Campania Teatro Festival

TEATRO

LA MANCANZA

DI E CON LINA SASTRI
PRODUZIONE SALINA

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
10 GIUGNO DURATA 50MIN DEBUTTO ASSOLUTO

«Lo spettacolo è dedicato a mio fratello Carmelo, morto di Covid-19 nel gennaio del 2021 – racconta Lina Sastri. Era malato da tempo e le sue difese immunitarie non lo hanno protetto. Il reading che porterò in scena al Festival è tratto dalla sceneggiatura del corto scritto qualche mese dopo la sua morte, per parlare della sua insopportabile e dolorosa mancanza. Insieme a me, sul palco, ci sarà la musica di Mozart, che lui tanto amava. Sarà un breve racconto delle passeggiate fatte insieme al crepuscolo sul lungomare di Napoli, parlando della bellezza dell’arte, della città e delle sue preziose e meravigliose ricchezze, della storia del regno di Napoli, della musica. In particolare amava Mozart, lo ascoltava per ore perché gli donava gioia di vivere e speranza».

BEE RIOT

CON VALIA LA ROCCA, ISACCO VENTURINI
ELEMENTI SCENICI GIUSEPPE STELLATO
COSTUMI GRAZIELLA PEPE
MUSICHE FEDERICA FURLANI
DISEGNO LUCI SIMONE DE ANGELIS
SUPERVISIONE AL DISEGNO SONORO FRANCO VISIOLI
AIUTO REGIA PAOLO COSTANTINI
ORGANIZZAZIONE FRANCESCA GIOLIVO
FONICO ALESSANDRO INNARO
DRAMMATURGIA E REGIA LINDA DALISI
PRODUZIONE STABILEMOBILE
CON IL SOSTEGNO DI CENTRO DI RESIDENZA DELL’EMILIA-ROMAGNA “L’ARBORETO-TEATRO DIMORA | LA CORTE OSPITALE”
CON IL CONTRIBUTO DI TEATRO NUOVO DI NAPOLI
SI RINGRAZIA LUCIA CARUSI PER LA CONSULENZA SULLA LINGUA DEI SEGNI

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
11 GIUGNO
DEBUTTO ASSOLUTO

Adamo ed Eva, il Paradiso Perduto, la mela, l’eterna caduta dalle radici dell’albero della Conoscenza del Bene e del Male, giù in picchiata, tra piume di pernice e di Angeli dalla analoga traiettoria, fino a piombare in punti diversi dell’universo… quanto impiegheranno i Primi per ritrovarsi dopo il loro vagare? La danza, la lingua, gli strumenti di riconoscimento elaborati per riempire il voto di quella menomazione – detta unicità di Asterione – che li ha resi soli, faranno diventare Isacco Venturini e Valia La Rocca, Adamo ed Eva, come due cartografi, intenti a disegnare la mappa per la loro Casa-Giardino. Che forma avrà la rivolta? Adamo ed Eva calzano anfibi e balaclava e vanno a riprendersi l’Eden.

UNO STUDIO SU “ILLUSIONI”

DI IVAN VYRYPAEV 
LETTURA DRAMMATIZZATA CON VINICIO MARCHIONI, MILENA MANCINI
CAST IN VIA DI DEFINIZIONE
ORGANIZZAZIONE TOMMASO DE SANTIS 
PRODUZIONE ANTON ART HOUSE 

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
11 GIUGNO
DEBUTTO ASSOLUTO

«Salve. Vorrei parlarvi di una coppia, marito e moglie. Erano esseri umani meravigliosi. Vissero insieme per cinquantadue anni.» Ivan Vyrypaev

Quattro personaggi in scena. Quattro storie d’amore. Al centro di tutto, la menzogna.  
Con Illusioni, Ivan Vyrypaev regala un testo intriso di gelida ironia. Un testo che non smette di stupire, lettura dopo lettura. Si mostra fine conoscitore del comportamento umano, rivelando tutte le meschinità di cui è capace.  
Il susseguirsi di colpi di scena folli e irrazionali, apparentemente senza senso nella serrata partitura, rende il pubblico un altro personaggio della vicenda: non è quanto viene narrato ad essere protagonista, ma la narrazione stessa.
Perché, dunque, trattare la menzogna e la meschinità?
Perché sono onnipresenti nel nostro vivere: l’ipocrisia, l’omissione, la manipolazione… tutto questo altro non è che menzogna e meschinità. Le prima tra le tante cause delle nostre scelte più infelici.  

TRILOGIA DELLE MACCHINE
(OBLÒ, MIND THE GAP, AUTOMATED TELLER MACHINE)

IDEAZIONE E REGIA GIUSEPPE STELLATO
COLLABORAZIONE ALLA DRAMMATURGIA LINDA DALISI (PER MIND THE GAP)
COLLABORATORE E PERFORMER DOMENICO RISO
MUSICA E SOUND DESIGN FRANCO VISIOLI, ANDREA GIANESSI
LUCI SIMONE DE ANGELIS (PER OBLÒ E MIND THE GAP), OMAR SCALA (PER AUTOMATED TELLER MACHINE)
VOCE HAMID REZA HASELPOUR (PER MIND THE GAP)
VIDEO ALESSANDRO PAPA (PER AUTOMATED TELLER MACHINE)
COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO FRANCESCA GIOLIVO (PER MIND THE GAP E AUTOMATED TELLER MACHINE)
PRODUCTION BRUNELLA GIOLIVO
MANAGEMENT MICHELE MELE (PER OBLÒ E MIND THE GAP)
PRODUZIONE STABILEMOBILE
IN COLLABORAZIONE CON L’ASILO EXASILOFILANGIERI.IT, CORSIA OF CENTRO DI CREAZIONE CONTEMPORANEA, OLINDA, L’ARBORETO DI MONDAINO, TEATRO DIMORA, LA CORTE OSPITALE – CENTRO DI RESIDENZA EMILIA-ROMAGNA

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
13 GIUGNO DURATA 2H+40MIN

Una lavatrice, un distributore di snack e bibite, un bancomat ATM. Sono i tre protagonisti di un trittico di installazioni-performance che indaga il rapporto uomo-macchina.Un viaggio in tre capitoli, attraverso tre oggetti diversi con i quali ognuno di noi si relaziona più o meno quotidianamente. Il primo, un elettrodomestico presente nelle nostre case, oggetto familiare. Il secondo, solitamente situato in luoghi pubblici, che esaudisce i nostri piccoli desideri o bisogni. Il terzo, una macchina anch’essa pubblica, ma che è una porta di accesso al privato di ognuno di noi. Tutte e tre hanno qualcosa da raccontarci: il nostro presente, il nostro rapporto con la realtà che ci circonda, attraverso storie personali e universali al tempo stesso.
Un performer che compie poche semplici azioni concrete ci accompagna in questo viaggio. O forse è anche lui uno spettatore come noi?


CABARET DELLE PICCOLE COSE

DI E CON FILIPPO TIMI
E CON ERICA BIANCO, LIVIA BONETTI, MATTEO CECCHI, FRANCESCA FEDELI, ILARIA MARCHIANÒ, VIOLA MIRMINA, MARCO RISIGLIONE, FEDERICO RUBINO
ASSISTENTE ALLA REGIA BEATRICE CAZZARO
PRODUZIONE TEATRO FRANCO PARENTI
SPETTACOLO SELEZIONATO DA NEXT – LABORATORIO DELLE IDEE 

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
14, 15 GIUGNO DURATA 1H+10MIN

Piccole cose che, tra ironia e sentimento, raccontano la loro piccola esistenza, fatta di tragedie, peripezie, amori e istanti di felicità. Tra queste, la candelina cianfrusaglia, un rubinetto piagnone, l’ultima sigaretta prima di smettere di fumare, un sasso innamorato di un altro sasso ma senza bocca per baciarlo…
A interpretarle, in camicetta collegiale e naso da Pinocchio, otto giovani attori in uno spettacolo dal sapore fanciullesco, intimo e delicato.
«Ho scritto questi monologhi per dare voce a chi voce non ha – spiega Filippo Timi. Si tratta di una drammaturgia che nasce dal silenzio e dalla fragilità di sentimenti che appartengono al mondo. Questi piccoli oggetti, come per magia, prendono il coraggio di strappare i fili dell’ovvietà, e si propongono, in un cabaret a volte surreale a volte melanconico, a volte disperatamente comico».

LA GIOVINEZZA È SOPRAVVALUTATA

SCRITTO DA PAOLO HENDEL, MARCO VICARI
CON PAOLO HENDEL
REGIA DI GIOELE DIX
PRODUZIONE AGIDI

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
15 GIUGNO DURATA 1H+20MIN

«Tutto è iniziato il giorno in cui ho accompagnato mia madre novantenne dalla nuova geriatra. In sala d’attesa la mamma si fa portare in bagno dalla badante. Un attimo dopo la geriatra apre la porta del suo studio, mi vede e mi fa: “Prego, sta a lei… “». Grazie a quell’incontro Paolo Hendel si rende conto che si sta “pericolosamente” avvicinando alla stagione della terza età e che è venuto il momento di fare i conti con quella che Giacomo Leopardi definisce “la detestata soglia di vecchiezza”. Lo fa a suo modo, in una sorta di confessione autoironica sugli anni che passano, con tutto ciò che questo comporta: ansie, ipocondria, visite dall’urologo, la moda dei ritocchini estetici e le inevitabili riflessioni, sia di ordine filosofico che pratico, sulla “dipartita”.


A CASA ALLO ZOO: VITA CASALINGA E LA STORIA DELLO ZOO

Vita casalinga e La storia dello Zoo
DI EDWARD ALBEE
TRADUZIONE ENRICO LUTTMANN
CON TOMMASO AMADIO, VALERIA PERDONÒ, MICHELE RADICE
SCENE ERIKA CARRETTA
LUCI FABRIZIO VISCONTI
SUONO SILVIA LAURETI
REGIA BRUNO FORNASARI
PRODUZIONE TEATRO FILODRAMMATICI DI MILANO E VIOLA PRODUZIONI

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
17 GIUGNO  DURATA 1H+30MIN
DEBUTTO ASSOLUTO

A casa allo zoo è un’opera composta di due atti unici messi in dialogo da Edward Albee a distanza di quasi cinquant’anni uno dall’altro.
In Vita casalinga Peter e la moglie Ann si affrontano con pugnalate squisitamente verbali. Per evitare che la situazione degeneri, lui decide di andarsene al parco da solo. Qui inizia La storia dello Zoo. Peter, seduto su una panchina, viene avvicinato da Jerry, un tipo strano che vuole raccontargli una storia. L’invadenza dell’estraneo sfocia rapidamente in violenza fisica e i due si prendono a coltellate tutt’altro che metaforiche. Il testo ritrae un’umanità sola, isolata, ormai disabituata a comunicare in un mondo materialistico fatto d’ingiustizie e disparità sociali. Il tutto raccontato da Albee con amara ironia e la consueta maestria dialettica.


STUPIDA SHOW!

(CAPITOLO 1 – CATTIVI PENSIERI)
DRAMMATURGIA GABRIELE DI LUCA
REGIA GABRIELE DI LUCA, MASSIMILIANO SETTI
CON BEATRICE SCHIROS
UNO SPETTACOLO DI CARROZZERIA ORFEO
COPRODOTTO DA CARROZZERIA ORFEO, LA CORTE OSPITALE, ACCADEMIA PERDUTA – ROMAGNA TEATRI, FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – CAMPANIA TEATRO FESTIVAL

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
17, 18 GIUGNO DURATA 1H+10MIN
DEBUTTO ASSOLUTO

Dopo Miracoli Metropolitani, Carrozzeria Orfeo debutta con Stupida Show! (Capitolo 1 – Cattivi pensieri), un monologo di stand up comedy scritto da Gabriele Di Luca che ne firma la regia insieme a Massimiliano Setti. In scena Beatrice Schiros, protagonista dei grandi successi di Carrozzeria Orfeo, una delle artiste più acclamate del teatro italiano, dotata di una comicità imprevedibile e irriverente, prototipo della donna determinata e senza peli sulla lingua. In Stupida Show! sarà una cinquantenne sola e in guerra con la vita, alle prese con un corpo in declino, un’affettività traballante e sogni irrealizzabili ma in grado di trasformare le sue ferite e i fallimenti in una comicità travolgente spinta verso l’inconfessabile, verso i nostri piccoli inferni personali, dove il destinatario del suo dialettico atto terroristico sarà il suo primo avversario naturale: l’amore.

BINARIOMORTO

DI LELLO GUIDA 
CON ANTONIO GRIMALDI, CIRO GIRARDI, GIACOMO D’AGOSTINO, GABRIELLA LANDI 
REGIA FRANCO ALFANO, ELENA SCARDINO 
MUSICHE ORIGINALI GABRIELE GUIDA 
PRODUZIONE LAB TEATRO E PICCOLO TEATRO PORTA CATENA 

PICCOLO TEATRO PORTA CATENA, SALERNO
18, 19 GIUGNO

Una storia metropolitana narrata con i canoni della tragedia greca. L’ambientazione è un residuo urbano: un vagone di treno fermo in una stazione dell’hinterland di Napoli, come su un “binario morto” sono le vite dei protagonisti. Quante probabilità esistono nella vita reale di far convergere i destini di Cosimo, Damiano e Salvatore in un unico tragico epilogo? Tre vite che si intrecciano, tutto era già accaduto ma nessuno ne era cosciente. La sedicente “madonna”/deus ex machina conclude grottescamente che «comunque ridendo e scherzando la nottata è passata».

MAFIA: SINGOLARE FEMMINILE

DI CETTA BRANCATO, MARZIA SABELLA
CON STEFANIA BLANDEBURGO, MARIA TERESA CORACI, GIUDITTA PERRIERA, FRANCESCA PICCIURRO
OGGETTI DI SCENA E COSTUMI ELISABETTA GIACONE
SOUND DESIGN EMANUELE SUTERA
REGIA ENRICO STASSI
PRODUZIONE FONTARÒ – CIRCOLO ARCI DI PALERMO

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
19 GIUGNO DURATA 1H+10MIN

Liberamente tratta dal libro Nostro Onore di Marzia Sabella, Mafia: Singolare Femminile è un’opera teatrale scritta dalla drammaturga Cetta Brancato e dal magistrato Marzia Sabella. Il testo, con la prefazione di Rosy Bindi, è pubblicato da Navarra Editore, Palermo 2020.
Il testo si compone di otto monologhi di donne, l’altra metà del cielo del fenomeno mafioso. I personaggi escono dalle carte processuali e incarnano gli aspetti femminili di un mondo funesto in cui la donna compie la propria condizione, sempre in rapporto con il lutto e il dolore e, a volte, con accenti comici che sottolineano per contrasto la tragicità delle esistenze. La messa in scena è affidata a tre attrici. Una quarta veste i panni di una prefica che, assumendo quasi la funzione di coro greco, interviene tra i monologhi, segnando il passo nell’evolversi del repertorio che fa della scena un teatro-inferno. Un contemporaneo inferno di Sicilia, senza salvezza né perdono, dove i personaggi sono interpreti di una tragedia moderna. Moderna perché, a differenza del teatro classico, non vi è catarsi. L’unica redenzione possibile è la crudeltà dello specchio: la coscienza di quanto potente e antropologicamente radicata sia la cultura mafiosa, pregna di familismo amorale e di religiosità arcaico-patriarcale.

IL MEDICO DEI PAZZI

DI EDUARDO SCARPETTA
CON GIOVANNI ALLOCCA, CHIARA BAFFI, ANGELA DE MATTEO, MASSIMO DE MATTEO, VALENTINA MARTINIELLO, PEPPE MIALE, FEDERICO SIANO E ALTRI ATTORI IN VIA DI DEFINIZIONE
SCENE LUIGI FERRIGNO
COSTUMI GIUSEPPE AVALLONE
REGIA CLAUDIO DI PALMA
PRODUZIONE ENTE TEATRO CRONACA VESUVIOTEATRO
IN COPRODUZIONE CON TRADIZIONE E TURISMO

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
21, 22 GIUGNO
DEBUTTO ASSOLUTO

Scarpetta porta in scena con cinismo quell’avvertimento del contrario che per Pirandello era la comicità. Dice di farlo solo per “l’amato pubblico” che assiste ai propri vizi e se ne sente ristorato. La giocosa spietatezza di Scarpetta reintroduce la catarsi del teatro. Ne Il medico dei pazzi uno “straniero”, un babbeo, il cafone Sciosciammocca precipita nel mondo di città che lo circuisce e spiazza. È così che le legittime ma inesauste ambizioni dei cittadini finiscono per apparirgli come pericolose follie. Sottile satira di costume? Macché! È solo per riderne. La denuncia dei nostri vizi è un calembur, l’affanno delle nostre aspirazioni un intrattenimento. Triste per cui assolutamente divertente.

TINA MODOTTI

PROGETTO, DRAMMATURGIA E REGIA MASSIMILIANO GALLO
CON SHALANA SANTANA
PRODUZIONE MACHINA PRODUZIONI TEATRALI, OR.I.S. TEATRO DIANA E CITTÀ MEDITERRANEE

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
21 GIUGNO
DEBUTTO ASSOLUTO

Di Tina Modotti si sa ancora troppo poco. Una personalità ingombrante, che ha vissuto troppe vite. Caduta nell’oblio di chi scrive e riscrive la storia a modo suo, con troppa sufficienza. Detestata dai fascisti, ignorata in seguito dai comunisti. In un mondo perfetto, Tina Modotti sarebbe certamente un personaggio da conoscere, affrontare, capire. Una socialista ante litteram, una spia, una fotografa, una femminista, un’apolide?
«Credo che questo sia il momento storico in cui Tina, possa finalmente essere percepita dalle nuove generazioni, come un’icona pop – spiega Massimiliano Gallo–. Mi è sembrato interessante raccontare la sua “dedizione” assoluta alla causa, il suo sacrificio. Nel mondo della mediocrità e dell’appiattimento “emozionale”, mi sembra giusto ribadire concetti così rivoluzionari.
Tina è stata una donna, moderna, coraggiosa, che ha portato all’estremo il concetto dell’arte e della passione per quello in cui ha creduto. “Non erano femministe, erano loro stesse, non era necessario farsi chiamare femminista per essere indipendente in ogni punto di vista…” questo era il pensiero di Vidali riguardo la Modotti.
La narrazione si muove su diverse linee di racconto: una che espone gli appuntamenti essenziali della sua vita, ed un’altra che ci fornisce l’aspetto più intimo di Tina. Le sue confessioni, i suoi pensieri sulla morte, l’amore, l’impegno politico. Su quest’ultime mi sono preso la responsabilità di inventare, per restituire quello che Tina mi ha trasmesso.
Per la rapidità con cui ha vissuto la sua breve vita, ho immaginato un impianto scenico ed uno spettacolo che ricordino più una installazione che un semplice monologo.
Uno schermo centrale, all’interno del quale Tina entrerà, per dialogare con i suoi compagni di avventura (Robo, Weston, Vidali, Frida, Diego Rivera), e due totem laterali, sui quali verranno proiettate le immagini delle persone a lei più vicine (la sorella, la madre).
La “mia” Tina (Shalana Santana), ci racconterà la sua vita operando con questi strumenti.
Schermi e video proiezioni per fare di questo monologo uno spettacolo sicuramente contaminato dalla narrazione cinematografica.
Non a caso ho scelto un compositore di colonne sonore per il cinema, il Maestro Remo Anzovino.
Sarà lui a concepire il tema portante della storia di Tina.
Lo definirei: “monologo a più voci”, visto che Shalana Santana non sarà sola in scena.
Spero fortemente di riuscire in questa sfida così complicata. Spero di restituire al pubblico le emozioni che ho ricevuto da Tina il primo giorno in cui l’ho incontrata».

CONTRACTION / CONTRAZIONI

DI MIKE BARTLETT
TRADUZIONE MONICA CAPUANI
REGIA FRANCESCO SAPONARO
CON VALENTINA ACCA E FEDERICA SANDRINI
SCENE LUCIA IMPERATO
COSTUMI DANIELA SALERNITANO
DISEGNO LUCI LUIGI DELLA MONICA
AIUTO REGIA SERENA MARZIALE
PRODUZIONE TRADIZIONE E TURISMO – CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE

CAPODIMONTE – PRATERIE DEL GIGANTE
23, 24 GIUGNO

Contrazioni dell’affermato drammaturgo inglese Mike Bartlett si svolge in un ufficio di una multinazionale. In scena due donne. Una manager spietata e senza nome che incarna il meccanismo mortificante dell’azienda e usa tutte le armi del potere con strategica perversione. Emma, una giovane lavoratrice precaria che compie una discesa agli inferi, oltrepassando ogni limite, da uno stato di indipendenza al totale asservimento. Un testo dal linguaggio tagliente che parla di come possiamo diventare o di come siamo già, su quanto siamo in pericolo e su come vadano protetti i nostri spazi di libertà, intimità e amore.

PRIMA DELLA NOTTE

OVVERO CHI MI HA UCCISO NEL 2022
CONCERTO-SPETTACOLO DI E CON TATO RUSSO
CON INCORPOREA GROUP ILMAR PINTALDI URSULA VENTIPIEDI, ANDREA TIZIO, CARLO CAIO, MASSIMO PEPE
COREOGRAFIE AURELIO GATTI
SCENE PEPPE ZARBO       
COSTUMI GIUSI GIUSTINO     
MUSICHE MAURIZIO SANSONE
LUCI PASQUALE PALLADINO
REGIA LIVIO GALASSI
AIUTO REGIA COSIMO BENCIVENGA
AIUTO COSTUMISTA CLARA PETANIA
ELETTRICISTA MARCO PEPE
MACCHINISTA CARLO BATTIPANNI
ATTREZZISTA TEODORO PRIMO
SUGGERITORE ELIO CRUDO   
GRAFICA ILENIA FUSCO
AMMINISTRAZIONE MELINA BALSAMO
ORGANIZZAZIONE GIANCLAUDIO BANDISTA

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
25 GIUGNO DURATA 1H+10MIN
DEBUTTO ASSOLUTO

Tato Russo, regista, drammaturgo, poeta, musicista, attore, talento multiforme della scena drammatica nazionale, è tra gli esponenti del teatro italiano del dopoguerra, sicuramente tra i primi in assoluto. Per festeggiare i suoi 52 anni di teatro e i suoi 75 anni di vita è stato invitato al festival con un concerto-spettacolo dal titolo molto suggestivo, che, attraverso una lettura molto originale di poesie scelte dai 15 volumi finora pubblicati, vorrà essere insieme una confessione e un’esemplificazione della sua poetica a tratti rabbiosa, che qualcuno ha definito Malapoesia, ma che fa di lui un poeta dai canoni espressivi inconsueti e un artista dal personalissimo stile.
Lo spettacolo supera l’impostazione del solito concerto di poesie e diventa, nella originale proposta di Tato Russo, una vera e propria piéce teatrale, con una trama avvincente, e quel taglio spettacolare che è proprio della poetica teatrale di Tato Russo, e che ci riporta a un Krapp di Beckettiana memoria.

IL SOCCOMBENTE

DI THOMAS BERNHARD
TRADUZIONE RENATA COLORNI
RIDUZIONE RUGGERO CAPPUCCIO
REGIA FEDERICO TIEZZI
CON MARTINO D’AMICO, FRANCESCA GABUCCI, SANDRO LOMBARDI
SCENE E COSTUMI GREGORIO ZURLA
LUCI GIANNI POLLINI
REGISTA ASSISTENTE GIOVANNI SCANDELLA
PRODUZIONE COMPAGNIA LOMBARDI-TIEZZI, ASSOCIAZIONE TEATRALE PISTOIESE, FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – CAMPANIA TEATRO FESTIVAL

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
25, 26 GIUGNO
DEBUTTO ASSOLUTO

Primo capitolo di un’ideale trilogia sulle arti, Il soccombente è una grande riflessione dedicata al mistero della musica. Su questo romanzo Ruggero Cappuccio compie un’operazione che riporta il testo alla sua matrice teatrale, caratteristica innata di molta narrativa di Bernhard. Federico Tiezzi, dopo aver già messo in scena con successo Antichi Maestri, torna ad affrontare il grande autore austriaco.
La vicenda si svolge a Salisburgo, quando tre promettenti pianisti decidono di seguire il corso di un famoso maestro di musica. Uno di questi giovani è Glenn Gould, genio e virtuoso inarrivabile del pianoforte. Ed è proprio l’innegabile superiorità di Gould a segnare la vita di un altro dei giovani: Wertheimer. Annientato dalla genialità di Gould, dopo una lunga discesa agli inferi fatta di invidia e insicurezza, s’impicca. L’opera si svolge come un teorema crudele che ruota intorno a una domanda: fino a che punto siamo responsabili dei nostri fallimenti?.

LA ROSA NON CI AMA

(CARLO GESUALDO VS MARIA D’AVALOS)
DI ROBERTO RUSSO
CON CLORIS BROSCA, GIANNI DE FEO
REGIA GIANNI DE FEO
IMPIANTO SCENOGRAFICO E COSTUMI ROBERTO RINALDI 
MUSICHE ORIGINALI ALESSANDRO PANATTERI
FOTO DI SCENA E GRAFICA MANUELA GIUSTO 
CONSULENZA MUSICALE M. ADRIANA CAGGIANO 
CONSULENZA PER LO SPAGNOLO LORENZO RUSSO
UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE GIUSEPPE GIORGIO
PRODUZIONE LAB DI TIZIANA BEATO 

CAPODIMONTE – PRATERIE DEL GIGANTE
26 GIUGNO DURATA 1H+5MIN

Il caso Gesualdo da Venosa-Maria d’Avalos è un must narrativo inquinato da troppe leggende. La rosa è la metafora dell’amore malato, della manipolazione, ma anche di quell’amore che in cambio della celebrità, e della considerazione sociale, chiede un prezzo e i personaggi della tragedia, si immolano alla convenzione sociale. Nel nostro progetto Carlo e Maria, con l’acquisita consapevolezza delle proprie dissonanze, si dirigeranno verso una nuova Armonia – racconta l’autore Roberto Russo».
«Ho privilegiato un’atmosfera notturna – spiega il regista Gianni De Feo – da cui, come barboni, emergono due personaggi. Sarà l’azione scenica a riproporre, in una ritualità ossessiva, le figure di Carlo e Maria. La regia alterna fra colori e musica, personaggi infernali, grottesche figure sul proscenio dell’orrore».

ALTRO GIRO! ALTRA CORSA!

DI EDUARDO TARTAGLIA
REGIA EDUARDO TARTAGLIA
CON EDUARDO TARTAGLIA, VERONICA MAZZA E ATTORI DA DEFINIRE
SCENE LUIGI FERRIGNO
PRODUZIONE ASS. COMMEDIA FUTURA IN COPRODUZIONE CON GESTIONE ATTIVITÀ TEATRALI SRL

 CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
27, 28 GIUGNO DURATA 1H+40MIN
DEBUTTO ASSOLUTO

È il Febbraio dell’Anno del Signore 2020 quando il procuratore di calciatori Isidoro Di Tacco si reca nelle remotissime Isole Fluttuanti del lago Titicaca per assicurarsi lo straordinario talento del poco più che quindicenne Gerardo Pedro, appartenente alla fiera Tribù degli Uros, discendenti dalla nobilissima stirpe degli antichi Inca, già valutato 40 milioni di euro! Traghettato a bordo di una tipica canoa da Segundo, sindaco del microscopico villaggio, Isidoro fa appena in tempo ad approdare sulla più sperduta delle isolette dell’arcipelago e a conoscere Fiorella Cuttone, intraprendente imprenditrice del settore tessile e manifatturiero di San Giuseppe Vesuviano, quand’ecco irrompere improvvisa e violenta la realtà del Covid 19! E di Isidoro Di Tacco, in Italia, si perde ogni traccia!

Con un salto temporale, eccoci ora nel Giugno del 2022. Rispetto alle più terrorizzate e terrorizzanti previsioni iniziali, neanche un paio di anni e siamo già tutti quanti risaliti sulla giostra. Altro giro! Altra corsa! È tempo di andare a capire che fine abbia fatto Isidoro.

«Saper dar voce alle speranze e ai desideri che alimentano i nostri cuori – spiega Eduardo Tartaglia –; riuscire ad individuare le inquietudini e le paure che turbano le nostre coscienze. Questi gli obiettivi perseguibili da un Autore di Teatro. Oggi più che mai. “ALTRO GIRO! ALTRA CORSA!” è una commedia che nasce con queste intenzioni. Auspicare che la pandemia da Covid 19 potesse essere una tragedia che ci avrebbe cambiato tutti, è stata, ahinoi, solo una falsa speranza. Che si è affievolita ogni giorno di più, fino a tramontare miseramente. Sotto i nostri stessi occhi, ma senza che neppure ce ne accorgessimo!».

FAVOLA

UNO SPETTACOLO DI PICCOLA COMPAGNIA DELLA MAGNOLIA
CREAZIONE 2022
PROGETTO VULNERABILI 22.24
SPETTACOLO REALIZZATO IN COPRODUZIONE CON TPE/TEATRO PIEMONTE EUROPA, CTB/CENTRO TEATRALE BRESCIANO, CENTRO BRANCATI/CATANIA, GLI SCARTI/LA SPEZIA
CON IL SOSTEGNO DI TAP/TORINO ARTI PERFORMATIVE
CON IL SUPPORTO IN RESIDENZA DI TEATRO DI SARDEGNA, DRACMA CENTRO RESIDENZE (RC), CLAPS CIRCUITO LOMBARDO (BS)
IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE ANTONIO PRESTI “FIUMARA D’ARTE”|ATELIER SUL MARE (ME) 
TESTO FABRIZIO SINISI
IDEAZIONE, REGIA, COSTUMI GIORGIA CERRUTI
IN SCENA GIORGIA CERRUTI, DAVIDE GIGLIO
IN VIDEO GIORGIA CERRUTI, DAVIDE GIGLIO E MOLTE VARIOPINTE COMPARSE
ASSISTENTE ALLA REGIA RAFFAELLA TOMELLINI
AIUTO REGIA VIDEO, FOTOGRAFIA, MONTAGGIO GIULIO CAVALLINI
MUSICHE, SOUND DESIGN, FONICA GUGLIELMO DIANA
ASSISTENTE ALLA PRODUZIONE VIDEO, OPERATORE MARCO ROSSINI
LIGHT DESIGN LUCIO DIANA
TECNICO DI COMPAGNIA MARCO FERRERO
RESPONSABILE DI PRODUZIONE ANGELO PASTORE
SEGRETARIA DI COMPAGNIA EMANUELA FAIAZZA

 CAPODIMONTE – PRATERIE DEL GIGANTE
28 GIUGNO DURATA 1H+15MIN
DEBUTTO ASSOLUTO

«Tre anni fa chiesi a Fabrizio Sinisi di scrivere una “favola eretica” – racconta Giorgia Cerruti –, un testo che abbracciasse il tema dell’eresia e dell’utopia entro l’arco temporale del sonno e del risveglio. Ne è nato FAVOLA, una tragedia da camera contemporanea.

I protagonisti – G. e D. – sono una coppia. Sul palco – luogo del reale – ripercorrono le favole del loro dolore: tre sogni, la ripetizione, in tre epoche diverse, di uno schema tragico: la sopraffazione dell’uomo sulla donna, del padre sul figlio, del più forte sul più debole. Il ponte di accesso a questa via oscura è un grande schermo: luogo del rimosso, della trasformazione, o setaccio della memoria di sequenze perdute. FAVOLA è l’esperimento di un teatro politico praticato con gli strumenti della poesia, un rito laico che mette in discussione la giustizia della società attuale».


IL SOGNO DI UNA COSA

LIBERAMENTE TRATTO DAL CAPOLAVORO DI PIER PAOLO PASOLINI
DI E CON ELIO GERMANO, TEHO TEARDO
PRODUZIONE INFINITO TEATRO DI PIERFRANCESCO PISANI

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
28 GIUGNO DURATA 55MIN
DEBUTTO ASSOLUTO

Elio Germano e Teho Teardo portano in scena Il sogno di una cosa di Pier Paolo Pasolini in una versione di parole e musica.
Pasolini ci parla con le voci delle persone che dall’Italia del secondo dopoguerra, stremate dalla povertà, sono scappate attraversando illegalmente il confine per andare in Jugoslavia, attratte dal comunismo e con la speranza di trovare un lavoro dignitoso e cibo per tutti.
Vista oggi è una specie di rotta balcanica al contrario che attraversa il medesimo confine che attualmente i profughi in fuga percorrono per venire in Italia.
Forse lo abbiamo dimenticato, ma c’è stato un momento, non molto tempo fa, in cui eravamo noi a ricorrere ai passeur…
Tre ragazzi friulani alla soglia dei vent’anni vivono la loro breve giovinezza affrontando il mondo: l’indigenza delle origini in campagna, l’emigrazione, le lotte politiche al rientro in patria, fino all’integrazione nella società borghese del boom economico.
Desiderano la felicità, la bella vita in un paese straniero, poi tornano e maturano una coscienza politica, sognano la rivoluzione.
Invece finiscono per piegarsi ai compromessi dell’età adulta, i sogni si spengono e la felicità tanto agognata, diventa quella delle piccole cose: una ragazza, una casa, un lavoro… fino a morirne.
Il sogno di una cosa è il primo esperimento narrativo di Pier Paolo Pasolini, scritto di getto negli anni dell’immediato dopoguerra, prima di Ragazzi di vita e di Una vita violenta, ma pubblicato solo nel 1962, per questo il romanzo risulta essere al tempo stesso il romanzo d’esordio e di conclusione della stagione narrativa di Pasolini.

LE TALEBANE

UN PROGETTO DI ELISABETTA FIORITO
CON ROSARIA DE CICCO, MASSIMO MASIELLO
REGIA ANNAMARIA RUSSO
PRODUZIONE SUONI&SCENE

TEATRO COLOSSEO DI BAIANO
28 GIUGNO DURATA 1H+15MIN
DEBUTTO ASSOLUTO

Una pièce a due, una donna e un uomo, marito e moglie, si alternano in un paese immaginario dove le donne prendono il potere. La coppia si trova a vivere insieme la rivoluzione, poi l’istaurazione di quello che sembra un regime democratico ma che prenderà sempre più l’aspetto di una vera dittatura dove gli uomini perderanno a poco a poco la loro libertà. In un botta e risposta, tra comico e tragico, sullo sfondo l’umore nero di una black comedy, gli equilibri cambieranno all’interno della coppia, dapprima “tradizionale”, poi eguale, infine ribaltata in una spirale di violenza che la travolgerà. Arriverà la crisi e l’epilogo tragico, seppur contornato da battute e riferimenti shakespeariani, ma non sarà l’unico, perché la realtà e la finzione si intrecciano in un finale a sorpresa.

LA MACCHIA

IN SCENA FRANCESCA BORRIERO, MICHELANGELO DALISI, EMANUELE VALENTI
SCENE LUIGI FERRIGNO
LUCI CESARE ACCETTA
COSTUMI ROSARIO MARTONE
ASSISTENTE ALLA REGIA FRANCESCO LUONGO
DRAMMATURGIA E REGIA FABIO PISANO
CO-PRODUZIONE FONDAZIONE TEATRO DI NAPOLI – TEATRO BELLINI, COMPAGNIA LIBERAIMAGO

CAPODIMONTE – PRATERIE DEL GIGANTE
30 GIUGNO DEBUTTO ASSOLUTO

Un ragazzo, un giovane, forse straniero, bussa al primo piano della palazzina di periferia in cui vive, per parlare con i proprietari di casa. Il fatto è che il loro bagno – presente sulla stessa verticale del suo, a pian terreno – perde; da qualche parte, perde acqua; e questo ha provocato la formazione di una macchia di umido proprio sul suo soffitto. È lì per farlo presente, per trovare una soluzione.   La coppia che abita quella casa, si compone di un marito e di una moglie. Una donna, forse una madre e il marito, impegnato alla frontiera; un uomo integerrimo, tutto d’un pezzo, che non s’è mai piegato a tentativi di corruzione, che non ha mai abusato del suo ruolo. Il dialogo tra i tre è un dialogo violento, in totale (dis)ascolto, in cui i due proprietari non ne vogliono sapere di andare a controllare i tubi del loro bagno anzi, sembrano finanche infastiditi. Man mano che il giovane prova a parlare con loro due, il dialogo diventa sempre più aspro, si scende giù per cunicoli sempre più stretti, fin quando l’uomo, in divisa per il lavoro, tratta il giovane come fossero alla frontiera e lui, in preda al panico, prova persino a pagarlo per poter entrare nel loro bagno, per poter evitare un danno.

Note di regia

Il testo, scritto da Fabio Pisano, vive di una profonda incomunicabilità tra i dramatis personae presenti sulla scena; una incomunicabilità al limite con l’assurdo; i dialoghi sono stretti, brevi, freddi, alternati a momenti monologanti che sembrano parlare più ad un “altrove” che all’interlocutore di turno. Ognuno dei tre dramatis personae vive una propria condizione “confinata”, nessuno in quell’appartamento è a proprio agio; né i proprietari, né l’ospite, giunto lì per un preciso e banale motivo.

IL GIORNALE PARLATO: INFORMAZIONE IN SCENA

ITALIA-SENEGAL. EMIGRAZIONE “AL CONTRARIO”
GIORNALISMO, FOTOGRAFIA, VIDEO E MUSICA TESTO E VOCE LIVIA GROSSI
FOTO E VIDEO EMILIANO BOGA
MUSICA IN SCENA ANDREA LABANCA
PRODUZIONE SOC. COOP. C.M.C. a.r.l.

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
30 GIUGNO

Informazione + Teatro = Il Giornale Parlato di Livia Grossi

Il suo modo di fare informazione che trasforma la scena in una pagina di magazine con interviste in video, foto e immagini realizzati sul campo, musica dal vivo e la giornalista che dice il pezzo in modo “emotivo” guardando negli occhi il pubblico. Un nuovo modo di comunicare la notizia che accorcia la distanza giornalista-spettatore. Il reportage teatrale Italia- Senegal. Emigrazione al contrario, già presentato con successo a Bookcity Milano 2019, è una riflessione sull’emigrazione. Una realtà che in tempo di crisi può incrociare e invertire le rotte. I dati Istat del 2019 dichiarano: il numero di italiani che lasciano il proprio Paese è superiore a quello degli africani arrivati. Al centro del Giornale in scena, interviste realizzate in Senegal a italiani e africani “emigrati al contrario”. Tra le testimonianze in video: senegalesi che dopo anni di resistenza in Italia hanno lasciato il nostro Paese perché “il gioco non vale più la candela” e i pensieri degli italiani residenti in Africa in fuga da solitudine e precariato. Ma anche “interviste rap” a portavoci africani che cercano di dissuadere i ragazzi che vogliono emigrare. Tante voci che alla domanda: “Di che cosa vorresti essere ricco?” confermano che tutti, bianchi e neri, desideriamo le stesse cose. A fine serata Livia Grossi è a disposizione del pubblico per domande curiosità gli approfondimenti.

RAZZA SACRA

UN PROGETTO TEATRALE DI MARIANO LAMBERTI, RICCARDO PECHINI
SCRITTO DA RICCARDO PECHINI 
IN COLLABORAZIONE CON MARIANO LAMBERTI
REGIA MARIANO LAMBERTI
CON FRANCESCO VILLANO, CATERINA GRAMAGLIA, CANDIDA NIERI
LUCI ANTONIO GRAMBONE
SCENE LUIGI MARCHIONE
COSTUMI VALERIA RICCA
MUSICHE ANDREA ALBANESE
COREOGRAFIE MARCO ANGELILLI
UNA PRODUZIONE TEATRI DI VITA
IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – CAMPANIA TEATRO FESTIVAL

TEATRO COLOSSEO DI BAIANO
30 GIUGNO
DEBUTTO ASSOLUTO

Pasolini, le sue donne, il femminile: nel centenario della sua nascita, uno spettacolo porta in primo piano le rappresentanti di quella “razza sacra” che si è voluta ribellare al ruolo subalterno imposto dalla società. Nell’opera diretta da Mariano Lamberti e prodotta da Teatri di Vita, Pasolini è attorniato da figure come Laura Betti, Oriana Fallaci, Maria Callas e Silvana Mangano, in un carosello che abbandona presto la cronaca per diventare visione, intrigo kafkiano, film noir, tra ricordi, atmosfere e omicidi. In uno spazio chiuso e misterioso, si spalancano gli orizzonti dei campi di Casarsa o degli slum di New York, mentre Pier Paolo recupera attraverso le “sue” donne un’identità creduta perduta.

LE TROIANE, LA GUERRA E I MASCHI

UNA RE-VISIONE NECESSARIA
DRAMMATURGIA E REGIA MARCELA SERLI
DA LE TROIANE DI EURIPIDE
CON EVA ROBIN’S E CAST IN VIA DI DEFINIZIONE (ATTRICI I CUI CORPI POLITICI SFUGGONO ALLE NORME E AI CANONI DELLA SOCIETÀ OCCIDENTALE)
EMBODIMENT NOEMI BRESCIANI
ASSISTENTE ALLA DRAMMATURGIA GIULIA TRIVERO
TESTIMONƏ FEMMINISTƏ SERGIA ADAMO, LUCE SANTAMBROGIO, SILVIA TORRI
PRODUZIONE TEATRO NAZIONALE DI GENOVA, FONDAZIONE LUZZATI – TEATRO DELLA TOSSE, ONLUS- SLOVENE NATIONAL THEATRE NOVA GORICA
IN COLLABORAZIONE CON OLINDA, COMPAGNIA TEATRALE ATOPOS, CENTRO DI STUDI DI GENERE DELL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
1, 2 LUGLIO DEBUTTO ASSOLUTO

«… Per una persona migrante o trans, il successo di un viaggio
dipende dalla generosità con la quale gli altri vi accolgono e vi sostengono,
senza pensare costantemente “ecco uno straniero”,
ma vedendo la vostra singolarità di corpo vulnerabile
e alla ricerca di un altro luogo dove la vita potrebbe radicarsi. » Paul B. Preciado

Quando abbiamo deciso di fare uno spettacolo su Le Troiane non sapevamo che il mondo che conoscevamo sarebbe diventato altro. Avevamo pronto un discorso femminista sulla narrazione stereotipata delle donne nelle tragedie. Poi la guerra è arrivata qui vicino e, a quel punto, mettere in scena Le Troiane è diventato un doppio atto di coraggio: parlare di guerra ora e farlo con attrici i cui corpi politici sfuggono alle norme e ai canoni della società occidentale.
Le Troiane, la Guerra e i Maschi sarà un tentativo tragicomico, quasi maldestro, per riflettere sul potere e sull’oppressione patriarcale.
Le Troiane sono in attesa in un non luogo (atopos). Donne, oggetti tra i detriti lasciati dalla guerra dei maschi.
Atopos, con la propria diversità, i propri corpi, la propria ilare fragilità, darà voce alle straniere cacciate, le donne escluse, le streghe, le troie.

MARILYN MONROE: FRAGMENTS

CON MARIANGELA D’ABBRACCIO
A CURA DI MARIANGELA D’ABBRACCIO, FRANCESCO TAVASSI
TRATTO DA FRAGMENTS. POESIE, APPUNTI, LETTERE DI MARILYN MONROE (FELTRINELLI, 2010)
REGIA FRANCESCO TAVASSI
MUSICA DAL VIVO RICCARDO GOLA (CONTRABBASSO)
PRODUZIONE NIDODIRAGNO / CMC

CAPODIMONTE – PRATERIE DEL GIGANTE
2 LUGLIO

Mariangela D’Abbraccio, interprete tra le più attente e sensibili della scena italiana, si confronta con un mito assoluto, quello di Marilyn Monroe, uscendo da ogni cliché prevedibile ed anzi incontrando la vita pubblica e il mondo interiore di una donna di eccezionale talento e struggente umanità. Marilyn Monroe: Fragments, il titolo dello spettacolo che prende vita dall’omonimo volume che ha portato in superficie i taccuini della diva hollywoodiana, icona di femminilità, rimasti per anni nel cassetto: ricordi, pensieri, poesie, confessioni di Marilyn che vanno ad alimentarne il mito, confondendosi con le tante dicerie sul suo conto. Addentrandosi in un mondo fatto di segreti affidati alla carta, lettere e vecchie fotografie, senza alcuna intenzione voyeuristica, la D’Abbraccio si lascia commuovere dalla dolce fragilità di una donna straordinaria, di cui Hollywood ha voluto vedere, e mostrare, sempre e soltanto la disarmante bellezza. Forse, però, le verità che l’attrice ha annotato sulla pagina in modo disordinato, quasi convulso, la riscatteranno, mostrando la donna che realmente era. Una donna prigioniera della sua bellezza e della crudeltà dello star system, che le hanno impedito, entrambi, di amare ed essere amata. Una donna sofferente, sensibilissima, dall’insospettabile vena poetica. «Oh Dio, come vorrei essere morta / assolutamente inesistente / scomparsa da qui / da ogni posto», scrive negli anni Cinquanta, il decennio della svolta, della fama internazionale. La sua vita sembra una favola: gira Quando la moglie è in vacanza, sposa Joe Di Maggio, frequenta il jet set americano, compresa la famiglia Kennedy. Ma i fantasmi del passato la ossessionano e Marilyn prova a intrappolarli sulla pagina, nell’inchiostro: lo stupro subìto a dieci anni, l’orfanotrofio, l’uccisione del suo cagnolino Tippi, il tradimento del primo marito. Insieme a questo flusso di pensieri, non mancheranno incursioni musicali ricche di fascino e suggestioni che rivelano la grande vocazione musicale di Mariangela, accompagnata dal suono asciutto ed evocativo del contrabbasso di Riccardo Gola.

LA SALVAZIONE

SCRITTO DA ANGELO COLOSIMO
REGIA CHIARA CALLEGARI
INTERPRETATO DA ANGELO COLOSIMO, ROSSELLA PUGLIESE, SALVATORE ALFANO
PRODUZIONE WOBINDA PRODUZIONI
COPRODUZIONE DENEB, MAMMUT TEATRO

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO 3 LUGLIO
FORESTA DI TORA E PICILLI 8 LUGLIO
DURATA 1H+10MIN
DEBUTTO ASSOLUTO

Nell’Italia rurale degli anni Cinquanta, in un piccolo paese della Calabria, una famiglia di contadini si vede costretta a subire continue angherie. Il giovane di famiglia, è irrimediabilmente braccato dalle spire di un sistema malavitoso e feudale. Il padre per salvarlo, prova a fargli cambiare atteggiamento e lo invita più volte a partire da solo verso l’Argentina per garantirgli un futuro e la sopravvivenza. Di fronte al rifiuto del giovane, non intenzionato a separarsi dagli affetti e a rinunciare alla sua vita, la madre in primis, escogita un piano machiavellico per convincere il figlio a partire per Buenos Aires, dove ad aspettarlo avrebbe trovato lo zio già emigrato da anni. Dopo l’ennesimo, pericoloso episodio, purtroppo, tutta la famiglia è costretta a partire per lasciare il paese per sempre.


FAME

(SULT)
CINQUE ATTI DI UNA TRAGEDIA
SCRITTO E DIRETTO DA ALBERTO MELE, MARCO MONTECATINO 
CON PAOLO FARONI, FABIANA FAZIO, BIAGIO MUSELLA
COSTUMI ELENA SORIA 
MUSICHE ORIGINALI GINO GIOVANNELLI
SCENE ANDREA IACOPINO
LUCI TOMMASO VITIELLO
ASSISTENTE ALLA REGIA MARIACHIARA FALCONE
PROGETTO GRAFICO E FOTO DI SCENA ANTONELLA MAFFETTONE 
COORDINATORE DI COMPAGNIA ANTONIO DE MAIO
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE L’ISOLA DI TED

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
5 LUGLIO DURATA 1+40MIN
DEBUTTO ASSOLUTO

Bardo e Nora stanno provando ad avere un figlio. Una fuga in un piccolo paesino della Norvegia a spese del suo editore, per Bardo sembra essere l’occasione buona per mettere da parte le tensioni costanti del loro rapporto e poter così terminare il suo libro. Uno strano avvenimento conduce Bardo a tu per tu con Loki, il Dio dell’inganno, che compie su di lui un sortilegio, stravolgendogli le fattezze. Tale magico artificio non coinvolge però sua moglie, che continua a vederlo come il Bardo di sempre. L’adattamento alle nuove sembianze porterà l’uomo a vivere una rinascita, recando benefici al suo libro ed al rapporto con Nora. Fino a che Loki, il Dio beffardo, non decide di fargli di nuovo visita, rivelando i suoi veri piani…

THE SOUND INSIDE

DI ADAM RAPP
REGIA SERENA SINIGAGLIA
CON MARINA SORRENTI, ALESSIO ZIRULIA
TRADUZIONE MONICA CAPUANI
SCENE E COSTUMI ELEONORA ROSSI
LUCI E MUSICHE ROBERTA FAIOLO
ASSISTENTE REGIA CAROLA RUBINO
PRODUZIONE CENTRO D’ARTE CONTEMPORANEA TEATRO CARCANO, FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – CAMPANIA TEATRO FESTIVAL
DISTRIBUZIONE IN COLLABORAZIONE CON ATIR

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
5, 6 LUGLIO
DEBUTTO ASSOLUTO

The sound inside è un viaggio bellissimo attraverso la morte e la rinascita. È un viaggio di salvezza dentro al mistero della vita. Il paesaggio è un quadro sospeso, un luogo astratto, un limbo, uno spazio luminoso dai suoni attutiti: un parco cittadino nel cuore della notte completamente ricoperto di neve, un vasto campo ricoperto di neve. Fa freddo ma è un freddo secco, quasi piacevole. Bella è una professoressa di scrittura creativa, una donna di mezz’età che vive da sola in compagnia dei suoi libri. Ed è molto malata. Christopher è un suo studente. Un ragazzo parti-colare, molto diverso dai suoi compagni di corso. Entrambi amano la letteratura. Amano l’energia vitale che si sprigiona dalle parole come se la “finzione” potesse essere più vera del vero, più reale del reale. Un filo misterioso li unisce. Un’attrazione. La loro relazione sfiora quella amorosa per poi toccare quella filiale fino a diventare quasi fraterna. Le loro anime si incontrano. E la vita di Bella si rigenera. Chi è veramente Christopher? Esiste o è frutto della fervida immaginazione di Bella? Sicuramente questo ragazzo particolare, eccentrico e sui generis, è una meteora che la attraversa e che la salva. Un mistero, una magia direi, che però accade, eccome se accade.

«Mi piace pensare a Christopher come a quell’angelo che sa suonare le corde giuste della nostra anima – spiega Serena Sinigaglia –, quel “suono dentro” a cui non diamo spazio ma che può salvarci. Un angelo che poi devi lasciare andare al momento giusto per rialzarti come l’Araba Fenicie dalle tue stesse ceneri. Viviamo in un’epoca brutale e violenta, in uno smarrimento che ci lascia senza fiato, le gambe intorpidite, i pensieri immobili. Abbiamo paura della malattia, paura della morte, paura del con-tatto, abbiamo paura di tutto persino della nostra ombra. Mi sono innamorata de “Il suono dentro” al primo istante. Del suo spazio sospeso, della sua quiete, del conforto e del calore che vi si sprigiona. Penso che abbiamo bisogno di storie che con dolcezza ci riportano al contatto con noi stessi, storie luminose e quiete che ci ricordano che siamo molto di più di un conto in banca, di una malattia, di una prestazione. E siamo mistero, un mistero insondabile, l’arabesco indecifrabile è dato per la gioia del suo movimento non per la soluzione del suo teorema, diceva la Morante. Ecco, “The sound inside”, sprigiona luce, sprigiona speranza, sprigiona gioia».

IL SOGNO DI MORFEO

TESTO E REGIA DI ANTONIO PICCOLO
CON MARIO AUTORE, ANTONIA CERULLO, MELISSA DI GENOVA, ANTONIO PICCOLO, EMILIO VACCA
SCENE LUCIANO DI ROSA, LUCA SERAFINO
COSTUMI FEDERICA DEL GAUDIO
MUSICHE MARIO AUTORE
AIUTO REGIA MARCO DI PRIMA
VOCI REGISTRATE GIANLUCA BONAGURA, GIUSEPPE CERRONE, MARCO DI PRIMA, SARA MISSAGLIA
SARTA LAURA GIANSANTE
FOTO DI SCENA TIZIANA MASTROPASQUA
GRAFICA RICCARDO TEO
PRODUZIONE TEATRO IN FABULA
CON IL SOSTEGNO DI MIBAC E SIAE, NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA “PER CHI CREA”

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
7 LUGLIO DURATA 1H+45

All’Eremo dei Sogni il dio Morfeo, sua sorella Notturno e l’assistente Artemidoro di Daldi sono alle prese con l’invio dei sogni ai mortali. Ma ormai non si possono creare altro che incubi, perché l’immaginario degli umani si è inaridito. C’è solo una sognatrice che dà soddisfazione: si chiama Alice, fa dei bellissimi sogni e si diverte a guidarli. Il suo ultimo sogno però sta durando più del dovuto… Alice è in coma! Morfeo, Notturno e Artemidoro si mettono in testa di svegliarla e salvarla. Ma le loro forze non bastano. Si recano a Bubastis, nell’antico Egitto, nell’antro di Bastet, Dea del Sonno: un’enorme creatura, metà gatta e metà umana, che parla un linguaggio criptico da indovina. È solo la prima tappa del loro viaggio nel tempo, nello spazio e nel sogno, per salvare gli uomini e ricordare loro di sognare.


IL SOGNO DI BURNEY

CON PATRIZIO RISPO, RAFFAELLA AMBROSINO  
E CON STEFANO SANNINO 
MUSICHE DI HENRY PURCELL, GEORG FRIEDRICH HÄNDEL, RICCARDO BROSCHI, DOMENICO CIMAROSA, RINALDO DI CAPUA, NICCOLÒ JOMMELLI, GIOVANNI PAISIELLO
ESEGUITE DA ENSEMBLE STRUMENTALE MARIA MALIBRAN 
SOGGETTO E TESTO ORIGINALE STEFANO VALANZUOLO 
DA UN’IDEA DI DARIO ASCOLI, RAFFAELLA AMBROSINO 
COSTUMI ARTEMIO CABASSI 
REGIA RICCARDO CANESSA 
REVISIONI E ORCHESTRAZIONE RICCARDO IOZZIA AMBROSINO 
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE MARIA MALIBRAN 

TEATRO COMUNALE DI CASERTA
8 LUGLIO

Il lungo viaggio che Charles Burney intraprese nel 1770, alla volta dell’Italia e di Napoli, rivive attraverso le inquietudini teatrali di un capocomico chiamato a mettere in scena le atmosfere di quell’impresa. Con l’aiuto di un attore volenteroso, della cantante e di un gruppo di strumentisti, il capocomico si industria per ridare vita alle figure essenziali che scandirono il grand tour e, più in generale, animarono la compiuta visione musicale di Burney: Händel e Porpora, Jommelli e Mozart, Farinelli e Porporino. Tasselli, tutti quanti, di una vicenda appassionante che in Napoli trova il proprio centro emotivo e nella produzione vocale settecentesca la più pertinente delle colonne sonore.


UNA RAGAZZA COME IO

DI NICOLA BORGHESI, CHIARA FRANCINI
CON CHIARA FRANCINI
REGIA NICOLA BORGHESI
PRODUZIONE INFINITO TEATRO

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
8 LUGLIO
ANTEPRIMA

Ancora una volta, la straordinaria Chiara Francini si cimenta con una nuova avventura teatrale. Un frizzante monologo, cucito su di lei, uno show che unisce comicità e intrattenimento, tra citazioni, remake, gag e sapiente umorismo, in un gioco di contrasti eleganti. Divertente ma sofisticato, è unico nel suo genere, accattivante, molto originale. Un piccolo gran varietà, con musica ed effetti speciali

ALLA GRECA

DI STEVEN BERKOFF
TRADUZIONE CARLOTTA CLERICI, GIUSEPPE MANFRIDI
REGIA ELIO DE CAPITANI
CON ELIO DE CAPITANI, CRISTINA CRIPPA, SARA BORSARELLI, MARCO BONADEI
COSTUMI DI ANDREA TADDEI
SCENE THALIA ISTIKOPOULOU
MUSICHE MARIO ARCARI ESEGUITE DAL VIVO DA MARIO ARCARI, TOMMASO FRIGERIO, GIUSEPPE PUGNALE
LUCI DI NANDO FRIGERIO
ASSISTENTE ALLA REGIA ALESSANDRO FRIGERIO
ASSISTENTE ALLE SCENE ROBERTA MONOPOLI
ASSISTENTE AI COSTUMI ELENA ROSSI
CAPO MACCHINISTA GIANCARLO CENTOLA
ELETTRICISTA GIACOMO MARETTELLI PRIORELLI
FONICO MARCO SORASIO
PRODUZIONE TEATRO DELL’ELFO, FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
9, 10 LUGLIO

Steven Berkoff reinventa Edipo in una splendida parodia, un cult anni 80 tra blank verse, squarci lirici e turpiloquio rabelesiano. De Capitani regista gioca con un testo esilarante e smodato, con le sue istanze sociali e politiche, dal finale trasgressivo.
Eddy è un giovane proletario che lascia i genitori per sfuggire al vaticinio di un zingaro indovino. In cerca di fortuna nella London Calling degli anni della Thatcher – tra invasioni di topi, lotte sociali e scontri di hooligans – si imbatte inconsapevole nel suo vero padre e lo uccide in un duello a raffiche di insulti, sposandone la moglie, la sua vera madre.
Marco Bonadei interpreta con energia travolgente Eddy, sfidando gli storici attori dell’Elfo – il Laio di De Capitani, la Sfinge di Cristina Crippa – e seducendo la Giocasta da pub di Sara Borsarelli. Ad incalzarli la musica dal vivo di Mario Arcari.

ASPETTANDO GODOT

DI SAMUEL BECKETT
REGIA DI MASSIMO ANDREI
CON LELLO ARENA, MASSIMO ANDREI
E CON BIAGIO MUSELLA, ELISABETTA ROMANO, ESMERALDO NAPODANO, ANGELO PEPE E CARMINE BASSOLILLO
SCENE ROBERTO CREA
COPRODUZIONE TEATRO CILEA DI NAPOLI, LA CONTRADA TEATRO STABILE DI TRIESTE

TEATRO COMUNALE DI CASERTA
10 LUGLIO

«Ho sempre tentato. Ho sempre fallito.
Non discutere. Prova ancora.
Fallisci ancora. Fallisci meglio»

Nel 1975, a ventidue anni dalla prima assoluta parigina di En attendant Godot, Samuel Beckett ritorna sul testo che lo ha reso famoso, per realizzare una sua regia in lingua tedesca, allo Schiller Theater di Berlino. Con oltre un ventennio di esperienza alle spalle, Beckett decide di «dare forma alla confusione» del testo originale. Inizia una profonda revisione drammaturgica e un percorso registico, minuziosamente documentati nel testo riveduto e nel suo quaderno di regia. Ne emerge il quadro di un processo creativo intensissimo, in cui il sapere e l’istinto di teatrante puro di Beckett producono, da una parte, una drammaturgia visiva potente e coerente e, dall’altra, una versione di Aspettando Godot qualitativamente diversa dall’originale francese. Uno degli scopi di questo nuovo allestimento è quello di riportare l’azione scenica, scenografica e testuale di questo capolavoro alle intenzioni più segrete ed intime del suo autore. A partire dall’accento del nome Gòdot che Beckett voleva cadesse sulla prima sillaba. E che avesse la t sonora. E non come tutti abbiamo sempre fatto alla francese Godòt. Quando ho cominciato a fare le prime letture a Napoli, con attori napoletani, che non mangiavano yògurt ma yogùrt, che non avevano bisogno di un hotèl ma di un hòtel, e che per venire alle prove avevano preso la metropolitana a Piazza Càvour e non a Piazza Cavoùr, ho pensato che forse mi trovavo proprio nel posto giusto e che, probabilmente, saremmo stati tutti molto simpatici a Beckett stesso. Un Aspettando Godot quindi come lo aveva sempre voluto Beckett, ma che acquista nuovi profumi e un punto di vista diverso proprio quando entra in contatto con il Dna dei figli di una città che ha presto dovuto imparare il senso tragicomico dell’attesa. L’attesa di un nuovo invasore che scacci un vecchio tiranno, quella per la liquefazione del sangue del suo santo patrono a conferma della sua presenza e protezione, quella del terremoto pronto a distruggere case e certezze, quella dell’eruzione del vulcano bisbigliata e scongiurata nelle preghiere tra i riccioli di marmo del barocco e le volte d’oro delle chiese. Aspettare Godot in un una strada di campagna alle falde del Vesuvio può avere altre tensioni, altri smarrimenti, la stessa tragica inutilità.


IL MEDICO DEI MAIALI

PROBABILE STUDIO PER UNA MESSA IN SCENA
TESTO VINCITORE DEL PREMIO NUOVE SENSIBILITÀ 2022
TESTO E REGIA DAVIDE SACCO
CON FRANCESCO MONTANARI, DANIELE RUSSO
CAST IN DEFINIZIONE
SCENE LUIGI SACCO
LUCI ANDREA PISTOIA
ORGANIZZAZIONE ILARIA CECI
PRODUZIONE LVF E TEATRO MANINI DI NARNI

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
10 LUGLIO
DEBUTTO ASSOLUTO

Cosa succede quando muore un re? E non un re qualsiasi, ma il re d’Inghilterra. Cosa succede in quei pochi momenti in cui la monarchia si mostra fragile, il popolo aspetta e il tempo corre, come in pericolo? Cosa succede se il re non è veramente morto d’infarto, ma è stato assassinato? E cosa succede se il Principe ereditario è solo un ragazzotto arrogante e presuntuoso, del tutto impreparato alle responsabilità che lo attendono? In questa crisi, l’unico che sembra avere certezze è un veterinario, il medico dei maiali, che si ritrova per caso in questa vicenda e tenta di cogliere un’opportunità. Quando le certezze cadono, quando muoiono i padri e crollano le torri, l’essere umano si mostra sempre per quello che è: una bestia, una bestia pronta a essere un uomo.

L’INTERVISTA

DI PASCAL RAMBERT
PROGETTO DI SARA BERTELÀ
TRADUZIONE SUSANNA SPERO, SARA BERTELÀ
IDEAZIONE E REGIA SARA BERTELÀ
SPAZIO SCENICO SARA BERTELÀ, LUCREZIA LE MOLI 
INTERPRETI SARA BERTELÀ, VIOLA MARIETTI
PRODUZIONE ESECUTIVA ATIR ASSOCIAZIONE TEATRALE INDIPENDENTE PER LA RICERCA
SI RINGRAZIA PASQUALE MARI PER LA SUA COLLABORAZIONE ARTISTICA

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
12 LUGLIO
DEBUTTO ASSOLUTO

Che cosa accade quando ci restano soltanto le domande? 
L’ultimo testo di Pascal Rambert indaga il capovolgimento cui la vita costringe quando un avvenimento traumatico si manifesta e deflagra travolgendo le certezze. L’Intervista del titolo mette a confronto due donne di età diverse, che condividono la perdita di una persona amata. Ben presto emergono i dettagli di una quotidianità lontana nel tempo e fatta di piccoli gesti, e le due protagoniste si scoprono legate da una vicinanza insperata. Attraverso il loro confronto e con il reciproco ascolto, appare inattesa la possibilità di uscire dal bosco oscuro della perdita, e si intravvede il bagliore di una rinascita: la possibilità di essere di nuovo dentro i giorni che restano.


IL CACCIATORE DI NAZISTI

L’AVVENTUROSA VITA DI SIMON WIESENTHAL
BASATO SUI SUOI SCRITTI E SULLE SUE MEMORIE
CON REMO GIRONE
UNO SPETTACOLO DI GIORGIO GALLIONE
SCENE E COSTUMI GUIDO FIORATO
MUSICHE PAOLO SILVESTRI
DISEGNO LUCI GIUSEPPE FILIPPONIO
DIREZIONE TECNICA STEFANO ORSINI
DISTRIBUZIONE CHIARA PAZZINI
AMMINISTRAZIONE CRISTINA PICHEZZI
ORGANIZZAZIONE GENERALE GIULIO CORRENTE
PRODUZIONE GINEVRA MEDIA PRODUCTION 
CON IL PATROCINIO DI UNIONE COMUNITÀ EBRAICHE ITALIANE, CENTRO DOCUMENTALE WIESENTHAL DI VIENNA, AMBASCIATA D’ISRAELE IN ITALIA
PROGETTO ARTISTICO GIANLUCA RAMAZZOTTI

CAPODIMONTE – GIARDINO PAESAGGISTICO DI PORTA MIANO
12 LUGLIO DURATA 2H
DEBUTTO ASSOLUTO

Il cacciatore di nazisti racconta la storia di Simon Wiesenthal, un sopravvissuto all’Olocausto che, dopo essere stato imprigionato in cinque diversi campi di sterminio, successivamente ha impegnato la sua vita a dare la caccia e a consegnare al giudizio del mondo i più crudeli criminali di guerra della storia umana.
La vicenda racconta per ellissi e episodi emblematici i 58 anni di inseguimento ai criminali di guerra nazisti responsabili della morte di più di 11 milioni di persone. Un tentativo epico, teatrale e civile per combattere la rimozione e l’oblio.
“Non dimenticate mai, mi fido di voi!” Un’esortazione che Wiesenthal scopre nel breve messaggio lasciato dal bambino Albert, una delle tante vicende narrate. La stessa esortazione che Wiesenthal rivolgerà al pubblico a fine spettacolo…


MUSICA

CI VUOLE ORECCHIO

ELIO CANTA E RECITA ENZO JANNACCI
CON ELIO
DRAMMATURGIA GIORGIO GALLIONE
ARRANGIAMENTI MUSICALI PAOLO SILVESTRI
CON ALBERTO TAFURI (PIANOFORTE), MARTINO MALACRIDA (BATTERIA), PIETRO MARTINELLI (BASSO E CONTRABBASSO), SOPHIA TOMELLERI (SASSOFONO), GIULIO TULLIO (TROMBONE)
LIGHT DESIGNER ALDO MANTOVANI
SCENOGRAFIE LORENZA GIOBERTI
COSTUMI ELISABETTA MENZIANI
REGIA GIORGIO GALLIONE
PRODUZIONE AGIDI, INTERNATIONAL MUSIC AND ARTS

TEATRO POLITEAMA
11 GIUGNO DURATA 1H+20MIN

Enzo Jannacci è stato il cantautore più eccentrico e personale della storia della canzone italiana. Ogni volta il suo sguardo, poetico e bizzarro, è riuscito a spiazzare: popolare e anticonformista contemporaneamente, insuperabile nel raccontare la Milano delle periferie degli anni ‘60 e ’70. Un Buster Keaton della canzone, nato dalle parti di Lambrate, viene rivisitato, reinterpretato e ricantato da Elio. Con lui sul palco, cinque musicisti a formare un’insolita e bizzarra carovana sonora, con il compito di accompagnare lo scoppiettante confronto tra i due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio musicale, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di Jannacci. Uno spettacolo giocoso e profondo perché «chi non ride non è una persona seria».

VOLGAR’ELOQUIO

IDEAZIONE COLLETTIVO “QUO VADIS” DELL’ASSOCIAZIONE PATR’ACT (ANDREA CARLINO, SANDRO CAPPELLETTO, ANNA LUPPI, EUGENIO IMBRIANI, CLAUDIO PRIMA)
IN COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONE CULTURALE MANIGOLD
TESTI TRATTI DALL’OPERA DI PIER PAOLO PASOLINI
REGIA MARCELLO BULGARELLI
MUSICHE CLAUDIO PRIMA, GIOVANNI MARTELLA
ORCHESTRAZIONE DI EMANUELE COLUCCIA
ESEGUITE DA UN ENSEMBLE (ORCHESTRA MULTIETNICA E ORCHESTRA CLASSICA)
OSPITI MINO DI MARTINO, GABRIELE FRASCA
SCENOGRAFIA E VIDEO-INSTALLAZIONE RÀ DI MARTINO REALIZZATA A PARTIRE DAGLI ARCHIVI PASOLINI
LAVORI E INTERVENTI DI ARTISTI NEL FOYER A CURA DI ANNA LUPPI IN COLLABORAZIONE CON ACCADEMIA DI BELLE ARTI NAPOLI E CYOP&KAF

TEATRO POLITEAMA
13 GIUGNO

Salotto pubblico introduttivo, in cui figure importanti dell’arte, della cultura, dello spettacolo, del territorio discutono i temi di Volgar’eloquio: il Sud, la lingua, l’omologazione linguistica e culturale, la questione meridionale, la globalizzazione neoliberista, Il “genocidio culturale”, il rapporto tra cultura vernacolare e cultura dominante.
21 ottobre 1975: Pasolini a Lecce tiene la sua ultima conferenza, dieci giorni prima di essere assassinato. S’intitola Volgar’eloquio. Parla di dialetto, di lingue vernacolari, del valore politico e esistenziale della cura del patrimonio linguistico locale «la lalìa che sorge dal profondo». Volgar’eloquio è un monito per resistere al “genocidio culturale” perpetrato da una cultura nazionale omologatrice e inquinante, mossa ormai solo dagli interessi del mercato e del consumo. Quella conferenza è anche una dichiarazione d’amore per il Sud, per le sue voci e le sue culture. Parole, visioni e suggestioni di quella conferenza, cinquant’anni dopo ri-suonano stentoree nei salotti di artisti e intellettuali militanti-per-amore e nel concerto-spettacolo di un’orchestra multisonora.

MELODIE

VIAGGIO DELLA CANZONE ATTRAVERSO I SECOLI
CONCERTO DI DANILO REA (PIANOFORTE), ERIKA PAGAN (VOCE)

TEATRO POLITEAMA
14 GIUGNO

Il progetto è quello di condurre lo spettatore in un viaggio attraverso la musica nelle varie epoche. Una miscellanea di melodie scelte, classiche e non, dal ‘700 fino ad arrivare ai giorni nostri, rivive di nuove sonorità e sperimentazioni raccontate al pianoforte dal grande talento jazz Danilo Rea e dalla poliedrica voce di Erika Pagan, dando vita ad un’esperienza accattivante ed indimenticabile per l’ascoltatore.

OSANNA 50

IL DIEDRO DEL MEDITERRANEO
IDEAZIONE E DIREZIONE ARTISTICA LINO VAIRETTI
REGIA GINO AVETA
CON OSANNA: LINO VAIRETTI (VOCE, CHITARRA ACUSTICA E ARMONICA), GENNARO BARBA (BATTERIA), PAKO CAPOBIANCO (CHITARRA ELETTRICA), ENZO CASCELLA (BASSO), SASÀ PRIORE (PIANO, ORGANO E SYNTH), IRVIN VAIRETTI (VOCE E VINTAGE KEYBOARDS);
DAVID JACKSON (SAX E FLAUTO) GIÀ VAN DER GRAAF GENERATOR, GIAMPIERO INGRASSIA (ATTORE), VINCENZO ZITELLO (ARPA), ORCHESTRA DEL CONSERVATORIO DI MUSICA SAN PIETRO A MAJELLA DI NAPOLI DIRETTA DAL M° LEONARDO QUADRINI
SOUND ENGINEER ALFONSO LA VERGHETTA
LUCI ALESSIO SEPE
AUDIO FREESERVICE DI CIRO ASCIONE
PRODUZIONE AFRAKÀ

TEATRO TRIANON VIVIANI
15 GIUGNO DURATA 1+40MIN

Il Diedro del Mediterraneo è un concerto-evento che celebra 50 anni di storia della formazione napoletana Osanna, accreditata nel mondo tra le band più famose di progressive rock. Il repertorio esclusivo sarà formato da brani inediti tratti dal nuovo album e brani del repertorio storico legato agli album degli anni 70 quali L’Uomo, Milano Calibro 9, Palepoli, Landscape of Life, Suddance e dai più recenti Taka Boom, Prog Family, Rosso Rock, Palepolitana e Pape Satàn Aleppe. Ci sarà un omaggio al compositore Luis Bacalov e a Danilo Rustici, già chitarrista degli Osanna. Il concerto sarà arricchito da video storici e filmati inediti tratti dal docufilm Osannaples di Deborah Farina e da frammenti poetici tratti dal libro L’Uomo. Sulle note di un veliero di Franco Vassia.
Sarà allestita per l’occasione nel foyer del Teatro, una mostra fotografica sulla storia degli Osanna e una mostra d’arte contemporanea con le opere di 20 artisti contemporanei, che hanno onorato la nuova pubblicazione con dei quadri inediti dedicati ai 50 anni degli Osanna e in particolare a Il Diedro del Mediterraneo.  

FUTURE MUSIC SPECIAL EDITION

CON CICCIO MEROLLA QUATRET
FEATURING PIETRO CONDORELLI, DAVIDE AFZAL, ARTURO CACCAVALE
SPAZIO SCENICO E REGIA RAFFAELE DI FLORIO
PRODUZIONE JESCE SOLE

TEATRO NUOVO
22 GIUGNO DURATA 1+20MIN

Ciccio Merolla presenta per il Campania Teatro Festival Future Music special Edition, con Pietro Condorelli, Davide Afzal, Arturo Caccavale. Al coinvolgente groove del quartetto si aggiungono i monologhi ritmici di Ciccio Merolla, che cuciono storie tra le note. Monologhi che danno voce e forza agli ultimi, a chi la vita ha messo ai margini. Le parole di Merolla, in veste di attore, si fondo così con le sonorità che contraddistinguono la sua carriera artistica. Accompagnato da tre grandi artisti come Davide Afzal (Basso), il maestro Pietro Condorelli (chitarra)e Arturo Caccavale (tromba), emerge un sound che sfugge alle facili etichette. Un quartetto che nell’interpretazione artistica stravolge gli strumenti fino a incontrare il pubblico e abbracciarlo in suoni caldi e tempestosi. Future Music omaggia grandi artisti come Ryūichi Sakamoto, Pino Daniele, Rino Zurzolo e Gianluigi di Franco. Lo spazio scenico è affidato a Raffaele Florio che cura anche la regia dello spettacolo.

TRIBUTE TO MORRICONE

2 PIANOFORTI PER UNO STRAORDINARIO INCONTRO NEL MONDO DEI SUONI DI ENNIO MORRICONE
CON GILDA BUTTÀ, CESARE PICCO
PRODUZIONE CALMA MANAGEMENT
CON IL SUPPORTO DI YAMAHA MUSIC EUROPE

TEATRO MERCADANTE
24 GIUGNO

Gilda Buttà, che del Maestro è stata interprete ufficiale, eseguendo le sue colonne sonore e suonando la sua intera produzione pianistica, e Cesare Picco, improvvisatore raffinato e colto, si incontrano sul palco restituendoci un viaggio musicale di grande emotività, poesia e potenza sonora.
Nel repertorio scelto dai due interpreti tra lo sterminato catalogo di musiche scritte per il Cinema, troviamo sia i capolavori tratti da successi ormai senza tempo, sia gioielli musicali composti per pellicole meno famose.
C’era una volta in America, Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Love affair, La leggenda del pianista sull’oceano, Il deserto dei Tartari, Metti una sera a cena, Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo.
Ora con suoni di pianoforte preparato e divertenti arrangiamenti, ora con potenti dialoghi a due, come con rarefatte parentesi solistiche, Gilda Buttà e Cesare Picco ci guidano in un territorio di grande evocazione, nel quale emozioni e ricordi di vita riaffiorano nell’ascolto di musiche divenute parte del nostro più grande patrimonio musicale.

NON PERDERTI NIENTE

CONCERTO AUTOBIOGRAFICO
DI E CON LUCA BARBAROSSA
PRODUZIONE OTR LIVE

TEATRO MERCADANTE
25 GIUGNO

Il 13 aprile scorso è uscito Non perderti niente (Mondadori 2021), il romanzo autobiografico di Luca Barbarossa, libro che racconta un percorso di vita fatto di incontri sorprendenti, avventure inaspettate, passioni e sogni realizzati. Per la prossima estate Non perderti niente diventerà un racconto suonato, dove sarà ancora una volta la musica la colonna sonora di una vita dedicata in grande parte a quest’arte, e alla chitarra, fedele compagna di viaggio. Uno spettacolo in cui le canzoni si alterneranno agli aneddoti di vita del cantautore romano, un racconto intimo e raffinato a una sola voce.

MÆDINA

DI NAUTIS
CON GIANLUCA CAMPANINO (OUD, COMPOSIZIONI), IVANO LEVA (PIANOFORTE), FULVIO GOMBOS (CONTRABBASSO), PIERRE RIGOPOULOS (PERCUSSIONI)
GUESTS FRANCESCA AYBAR (QANUN, FLAUTO), CAROLE HÉMARD (VOCE), BARBARA SABELLA (PERFORMER)
ART DIRECTOR UMBERTO LABATE  
FONICO MASSIMILIANO PONE

TEATRO NUOVO
1 LUGLIO

L’ensemble Nautis presenta Mædina, un lavoro dalla cifra musicale poliglotta e che segna il consolidamento del raffinato impianto strumentale, costituito da oud, pianoforte, contrabbasso e percussioni. In questa nuova creazione si fa ancora più intenso l’intreccio fra gli humus del Medio Oriente e i colori del Mediterraneo, fra i maqamat arabi ed il temperamento equabile europeo. Il viaggio immaginario diviene così ancora più contaminazione ma contestualmente anche rispetto ancor più ossequioso delle singole realtà culturali. In questo senso, già il titolo esprime con la sua ambiguità e le sue innumerevoli letture possibili questa polivalenza semantica: Madīna in arabo significa città, la radice Med richiama alla mente il Mediterraneo, il grafema Æ, a sua volta, è una citazione delle influenze mittleuropee così presenti in quel contrappunto, che è un altro marchio di fabbrica Nautis. Inoltre il nome Mædina foneticamente suona molto simile a “Made in NA”, un intrinseco tributo alla città di Napoli che, oltre ad aver dato i natali ad alcuni membri del gruppo, rappresenta per sua stessa natura uno dei più alti esempi di contaminazione culturale e stilistica.
Per l’occasione, il concerto sarà impreziosito dalla partecipazione straordinaria di Francesca Aybar e Carole Hémard, il cui contributo donerà ulteriori suggestioni di colori strumentali e vocali, nonché della performer franco-italiana Barbara Sabella.

ANEEMA – SONGS IN E/MOTION

REGIA DARIO SANSONE, FRANCESCO FILIPPINI
MUSICHE E TESTI DARIO SANSONE
AUDIO STEFANO FORMATO
PRODUZIONE GRAF S.R.L.

SALA ASSOLI
12 LUGLIO

Dario Sansone, frontman dei Foja, presenta Aneema – Songs in E/motion, in occasione dell’uscita nelle sale di Yaya e Lennie – The Walking Liberty, il nuovo lungometraggio animato a cui Dario Sansone ha partecipato nelle vesti di aiuto regia, direttore artistico e compositore della colonna sonora. Con Aneema ripercorre i brani del repertorio Foja in un nuovo unicum narrativo ed emozionale, con le illustrazioni in movimento di Francesco Filippini, tra i più brillanti artisti della scena dell’animazione italiana, che accompagnerà gli ambienti acustici creati da Dario con immagini disegnate e animate al momento, e riprodotte in tempo reale sul fondale del palco. Musica e Animazione si fanno arti complementari, si intrecciano in una nuova sinestesia, moltiplicando l’un l’altra la potenza emotiva e narrativa.

DANZA

LONG PLAY, CAIRO

COREOGRAFIA E REGIA ALEXANDRE ROCCOLI
CON SHADY ABDELRAHMAN, IBRAHIM ABDOU, DOUA FATFAT, NERMIN HABIB, EMAN HUSSEIN, GHAREEB L’ÉTRANGER, MOUNIR SAEED SHAYMAA SHOUKRY, DOVYDAS STRIMAITIS, DANIEL ALWELL 
TESTI ILENIA CALEO, ANTONJA LIVINGSTON 
PRODUZIONE A SHORT TERM EFFECT
COPRODUZIONE A SHORT TERM EFFECT, FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – CAMPANIA TEATRO FESTIVAL

MUSEO MADRE
11 E 12 GIUGNO DURATA 3H
DEBUTTO ASSOLUTO

Long Play, Cairo è una coreografia di Alexandre Roccoli che indaga la nozione di durata attraverso ritmi ipnotici e attingendo a diverse forme di espressione musicale provenienti dal bacino mediterraneo.
In questa pièce i danzatori lavorano sul respiro come un mantra facendo in modo che lo stesso sia l’unico suono ad animare la coreografia, che si posiziona all’incrocio tra una performance di danza, un concerto e una cerimonia rituale.
Con i loro corpi i danzatori in scena compongono un insieme corale che porta all’emergere di una coscienza collettiva, nel segno di una poetica vicina a ciò che il sufismo evoca nella sua immensità interiore.
Sospesa, circolare e ipnotica, questa creazione – concepita per il cortile del museo Madre – intende inoltre esplorare la percezione del tempo e la sua plasticità.

DANSE MACABRE

IDEAZIONE, REGIA E COREOGRAFIA MARTIN ZIMMERMANN
CREATO CON E INTERPRETATO DA TAREK HALABY, DIMITRIJOURDE, METHINEE WONGTRAKOON, MARTIN ZIMMERMANN
CREAZIONE MUSICALE COLIN VALLON
DRAMMATURGIA SABINE GEISTLICH
STAGE DESIGN SIMEON MEIER, MARTIN ZIMMERMANN
COLLABORAZIONE ARTISTICA ROMAIN GUION
DEVELOPMENT STAGE E COORDINAMENTO TECNICO INGO GROHER
COSTRUZIONE SCENOGRAFIE MAISON DE LA CULTURE DE BOURGES (NICOLAS BÉNARD, LUCAS BUSSY, JULES CHAVIGNY, JEAN-CHRISTOPHE DAVID, LUC RENARD, JOAO DE SOUSA, ERIC VINCENT), ANDY HOHL
COSTUMI SUSANNE BONER, MARTIN ZIMMERMANN
LIGHT DESIGN SARAH BÜCHEL
SOUND DESIGN ANDY NERESHEIMER
MACCHINISTA DI SCENA THIERRY KALTENRIEDER
REALIZZAZIONE COSTUMI SUSANNE BONER
PITTURA MICHÈLE REBETEZ-MARTIN
CREATION STAGE MANAGER ROGER STUDER
DIREZIONE LUCI SARAH BÜCHEL, JAN OLIESLAGERS
DIREZIONE SUONO FRANK BOURGOIN, ANDY NERESHEIMER
STAGE MANAGER ROGER STUDER
FOTO NELLY RODRIGUEZ, BASIL STÜCHELI
AMMINISTRAZIONE E DISTRIBUZIONE ALAIN VUIGNIER
PRODUZIONE INTERNAZIONALE CLAIRE BÉJANIN
COMUNICAZIONE MANUELA SCHLUMPF
UFFICIO TECNICO SARAH BÜCHEL
ACCOUNTING CONNY HEEB
PRODUZIONE MZ ATELIER
COPRODUZIONE FUND OF RESO – DANCE NETWORK SWITZERLAND, CON IL SOSTEGNO DI PRO HELVETIA, SWISS ARTS COUNCIL, KASERNE BASEL, KURTHEATER BADEN, LE VOLCAN, SCÈNE NATIONALE DU HAVRE, LES THÉÂTRES DE LAVILLE DE LUXEMBOURG, L’ODYSSÉE — PÉRIGUEUX, MAISON DE LA CULTURE DE BOURGES / SCÈNE NATIONALE, OPÉRA DIJON, THEATER-UND MUSIKGESELLSCHAFT ZUG, THÉÂTRE DE CAROUGE, ZÜRCHER THEATER SPEKTAKEL
CON IL SOSTEGNO DI BVC STIFTUNG, ELISABETH WEBERSTIFTUNG, ERNST GÖHNER STIFTUNG, FACHAUSSCHUSSTANZ & THEATER BS / BL, STIFTUNG CORYMBOWITH SPECIAL
SI RINGRAZIANO LEONIE-SOPHIE KÜNDIG, DANIELKÜNDIG, SCHAUSPIELHAUS

TEATRO MERCADANTE
16, 17 GIUGNO DURATA 1H+30MIN
DEBUTTO NAZIONALE

«Il mio umorismo corrisponde al lato ridicolo del tragico – dice Martin Zimmermann. Spingere il tragico fino alla commedia permette di superarlo. Per me, il tragicomico contiene una violenza e una potenza feroce: è radicale e tagliente, guidato da una certa malizia, ma anche beffardo, preciso e misterioso. È in questa complessità che attingo l’ispirazione del mio lavoro, essa ne è la fonte».

Danse Macabre è la nuova creazione del regista, coreografo e scenografo svizzero Martin Zimmermann. In scena ci sono tre personaggi tragicomici, grotteschi e disadattati ai margini della società che, nella loro angoscia, si ritrovano per caso nello stesso luogo allo stesso momento. In un posto sperduto, che ricorda quasi una discarica abbandonata, il variegato trio decide di andare ad abitare e mettere radici, per rispondere a un innato bisogno esistenziale di vivere in comunità. Nonostante le incomprensioni, i rovesci della fortuna e varie difficoltà relazionali, i tre personaggi riescono sempre a rialzarsi, incontrando lungo la strada esiti inaspettati nelle loro vicende quotidiane sulle quali aleggia l’ombra della morte.


ECHOS

TESTO E REGIA MATHILDA MAY
CON SLY JOHNSON
ASSISTENTE ALLA REGIA ÉRIC SUPPLY
CREAZIONE VIDEO MATHIAS DELFAU
REALIZZAZIONE VIDEO PAULINE MAILLET
CREAZIONE LUCI LAURENT BEAL
COSTUMI VALERIE ADDA
DESIGN SONORO E REGIA SUONO GUILLAUME DUGUET
REGIA LUCI, VIDEO E DIREZIONE GENERALE ALLAN HOVE
FOTO PAULINE MAILLET
TEAM GRRRANIT SN:
DIREZIONE TECNICA FRÉDÉRIC BOURDEAU
COMUNICAZIONE JEAN-LUC HEDRICH
RESPONSABILE DI PRODUZIONE OCÉANE BOFFY
REGIA SCENICA E VIDEO JEAN-BAPTISTE NICOD
PRODUCTION EXECUTIVE GRRRANIT-SCENE NATIONALE DE BELFORT
DIRECTION ELEONORA ROSSI
COPRODUZIONE COMPAGNIE 2M, LE CENTQUATRE-PARIS, YANNICK QUENNEHEN, ARTS LIVE ENTERTAINMENT, VISAGES DU MONDE CERGY-PONTOISE, LE RADIANT BELLEVUE-CALUIRE
FINANZIATO DA RÉGION ÎLE DE FRANCE
CON IL SOSTEGNO DI L’ONDE THEATRE ET CENTRE D’ART A VELIZY

TEATRO POLITEAMA
23 GIUGNO DURATA 1H+10 MINUTI
DEBUTTO NAZIONALE

«Riflettendo desideri o paure sepolte, a volte assurde, bizzarre o divertenti, i sogni – dice Mathilda May – sono una fonte di ispirazione e una materia prima quasi infinita per la creazione».

Échos rivela la potenza musicale e coreografica del rapper Sly Johnson, ex membro del gruppo musicale Saïan Supa Crew. In questa nuova veste di attore in scena, il cantante crea attraverso il beatbox live una partitura ritmica che dialoga in simbiosi con suggestive creazioni video volte a riproporre l’immaginario onirico dell’autrice Mathilda May.
Un viaggio d’amore sensoriale e immersivo che mescola improvvisazioni musicali, performance visive e la videoarte con la poesia sonora per condurre lo spettatore nei ritmi della nostra vita intima e definire l’universalità delle emozioni.

BALLET DES PORCELAINES O IL PRINCIPE DELLA TEIERA

BALLERINI GEORGINA PAZCOUGIN, DANIEL APPLEBAUM, TYLER HANES
MUSICISTI ENSEMBLE BAROCCO DI NAPOLI  
FLAUTO DOLCE E TRAVERSIERE TOMMASO ROSSI 
VIOLINO MARCO PIANTONI 
VIOLONCELLO MANUELA ALBANO 
ARCILIUTO UGO DI GIOVANNI 
CLAVICEMBALO PATRIZIA VARONE 
PRODUTTORE E CO-CREATORE MEREDITH MARTIN 
COREOGRAFO E CO-CREATORE PHIL CHAN 
LIBRETTO ANNE CLAUDE DE TUBIERES-GRIMOARD DE PESTELS DE LEVIS, COMTE DE CAYLUS  
MUSICA NICOLAS-RACOT DE GRANDVAL (PARTITURA BAROCCA), SUGAR VENDIL (MUSICA CONTEMPORANEA KINTSUGI)  
COSTUMI HARRIET JUNG 
CONSULENTE PER LA DANZA BAROCCA PATRICIA BEAMAN 

SALE PRIMO PIANO DEL MUSEO DI CAPODIMONTE
25 E 26 GIUGNO
DEBUTTO NAZIONALE

Nel 1739, in un castello vicino Parigi, un gruppo di artisti e aristocratici mise in scena un ballo pantomimico conosciuto come il Ballet des Porcelaines, opera oggi quasi del tutto sconosciuta. Nulla sopravvive della scenografia, né dei costumi o della coreografia. Meredith Martin, professoressa di storia dell’arte alla New York University e il coreografo e artista Phil Chan, intendono far rivivere questa fiaba, riattualizzando il balletto per un pubblico contemporaneo, ma capovolgendo il senso del copione, in modo da rendere la componente asiatica la vera protagonista della scena.
Il balletto arriverà in Italia con un cast internazionale dopo una lunga tournée negli Stati Uniti e in Canada.


ALTAMIRA 2042

IDEAZIONE E CREAZIONE GABRIELA CARNEIRO DA CUNHA   
REGIA GABRIELA CARNEIRO DA CUNHA E XINGU RIVER   
AIUTO REGIA CIBELE FORJAZ 
ASSISTENTE ALLA REGIA JOÃO MARCELO IGLESIAS 
ASSISTENTI ALLA REGIA CLARA MOR, JIMMY WONG 
ORIENTAMENTO ALLA RICERCA E DIREZIONE ARTISTICA DINAH DE OLIVEIRA, SONIA SOBRAL   
SCRITTURA RAIMUNDA GOMES DA SILVA, JOÃO PEREIRA DA SILVA, POVOS INDÍGENAS  ARAWETÉ E JURUNA, BEL JURUNA, ELIANE BRUM, ANTONIA MELLO, MC RODRIGO – POETA  MARGINAL, MC FERNANDO, THAIS SANTI, THAIS MANTOVANELLI, MARCELO SALAZAR E LARIZA  
TECNOLOGIA, PROGRAMMAZIONE E AUTOMAZIONE BRUNO CARNEIRO, COMPUTADORES FAZEM ARTE
CREAZIONE MULTIMEDIALE BRUNO CARNEIRO, RAFAEL FRAZÃO
IMMAGINI ERYK ROCHA, GABRIELA CARNEIRO DA CUNHA, JOÃO MARCELO IGLESIAS, CLARA MOR E CIBELE FORJAZ 
VIDEO EDITING JOÃO MARCELO IGLESIAS, RAFAEL FRAZÃO, GABRIELA CARNEIRO DA CUNHA   
EDITING DEL TESTO GABRIELA CARNEIRO DA CUNHA, JOÃO MARCELO IGLESIAS 
SOUND DESIGN FELIPE STORINO, BRUNO CARNEIRO 
COSTUMI CARLA FERRAZ 
LUCI CIBELE FORJAZ 
DESIGN DELL’INSTALLAZIONE CARLA FERRAZ, GABRIELA CARNEIRO DA CUNHA 
PRODUZIONE DELL’INSTALLAZIONE CARLA FERRAZ, CABEÇÃO, CIRO SCHOU 
VISUAL DESIGN RODRIGO BARJA 
LAVORO SUL CORPO PAULO MANTUANO, MAFALDA PEQUENINO 
RICERCA GABRIELA CARNEIRO DA CUNHA, JOÃO MARCELO IGLESIAS, CIBELE FORJAZ, CLARA  MOR, DINAH DE OLIVEIRA, ELIANE BRUM, SONIA SOBRAL, MAFALDA PEQUENINO, ERYK ROCHA   
DIRETTORE DI PRODUZIONE GABRIELA GONÇALVES 
COPRODUZIONE MITSP – SÃO PAULO INTERNATIONAL THEATER FESTIVAL E FAROFFA FESTIVAL 
PRODUZIONE CORPO RASTREADO E ARUAC FILMES 
DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE JUDITH MARTIN / LIGNE DIRECT 
FOTOGRAFIE NEREU JR., CLARA MOR E RAFAEL FRAZÃO 
TEASER RENATO VALLONE E RAFAEL FRAZÃO 

SALA ASSOLI
3, 4 LUGLIO DURATA 1H+30MIN
DEBUTTO NAZIONALE

Altamira 2042 è un’installazione performativa creata a partire dalle testimonianze raccolte dagli abitanti del fiume Xingu a seguito della costruzione della diga di Belo Monte. Una polifonia di esseri, lingue, suoni e rumori si impossessa dello spazio scenico focalizzando l’attenzione sulle voci che tanti cercano di mettere a tacere.
Altoparlanti a led e chiavette usb diventano così dispositivi tecno-sciamanici che trasportano e amplificano in questa cerimonia spirituale le voci umane e non umane che si odono sulle rive del fiume.
La performer brasiliana Gabriela Carneiro da Cunha orchestra in scena i diversi movimenti del fiume, il linguaggio dei corsi d’acqua e delle voci della terra incorporando queste prospettive in un’opera che ricostruisce gli ecosistemi fluviali amazzonici distrutti dall’uomo.
Mitizzando la Storia, la diga di Belo Monte non appare più come una semplice costruzione, ma diventa il simbolo del nemico.

WAYS

CREAZIONE COREOGRAFICA E CREAZIONE VIDEO MARTINA RICCIARDI, LAURÈNE LEPEYTRE 
CREAZIONE SONORA HORACIO PEÑA CROS / HPC SOUND 
INTERPRETI MARTINA RICCIARDI, LAURÈNE LEPEYTRE 
PRODUZIONE E DIFFUSIONE COMPAGNIE EN CORPS DES MOTS 
CONSULENZA ARTISTICA ESTERNA CIE ALFRED ALERTE 
RESIDENZA DI CREAZIONE BERGERIE DE SOFFIN  

SALA ASSOLI
6 LUGLIO

DEBUTTO NAZIONALE 

WAYS è concepito come un documentario dal vivo.

Voci estratte dalla realtà raccontano, confidano i loro viaggi di migrazione.

Sul palco un personaggio li porta in vita, incrocia le loro storie e ne fa il filo conduttore dello spettacolo. Così fra corpo, immagine e suono, si tesse una relazione a volte ironica, a volte drammatica a volte clownesca, per restituirci una storia universale, di singolare unicità

INTERNAZIONALI

DEJEUNER EN L’AIR

CON DANIEL AUTEUIL
COLLABORAZIONE ARTISTICA GAËTAN ROUSSEL 
LUCI JACQUES ROUVEYROLLIS
PIANOFORTE COLIN RUSSEIL
CHITARRA ARMAN MÉLIES
PRODUZIONE ROBIN PRODUCTION

TEATRO MERCADANTE
21 GIUGNO
DURATA 1+30MIN DEBUTTO NAZIONALE

«Un giorno, due o tre anni fa, mentre cercavo una foto che avevo nascosto fin troppo bene – racconta Daniel Auteuil –, ho fatto cadere un libro.
Mentre cadeva, il libro si è aperto sulla prima pagina. Ho riconosciuto immediatamente la calligrafia di mia madre.
“Per Dany mio caro figlio (Dany sono io) ecco le meravigliose poesie di Paul-Jean Toulet da leggere quando sarai grande.
Avignone 1957
Mamma”.

In quel momento pensai che mia madre ci avesse messo molto tempo a capire che ero ormai cresciuto da un po’. Ho letto e riletto queste contro-rime con sempre maggiore trasporto fino a quando, chissà perché, ho cominciato ad associare degli accordi di chitarra a queste emozioni.
A poco a poco, le melodie nascevano su ogni nuova poesia che stavo leggendo. Come Monsieur Jourdain che scriveva prosa senza saperlo, anche io facevo canzoni senza volerlo.
È nato tutto come un gioco nel segreto della mia stanza e poi, quando si ha il cuore troppo pieno, viene fuori il desiderio di condividere. Così, siccome è questa la mia professione, sono passato dalla camera da letto al palcoscenico.
È questo ciò che chiamiamo musica da camera?»

Uno spettacolo musicale in cui Daniel Auteuil ci invita a scoprire l’opera poetica di Paul-Jean Toulet, autore dell’inizio del XX secolo, evocando al contempo anche i versi di altri illustri autori del panorama letterario francese, tra cui Apollinaire e Rimbaud.
Accompagnato in scena da un chitarrista e un pianista, su musiche che l’attore francese ha appositamente scritto per questi testi, Daniel Auteuil recita e canta in un intimo “déjeuner en l’air” ricco di emozioni, tra poesia e canzoni.

SMITH & WESSON

TESTO, ADATTAMENTO E REGIA ALESSANDRO BARICCO 
TRADUZIONE E ADATTAMENTO FRANCESE LISE CAILLAT 
CON CHRISTOPHE LAMBERT, LAURENT CARON, LIO, LOU CHAUVAIN
SCENOGRAFIA MAGGY JACOT 
ASSISTENTE ALLA REGIA FRANÇOIS BERTRAND 
COSTUMI GIOVANNA BUZZI 
SOUND DESIGN NICOLA TESCARI 
DISEGNO LUCI TOMMASO AROSIO 
SCENE E COSTUMI LES ATELIERS DU THÉÂTRE DE LIÈGE 
PRODUZIONE TEATRO DI LIEGI
COPRODUZIONE SCENE NATIONALE DE SETE, LES THEATRES DE MARSEILLE, THEATRE DE NAMUR, LES THEATRES DE LA VILLE DE LUXEMBOURG, THEATRE NATIONAL DE NICE 
IN COLLABORAZIONE CON ALDO MIGUEL GROMPONE D.I.
CON IL SOSTEGNO DI TAX SHELTER DU GOUVERNEMENT FEDERAL DE BELGIQUE, INVER TAX SHELTER E IL CLUB DES ENTREPRISES PARTENAIRES DU THEATRE DE LIEGE
IL TESTO SMITH & WESSON È PUBBLICATO DA GALLIMARD NELLA COLLEZIONE DU MONDE ENTIER

TEATRO POLITEAMA
27, 28 GIUGNO DURATA 1+30MIN
DEBUTTO NAZIONALE

«Ora riassumo: ci aspettavamo molte cose dalla vita – dice Alessandro Baricco – non abbiamo fatto nulla di buono, scivoliamo a poco a poco verso il nulla, in un buco sperduto dove una splendida cascata ci ricorda ogni giorno che la miseria è un’invenzione umana e la grandezza è il corso naturale del mondo».
Nel 1902, Tom Smith e Jerry Wesson si incontrano ai piedi delle cascate del Niagara. Uno passa il tempo a scrivere statistiche meteorologiche; l’altro recupera i corpi inghiottiti dalle rapide. I due si imbattono in Rachel Green, una giovane giornalista pronta a tutto per scovare lo scoop del secolo, anche a coinvolgere Smith e Wesson nel suo folle progetto: tuffarsi nelle cascate del Niagara e uscirne viva. Tutti sognano di farlo, nessuno però lo ha mai fatto. Non resta che sfidare le leggi della fisica e saltare. Tutti abbiamo bisogno di una storia memorabile, un’impresa straordinaria per raggiungere qualcosa che sia veramente nostro.

I MEDEA

DRAMMATURGIA E REGIA SULAYMAN AL BASSAM
CON HALA OMRAN, SULAYMAN AL BASSAM, OUSSAMA JAMEI
SCENE E DISEGNO LUCI ERIC SOYER
MUSICHE TWO OR THE DRAGON (ABED KOBEISSY & ALI HOUT)
SOUND ENGINEER MATHILDE DAHOUSI
ASSISTENTE DISEGNO LUCI SAAD SAMIR
SOTTOTITOLI WAFA’A AL FARAHEEN
CONSULENZA COSTUMI DR. ABDULLAH AL AWADHI
TESTI DELLE CANZONI ARABE ABDULLAH ISSA ALSARHAN
AMMINISTRAZIONE SAIF AL AREEF
ASSISTENTE DI PRODUZIONE MOHAMMAD JAWAD
MANAGER DI PRODUZIONE OUSSAMA JAMEI
COMUNICAZIONE E DESIGN AMEN OKJA – BLITS
PRODUZIONE SABAB THEATRE
COPRODUZIONE SABAB, FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – CAMPANIA TEATRO FESTIVAL
SI RINGRAZIANO H.E. SHEIKHA HUSSA SABAH AL-SALEM AL-SABAH, DR. EBTEHAL AL KHATEEB, PROFESSOR LAURA SLATKIN, DR. RUBY LOWE, AMAL OMRAN, ALIA FARID, QASSIM HADDAD, NASHMI AL MEHANNA, MAHFOUDH GHAZEL, JALILA BACCAR

TEATRO POLITEAMA
2 LUGLIO DURATA 1H+20MIN
DEBUTTO EUROPEO

Spettacolo in inglese e arabo con sovratitoli in italiano

Dopo UR (2018), I Medea è la seconda parte di una trilogia di Sulayman Al Bassam liberamente ispirata agli antichi miti greci.
Già premiato nel 2021 alle Journées théâtrales de Carthage e al Cairo International Festival for Experimental Theatre, con un cast internazionali di attori, questo adattamento della tragedia classica è esplorato in una chiave allegorica per analizzare l’opinione europea in rapporto al tema dell’islam e il ruolo delle piattaforme digitali nei conflitti politici.
Dopo la fine del matrimonio con Giasone, Medea giunge in una Corinto immersa nel delirio di xenofobia dovuto all’arrivo di nuovi migranti e al programma populista del leader della città, Creonte.
In un contesto dominato dall’autoritarismo tecnologico, il personaggio euripideo rivive nel ruolo di un’immigrata proveniente dal mondo arabo. Una “barbara” dell’epoca post-coloniale, che si pone in profondo contrasto con il mondo contemporaneo che la circonda, dove sarà nuovamente spinta a riproporre in scena la violenza della modernità all’interno del suo stesso nucleo familiare.


PALMYRE, LES BOURREAUX

SCRITTO E DIRETTO DA RAMZI CHOUKAIR
CON FADWA MAHMOUD, RIAD AVLAR, JAMAL CHKAIR, SAMAR KOKASH, SALEH KATBEH
CONSULENTE ARTISTICO CÉLINE GRADIT
ASSISTENTE ALLA REGIA OMAR ALJBAAI
LUCI FRANCK BESSON
CREAZIONE MUSICALE SALEH KATBEH
CREAZIONE VIDEO AYMAN NAHLE
TRADUZIONE FRANCESE CÉLINE GRADIT E RAMZI CHOUKAIR
TRADUZIONE ITALIANA ANNAMARIA BIANCO
LOGISTICA MARIA HELLBERG
DIREZIONE DI PRODUZIONE SOPHIE BLANC
PRODUZIONE/DISTRIBUZIONE KAWALISS/CIE
COPRODUZIONE CIE KAWALISS, EXTRAPOLE PROVENCE-ALPES-COTE D’AZUR, CHATEAUVALLON-LIBERTE, SCENE NATIONALE, LA CRIEE, THEATRE NATIONAL DE MARSEILLE, BONLIEU, SCENE NATIONALE ANNECY, ANTHEA-ANTIPOLIS, THEATRE D’ANTIBES, THEATRE DU BOIS DE L’AUNE, AIX EN PROVENCE, 3 BIS F – CENTRE D’ARTS CONTEMPORAINS D’INTERET NATIONAL A AIX-EN-PROVENCE, RESIDENCES D’ARTISTES ARTS VISUELS & ARTS VIVANTS
CON IL SUPPORTO DI MINISTERE DE LA CULTURE – DRAC PACA, REGION SUD, DEPARTEMENT DES BOUCHES-DU-RHONE, VILLE DE MARSEILLE, FONDS EURO-MEDITERRANEEN DE DEFENSE DES DROITS DE L’HOMME, MENA PRISON FORUM, AN INITIATIVE OF UMAM DOCUMENTATION & RESEARCH, ASSOCIATION OF DETANEES AND THE MISSING IN SEDNAYA PRISON – ADMSP

TEATRO POLITEAMA
5 LUGLIO DURATA 1+20MIN
DEBUTTO ASSOLUTO

Palmyre, les Bourreaux è l’ultima parte di una trilogia basata sulle testimonianze di ex prigionieri del regime siriano, dove il luogo del carcere rappresenta l’emblema di un sistema governato sulla paura.
I sopravvissuti alla prigione, in scena insieme ad attori professionisti, si interrogano sulla relazione con i loro torturatori per interrogare le nozioni di perdono e giustizia.
Tra di loro, c’è Fadwa, dissidente arrestata da suo fratello, un alto ufficiale dei servizi segreti. Lo stesso che architetterà un falso caso di spionaggio contro Riyad, studente turco, che sarà per questa ragione ingiustamente condannato all’ergastolo. Samar, un’attrice coinvolta nella rivoluzione, viene invece imprigionata con l’accusa di aver finanziato il terrorismo. Come ne Le Mille e una notte, Jamal, attore sul palcoscenico, guida il pubblico passando da una storia all’altra.

TOLD BY MY MOTHER

REGIA E COREOGRAFIA ALI CHAHROUR 
PERFORMER ABBAS AL MAWLA, LEILA CHAHROUR, ALI CHAHROUR, ALI HOUT, ABED KOBEISSY, HALA OMRAN 
MUSICHE TWO OR THE DRAGON (ALI HOUT & ABED KOBEISSY)
SCENOGRAFIA GUILLAUME TESSON, ALI CHAHROUR 
LIGHT DESIGN E DIREZIONE TECNICA GUILLAUME TESSON 
SOUND DESIGN WOODY NAUFAL 
FOTO MYRIAM BOULOS 
LETTERING KHAJAG APELIAN 
LAYOUT CHADI AOUN 
COPYWRITING ISABELLE AOUN 
ASSISTENTE ALLA REGIA CHADI AOUN 
PRODUZIONE ALI CHAHROUR, CHADI AOUN 
ASSISTENTE DI PRODUZIONE CHRISTEL SALEM
COPRODUZIONE STUDIO ZOUKAK, THE ARAB ARTS FOCUS WITH THE SUPPORT OF STIFTELSEN, STUDIO EMAD EDDIN & FORD FOUNDATION, FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – CAMPANIA TEATRO FESTIVAL, SAADALLAH & LUBNA KHALIL FOUNDATION, KUNSTFEST WEIMAR, ZURICH THEATER SPEKTAKEL, MAHMOUD DARWISH CHAIR/BOZAR 
CON IL SUPPORTO DI ARAB FUND FOR ARTS AND CULTURE – AFAC, FRENCH INSTITUTE BEIRUT, BARZAKH BEIT EL LAFFE MEZYAN, T-MARBOUTA TAWLET, KED, EID PRESS 

TEATRO POLITEAMA
10 LUGLIO DURATA 1 ORA+30 MINUTI
DEBUTTO EUROPEO

«Told by my mother è uno spettacolo di danza costruito a partire da storie intime e sentite – racconta Ali Chahrour. Storie di madri iconiche e delle loro famiglie, alcune disperse, o scomparse. Raccontiamo le loro storie perché la memoria sopravviva. Altre rimangono e vivono per raccontare. Le loro voci salgono sul palco, cantando e raccontando ciò che è stato, per salvare ciò che è rimasto.
Danzano per sopravvivere a ciò che resta».

Questo spettacolo parla di intime difficoltà familiari e tragedie affrontate dalle madri: corpi, voci e piccole battaglie nascoste all’interno delle abitazioni di Beirut e dei suoi sobborghi. Lo spettacolo unisce Laila Chahrour, la madre di Abbas, che ha deciso a 18 anni di unirsi alle fila dei combattenti, insieme con Ali Chahrour, coreografo, ballerino e parente di Laila. Chahrour condivide la storia e il viaggio di sua zia Fatima (anch’essa cugina di Laila), partita per ritrovare suo figlio Hassan, scomparso in Siria dal 2013.
Insieme a Chahrour, lo spettacolo vede in scena l’attrice siriana Hala Omran che presta la sua voce alla storia, ed è accompagnata dai musicisti Ali Hout e Abed Kobeissy che suoneranno le canzoni cantate da quelle stesse famiglie in occasioni di dolore e di gioia; un patrimonio culturale di canzoni popolari arabe