Teatro Ricciardi

16 novembre  “Cantami dell’Universo"

“Cantami dell’Universo” ha debuttato nel 2017 per celebrare i 2000 anni della morte di Ovidio. E’ un adattamento contemporaneo, divertente, poetico ed emozionante di 9 miti dell’antichita’ greco~romana che, in vario modo, parlano di amore: amore cercato, perso, negato, interrotto, eterno. Lo stile della messa in scena e’ dinamica ed unisce video~proiezione, azione, musica e recitazione per raccontare l’umanita’ di 2000 anni fa e di oggi, unita dagli stessi eterni sentimenti di gioia, speranza, paura, rispetto per gli dei, timore, o egoismo.

18 novembre GIOVANNA D'ARCO

Scritto e diretto da Monica Guerritore
Video proiezioni a cura di Enrico Zaccheo
Progetto luci Pietro Sperduti

Monica Guerritore torna ad indossare l’armatura di Giovanna D’ Arco, facendo rivivere il suo personaggio nella nostra epoca. Compagna di ribellione e speranza di Che Guevara, del giovane cinese che a piazza Tien An Men ferma col suo corpo un carro armato, di uomini e donne ‘forti della forza’ che viene dall’istinto di libertà. Le proiezioni che accompagnano tutto lo spettacolo testimoniano attraverso insolite contrapposizioni come si levino alte in ogni tempo le voci contro il Potere, l’accostamento musicale di artisti come i Queen e Tom Waits invece crea una risonanza emotiva che permette di accompagnare Giovanna alla sua morte senza rimanerne distanti. Il cuore di Giovanna non aveva ragioni: «La sua passione» dice l’attrice «è universale e travalica il tempo, la sua idea di libertà è eterna».

30 Novembre MOSTRI A PARTE

con
Fabio Balsamo  Tiziana De Giacomo Nicola d’Ortona  Marianna Liguori Giovanna Rei  Claudia Vietri

Scene Sissy Granata

Costumi Maria Rosaria Riccio

Regia Maurizio Casagrande

Le urla di un uomo che viene trascinato via aprono lo spettacolo. “Ma come fate a guardare questa robaccia… aprite gli occhi… ma non lo vedete che sono tutti mostri!

Franco, dimenticata rockstar degli anni ’80, è sposato con la più giovane Ursula, conduttrice televisiva di grande successo, fervente ammiratrice negli anni d’oro della sua carriera, ma che oggi è la vera “star” di casa.

Lui, un artista non particolarmente bravo, ma sincero ed originale, e lei senza grandi capacità, ma priva di scrupoli e bravissima ad approfittare di chiunque per aumentare gli ascolti.

Lui completamente fuori luogo nello show business dei giorni nostri, e lei perfettamente inserita nell’effimero mondo della televisione.

Lui e lei. Un uomo e una donna, ma in realtà il passato ed il presente che si scontrano in campo neutro: Il teatro.

Ursula, quasi per pietà, offre a Franco la possibilità di partecipare alla sua seguitissima trasmissione, ma la cosa si trasforma in un clamoroso flop. Le curve degli ascolti della sua esibizione risultano più basse di quelle della pubblicità, e questo porta alla rottura del rapporto tra i due. O lui troverà il modo di risalire la china, o lei lo eliminerà dalla sua vita. Ma come fare? Ormai lo spettacolo propone solo robaccia e lui vede solo mostri intorno a lui, non più “sacri”, come un tempo, ma assolutamente “pagani”. Per farcela dovrebbe diventare uno di loro!

Ed è proprio quello che accadrà quando scoprirà di essere l’erede del dott. Jekyll, ed entrerà in possesso della famosa pozione che riesce a svelare e portare in vita l’altro lato di noi stessi. L’uso della pozione cambierà tutto, e anche Ursula ritroverà per Franco l’antico amore.

Sembra un lieto fine, ma si sa, i finali in cui vissero tutti felici e contenti appartengono alle fiabe, nella realtà la voce di Franco ci porterà al tragico epilogo.

Ma come fate a guardare questa robaccia… aprite gli occhi… ma non lo vedete che sono tutti mostri!”


6 Dicembre CI FACCIAMO DA SOLI.....

 Enzo un giovane sulla trentina nella vita ha un solo scopo , quello di diventare un bravo ed affermato attore teatrale e cinematografico. Fa molte esperienze anche importanti ma non riesce a sfondare, è continuamente messo in attesa.

Tutti i giorni di buonora comincia a chiamare agenzie per lo spettacolo a fissare appuntamenti sulla capitale, fa provini ovunque ma si sente dire sempre la fatidica frase :”Le faremo sapere!”

Un giorno seduto alla sua scrivania col suo PC, il cordless e l’irrinunciabile agendina ormai scoraggiato da una miriade di “NO!” , stufo di apprendere di non essere stato scelto solo perché senza la giusta raccomandazione, decide di visitare un teatro abbandonato dove incontrerà vari personaggi strani come Gennaro Taiuti custode del teatro e Gianni Tiapponda di cui non sveliamo i particolari..

Taiuti, intanto, si presenta come un uomo molto eccentrico con atteggiamento effeminato. Con Enzo è molto disponibile gli da consigli, lo sprona , lo esorta a non gettare mai la spugna e a crederci fino in fondo.

Il colpo di scena avviene con la scoperta che in realtà Gennaro Taiuti è Michele Scicolone che finge di essere gay sperando di essere notato e magari scritturato per qualche ruolo importante e guardando gli sforzi che Enzo fa per arrivare al successo si commuove dinanzi al tanto amore dell’attore per il proprio lavoro e si convince ancora di più che, infondo infondo, le speranze non sono mai finite e non bisogna mai darsi per vinti perché proprio quando credi che sia tutto perso è allora che la vita ti riserva magiche sorprese.

20 Dicembre I FIORI DEL LATTE

di Eduardo Tartaglia

“I FIORI DEL LATTE” è il nome dl un caseificio campano di prossima apertura scelto tra un inconsapevole rimando baudelairiano e un più probabile errore di declinazione (Ma esisterà mai il plurale del fiordilatte? E allora le

mozzarelle, le provole. le ricotte. le scamorze? … ).

 Un nome che è tutto un programma per quello che sarà “…il fior fiore dei fiori all’occhiello di Casaldisotto scalo!…” Un Caseificio modernissimo in linea con le nuove tendenze ecologiche, una sorta di vera e propria oasi “biologica”. Tutti prodotti assolutamente genuini, puri. Bufale allevate secondo rigorosissimi metodi naturali; di mangimi animali neanche l’ombra; pascoli incontaminati…

 Questo il progetto, nuovo ed antico, dl Aniello Scapece: anni di sacrifici, impegni, fatiche, aspirazioni che, finalmente, sembrano vedere la luce. Ma…

 Un bidone arrugginito! Inopinatamente dissepolto da un cane fin troppo vivace, proprio lì, vicino al recinto delle bufale. Sospetto. Molto sospetto. Troppo! Che fare?..

 Approfondire? Denunciare? Verificare? Andare fino in fondo? Col rischio di veder naufragare il desiderio di una vita? Oppure sottrarsi a quell’imperativo morale che seppur non categorico, ma solo sonnecchiante, pur sempre alberga

nel più profondo del cuore dl ognuno?

 Quando il desiderio legittimo cessa di essere una aspirazione sana e trascolora verso le cupe tinte della cupidigia, della ambizione, della bramosia.

 Quando la capacità dl far tacere la propria coscienza per il raggiungimento di posizioni di potere, siano esse economiche. politiche o sociali (ove mai esistesse ancora in una società plutocratica una possibilità d1 distinguo) corrompe l’anima potenzialmente “pura” di un personaggio.

 Ecco che la Commedia rischia di trasformarsi in Tragedia.

Per ritornare. a tratti, addirittura Farsa, laddove si lasci al personaggio medesimo, lo spazio per far venir fuori tutta la sua inadeguatezza a fronteggiare un destino più grande di lui. Tra il Joe Keller di “Erano tutti figli miei” dl Arthur Miller (anche qui, forse, la sua “yubris” rischierà di ricadere su di un figlio come ineluttabile nemesi) ed il Peppino Lo Turco de “La banda degli Onesti” (la cui irresistibile e goffa cialtroneria ce lo rende commovente), Aniello Scapece viene a rendere testimonianza di come, oggi più che mai, il vero Eroe per caso rimarrebbe chi, lontano da ogni retorica ribalta, si opponesse, in silenziosa solitudine, alle lusinghe ed al miraggio di un qualsivoglia potere, con rinunce tanto più meritevoli e dolorose quanto meno ostentate ed esibite in omaggio al monito di Giovenale: “Nessun uomo colpevole potrà sottrarsi mai al tribunale della sua Coscienza”

13 Gennaio LE SIGNORINE

di Gianni Clementi
regia PIERPAOLO SEPE

Due sorelle zitelle, offese da una natura ingenerosa, trascorrono la propria esistenza in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche. È in una piccola storica merceria in un vicolo di Napoli, ormai circondata da empori cinesi e fast food mediorientali, che Addolorata e Rosaria passano gran parte della loro giornata, per poi tornare nel loro modesto, ma dignitoso appartamento poco lontano. Una vita scandita dalla monotona, ma rassicurante ripetizione degli avvenimenti. Addolorata, dopo una vita condotta all’insegna del sacrificio e del risparmio, cui è stata obbligata dalla sorella, vuole finalmente godersi la vita. Rosaria, che ha fatto dell’avarizia e dell’accumulo il fine della propria esistenza, non ha nessuna intenzione di intaccare il cospicuo conto bancario, cresciuto esponenzialmente nel corso degli anni. Anche l’uso del televisore, con conseguente consumo di energia elettrica, può generare un diverbio.

Costrette a una faticosa convivenza, le due ‘signorine’, ormai ben oltre l’età da matrimonio, non possono neanche contare su una vita privata a distrarle da quella familiare. Le poche notizie che gli giungono dal mondo provengono dai pettegolezzi dei parenti o dai reality in televisione. L’unico vero sfogo per Rosaria e Addolorata sembra essere il loro continuo provocarsi a vicenda, a suon di esilaranti battibecchi senza esclusione di colpi.

Rosaria domina e Addolorata, a malincuore, subisce. Ma proprio quando le due sorelle sembrano destinate a questo gioco delle parti, un inaspettato incidente capovolgerà le loro sorti, offrendo finalmente ad Addolorata l’occasione di mettere in atto una vendetta covata da troppi anni …

Le Signorine è una commedia che sa sfruttare abilmente la comicità che si cela dietro al tragico quotidiano, soprattutto grazie a due formidabili attrici del nostro teatro, che trasformano i litigi e le miserie delle due sorelle, in occasioni continue di gag e di risate.

Nella loro veracità napoletana, Rosaria e Addolorata sanno farci divertire e commuovere, raccontando con grande ironia, gioie e dolori della vita familiare. Un testo irriverente e poetico che ci ricorda come la famiglia sia il luogo dove ci è permesso dare il peggio di noi, senza il rischio di perdere i legami più importanti.

9 Febbraio COLPO DI SCENA

In un classico commissariato di provincia, il vice questore Armando Piscitelli, conduce da sempre il proprio lavoro nel rispetto del più integerrimo rigore, con la consapevolezza di svolgere le mansioni di garante dell’ordine pubblico e difesa della sicurezza del cittadino con la tenacia e la fede di un missionario, inviato dal cielo esclusivamente per ripulire la terra dalle nefandezze degli uomini scellerati che minacciano la gente cristiana che vorrebbe condurre in pace una vita serena…

Nell’ufficio del paladino Armando, si barcamenano una serie di fidi scudieri nel tentativo di debellare “le barbarie di tutti i santi giorni”… dall’inossidabile tartassato ispettore Murolo, ai giovani agenti rampanti Varriale, Di Nardo e Farina, all’esperta rassicurante sovrintendente Signorelli…una sorta di cavalieri della tavola rotonda, attorno alla quale si aggirano le insidie quotidiane della delinquenza spicciola, lontana sì dagli echi mortali del terrorismo mondiale, ma angosciosamente vicina al respiro del singolo cittadino, a difesa del quale il vice questore si vedrà costretto all’inevitabile sacrificio di un capro espiatorio a lui tristemente noto, tale Michele Donnarumma, vittima predestinata, agnello feroce dall’aspetto inquietante, che sconvolgerà la salda religione di Piscitelli, come il più spietato e barbaro dei saraceni!

Solo allora, il paladino Armando per la prima volta nella sua vita, cercherà conforto nel tepore degli affetti familiari, trovando così rifugio tra le mura sicure della propria casa di montagna, dove ad attenderlo con ansia ci saranno suo padre Marcello, ex colonnello dell’esercito affetto da Alzheimer, Gina la sua bisbetica badante rumena, e la suadente professoressa Cuccurullo, che con stravagante follia, degna della più classica struttura psichiatrica, contribuiranno a far vacillare definitivamente le sicurezze ed i sacri comandamenti di Piscitelli!

E come nella più classica e scontata sceneggiatura di una trama thriller, neppure il tepore di un sicuro nascondiglio di montagna potrà sottrarre lo spettatore, ed il povero vice questore, dal più classico, ma “si spera” imprevedibile, colpo di scena finale…

18 Febbraio MISS MARPLE

Edoardo Erba adatta il famoso romanzo di Agatha Christie, Miss Marple per creare una commedia contemporanea con l’interpretazione brillante di Maria Amelia Monti e la regia di Pierpaolo Sepe.

In una casa vittoriana della campagna inglese prende vita un personaggio esilarante, “contagioso”. Una produzione Compagnia Gli Ipocriti.

Trama

Miss Marple – la più famosa detective di Agatha Christie – sale per la prima volta su un palcoscenico in Italia. E lo fa con la simpatia di Maria Amelia Monti, che dà vita a un personaggio contagioso, in un’interpretazione che creerà dipendenza.
Con lei due attori di originale talento come Roberto Citran e Sabrina Scuccimarra, e un gruppo di giovani dalla strabordante energia scenica.
Siamo alla fine degli anni ‘40, in una casa vittoriana della campagna inglese. Miss Marple è andata a trovare la sua vecchia amica Caroline, una filantropa che vive lì col terzo marito, Lewis, e vari figli e figliastri dei matrimoni precedenti. Di questa famiglia allargata, fa parte anche uno strano giovane, Edgard, che aiuta Lewis a dirigere le attività filantropiche. Il gruppo è attraversato da malumori e odi sotterranei, di cui Miss Marple si accorge ben presto. Durante un tranquillo dopocena, improvvisamente Edgard perde i nervi: pistola in pugno minaccia Lewis e lo costringe a entrare nel suo studio. Il delitto avviene sotto gli occhi terrorizzati di tutti. Ma le cose non sono come sembrano. Toccherà a Miss Marple, in attesa dell’arrivo della polizia, capire che ciò che è successo non è quello che tutti credono di aver visto. Il pubblico è stato distratto da qualcosa che ha permesso all’assassino di agire indisturbato. Come a teatro. Come in un Gioco di Prestigio.
Adattando il romanzo, Edoardo Erba riesce a creare una commedia contemporanea, che la regia di Pierpaolo Sepe valorizza con originalità, senza intaccare l’inconfondibile spirito di Agatha Christie.

2 Marzo CAVALLI DI RITORNO 2.0

di Cassini, Verde, Rivieccio, Puca

Regia di Gino Rivieccio

Cosa accadrebbe se a un attore venisse rubata la sua identità? E come vi comportereste se il delinquente entrando nella vostra privacy si vantasse di avervi incastrato e vi obbligasse a fare quello che lui vuole? E’ quello che succede in teatro a Gino Rivieccio  la cui vita viene presa di mira  on line da un  fan che si impadronisce dei suoi dati e del suo profilo per sbeffeggiarlo e ricattarlo davanti agli occhi di tutti. E il nostro protagonista non può neppure ribellarsi, perché altrimenti il ladro minaccia di farlo sparire dal web e  da tutto quello che si può gestire attraverso la rete: ovverossia l’universo. Sono questi ed altri ancora gli ingredienti del nuovo spettacolo di Gino Rivieccio scritto dalla coppia Riccardo Cassini e Gustavo Verde con la collaborazione di Gianni Puca e dello stesso Rivieccio che ne firma anche la regia. Insomma dopo i cavalli di razza, i cavalli dei pantaloni, i cavalli di Troia e i cavalli di battaglia è il momento di ridere e divertirsi con i “ Cavalli di ritorno

20 Marzo MILLEVOCI TONIGHT SHOW con FRANCESCO CICCHELLA

regia di GIGI PROIETTI

Un vero show comico-musicale nel quale il camaleontico Artista mostra tutte le sue doti di comico, cantante ed intrattenitore. Il titolo, che strizza l’occhio al celebre varietà televisivo degli anni ’70, è quanto mai emblematico. Le mille voci a cui fa riferimento sono quelle che Cicchella porta sul palco, facendo vivere una moltitudine di personaggi e giocando continuamente con la sua vocalità anche quando veste i panni di se stesso. Sul palco, infatti, oltre alle celebri parodie televisive del comico (Massimo Ranieri, Michael Bublé, Gigi D’Alessio etc.) , che rientrano tra i momenti più esilaranti dello spettacolo, diversi numeri da vero showman, che proiettano il pubblico in un viaggio assolutamente ironico e giocoso attraverso il mondo della musica, condotto in maniera sorniona da Cicchella, il quale si dimostra capace di impressionare e divertire il pubblico, spiazzandolo continuamente con numeri caratterizzati allo stesso tempo da grande spessore musicale ed artistico, ma anche da devastante forza comica. Il performer fa apprezzare le sue doti canore passando da Stevie Wonder a Pino Daniele, da Michael Jackson ai Maroon 5, da Bruno Mars a Tiziano Ferro, senza mai prendersi troppo sul serio ed offrendo sempre allo spettatore un nuovo punto di vista, originale ed ironico, dal quale partire per giocare con la musica. Cicchella esamina la musica ed i cantanti attraverso la lente del comico, regalando momenti di puro divertimento oltre che performances musicali di classe, in uno show fresco, leggero, sempre godibile e di pregevole fattura.