malacrescita

dal 10 al 12 gennaio 

Mimmo BORRELLI
MALACRESCITA
tratto da “La Madre:’i figlie so’ piezze ‘i sfaccimma”
musiche di scena Antonio Della Ragione
oggetti di scena e spazio scenico Luigi Ferrigno
testo e regia Mimmo Borrelli
produzione
Associazione Culturale Sciaveca
Mimmo Borrelli racconta con la sua lingua popolare
e letteraria la storia di Maria Sibilla Ascione. Figlia di
camorrista e di camorrista innamorata, è una Medea
contemporanea. Intossicata dalle esalazioni della terra dei
fuochi, cerca vendetta contro un Giasone che risponde al
nome di Francesco Schiavone “Santokanne”. Narratori delle
folli trame insanguinate della tragedia sono proprio i figli,
nati da parto gemellare, che la madre non uccide ma rende
scemi, avvinazzandoli invece di allattarli, che lascia vivere
ma abbandona come rifiuti, come le discariche innaffiate dal
percolato. I due gemelli, come cani abbandonati alla catena
dei ricordi, rivivono i fatti tra versi, rantolii, filastrocche,
rievocando gli umori, le urla, i mormorii della loro aguzzina, in
un ossessivo teatrino quotidiano.
“Nel testo originale è la madre sopravvissuta a raccontare.
Qui, invece, capovolgiamo il punto di vista e dunque
la drammaturgia della scena, immaginando che tutti i
protagonisti di questa storia siano ormai defunti e gli unici
sopravvissuti, agonisti giullari, diseredati, miserabili, siano
proprio i due figli, i due scemi che dementi rivivono i fatti,
rinchiusi tra le pareti di un utero irrorato di solitudine. L’unico
gioco rimane e consiste nel rimbalzarsi, tra gli spasmi della
loro degenerata fantasia, sul precipizio di un improvvisato
altare tombale di bottiglie di pomodori e vino eretto in nome
della loro mamma: ’u cunto stesso, la placenta, l’origine della
loro malacrescita.”
Mimmo Borrelli