PAOLO CAIAZZO

NON MI DIRE TE L'HO DETTO
DALL' 8 AL 17 MARZO
con PAOLO CAIAZZO  Regia PAOLO CAIAZZO

Guglielmo, medico affermato e dongiovanni impenitente, per aiutare il suo amico Vincenzo un po’ imbranato con le donne, gli cede la sua casa per un appuntamento galante, mentendo alla moglie Raffaella e costringendola a lasciare libero l’appartamento. È l’inizio di una storia in cui tutto congiura contro Vincenzo, con equivoci, tradimenti falliti, amanti vere e presunte, poliziotti depressi e preti intriganti, amicizie che rischiano di finire male, ma tutto è vissuto in una cornice esilarante di comicità.

Che i Social Network siano diventati uno strumento “delicato” è risaputo, così come che la tecnologia e i sentimenti non sempre vadano d’accordo. Stavolta, però, ad andarci di mezzo sono un matrimonio d’interesse ed il rapporto tra due amici dal carattere diametralmente opposto: il primo è un serio dottore che ama divertirsi avventurandosi in storie extra-coniugali; l’altro è un programmatore informatico, dal carattere introverso, che con le donne è pressappoco incapace e preferisce, quindi, tuffarsi nel mondo degli incontri in “rete” col nickname dell’ “Uomo Ragno”.

Questo mix di situazioni paradossali ed imbarazzanti vivacizzerà la commedia in due atti “Non mi dire te l’ho detto”, scritta e diretta da Paolo Caiazzo, che viene messa in scena da “Il Gruppo del Pierrot” Opera scritta e diretta da Paolo Caiazzo, la storia è di una superba attualità soprattutto perché incentrata sui social network e sui loro rapporti con i sentimenti. Le nuove tecnologie compromettono un matrimonio e il rapporto tra due amici dal carattere diverso: uno è un medico, serio all’apparenza, spesso coinvolto in relazioni extra-coniugali, l’altro è un timido programmatore informatico che, riscontrata la difficoltà di rapportarsi con le donne nella vita reale, decide di tuffarsi nel mare degli incontri in rete. Non mancheranno equivoci e risate legate alla modernità del tema e alla spontaneità partenopea.   Ancora una volta, la penna di Paolo Caiazzo è stata condotta da mano felice. Il testo è ricco di situazioni dalle quali, pur nell’apparente normalità del susseguirsi degli eventi, scaturisce una comicità giovane, intelligente, che la regia ha inteso evidenziare suggerendo agli attori un’interpretazione mai “statica”, ma ricca di continue evoluzioni; un’ interpretazione che, nel pieno rispetto dei canoni del teatro moderno, permettesse loro di trovare riferimenti nel classico umorismo inglese, nel fortunato filone della “commedia” cinematografica. Pur se l’ambientazione partenopea avrebbe consentito, come spesso accade, il ricorso a facili espedienti comici, lo spettacolo intende divertire, invece, basandosi sulla semplicità dell’allestimento e sui ritmi incalzanti.