OEDIPUS

OEDIPUS 

DAL 10 AL 20 GENNAIO
da Oidípūs týrannos di Sofocle
ideazione, spazio, disegno luci e regiaRobert Wilson
aiuto regia Ann Christin Rommen
musiche originali Dickie Landry e Kinan Azmeh
costumista Carlos Soto
assistente scenografo Annick Lavallee – Benny
assistente disegno luci Solomon Weisbard
drammaturgia Konrad Kuhn
con Angela Winkler, Mariano Rigillo, Dickie Landry (sax), Michalis Theophanous, Meg Harper, Casilda Madrazo, Kayije Kagame, Alexis Fousekis
con la partecipazione di Emanuele D’Errico, Francesca Fedeli, Annabella Marotta, Gaetano Migliaccio, Dario Rea, Francesco Roccasecca, Beatrice Vento (Scuola del Teatro Stabile di Napoli)
e con Alessandro Anglani, Marcello di Giacomo, Laila Gozzi
assistente regista e direttore di scenaSara Thaiz Bozano
disegno suono Dario Felli
supervisore luci Marcello Lumaca
trucco e parrucco Manu Halligan
ingegnere del suono Marco Olivieri
direttore tecnico Enrico Maso
costumi Lara Friio
oggetti di scena Cecilia Sacchi
referente di spazio Isadora Giuntini
trucco e parrucco Nicole Tomaini
video Andrea Villa




La rilettura dell’Oedipus sofocleo, firmata da Robert Wilson, ha debuttato con grande successo di pubblico e critica al Teatro Grande di Pompei, nell’ambito della seconda edizione di “Pompeii Theatrum Mundi”, lo scorso mese di luglio. Uno spettacolo che abbatte ogni confine tra teatro, danza, musica ed arte visiva, senza seguire l’originaria struttura drammaturgica del testo di Sofocle, ma facendo riferimento ad una successione cronologica dei fatti narrati da due testimoni, quasi omerici aedi, le cui diverse lingue si intersecano a testimoniare un mito che liberamente attraversa ogni confine temporale, geografico e culturale.
“Il Teatro Grande di Pompei – spiega Wilson nelle sue note – ci ricorda dove risiedono le radici del teatro moderno – un antico Teatro Romano costruito ad immagine del Teatro di Dioniso ad Atene dove la tragedia Edipo re di Sofocle fu rappresentata per la prima volta nel 429 aC. Il Teatro Olimpico di Vicenza creato da Palladio nel 1585 come primo edificio teatrale coperto fu inaugurato dalla stessa tragedia di Sofocle. È sicuramente una grande sfida quella di misurarsi con questi due spazi che hanno segnato la storia del teatro occidentale. Ed è sicuramente anche un’altra grande sfida quella di realizzare uno spettacolo basato sul mito antico di Edipo basandosi sui versi di Sofocle in una traduzione classica in italiano – e porsi l’obiettivo di presentare una nuova visione della storia per un pubblico contemporaneo.
Lo spettacolo è strutturato in un modo classico: cinque parti ed un prologo, con la prima parte che riflette la quinta, la seconda che rispecchia la quarta, con una terza parte – una pagana cerimonia nuziale – come parte centrale. Ogni parte è caratterizzata da specifici materiali usati sulla scena: assi di legno, rami secchi, lastre di metallo, rami verdi, sedie pieghevoli, grandi fogli di carta catramata. Per me il tema centrale della storia di Edipo è l’oscurità. Egli si propone di far luce sull’assassinio di Laio per liberare Tebe dalla pestilenza. Ma sarà capace di sopportare la luce quando questa infine farà luce su di lui? Sarà capace di confrontarsi con il suo passato, con le sue origini? Come il veggente cieco Tiresia sentenzia: fino a che Edipo avrà la vista, lui sarà cieco. Quando inizierà a vedere la verità, egli si accecherà. Siamo noi in grado oggi di guardare la verità?”

10/01/2019 ore 17.00
11/01/2019 ore 21.00
12/01/2019 ore 19.00
13/01/2019 ore 18.00
15/01/2019 ore 21.00
16/01/2019 ore 17.00
17/01/2019 ore 17.00
18/01/2019 ore 21.00
19/01/2019 ore 19.00
20/01/2019 ore 18.00