabia (Pittura rarissima sulla terra), de Chirico (La torre rossa, La nostalgia del poeta), Mondrian (Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939), Kandinsky (Paesaggio con macchie rosse no 2), Miró (Donna seduta II), Giacometti (Donna sgozzata, Donna che cammina), Klee (Giardino magico), Ernst (Il bacio, La vestizione della sposa), Magritte (L'impero della luce), Dalí (La nascita dei desideri liquidi), Pollock (La donna luna, Alchimia), Gorky (Senza titolo), Calder (Arco di petali) e Marini (L'angelo della città).

Il museo espone inoltre sia opere donate alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, per la sua sede veneziana, dopo la morte di Peggy, che prestiti a lungo termine da parte di collezioni private.


INGRESSO MUSEO OPEN - MARANELLO

Abbonamento
MUSEO FERRARI / MARANELLO
MARANELLO (MO)

Il Museo Ferrari a Maranello permette di vivere in prima persona il sogno del Cavallino Rampante: un viaggio unico e coinvolgente attraverso le vetture che hanno fatto la storia dell'automobilismo sulle piste e sulle strade di tutto il mondo. 
Simulatori F1: al volante di una monoposto Ferrari
Al Museo Ferrari è possibile salire a bordo di simulatori semiprofessionali di Formula 1 e provare le sensazioni di guida solitamente riservate ai piloti. Dopo un breve briefing da parte di un tecnico ci si cala nell'abitacolo ed inizia l'esperienza virtuale.

Durer e il Rinascimento

Al Palazzo Reale di Milano

Dal 21 febbraio al 24 giugno Milano, Palazzo Reale

Una magnifica e rappresentativa selezione di capolavori di Albrecht Durer (1471-1528), che rivela le qualità intrinseche delle sue opere nelle varie categorie da lui praticate - pittura, disegno e grafica - evidenziandone il carattere innovativo dal punto di vista tecnico, semantico, iconografico. Nella mostra figurano circa 130 opere principalmente del maestro del Rinascimento tedesco fra pitture, stampe grafiche e disegni- che nelle mani di Durer assumono un valore e una centralità nel processo creativo praticamente senza precedenti. La collezione è affiancata da alcune opere significative di artisti tedeschi suoi contemporanei come Lucas Cranach, Albrecht Altdorfer, Hans Baldung da un lato, e dall'altro di grandi pittori, disegnatori e artisti grafici italiani della Val Padana fra Milano e Venezia, come Giorgione, Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Leonardo da Vinci, Cima da Conegliano, Solario, Jacopo de'Barbari, Bartolomeo Veneto, Lorenzo Lotto.

Orari

Lunedì 14,30 - 19,30

Martedì - mercoledì - venerdì - Domenica 9,30 - 19,30

Giovedì - sabato 9,30 - 22,30

La biglietteria chiude un’ora prima (ultimo ingresso)

Aperture straordinarie

Domenica 1 aprile (Pasqua), 9.30 - 19.30

Lunedì 2 aprile (Lunedì dell’Angelo), 9.30 -19.30

Mercoledì 25 aprile (Anniversario della Liberazione), 9.30 - 19.30

Lunedì 30 aprile, 9.30 - 19.30

Martedì 1 maggio (Festa dei Lavoratori), 9.30 - 19.30

Sabato 2 giugno (Festa della Repubblica), 9.30 – 19.30

(ultimo ingresso 1 ora prima)


Capolavori dal Philadelphia Museum of Art  dal 08/03/2018 al 02/09/2018

  Palazzo Reale - Milano


Cinquanta straordinarie opere d'arte della spettacolare collezione d'arte di Ottocento e Novecento conservata presso il Philadelphia Museum of Art, approdano dal 8 marzo sino al 2 settembre a Milano nella magnifica cornicedi Palazzo Reale in un allestimento raffinato ed elegante studiato per valorizzare ogni singolo quadro. La mostra è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Mondo Mostre Skira.  Opere di una trentina di artisti celeberrimi come Pierre Bonnard, Constantin Brancusi, Georges Braque, Paul Cézanne, Marc Chagall, Salvador Dalí, Edgar Degas, Maurice de Vlaminck, Dufy, Paul Gauguin, Albert Gleizes, Juan Gris, Vasily Kandinsky, Paul Klee, Edouard Manet, Henri Matisse, Jean Metzinger, Joan Miró, Claude Monet, Pablo Picasso, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Auguste Rodin, Georges Rouault, Henri Rousseau, Alfred Sisley, Chaim Soutine, Vincent van Gogh, Yves Tanguy, Maurice Utrillo. Cui si aggiungono i lavori di tre grandi artiste: Mary Cassatt, Marie Laurencin, Berthe Morisot.

 

CINEMA! STORIE, PROTAGONISTI E PAESAGGI

dal 07/06/2018 al 01/07/2018
PALAZZO ROVERELLA
ROVIGO (RO)

protagonisti, paesaggi: un'ampia rassegna, curata da Alberto Barbera, dà conto della singolare attrazione che il cinema ha provato, e continua a provare, per il Delta del Po, là dove il Grande Fiume si confonde con l'Adriatico.

La mostra si propone di ricostruire la storia del rapporto intenso, profondo e originale che si è instaurato in oltre ottant'anni di intensa frequentazione fra un territorio dalle caratteristiche pressoché uniche e i cineasti italiani, dando vita a opere indimenticabili destinate a rimanere nella storia del cinema. Si calcola che le acque, i lembi di sabbia, le piane del Delta siano state protagoniste, più che semplice scenario, di almeno 500 tra film, documentari, fiction televisive, girati dai più grandi registi fra cui Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Giuseppe De Santis, Michelangelo Antonioni, Ermanno Olmi, Carlo Mazzacurati, Alberto Lattuada, Mario Soldati, Pupi Avati, Tinto Brass, Elisabetta Sgarbi e molti altri.
Il percorso della mostra è affidato all'utilizzo di diverse tipologie di materiali fra cui foto di scena, manifesti, locandine, fotobuste, sceneggiature, materiali d'archivio, fotografie originali autografate, videomontaggi di sequenze di film, documentari, sceneggiati TV e interviste filmate ai protagonisti.


ANTONIO LIGABUE

dal 07/06/2018 al 01/07/2018
Palazzo Ducale Munizioniere/Loggia Abati
GENOVA (GE)

Dal 3 marzo all' 1 luglio 2018, a Palazzo Ducale di Genova un'antologica ripercorre la vicenda umana e creativa di Antonio Ligabue, uno degli autori più geniali e originali del Novecento italiano.
La mostra, curata da Sandro Parmiggiani e Sergio Negri, prodotta e organizzata da ViDi con la Fondazione Antonio Ligabue di Gualtieri (RE) in collaborazione con Comune di Genova e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, propone 80 opere, tra dipinti, sculture e incisioni di Ligabue. Il percorso espositivo si snoda tra i due poli principali entro i quali si sviluppa l'universo creativo di Ligabue: gli animali, selvaggi e domestici e i ritratti di sé.
L'esposizione costituisce un ulteriore capitolo, dopo le rassegne di Gualtieri (2015), di Palermo e di Roma (2016), di Pavia (2017), per riportare il lavoro di Ligabue a una corretta valutazione critica e storica: un'occasione per riaffermare, al di là delle fuorvianti definizioni naif o di artista segnato dalla follia, il fascino di questo "espressionista tragico" di valore europeo, che fonde esasperazione visionaria e gusto decorativo.


IL VIAGGIO DI MARCO POLO

dal 07/06/2018 al 01/07/2018
Blu Palazzo d'Arte e Cultura
PISA (PI)

La mostra fa rivivere al grande pubblico il fascino dei luoghi esplorati da Marco Polo attraverso le immagini di uno fra i più grandi fotografi di National Geographic, Michael Yamashita
Con ventiquattro anni di viaggio, migliaia di chilometri percorsi a piedi e a cavallo, e un milione di storie da raccontare, Marco Polo ha ispirato, attraverso Il Milion e, Cristoforo Colombo e innumerevoli altre imprese di esploratori e viaggiatori. Da qui l'idea del grande reportage per National Geographic da cui trae spunto "Il viaggio di Marco Polo nelle fotografie di Michael Yamashita": una mostra fotografica di grande impatto esperienziale mirata a far rivivere, attraverso immagini, video e racconti, l'epico viaggio da Venezia fino all'estremo oriente attraverso la via della seta, al tempo la via carovaniera più famosa e trafficata del mondo. Autore delle fotografie è Michael Yamashita, che attraverso un reportage durato anni ha ripercorso per National Geographic le orme di Marco Polo ritrovando molti dei luoghi narrati e rendendo giustizia alle sue testimonianze dirette. Fra le informazioni e gli stimoli presenti nella mostra, un risalto particolare verrà dato alla figura di Rustichello da Pisa, a cui si deve la stesura, grazie ai racconti di Marco Polo durante il suo periodo di prigionia nel 1298, de Il Milione. Complessivamente le fotografie esposte sono 77, cui si aggiungono immagini in movimento, testi esplicativi, mappe, racconti audio ed oggetti provenienti dai luoghi attraversati da Marco Polo.


HIROSHIGE VISIONI DAL GIAPPONE - VISITE GUIDATE

dal 07/06/2018 al 27/07/2018
Scuderie del Quirinale
ROMA (RM)


JOAN MIRÒ - OPERE GRAFICHE 1948 - 1974

Arriva in Puglia la baraonda cromatica dell'artista catalano


dal 08/06/2018 al 15/07/2018
Castello Carlo V
MONOPOLI (BA)

Un itinerario nella creatività di Miró e nell'estrema poeticità della sua arte surrealista. Le splendide sale del Castello Carlo V di Monopoli ospiteranno dal 24 marzo al 15 luglio 2018 la grande mostra "Joan Miró. Opere Grafiche 1948-1974", confermandosi importante contenitore culturale della città pugliese.
La mostra, rappresentativa della creatività di uno dei più grandi e influenti artisti del Novecento, è dedicata alla scoperta del meraviglioso mondo di Miró attraverso un'antologia di circa 90 opere grafiche, appartenenti a quattro serie complete. Nelle creazioni del Maestro catalano le forme, i colori e lo straordinario alfabeto di segni sono il risultato della sua incredibile capacità di rinnovarsi alla luce di una visione globale dell'arte, vissuta con curiosità e versatilità.
La prestigiosa esposizione di Monopoli è un'occasione unica per scoprire e ammirare il percorso creativo di Miró e quei particolari aspetti del suo mondo, dal quale lasciarsi incantare. La mostra accompagnerà il visitatore alla scoperta dell'alternanza armoniosa di segni, di immagini vibranti di colori e di versi, per sorprendersi di inattese visioni e libertà espressiva.


PICASSO METAMORFOSI




dal 20/10/2018 al 17/02/2019
Palazzo Reale - Primo Piano
MILANO (MI)

La mostra "Picasso Metamorfosi", dal 18 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019 a Palazzo Reale è dedicata al rapporto multiforme che il genio spagnolo ha sviluppato con il mito e l'antichità. Promossa e prodotta da Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e MondoMostreSkira, la mostra è curata da Pascale Picard, direttrice dei Musei civici di Avignone. Il progetto, tappa milanese della grande rassegna europea triennale Picasso-Méditerranée, promossa dal Musée Picasso di Parigi con altre istituzioni internazionali, presenta circa 200 opere tra lavori di Picasso e opere d'arte antica, provenienti da importanti musei europei quali il Musée National Picasso di Parigi, il Musée du Louvre di Parigi, i Musei Vaticani di Roma. Il progetto si innesta in un percorso sull'artista intrapreso da Palazzo Reale nei decenni: l'esposizione di Guernica nel 1953, la grande antologica nel 2001 e infine la rassegna monografica del 2012. Con "Picasso Metamorfosi" sarà l'antichità a essere reinventata da Picasso e presentata nelle sei sezioni della mostra che mettono a confronto le opere del maestro con ceramiche, statue, placche votive e rilievi antichi che lo hanno ispirato e profondamente influenzato.


IL SALOTTO DI CASANOVA

dal 30/06/2018 al 02/12/2018
Casino Venier
VENEZIA (VE)

Il luogo segreto di Venezia dove incontrare, tra fascino e suggestione, l'avventuriero e il seduttore più famoso al mondo: Giacomo Casanova. Storie di viaggi, avventure, fughe e duelli, passioni e amori, un incredibile viaggio nel tempo per rivivere uno spaccato di vita dell'epoca con la raffinatezza, l'eleganza e la trasgressione dei casini del settecento. Un momento evocativo altamente "esperienziale" che riporta il visitatore indietro nel tempo. L'entrata al Salotto comprende la visita accompagnata con il "percorso vita", l'angolo delle memorie con i manoscritti originali di Giacomo Casanova e l'esposizione "Ceramica&Eros". La visita sarà completata con le degustazioni dei "piaceri di Casanova", usanze e tradizioni settecentesche offerte agli ospiti.