filo filo

dal 16 al 19 aprile 

Marco PAOLINI
FILO FILO’
di Marco Paolini
produzione Jole Film
“Non sono un esperto di Internet, non sono un utente dei
social.
Non conosco la meccanica quantistica, né le Neuroscienze
e la fisica, né la robotica e le intelligenze artificiali. Ma tutto
questo mi riguarda e mi interessa. So che la mia vita sta
cambiando grazie o per colpa delle tecnologie che da queste
innovazioni derivano e di cui faccio uso anch’io come i miei
simili” Marco Paolini riflette a voce alta su questo mettendo
insieme piccole storie unite da un filo di ragionamenti Un
tempo, nelle veglie invernali si chiamavano filò le narrazioni
degli anziani che raccontavano qualcosa di unico e prezioso.
Senza presunzione di riuscirci, Paolini prova a narrare il
nostro tempo crisalide.
“Quali esercizi servono per bilanciare l’uso di uno
smartphone? L’uso di queste “protesi” mi modifica e anche
se sono restio ad ammetterlo non sono più lo stesso. Ho
l’impressione che una volta cominciato a provare certe
comodità sia davvero difficile rinunciarvi e il loro peso nella
mia vita sia destinato ad aumentare, ma non so con quale
bilancia pesarlo. Non sono preoccupato, sono curioso e
credo che il peso crescente della tecnologia nelle nostre
vite dovrebbe essere bilanciato dalla politica, dalla vita
sociale, dall’etica condivisa e forse da altro, tra cui la cultura.
Lasciata a sé stessa la tecnologia è come il colesterolo
cattivo, allora forse parlarne è uno dei modi per cominciare
ad occuparsene. Un altro sarebbe considerare l’impatto sul
pianeta e non sulle singole persone. Oggi quando buttiamo
una bottiglia di plastica siamo abbastanza consapevoli delle
conseguenze ma, anche se esiste, la coscienza ecologica
non basta ad affrontare il problema dell’ecologia, cioè la
sostenibilità del modello attuale di sviluppo. Serve tempo
perché si formi un’ecologia del web e delle biotecnologie, ma
quanto? Definendo quello che viviamo un tempo crisalide
intendo marcare che l’esito delle mutazioni culturali,
tecnologiche in corso dipenderà dai pesi e dai contrappesi
che sapremo immaginare. Non si può indovinare il futuro ma
l’esercizio di immaginarlo aiuta a dare un peso alle scelte nel
presente.” Marco Paolini