BI - STORIE

BI-STORIE DI OBABA
DAL 10 AL 13  DICEMBRE
PICCOLO DEL TEATRO BELLINI

dal racconto Due fratelli di Bernardo Atxaga
adattamento di Mario Gelardi

con Arianna Cozzi, Carlo Geltrude, Alessandra Mantice, Salvatore Nicolella, Emanuele Valenti

costumi Alessandra Gaudioso
realizzazione maschere Rachele Nuzzo e Sara Oropallo
disegno luci Alessandro Messina

regia Emanuele Valenti

una produzione Nuovo Teatro Sanità
con il sostegno di Fondazione Alta Mane Italia
in collaborazione con Instituto Cervantes Nápoles e con Olinda


Bi storie di Obaba è il primo lavoro teatrale italiano a partire dal racconto Due Fratelli (Bi Anai) di Bernardo Atxaga, rappresentante di rilievo internazionale della lingua e della cultura basca. Attorno a Bi, nasce la prima collaborazione tra Emanuele Valenti (che cura la regia), Mario Gelardi (che cura la drammaturgia) e i giovani attori del Nuovo Teatro Sanità di Napoli, luogo di creazione e anteprima dello spettacolo, nella stagione teatrale 19/20. Grazie al sostegno della Fondazione Alta Mane Italia e alla collaborazione con Olinda / Da vicino nessuno è normale, si articolerà a giugno una tappa di laboratorio e un incontro, a partire dallo spettacolo e dai racconti di Atxaga.
Tema centrale del lavoro è il conflitto tra l’adolescenza e il mondo adulto, tra l’individuo e le logiche della comunità, sia essa famiglia o paese, rese complesse dalla presenza di chi, portando i segni della diversità, devia da una normalità prestabilita e conosciuta. I fratelli, di cui si parla, sono due giovani adolescenti che vivono in un paese immaginario, teatro di molti altri racconti di Atxaga, chiamato Obaba. Troppo presto, arriva la morte dei genitori; questo vissuto li strappa alla loro adolescenza, con poche colpe e responsabilità, e li immette in un mondo in cui, su ogni loro azione, sembra allungarsi l’ombra di una volontà altra, quella degli adulti, e ogni loro scelta sembra accelerare il compiersi di un destino già scritto. La loro storia comincia da qui; dal testo alla scena, si prova a raccontarla, seguendo le direzioni imprevedibili della scrittura di Atxaga, che sa essere assieme quasi fiaba e tragedia.