Ravello Festival

Sabato 30 giugno
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Philharmonia Orchestra
Direttore Esa-Pekka Salonen
Soprano Michelle DeYoung
Musiche di Wagner

Programma

Richard Wagner (1813 – 1883)
Tristan und Isolde (Tristano e Isotta)
Preludio
Liebestod

Die Walküre (La Walchiria)
Addio di Wotan

Götterdämmerung (Il crepuscolo degli dei)
Suite


Mercoledì 4 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Bill T. Jones e Arnie Zane Dance Company
/Time : Study II
Commissione Ravello Festival
Story/
Coreografia Bill T. Jones con Janet Wong
Musiche di Shubert
Con la partecipazione dei danzatori di Abballamm’!
ITALIA/USA

Bill T. Jones 
Bill T. Jones direttore Artistico/Co-Fondatore/Coreografo, Bill T. Jones/Arnie Zane Company; Direttore Artistico New York Live Artartista poliedrico, coreografo, ballerino, regista teatrale e scrittore, è stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra i quali il Premio MacArthur “Genius” nel 1994 e il Kennedy Center Honors nel 2010. È entrato a far parte dell’American Academy of Arts&Sciences nel 2009, ed è stato definito “un insostituibile tesoro della danza” dal Dance Heritage Coalition nel 2000. La sua esperienza a Broadway è stata coronata dal Tony Award 2010 come “Migliore coreografia” per il musical FELA!, che ha ideato, scritto e diretto.
Gli altri riconoscimenti includono: il Tony Award 2007 “Migliore coreografia” per Spring Awakening, un Obie Award per gli spettacoli off-Broadway del 2006 e un Lucille Lortel Award nel 2006 per la produzione off-Broadway The Seven. Nel 1982 ha fondato la Bill T. Jones/ Arnie Zane Dance Company (all’epoca chiamata Bill T. Jones/Arnie Zane & Company) con il partner Arnie Zane. Nel 2011, è stato nominato Direttore Artistico Esecutivo di New York Lives Arts, un’organizzazione che sostiene la danza e gli artisti occupandosi di programmi formativi, produzione e presentazione di spettacoli. Ha ricevuto le laurea ad honorem da parte di: Università di Yale, Art Institute of Chicago, Bard College, Columbia College, Skidmore College, Juilliard School, Swarthmore College e State University of New York at Binghamton Distinguished Alumni Award, dove aveva iniziato i suoi studi di danza classica e moderna. Il suo contributo alla danza è stato riconosciuto non solo attraverso diversi premi ma ha anche interessato alcuni programmi televisivi, nel 2010 è stato infatti protagonista della serie di documentari MASTERCLASS della HBO, che segue importanti artisti considerati fonte d’ispirazione per giovani artisti. Si ricorda la sua partecipazione nel 2009, come protagonista, di una delle puntate finali del programma Bill Moyers Journal, in cui ha discusso delle sue creazioni sul tema di Lincoln. È stato citato tra i 22 importanti “Black Americans” protagonisti del documentario della HBO The Black List nel 2008. Nel 2004 ARTE France e Bel Air Media hanno prodotto Bill T. Jones’ – Solos, presentando tre dei suoi assoli simbolo da un punto di vista cinematografico. Il suo lavoro ha interessato anche l’editoria, nel 1989 la Station Hill Press pubblica un’analisi approfondita sull’opera di Bill T. Jones e Arnie Zane intitolata Body Against Body: The Dance and Other Collaborations of Bill T. Jones and Arnie Zane, è del 1995  la pubblicazione di Pantheon Books del libro di memorie di Bill T. Jones con il titolo Last Night on Earth. Nel 1998 la Hyperion Books ha pubblicato Dance, un libro per bambini scritto da Bill T. Jones e dalla fotografa Susan Kuklin.

Bill T. Jones/Arnie Zane Company
La Bill T. Jones/Arnie Zane Company ha contribuito all’evoluzione della danza contemporanea presentando oltre 140 creazioni. Fondata come una compagnia di danza multiculturale nel 1982, la sua nascita avviene dopo 11 anni di collaborazione tra Bill T. Jones e Arnie Zane (1948 – 1988). Attualmente, la compagnia è conosciuta a livello internazionale come una delle forze più innovative e importanti nel mondo della danza moderna. Dagli esordi la Compagnia si è esibita in oltre 200 città in 30 Paesi. Nel 2011, la Bill T. Jones /Arnie Zane Company insieme con il Dance Theater Workshop è confluita nel New York Live Arts, di cui Bill T. Jones è il Direttore artistico e Janet Wong la direttrice artistica associata. Il repertorio della compagnia è decisamente vario nelle tematiche, nell’impatto visivo e nell’approccio stilistico al movimento, alla voce e alla messa in scena. Alcune delle sue creazioni più famose sono balletti a serata intera, quali Last SupperatUncleTom’sCabin/The Promised Land (1990 – ha debuttato come parte del NextWave Festival alla Brooklyn Academy of Music), Still/Here (1994 – presentato alla Biennale della Danza di Lione, Francia), We Set Out Early…VisibilityWasPoor (1996 – ha debuttato allo Hancher Auditorium di Iowa City, IA), YouWalk? (2000 – debuttò a Bologna, nell’ambito delle manifestazioni per Bologna Capitale Europea della Cultura 2000), Blind Date (2006 – presentata alla Montclair State University, NJ), Chapel/Chapter (2006 – Harlem Stage Gatehouse), e Fondly Do WeHope..Fervently Do We Pray (2009 – Ravinia Festival, Highland Park, IL). La creazione site-specificAnotherEvening, è stata interpretata nella sua sesta incarnazione con il titolo di AnotherEvening:Venice/Arsenale (2010, Biennale di Venezia); Story/Time (2012, Peak Performances); A Rite(2013, Carolina PerformingArtsat the University of North Carolina-Chapel Hill). La Compagnia sta attualmente presentando in tournée Body Against Body una collezione di intimi passi a due che raccontano la storia dei 34 anni di attività della Compagnia.

ARNIE ZANE
Arnie Zane (Co-Fondatore/Coreografo) (1948-1988) è nato a New York, nel Bronx, ha studiato alla State University of New York (SUNY) a Binghamton. Nel 1971 Arnie Zane e Bill T. Jones hanno iniziato la loro lunga collaborazione coreografica e nel 1973 hanno fondato l’American Dance Asylum a Binghamton con Lois Welk. Arnie Zane ha ricevuto il suo primo riconoscimento ufficiale in ambito artistico come fotografo, quando è stato insignito della Creative Artists Public Service (CAPS) Fellowship nel 1973. Ha poi ricevuto una seconda CAPS Fellowship nel 1981 e altre due Choreographic Fellowships del National Endowment for the Arts (1983 e 1984). Nel 1980 ha ricevuto, insieme a Bill T. Jones, il premio della critica tedesca per Blauvelt MountainRotary Action, un passo a due con Bill T. Jones, trasmesso in televisione, co-prodotto dalla WGBH-TV Boston e Channel 4 di Londra.


Giovedì 5 luglio
1968: See me, feel me
Happening/Performance

Piazza Duomo, ore 18.00
Happening
See me, feel me
Canzoni e coreografie per danzare il ’68
Con la partecipazione dei danzatori di Abballamm’!


Giovedì 5 luglio

Auditorium Oscar Niemeyer
ore 21.00
Act of mercy
coreografia Antonello Tudisco/ Interno
Progetto originale site specific Commissione Ravello Festival
ore 21.30
Compagnia Tocnadanza
Peggy untitled  2013-2018
Dedicated to Peggy Guggenheim
Coreografia e regia di Michela Barasciutti
Nuova produzione Ravello Festival, Regione Campania

Antonello Tudisco
Antonello Tudisco, classe 1974 coreografo e storico dell’arte, afferma la sua ascesa artistica quando nel 2013 insieme a Interno5, vince il progetto Teatri del Tempo Presente del Ministero dei Beni Culturali con il lavoro Nefes/Respiro_every human being is an artist. Parte allora per una lunga tournée in tutta Italia e, tra gli altri luoghi, presenta la sua creazione a Torino presso il centro Lavanderia a Vapore – spazio artistico del Balletto Teatro di Torino. Tra i suoi progetti artistici nel 2015 ACROSS THE BORDER – Produzione MIBACT e Interno 5 Danza e Collettivo NaDa e residenza artistica Teatri Associati di Napoli Spettacolo selezionato per il Festival Tanzmesse è del 2016 di Düsseldorf Chiaroscuro – nuova produzione per il Dance Theatre Skopje / Macedonia Living across the borders – progetto coreografico con Fernando Troya consulente artistico stagione di danza Piccolo Bellini di Napoli. Affianca al ruolo di coreografo l’attività  di organizzazione ed è presente nella direzione artistica per le stagioni di danza 2014/ 2015 e 2015/2016 al Teatro Bellini di Napoli,  è Presidente NEO. Dance Network – rete danza contemporanea della Campania; si occupa della co- organizzazione e direzione con Interno5, del E45 – Naples Fringe Festival; produttore esecutivo con Interno5 e per conto del Napoli Teatro Festival Italia dello spettacolo “Cosa deve fare Napoli per restare in Equilibrio sopra un uovo” di Enrique Vargas e il Teatro De Lo Sentidos, e  per la performance “You’ll see: everything will be Good” di Monika Pormale. 2007-2012 direzione artistica del Festival Movi|mentale, international dance and video art festival, partner di Media & Dance Network. Il festival ha prodotto il progetto biennale con l’artista Lutz Gregor in collaborazione con il MUSEO MADRE di Napoli, e la performance To- Untitled portrait, in collaborazione con la Fondazione Fabbrica Europa. Partner dei progetti come France Danse, “Focus on Art and Science/ european project”.
Michela Barasciutti

Michela Barasciutti, ballerina e coreografa, nata a Venezia, studia danza classica e contemporanea a Venezia. A 18 anni è ballerina solista per il Bussotti Opera Festival nell’opera “Autotono” di Sylvano Bussotti. Per anni ha fatto parte della Compagnia di Balletto “L’Ensemble” di Bruxelles diretta da Misha Van Hoecke (Primo ballerino e assistente di Maurice Bejart e direttore di Mudra) e ha partecipato a numerose trasmissioni televisive (RAI 1, RAI 2, NBC, TV francese).
Ha danzato nei principali teatri italiani e esteri (Europa e Asia) e nei principali festival nazionali e internazionali, ha spesso lavorato presso fondazioni liriche dove ha anche ricoperto il ruolo di Prima Ballerina al Gran Teatro “La Fenice” e al “Teatro Carlo Felice” di Genova in coppia con Vladimir Derevianko. Assistente dei coreografi Bob Cohan e Robert North in “Pictures”; è stata Direttrice Artistica dei Corsi di Perfezionamento per Coreografi della Regione Veneto a Mestre: la compagnia ospite de La Biennale di Venezia, la Phoenix Dance Theatre di Londra, ha richiesto la sua prestazione come “maitre de ballet”. Nel Dicembre del 1991, fonda e dirige a Venezia una propria compagnia, “TOCNADANZA”, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Comune di Venezia, dalla Provincia di Venezia e dalla Regione del Veneto, e crea per questa numerose coreografie, elaborando un linguaggio di ricerca personale, in co-produzione e collaborazione con prestigiosissimi Enti e Festival quali Teatro La Fenice di Venezia (Area Formazione), La Biennale di Venezia, Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, Camerata Musicale Barese, il Festival Internazionale Abano Danza, la Rassegna Internazionale di Danza “Il Gesto e l’Anima” di Torino, il Festival Internazionale “Vignale Danza”, il festival Montegrotto Terme, festival Venezia in Danza, Teatro del Sottosuolo. Per il Gran Teatro La Fenice di Venezia (Area Formazione) mette in scena tre spettacoli: “Made in Italy – I soliti ignoti” (2011) e “Fiore accanto” e “Untitled – tribute to Peggy Giuggenheim”. Con la direzione artistica di Michela Barasciutti, Točnadanza ha curato l’organizzazione delle rassegne di danza “Danza Aperto” (Arena Candiani), “PercorsiIndanza” a Mestre e Marghera, e a Venezia “Percorsi d’Autore – rassegna di nuovi coreografi”, la sezione “danza” di “Teatro in Campo” e “VeneziainDanza” al Teatro Goldoni e al Teatro Malibran (con il supporto del Teatro La Fenice di Venezia).
È stata ideatrice nel 2016, insieme ad Alessio Carbone (Primo Ballerino all’Opera di Parigi), del progetto “Les Italiens de l’Opera de Paris” – Galà con Etoiles, Primi Ballerini e Solisti italiani de l’Opera de Paris.


Sabato 7 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Icons
Wayne McGregor
Artisti ospiti Alessandra Ferri, Federico Bonelli, Herman Cornejo (Royal  Ballet/Royal Opera House e American Ballet Theatre)
Autobiography Edits 
Bach Forms 
Witness
Woolf Works
Coreografie Wayne McGregor 
Musiche di Jlin, Bach, Frahm, Richter
Serata in prima ed esclusiva italiana ideata per Ravello Festival
GRAN BRETAGNA/USA/ITALIA

Wayne McGregor  

Wayne McGregor è un pluri-premiato coreografo e regista britannico. Direttore artistico dello  Studio Wayne McGregor, il motore creativo dei suoi progetti  pioneristici e della sua inarrestabile ricerca coreografica e di pensiero con ed attraverso il corpo. Le attività allo Studio Wayne McGregor abbracciano collaborazioni creative che spaziano dalla danza al cinema alla musica alle arti visive alla tecnologia ed alla  scienza. Includono la Company Wayne McGregor ed i programmi di ricerca oltre che di insegnamento. Nel marzo 2017 ha inaugurato il suo spazio creativo, lo Studio Wayne McGregor, al Queen Elizabeth Olympic Park, London. Wayne McGregor è coreografo residente al Royal Ballet di Londra, le sue produzioni sono acclamate per l’audacia affrontata nella riconfigurazione del linguaggio della danza classica. È Professore di coreografia presso il Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance, è Honoray Doctor of Science presso l’Università di Plymouth, e Honorary Doctor in lettere presso l’Università di Leeds e membro del Circle of Cultural Fellows al King’s College London. Nel 2017 ha ricevuto un Honorary Fellowship dalla British Science Association. È membro della giuria del RIBA International Prize 2018. McGregor ha creato nuovi lavori ed è presente nel repertorio delle più celebri compagnie di danza, tra le quali citiamo Ballet National de l’Opéra de Paris, New York City Ballet, Ha Balletto del Bolshoi, il Royal Danish Ballet ed il San Francisco Ballet. Ha creato i movimenti coreografici di produzioni per il teatro, opera e film (Harry Potter ed il calice del Fuoco, The Legend of Tarzan Fanastic Beasts, Where to Find Them), videoclip musicali (Radiohead, The Chemical Brothers), moda (Gareth Pugh alla London Fashion Week 2017) pubblicità (Selfridges), televisione (Brit Awards 2015 e 2016) ed eventi site-specific (Bid Dance Trafalgar Square nel 2012  per oltre un migliaio di persone). McGregor ha ricevuto numerosi importanti  riconoscimenti, tra i quali ricordiamo quattro Critics’ Circle Awards, due  Time Out Awards, due  South Bank Show Awards, due  Olivier Awards, il Premio Benois de la Danse e due Golden Mask. Nel  2011 è stato nominato CBE (Commander British Empire) per i servizi resi alla danza.

Wayne McGregor

Wayne McGregor ha  fondato  la sua compagnia nel 1992 quale strumento creativo dei suoi progetti  pioneristici e della sua inarrestabile ricerca coreografica e di pensiero con ed attraverso il corpo. La compagnia è il fulcro centrale dello Studio Wayne McGregor e resta il crogiolo dell’energia creativa di McGregor, con la quale realizza le sue creazioni più  sperimentali.  Con oltre 30 lavori all’attivo, la compagnia ha visitato in tour oltre 50 paesi e si è esibita nei teatri più prestigiosi. Ha inoltre creato numerosi eventi site-specific in luoghi cult quali The Roundhause, Barbican Curve, Secret Cinema. Si è esibita ai Brits, New York Fashion Week e BBC Proms. Company Wayne McGregor è compagnia residente al Sadler’s Wells. Studio Wayne McGregor riceve il supporto di Arts Council England.

Alessandra  Ferri

È considerata internazionalmente  una delle più importanti ballerine drammatiche del nostro tempo. Nata a  Milano, ha iniziato gli studi alla Scuola di Ballo  del  Teatro alla Scala e successivamente ha studiato alla  Royal Ballet School di  Londra.

Nel 1980 dopo aver vinto il Prix de Lausanne é entrata a far parte del Royal Ballet e ne diventa prima ballerina a soli 19 anni quando Sir Kenneth McMillan la sceglie per interpretare i  ruoli più importanti dei suoi balletti, Romeo e GiuliettaManon e Mayerling: appositamente per lei inoltre il famoso coreografo ha creato altri ruoli, come Marie in Different Drummer e Micol in Valley of Shadows. Nel 1985, Michail Baryshnikov la invita  all’American Ballet Theatre dove rimarrà Prima Ballerina  fino al 2007. Nel 1992  e’ nominata  Prima Ballerina Assoluta al Teatro alla Scala dove resterà fino al 2007. Ha  lavorato con i più grandi coreografi del nostro tempo: Sir Frederick Ashton,Sir Kenneth McMillan, Jerome Robbins, Jiri Kylian, TwylaTharp, John Neumeier, William Forsythe,  Roland Petit.

Ha danzato nei teatri più prestigiosi del mondo. Tra i numerosi premi ricevuti il  Sir Lawrence Olivier Award, il Dance Magazine Award e il Benois de la Danse. Nel 2006 é stata nominata Cavaliere della Repubblica dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Nel 2013, dopo sei  anni di assenza dalle scene, ritorna a danzare e firma la sua prima coreografia, The Piano Upstairs, un dance play  presentata al Festival dei Due Mondi a Spoleto. Nello stesso anno The Signature Theater  produce lo spettacolo Chéri che segna il suo ritorno sulla scena newyorkese. Il  2015 è l’anno del  ritorno al Royal Ballet  e  Wayne McGregor  le crea il ruolo di Virginia Woolf in Woolf Works grazie al quale nel 2016 vince il secondo l’Oliver Award 2016  per “Outstanding Achievement in Dance”. Nello stesso anno debutta in Eleonora Duse per le lei creato da John Neumeier con Hamburg Ballet.

Federico Bonelli

Federico Bonelli è nato a Genova ed inizia  gli studi a  quattordici anni presso l’Accademia di danza del Teatro Nuovo di Torino, vince una medaglia d’argento al concorso internazionale dell’Avana, Cuba, primo premio al Concorso Internazionale di Rieti, Italia, e una borsa di studio Prix de Lausanne, Svizzera.

Nel 1996, in seguito al concorso del Prix de Lausanne, entra nel Balletto di Zurigo dove è promosso solista un anno dopo. Nel 1999 entra a far parte del Dutch National Ballet di Amsterdam ed è promosso primo ballerino nel 2002. In questi anni sviluppa un grande repertorio che spazia dai grandi classici a Forsythe, Balanchine, Han Van Manen, Tetley, Robbins e Massine.

Nel 2003 entra a far parte del Royal Ballet come principal dancer dove oltre a ballare il repertorio classico, danza gran parte del repertorio della compagnia, lavori di Ashton (Marguerite e Armand, Cenerentola, Sylvia, Dafne e Cloe, Ondine e Symphonic Variations), MacMillan, Balanchine, Cranko, creazioni di Wayne McGregor (Chroma, Live Fire Exercise, Raven Girl, Wolf Works), creazioni di Christopher Wheeldon (DGV, Polyphonia, Pavane, Alice in Wonderland, A Winter Tale ). Federico ha ballato come artista ospite con le più importanti compagnie ed a GALA in tutto il mondo. Nel 2005 gli è stato conferito il Premio Positano per la Danza e nel 2009 è stato nominato per il premio di “miglior ballerino” dalla National Dance Awards Critic Circle.

Federico è stato un insegnante ospite con la Royal Ballet School e nel 2010 è stato membro della giuria al Prix de Lausanne.

Herman Cornejo

Herman Cornejo, argentino, è dal 2003 Principal Dancer dell’American Ballet Theatre. Studia all’Instituto Superior de Arte del Teatro Colón a Buenos Aires, e al seguito di una borsa di studio presso la Scuola dell’American Ballet, Julio Bocca lo invita all’età di 14 anni ad unirsi alla sua compagnia Ballet Argentino. Èartista ospite invitato dalle più importanti compagnie in tutto il mondo e danzato a numerosi eventi di beneficienza, tra questi The Rainforest Foundation con Sting.

Nel 2012, inizia la collaborazione artistica con la  Prima Ballerina Alessandra Ferri, che produce 3 nuove produzioni quali “Cheri”, “Evolution” e “Trio Concert Dance”. Nel 2015, debutta nel nuovo ruolo di “direttore artistico” organizzando la serata “Latin American Stars” Gala al Performing Arts Center di Los Angeles e nel 2017 il percorso di produttore creando la Herman Cornejo Creating Art. Herman Cornejo ha ricevuto numerose nomination, premi e riconoscimenti nel corso della carriera Medaglia d’Oro all’ottava edizione dell’ International Dance Competition di Mosca all’età di 16 anni, divenendo il più giovane danzatore di sempre a vincere la competizione. Messaggero di Pace per l’UNESCO; Danzatore dell’anno per The New York Times; Latin Idol per Hispanic Magazine; Star of the 21st Century nel 2005; Mr. Expressivity prize al Dance Open Festival di San Pietroburgo nel 2010 e nel 2013; Argentinian Pride Award per Argentinian Culture Center; The Bessies da parte della NY Dance & Performance League nel  2013  e  Prix Benois de la Dansenel 2014 come Outstanding Male Dancer dell’anno.


Martedì 10 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
InventaRio incontra Ivan Lins 
Esclusiva Ravello Festival

Acclamato nel suo paese come la quintessenza della musicalità, Ivan Lins si è conquistato la vertiginosa posizione che oggi occupa nel panorama artistico internazionale vestendo i panni del compositore, del pianista e del cantante, nonché firmando numerosi brani di pregiata fattura successivamente interpretati con classe scintillante da Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Carmen Mc Rae e Shirley Horn. Un talento precoce che poco oltre i vent’anni aveva già composto Madalena, un brano portato al successo da Elis Regina, mentre qualche tempo prima Lins venne notato dal super-produttore Quincy Jones, che lo consacrò a livello internazionale con una serie di ripetute collaborazioni capaci di fruttargli diversi riconoscimenti, non ultima l’affermazione nell’importante Latin Grammy come album dell’anno nel 2005. Il titolo era Cantando Historias. Lins è anche un ferreo conoscitore dell’immensa tradizione musicale del suo paese: molto lodato il suo personale tributo a Noel Rosa, straordinario compositore carioca di inizio secolo, cui non si può prescindere per comprendere usi e costumi brasiliani. In precedenza anche Miles Davis lo aveva interpellato per un progetto esclusivo poi non concretizzato a causa della sua prematura scomparsa, mentre più di recente la prestigiosa Carnegie Hall di New York lo ha onorato con una serata di gala in cui hanno sfilato ospiti del calibro di Sting, Brenda Russell, Chaka Khan e Grover Washington. E se un Maestro come Vinicius De Moraes ha sempre postulato che la vita è l’arte dell’incontro, il destino di Lins si è incrociato dal collettivo fondato dal pianista Giovanni Ceccarelli e dal contrabbassista Ferruccio Spinetti con l’aggiunta del batterista Francesco Petreni e del chitarrista Dadi, in un appuntamento all’ombra del Pan di Zucchero, con InventaRio, un primo album che ha visto fra gli altri la partecipazione entusiastica dello stesso Lins. L’intesa è stata così immediata e piacevole da ipotizzare quasi subito un secondo capitolo incentrato solo su alcuni brani traslati in lingua italiana della sua arte, oltre ad un omaggio a Tenco e una rilettura di Felicità, fra i brani più belli di Lucio Dalla. Come risultato il disco (che comprendeva una serie di ospiti eccellenti, fra cui Chico Buarque, Maria Gadù e Fabrizio Bosso), è stato selezionato fra i 5 migliori lavori del 2014 della MPB, ovvero Musica Popular Brasileira, nient’altro che i mille rivoli e le contaminazioni che l’hanno innalzata a genere di finissima ed avvincente dignità. Un incontro di cartello presentato in esclusiva assoluta a Ravello per una musica capace di indagare l’attualità con un feeling palpabile e gioioso.


Venerdì 13 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Dada Masilo/The Dance Factory
Giselle 
Coreografia Dada Masilo 
Musiche di Philip Miller
Disegni Wiliam Kentridge
Esclusiva italiana
SUDAFRICA/ITALIA

Dada Masilo

Nata a Johannesburg, in Sudafrica, Dada Masilo, giovane ballerina e coreografa, ha fatto il suo debutto al Festival Anticodes di Brest a marzo 2011 e al Festival Fragile Danse al Théâtre des Bouffes du Nord (Parigi) a novembre 2011 con il solo “the Bitter end of Rosemary”, in cui interroga Ofelia di “Amleto”, conferendo alla follia del personaggio una nuova forma espressiva, rivelando la sua estrema vulnerabilità.
Formatasi alla Dance Factory di Johannesburg, nel 2005 e 2006 soggiorna a Bruxelles dove frequenta la scuola PARTS, Performing Arts Research and Training Studios di Anne Teresa de Keersmaeker. In poco tempo diventa una delle giovani ballerine/coreografe più famose in Sudafrica dove ha presentato i suoi spettacoli in vari Festival, tra questi il Festival Dance Umbrella, ha ricevuto molti premi e si dedica alla formazione di giovani danzatori. Dada Masilo è una coreografa fuori dal comune e una danzatrice straordinaria.


Sabato 14 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Orchestre Philharmonique de Radio France
Direttore Myung-Whun Chung

Programma

Maurice Ravel (1875 – 1937)
Ma mère L’Oye, Suite
Daphnis et Chloé Suite no. 2

Hector Berlioz (1803 – 1869)
Sinfonia Fantastica


Domenica 15 luglio

Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Tigran Hamasyan “An Ancient Observer”
Esclusiva Italiana

Hamasyan incarna alla perfezione il concetto di artista contemporaneo, oltre le mode e le stesse definizioni. Classe 1987, fieramente armeno, con l’agio e la conoscenza di molti altri linguaggi come il rock, la prima passione condivisa con suo padre in tenera età, il jazz che ha studiato in adolescenza a Los Angeles, luogo in cui si era trasferito con la famiglia. Dimensione che poi gli ha consentito di recepire molti altri stimoli, prima del rientro ad Erevan, poi divenuta capitale dell’Armenia. Tigran è un orgoglioso prosecutore dell’antica tradizione musicale di quelle lande così affascinanti ed apparentemente immanenti, magnificate dal canto libero del suo pianoforte, racchiuso nell’album “An ancient observer”, pubblicato di recente dalla sofisticata etichetta americana Nonesuch, la stessa per cui hanno toccato vette stratosferiche compositori ed intellettuali di vaglia come Steve Reich, Ry Cooder e Philip Glass. In precedenza il pianista aveva fatto incetta di premi, fra cui il lungimirante Thelonious Monk Jazz Competition, il Paul Acket Award at the North Sea Jazz Festival e l’Echo Award nella categoria miglior album internazionale ed inciso per Naive, Act, Verve ed Ecm, cimentandosi nell ‘ardito progetto “Luys i Luso “ per piano e Coro: lo Yerevan State Chamber Choir condotto Harutyun Topikyan, approvato dall’immaginifico produttore Manfred Eicher, sulla religiosità cristiana e la sacralità. Parlando di questo grande talento NPR Music ha detto: “Con sorprendenti combinazioni di elementi jazz, minimalisti, elettronici e folk Hamasyan percorre sentieri musicali segnati da groove ossessivi, voci eteree, suoni di pianoforte e melodie antiche. Non sentirete mai nient’altro di simile”. Modale ed arcaico, folklore e classico, si sprigionano da un fraseggio di incredibile sapienza melodico ritmica. Arriva da solo a Ravello Tigran, con il suo piano e le sue macchine, per un concerto in esclusiva nazionale: Un antico osservatore dall’amplissimo carnet espressivo, in cui potrete ritrovare echi familiari: lasciatevi trasportare quindi dal suo flusso creativo, incensato anche da Maestri del calibro di Chick Corea ed Herbie Hancock.


Mercoledì 18 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Kurt Elling Quintet
special guest Marquis Hill

Timbro baritonale che si estende su quattro ottave, passo felpato e carisma immediatamente rapinoso sul palco. Sono le credenziali di Kurt Elling, classe ’67, proveniente da Chicago ed unanimemente considerato come il cantante maschile più influente dell’ultimo ventennio per tecnica e generosità. Erede di grandi Maestri come Jon Hendricks e Mark Murphy, di lui si ammirano la maestosa conoscenza dei fondamentali del Jazz, ancor più della sua capacità di emozionare, che unisce a una grande curiosità per tutto il bello che può arrivare dalle altre musiche: dagli Earth Wind and Fire a Joe Jackson fino ai King Crimson, Tom Jobim, Wayne Shorter e Pat Metheny, non c’è quasi ambito che Elling non abbia sfiorato con la sua arte, il cui esordio ufficiale è avvenuto nel 1995 con l’album Close your Eyes, pubblicato dall’iconica label Blue Note, sempre a cavallo fra tradizione ed avanguardia. Da allora ha qui il nostro ha realizzato altri 13 dischi, costruito una carriera solistica di grande acume, portando a casa Grammy’s e numerosi altri riconoscimenti messi in palio dalle più importanti riviste di settore come Downbeat e Jazz Times. Un valore altissimo, quotato dal Washington Post in maniera incontrovertibile: “Dalla metà degli anni Novanta nessun altro cantante è stato coraggioso, dinamico, originale come lui. Con il voluttuoso fluttuare della sua voce, il lirismo, le agilità vocali e il senso di vivere la musica come una missione, Elling incarna oggi il vero spirito creativo nel repertorio Jazz”. A Ravello il chicagoano sarà accompagnato dal suo rinnovato quintetto, cui si aggiunge il portentoso e giovane trombettista Marquis Hill, per affrontare i brani tratti da The Questions, il nuovo vibrante lavoro appena pubblicato dalla Okeh\Sony in co-produzione con Branford Marsalis, sassofonista e recente beniamino del pubblico di Ravello Festival, ispirato da una lettura del drammaturgo austriaco di origine boema Rainer Maria Rilke, oltre ad altri celeberrimi standards di ogni tempo ed estrazione, fra cui perle di Bob Dylan e Peter Gabriel.


Sabato 21 luglio

Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
An evening with ECM
Theo Bleckmann, Stefano Battaglia, Michele Rabbia
Produzione Ravello Festival
Django Bates’ Belovèd
Esclusiva Italiana

Ecm è l’acronimo di Editions of Contemporary Music, un concetto esteso e condivisibile, rispetto a quello più angusto di jazz. Il suo deus ex machina è Manfred Eicher, che una volta sentenziò ciò che lo ispirava nella produzione dei suoi album così: “Abbiamo cercato i suoni che ci piacciono: i suoni più belli dopo il silenzio.” Non male per un giovanotto di soli 26 anni, che nel 1969 fonda questa etichetta discografica che ha radicalmente cambiato il modo di concepire ed ascoltare la musica con centinaia di registrazioni (da Mal Waldron a Keith Jarrett, passando per Egberto Gismonti e John Cage), oltre ad avvenimenti fondati su una passione infinita nel distillare il concetto di bellezza in musica. Alla sua estetica è dedicato questo omaggio commissionato appositamente dalla direzione artistica di Ravello Festival, con una serata articolata in due parti: nella prima seguiremo la produzione originale incentrata sui Four Quartets, un capolavoro di umanità letteraria e superamento del modernismo del poeta e drammaturgo inglese T.S. Eliot, premio Nobel per la letteratura nel 1948. La rielaborazione sarà a cura di Stefano Battaglia (pianoforte e composizione), Theo Bleckmann (voce) e Michele Rabbia (percussioni ed elettronica): un tris d’assi che ha periodicamente inciso per la casa di Monaco di Baviera, in un concerto in cui composizione ed improvvisazione si alterneranno a vibranti liturgie e una meditazione più ampia sul tempo. E se Battaglia e Rabbia sono musicisti fra di loro molto affiatati, l’occasione sarà ancora più preziosa per ascoltare le straordinarie doti espressive di Bleckmann, il cui stile è tanto personale, colto ed originale da renderlo immune a qualsiasi accostamento.
Ancora una personalità di grande rilievo nella seconda parte, dove incontreremo il pianista e compositore inglese Django Bates, raramente apparso in Italia, Un musicista eclettico che suona (benissimo) anche il Corno Tenore, dopo aver studiato anche il violino e la tromba. Ribattezzato il “Monty Python “del jazz per la sua capacità di stupire ed essere gioiosamente iconoclasta, è d’altronde dotato di sublime sensibilità. Una mente geniale ed indipendente, che abbandonò dopo un solo mese il Royal College of Music di Londra, rendendosi conto di voler restare un compositore autodidatta. Bates nella sua più che trentennale carriera si è esibito in tutto il mondo con i suoi ensembles: Human Chain, Delightful Precipice, Loose tubes, Quiet Nights, garantendosi una notevole reputazione internazionale come compositore, bandleader, improvvisatore ed educatore. L’ECM ha da poco pubblicato il suo album The study of touch, realizzato con una delle sue più riuscite costellazioni, il suo affiatato trio Beloved, con il vivace bassista svedese Petter Eldh e il pittorico batterista danese Peter Bruun. Questo lavoro continua la avveniristica rivisitazione di brani associati a Charlie Parker, musica con cui Django si è misurato con rispetto, sensibilità e humour, presentando al contempo nuove brillanti composizioni originali.


Domenica 22 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Le Cercle de l’Harmonie
Direttore Jérémie Rhorer
Musiche di Mozart

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)

Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore, K 543
Sinfonia n. 40 in Sol minore, K 550
Sinfonia n. 41 in Do maggiore, K 551 “Jupiter”


Mercoledì 25 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Orchestra Nazionale dei Conservatori italiani
Direttore Alexander Lonquich
Musiche di Beethoven, Schubert


Domenica 29 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Svetlana Zakharova & Stelle del Teatro Bol’šoj di Mosca
e del Mariinskij di San Pietroburgo
Russian code
Progetto originale Ravello Festival
RUSSIA/ITALIA

Svetlana Zakharova

Svetlana Zakharova è nata a Lutsk, in Ucraina, ha studiato presso l’Istituto Coreografico di Kiev (classe di Valeria Sulegina). Ha continuato la sua formazione all’Accademia Vaganova di San Pietroburgo dove è stata ammessa direttamente alla terza classe, quella del diploma (diretta da Elena Evteyeva, emerita ballerina del Balletto Mariinskij).
Nel 1996 entra a far parte del Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e l’anno seguente viene nominata prima ballerina. Il suo vasto repertorio in questo Teatro include i ruoli principali dei seguenti balletti, tra i tanti: La Bella Addormentata, La Fontana di Bakhčisarai (nella versione di Rotislav Zakharov), Schiaccianoci, Le Corsaire, La Bayadère, Don Chisciotte, Shéhérazade, Romeo e Giulietta (nella versione di Leonid Lavronskij), Il Lago dei Cigni, Giselle, Les Sylphides, Le Poème de l’Extase (di Aleksej Ratmanskij), L’histoire de Manon (di Kennet MacMillan), Etude (di Harald Lander). Tra le creazioni di George Balanchine di cui è stata protagonista: Apollon Musagète, Serenade, Symphony in C, Jewels, Čajkovskij pas de deux. Nel 2003 entra a far parte del Balletto del Teatro Bol’šoj, è stata allieva di Ljudmila Semenjanka. Il suo repertorio per il Teatro Bol’šoj include, tra i tanti, i ruoli principali nei balletti: Giselle (nella versione di Vladimir Vasiliev), La Fille du Pharaon (ricostruzione di Pierre Lacotte), nei balletti a firma di Jurij Grigorović: Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata, La Bayadère, Raymonda, Spartacus; Don Chisciotte (di A. Fadeečev), Symphony in C – Part II, Sogno di una Notte di Mezz’estate (di John Neumeier, ruolo di Ippolita e di Titania), Carmen Suite (di Alberto Alonso), Serenade (di George Balanchine). Nel 2009 il coreografo Francesco Ventriglia ha creato per lei il balletto Zakharova Super Game. Dal 1999 è regolarmente “guest artist” presso le più prestigiose compagnie di balletto del mondo, tra queste: New York City Ballet, Bayerisches Staatsballett, Teatro dell’Opera di Roma, Opéra di Parigi, Nuovo Teatro Nazionale di Tokyo, Teatro San Carlo di Napoli, American Ballet Theatre, Hamburg Ballet, Teatro alla Scala. Dal 2007 Svetlana Zakharova ricopre il ruolo di ballerina étoile del Balletto del Teatro alla Scala di Milano.


Lunedì 30 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura
Coro A Filetta
Esclusiva Italiana

Curiosità, cambiamento e coerenza sono tre aspetti che hanno sempre illuminato il cammino di Paolo Fresu, che ci ha abituati ad una sperimentazione periodica per quanto ibrida fra la propria cultura jazzistica ed i suoni dell’imprescindibile tradizione mediterranea. Eppure questo progetto di struggente emotività si ritaglia uno spazio del tutto particolare nella sua pur vasta ed obliqua estetica, condivisa questa volta con il fine lirismo di Daniele di Bonaventura.  Si è trattato di un incontro karmico realizzato ad Ajaccio e trasformatosi all’istante in un colpo di fulmine artistico, con i due musicisti italiani conquistati dalle atmosfere mistiche create dal sestetto corale guidato dal leader Jean-Claude Acquaviva. Per quanto geograficamente vicina alla Sardegna, la Corsica ha una tradizione vocale tutta sua, con un espressività assai diversa rispetto a quella terragna e circolare dei tenores sardi. La polifonia còrsa è difatti sospesa fra la contrapposizione del registro vocale e quello strumentale, in cui le emozioni hanno un battito differente e un andamento progressivo, come eloquentemente ribadito da Mistico Mediterraneo, l’album prodotto nel 2011 per l’Ecm, che avrà un seguito ufficiale il prossimo autunno, con un nuovo disco incentrato sulla memoria ed il rispetto, realizzato con impressionante sintonia paritetica, che sarà pubblicato dalla “Tuk Music”, l’idea sottile di suono ed immagine elaborata dallo stesso Fresu trasformatasi da qualche anno in un laboratorio discografico. “Ho dato al progetto il titolo che mi sembrava appropriato – ribadisce Fresu – sottolineandone l’essenza mediterranea e mistica. Abbiamo scelto dei brani tradizionali corsi, altri scritti da Acquaviva e Daniele, ma ci sono anche pezzi di Bruno Coulais, eccellente compositore francese. Non c’è niente di mio, perché questa musica mi piace così tanto che mi diverto ad interpretarla seguendone il flusso. Gli arrangiamenti sono di tutti: ognuno ha contribuito alla costruzione del progetto, provando ad allontanarsi dal suo percorso per andare incontro qualcosa nel quale perdersi volentieri”. Risulta difficile immaginare un contesto più ideale di quello del belvedere di Villa Rufolo per contestualizzare simile, tracimante, bellezza.


Mercoledì 1 agosto
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Bill Frisell Quartet
Petra Haden

Tra i più prolifici ed ispirati compositori moderni, Bill Frisell è forse il solo chitarrista capace di attraversare generi e stili mantenendo salda la sua originalissima e trasversale cifra creativa, in passato al servizio di John Zorn e Paul Motian come di Elvis Costello e Caetano Veloso. In questo progetto dedicato all’amato cinema e ad alcune gloriose serie televisive, egli rilancia quella personale ricerca del tempo perduto, che lo innalza ancora una volta al rango di iconoclasta capace di fare categoria a sé. In altre parole viene celebrato il ritorno alle radici, al cuore e nella memoria della tradizione in cui si è formato: da Elmer Bernstein e Walt Disney fino a Henry Mancini e Johnny Mandel, con una dedica particolare ad Ennio Morricone e Nino Rota, cui già in passato aveva reso suadente omaggio. Un guitar-heroanticonvenzionale, che ha sempre sopportato con fatica etichette e definizioni, ignorando – con la propria materica capacità di lavorare sul suono e sullo spazio – il modo di concepire la chitarra jazz codificato dai virtuosismi di Charlie Christian e Wes Montgomery. Non è un caso che Frisell – come pure i suoi colleghi (ed amici) John Scofield e Pat Metheny – sia andato a recuperare come base per la sua avvincente estetica, la lezione bianca e concettuale di Jim Hall. Elegia allo stato puro: un lirismo inteso come negazione del fraseggio supersonico e virtuosistico, in cui invece vengono evidenziati alcuni tasselli che vanno a comporre un quadro apparentemente surreale, eppure di mirabile coerenza rispetto ai “detriti” armonici che ogni movimento di Frisell è capace di realizzare. Un linguaggio sospeso fra tradizione e rivoluzione, con quel rilascio dinamico prolungato che ne ha fatto un caposcuola. Insieme a lui la magnifica peculiarità del contrabbassista Thomas Morgan, forse l’unico erede di un altro Maestro come Charlie Haden, che ha sempre avuto una predilezione per Frisell, cui ha affidato anni fa, il battesimo artistico della figlia Petra, interprete delle parti vocali di questo concerto in cui impressionerà anche l’empatico Rudy Royston (batteria).


Sabato 4 agosto
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Solisti del Teatro alla Scala/Luna Cenere
Rudy e Isadora
Omaggio a Rudolf Nureyev e Isadora Duncan
Coreografie storiche Rudolf Nureyev
Corografia originale Luna Cenere/Natural gravitation
Commissione e nuova produzione Ravello Festival
ITALIA/RUSSIA/FRANCIA

Luna Cenere
Luna Cenere è nata nel 1987 a Napoli, dove intraprende i suoi primi studi sulla danza simultaneamente a quelli universitari. Dal 2003 al 2010 lavora con le compagnie Movimento Danza, cie Danza Flux e il collettivo NA/DA. Nel 2011 prosegue i suoi studi alla SEAD, Salzburg Experimental Academy of Dance, diretta da Susan Quinn;selezionata come membro ospite della compagnia SEAD Bodhi Project lavora con coreografi di fama internazionale, quali Anton Lacky e Josef Frucek. Dal 2014 Luna ha lavorato con Simone Forti, Anton Lacky e Virgilio Sieni ed è attualmente membro della Compagnia Agitart (Spagna) e della Compagnia Virgilio Sieni (Italia). Contemporaneamente ai suoi impegni da interprete per altri coreografi si dedica alla creazione di propri lavori ed all’insegnamento della danza contemporanea. A Sofia, nell’ambito del Festival Spring Forward di Aerowaves, è andato in scena la sua creazione “Kokoro”, ultimo di una serie di lavori che hanno conquistato premi e riconoscimenti in Italia.


Domenica 5 agosto
Villa Rufolo, ore 23.00
I Concerti di Mezzanotte
Pianista Andrea Lucchesini


Giovedì 9 agosto
Villa Rufolo, ore 23.00
I Concerti di Mezzanotte
Pianista Sun Hee You


Sabato 11 agosto
Belvedere di Villa Rufolo, ore 4.45
Concerto all’Alba
Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi”
Direttore Ryan McAdams
Musiche di Bizet, Grieg

Programma

Edvard Grieg (1843 – 1907)
Peer Gynt
Suite No. 1, Op. 46
Suite No.2, Op. 55

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)
Sinfonia n.6 in Fa maggiore op. 68 “Pastorale”


Lunedì 13 agosto
Villa Rufolo, ore 23.00
I Concerti di Mezzanotte
Pianista Varvara


Giovedì 16 agosto
Villa Rufolo, ore 23.00
I Concerti di Mezzanotte
Pianista Bertrand Chamayou


Sabato 18 agosto
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Budapest Festival Orchestra
Direttore Ivan Fischer
Soprano Anna Lucia Richter
Musiche di Bartok, Mahler

Programma

Béla Bartók (1881 – 1945)
Musica per archi percussione e celesta

Gustav Mahler (1860 – 1911)
Sinfonia n. 4 in Sol maggiore


Domenica 19 agosto
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Budapest Festival Orchestra
Direttore Ivan Fischer
Violino József Lendvay Sr
Violino József Lendvay Jr
Cimbalon Oszkár Ökrös
Musiche di Mahler, Brahms

Programma

Johannes Brahms (1833 – 1897)
Danza ungherese n. 11 in Re minore

Franz Liszt (1811 – 1886)
Rapsodia Ungherese n.1
Rapsodia Ungherese n.3

Pablo de Sarasate (1844 – 1908)
Zigeunerweisen Op.20

Johannes Brahms (1833 – 1897)
Sinfonia n. 1 in do minore per orchestra, op.68


Martedì 21 agosto
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Mariinsky Orchestra
Direttore Valery Gergiev
Musiche di Stravinsky, Tchaikovsky

Programma

Igor Stravinsky (1882 – 1971)
Petruška

Peter Ilyich Tchaikovsky (1840 – 1893)
Sinfonia Manfred in Si minore op.68


Giovedì 23 agosto
Villa Rufolo, ore 23.00
I Concerti di Mezzanotte
Pianista Federico Colli


Sabato 25 agosto
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Deutsche Oper Berlin
Direttore Donald Runnicles
Soprano Allison Oakes
Tenore Attilio Glaser
Baritono Markus Brück
Musiche di Wagner

Programma

Richard Wagner (1813 – 1883)
Tannhäuser
Overture
O du mein holder Abendstern
Hallenarie

Lohengrin
Overture
Gralserzählung

Wesendonck Lieder

Tristan und Isolde
Preludio
Liebestod