i manoscritti del diluvio

TEATRO MERCADANTE 
DAL 14 AL 31 OTTOBRE
I MANOSCRITTI DEL DILUVIO

di Michel Marc Bouchard*
regia Carlo Cerciello
con Walter Cerrotta, Michele Nani, Danilo Nigrelli, Franca Penone,
Bruna Rossi, Maria Angeles Torres
scene Roberto Crea
costumi Daniela Ciancio
luci Cesare Accetta
musiche Paolo Coletta
suono G.U.P. Alcaro
assistente alla regia Cecilia Lupoli
assistente alle scene Michele Gigi
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
*Michel Marc Bouchard è rappresentato in Italia da Agence Althéa / éditions Théâtrales, Parigi
Il testo I manoscritti del diluvio di Bouchard denuncia con poetica e malinconica consapevolezza il
disarmante e crudo disagio senile dinanzi alla propria immagine riflessa, quando i desideri, la
voglia di vivere, amare, condividere e progettare ancora, sono intrappolati dentro un corpo in
disfacimento. Un’alluvione, un gruppo di anziani intenti a ricostruire i relitti di una memoria
collettiva che le giovani generazioni vogliono ignorare. Ciascuno di essi si assume la responsabilità
di ricordare e, dunque, riscrivere a mano, in parte o per intero, i libri distrutti dall’acqua nella
biblioteca durante il disastro. “Siamo noi stessi superstiti di un recente diluvio un diluvio che ha
messo, purtroppo, in evidenza i buchi neri sociali ed etici di questa società dell’apparenza, dove il
valore della vita umana corrisponde esclusivamente alla sua capacità di produrre. La cinica
considerazione degli anziani durante questa pandemia, ne è certamente un tragico indicatore.
Gli anziani, più comunemente definiti in senso dispregiativo “vecchi”, sono ai margini di questa
giovanilistica società dell’apparenza; politicamente rappresentano il peso scomodo e improduttivo
della memoria di sé, dinanzi all’avanzare strumentale di quel revisionismo storico che è, invece,
l’arte machiavellica della confusione e della mistificazione. Dei “vecchi” fanno comodo le pensioni
che, risolvendo i problemi economici di tante famiglie, sopperiscono ai vuoti dello stato sociale,
ma il tesoro della terza età in termini di vissuto, l’esperienza degli anziani, quella, cioè, che un
tempo li rendeva preziosi e saggi, oggi sembra non avere più senso. Carlo Cerciello