UN ESTATE DA RE

Aperia della Reggia di Caserta
Mercoledì 27 Giugno 2018, ore 21.00
SINFONIA N 9 - LUDWIG VAN BEETHOVEN
intermezzo in un atto
libretto di Enrico Golisciani
Monaco, Hoftheater, 4 dicembre 1909

Direttore | Juraj Valčuha

Soprano | Ainhoa Arteta
Mezzosoprano | Julia Gertseva
Tenore | Saimir Pirgu
Basso | Goran Jurić

Maestro del Coro | Marco Faelli

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo


La Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra Op. 125, universalmente nota come la Nona sinfonia o Sinfonia corale, è l’ultima sinfonia compiuta da Ludwig van Beethoven, eseguita per la prima volta venerdì 7 maggio 1824 al Theater am Kärntnertor di Vienna, con il contralto Caroline Unger e il tenore Anton Haizinger.
Il quarto tempo contiene una versione musicata dell’ode Alla gioia (An die Freude) di Friedrich Schiller, mentre i primi tre movimenti sono esclusivamente sinfonici.
La Nona Sinfonia apparve subito come un capolavoro rivoluzionario, non solo per la presenza delle voci e del coro, ma perché metteva in crisi il concetto stesso di “Sinfonia”. Oltre che una sintesi di tutto ciò che era stato fino ad allora sperimentato e acquisito nel genere sinfonico, dalla forma-sonata al Lied, dalle Variazioni allo stile fugato, la Nona è anche una grandiosa architettura sonora nella quale Beethoven fa convivere altri generi musicali: lo stile operistico, la musica militare, gli esotismi «alla turca», la scrittura polifonica tipica della musica sacra. Elementi eterogenei che compongono un organismo unitario, ricco di invenzioni timbriche e di finezze ritmiche e metriche (come le soluzioni poliritmiche del primo movimento o i raggruppamenti alternativamente a tre e a quattro battute dello Scherzo), e caratterizzato da continui impulsi dinamici che imprimono un’energia inesauribile al concatenamento delle figure musicali.
E’ la sinfonia che contiene la celeberrima Ode alla Gioia, inno ufficiale dell’Unione europea. Uno straordinario connubio di musica potente e versi ispirati che allargano l’orizzonte delle relazioni umane in un tempo nel quale sono sempre più lancinanti le divisioni culturali, politiche, religiose
Platea I Settore  NUMERATI € 20.00 - Platea II Settore € 15.00


Aperia della Reggia di Caserta
Sabato 30 Giugno 2018, ore 21.00
Domenica 1 Luglio 2018, ore 21.00
   IL CAMPANELLO DELLE SPEZIALE

Direttore | Giuseppe Montesano

Regia | Riccardo Canessa

Scene e Costumi | Patrizia Balzerano

 

Personaggi e Interpreti

Serafina | Barbara Bargnesi

Don Annibale Pistacchio | Marco Filippo Romano

Enrico | Filippo Morace

Mamma Rosa | Marta Vandoni Iorio

Spiridione | Cristian Ricci

 

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Una serata di distensione e divertimento grazie a una tra le numerose, e poco conosciute, farse di Gaetano Donizetti: Il Campanello dello speziale, questo piccolo gioiello nasce nel 1836 e viene rappresentato il 1 giugno dello stesso anno per risollevare le sorti del Teatro Nuovo di Napoli. Traendo spunto dal vaudeville Le sonnet de la nuit e mantenendo un forte richiamo alla tradizione partenopea, il maestro bergamasco compone musica e parole di un’agile pièce, in cui le poche arie si alternano a parti di prosa dialettale. Data l’entusiastica accoglienza da parte di pubblico e critica, Il Campanello assume in seguito le caratteristiche di operina buffa, assumendo tratti “universali” grazie alla traduzione italiana della parte affidata al basso e al passaggio da prosa a recitativo. Donizetti aggiunge inoltre l’esilarante aria con risposte Nº4 bis “Mio signore venerato”, in cui le abilità comiche dei due protagonisti maschili sono espresse alla massima potenza.
Platea I settore € 15.00 - Platea II settore € 10.00

Aperia della Reggia di Caserta
Sabato 7 luglio 2018, ore 21.00
LA DIRINDINA

Intermezzo comico in due parti nell’opera “Ambleto”
musica di Domenico Scarlatti
Libretto di Gerolamo Gigli
Revisione critica e inserti a cura di Ivano Caiazza

Direttore | Maurizio Agostini
Regia | Riccardo Canessa

Personaggi e Interpreti

Dirindina | Sonia Ciani
Don Carissimo | Filippo Morace

 

Quintetto d’archi del Teatro di San Carlo

Violini | Cecilia Laca, Luigi Buonomo
Viola | Antonio Bossone
Violoncello | Luca Signorini
Contrabbasso | Ermanno Calzolari

La Dirindina è un intermezzo in 2 parti , concepito per gli intervalli dell’ opera seria Ambleto dello stesso Scarlatti. Scritta per la stagione di carnevale 1715 del Teatro Capranica di Roma, questa farsetta venne fermatain extremisdalla censura a causa delle intemperanze del testo. L’autore, il celebre drammaturgo toscano Girolamo Gigli, vi aveva fatto confluire la propria acuminata satira sia verso i costumi del teatro in musica, sia verso la morale ipocrita del bacchettone Don Carissimo.
La vicenda , esilissima, è un pretesto per descrivere l’ambiente musicale del primo Settecento: Don Carissimo, maestro di cappella sciocco, pedante e bacchettone; la sua allieva Dirindina, giovane cantante tanto ambiziosa quanto mediocre; Liscione, “evirato cantore”, abile e spregiudicato .
In questo senso la Dirindina precorre il fortunato filone della satira sul mondo teatrale: sono successivi lavori come Il teatro alla moda di Benedetto Marcello , L’impresario delle Canarie di Metastasio e L’impresario della Smirne di Goldoni.
Platea I settore € 15.00 - Platea II settore € 10.00


Cappella Palatina, Reggia di Caserta
Sabato 14 luglio 2018, ore 21.00
Concerto

Uto Ughi | violino

Musiche di Ludwig van Beethoven, Fritz Kreisler, Camille Saint – Saens, Pablo de Sarasate

Bruno Canino | pianoforte

Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche, Uto Ughi incarna alla perfezione l’archetipo del violinista per antonomasia. Il suo è un timbro è privo di spigoli nelle sue esibizioni più del virtuosismo sfrenato, dell’agilità perfettamente calibrata e dello slancio lirico, a lasciare a bocca aperta è la magia di un suono che è diverso da tutti, che sembra provenire da un luogo misterioso e luminoso e porta pace nell’animo di chi lo ascolta. Sinergico e coinvolgente come pochi, ha l’abitudine di far scivolare di tanto in tanto, tra un brano e l’altro dei suoi concerti, qualche rapida premessa o delucidazione verbale che agevoli lo spettatore meno informato verso un ascolto musicale più consapevole.
POSTO UNICO € 15.00


Aperia della Reggia di Caserta
Giovedi' 12 luglio 2018, ore 21.00
CENERENTOLA

Balletto su musica di Sergej Prokof’ev
su uno scenario di Nikolay Volkov

Coreografia di Giuseppe Picone

Impianto scenico di Nicola Rubertelli

Costumi scelti da Giusi Giustino

Cenerentola | Claudia D’antonio
Principe | Alessandro Staiano

Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo

In scena il balletto della Cenerentola di Sergej Prokof’ev con le coreografie originali di Giuseppe Picone, direttore del Corpo di Ballo del San Carlo. La Cenerentola sarà all’Aperia in un balletto in tre atti tratto dall’omonima fiaba, su musica di Sergej Prokof’ev e libretto di Nikolay Volkov. La favola di Cenerentola fu creata da Charles Perrault (1628-1703), che aveva attinto da varie fonti compreso lo scrittore napoletano Giambattista Basile e la sua Gatta Cenerentola. Perrault rimodellò la storia di Basile e la ambientò in un contesto più vicino alla Corte di Francia.


Belvedere di San Leucio
Sabato 21 luglio 2018, ore 21.00
MADAMA BUTTERFLY 

Direttore d’Orchestra | Francesco Rosa
Regia | Renzo Giacchieri

Personaggi e Interpreti

Cio Cio-San | Hui He
F.B. Pinkerton | Piero Giuliacci

Sharpless | Carlo Striuli

Suzuki | Eufemia Tufano

Goro | Marcello Nardis


Orchestra e Coro del Teatro municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno

All’alba dell’estate del 1900 Puccini assisteva a Londra alla rappresentazione in un unico atto della Madama Butterfly a firma dell’americano David Belasco, a sua volta ispirato al breve racconto omonimo di John Luther Long. Affascinato dalla triste vicenda umana della protagonista e dall’ambientazione esotica nell’estremo Oriente Puccini, iniziò la composizione della Butterfly nel 1901 e affidò la stesura del libretto a Luigi Illica e Giuseppe Giocosa. La vicendasi svolge a Nagasaki in epoca contemporanea. Il Giappone, terra di incanti e di misteri, e il fascino dell’Oriente cominciavano in questi anni ad influenzare la cultura europea, soprattutto nei salotti dell’alta borghesia e negli ambienti artistici. La cornice orientale e gli impulsi culturali esterni influenzarono radicalmente i gusti di Puccini, il quale compì un laborioso lavoro di ricerca e documentazione sulle musiche e strumenti giapponesi prima di accingersi alla composizione. Per la recitazione, Puccini seguì i preziosi consigli della famosa attrice teatrale Sada Jacco, mentre per le scene e l’ambientazione si fece guidare dalla moglie dell’allora ambasciatore giapponese in Italia.   Sullo sfondo abbiamo la crudezza della vicenda storica ( la colonizzazione americana), che tuttavia non sembra condizionare la drammaturgia, tutta incentrata sull’immobilismo della protagonista: bimba di disarmante ingenuità, Cio-Cio- San, soprano dalla vocalità delicata ma potentemente drammatica, si muove sulla scena con una gestualità tutta sua, simbolica e misteriosa.


Aperia della Reggia di Caserta
Martedì 24 luglio 2018, ore 21.00
CANADIAN BRASS 

Musiche di Johann Sebastian Bach, Werke von S. Scheidt, Enrique Crespo,
Leonard Bernstein, Wolfgang Amadeus Mozart

Canadian Brass è un quintetto di ottoni canadese fondato da Chuck Daellenbach, Stuart Laughton, e Gene Watts nel 1970.
Un repertorio senza confini per una sonorità divenuta riconoscibile grazie alla sua unicità. Oltre ad avere una intensissima attività concertistica, i Canadian Brass hanno inciso più di cinquanta album. Hanno suonato e inciso centinaia di trascrizioni, arrangiamenti e opere originali per quintetto d’ottoni. Sono considerati il gruppo dei grandi record, come quello di essere la prima formazione di ottoni a salire sul palco della Carnegie Hall di New York e a compiere un tour per tutta la Cina; oppure l’aver raggiunto i due milioni di copie vendute dei loro album, un centinaio circa. E i tanti riconoscimenti che hanno ottenuto vanno dalla candidatura al Grammy ai vari Juno Award della musica canadese. I Canadian Brass si godono così gli oltre quattro decenni di carriera continuando a fare musica.


Belvedere di San Leucio
Sabato 28 luglio 2018, ore 21.00
CAVALLERIA RUSTICANA

Direttore d’Orchestra | Francesco Ivan Ciampa
Regia| Riccardo Canessa

Turiddu | Diego Cavazzin
Santuzza | Amarilli Nizza
Lola | Anastasia Boldyrena
Alfio | Alberto Mastromarino

Orchestra e Coro del Teatro municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno

Anno di grazia 1890. Pietro Mascagni, al tempo pressoché sconosciuto, ascoltava al Teatro Costanzi di Roma la prima esecuzione della sua Cavalleria rusticana. L’opera fu travolta immediatamente da un successo fragoroso e assunta dalla storia come termine di riferimento, uno spartiacque per disegnare l’evoluzione del melodramma italiano di fine Ottocento. Comincia così una nuova epoca per il melodramma, il titolo è infatti il manifesto del verismo in musica: il compositore porta in scena per la prima volta spaccati di vita quotidiana e un’espressività portata all’eccesso, basata su sentimenti elementari ma violenti. Cavalleria rusticana affascinò e conquistò il pubblico di quegli anni offrendo un ritratto nitido di un’epoca, l’affresco di una Sicilia quasi di cinematografia che la partitura evoca ad ogni momento, una storia di tragedia e amore che si consuma tra tradimenti e omicidi al sole dell’Italia del Sud. Pietro Mascagni mette in musica un intreccio torbido di temi drammatici che si snodano su una nuova configurazione drammaturgica che punta alla forte suggestione delle melodie cantabili.


Aperia della Reggia di Caserta
Martedì 7 Agosto 2018, ore 21.00
JONAS KAUFMANN & MARIA AGRESTA

Recital Lirico

Jonas Kaufmann | Tenore
Maria Agresta | Soprano

Orchestra del Teatro di San Carlo
Orchestra del Teatro municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno

Sontuoso finale della Kermesse con due voci meravigliose e potenti che incanteranno il pubblico sulle note delle meravigliose arie del melodramma.
Jonas  Kaufmann è oggi uno dei tenori più acclamati al mondo grazie anche a una carriera costruita con tenacia, senza poter contare su una partenza di quelle che conquistano immediatamente il consenso più spinto, ma con una saggia amministrazione delle proprie doti naturali, assecondando le proprie inclinazioni musicali e la propria non comune sensibilità. Molti ingredienti possono concorrere al successo di un artista, e nel caso di Kaufmann le doti musicali, la qualità del timbro vocale, la presenza scenica, la simpatia sono tutti dettagli che sembrano far convergere su di lui un consenso unanime.
Maria Agresta, è un soprano cilentano che tra passato, presente e futuro incastona una serie di appuntamenti nazionali ed internazionali, gioielli preziosi per gli amanti del bel canto ed in particolare delle opere di Puccini e Donizetti. Durante la sua carriera ha ricevuto molti riconoscimenti, tra i tanti ricordiamo che nel 2014 vince il prestigioso premio Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana con la seguente motivazione: “Voce purissima di soprano lirico, dal timbro privilegiato e da colori preziosi, dalla tecnica completa, si è inserita autorevolmente nella grande tradizione italiana, in un repertorio che comprende personaggi diversi per vocalità e temperamento, da Elvira dei Puritani a Liù di Turandot.”