Nuovo Teatro Sancarluccio

DAL 24 AL 26 GENNAIO
FEMMENE

NUNZIA SCHIANO

Con Fèmmene entriamo in una galleria umana, una serie di ritratti femminili, di voci di donne. In questa galleria ognuna di esse rappresenta una tessera di quel mosaico complesso ed affascinante che è l’animo umano femminile. Donne rappresentate nella loro forza e nella loro fragilità insieme. Tableau vivant dove troveranno spazio una mater dolorosa che darà vita ad una nuova Pietà, una ragazza che vive, aldilà della sua condizione femminile, la sensazione di guardare il mondo reale attraverso il finestrino di una metropolitana che, nonostante la fermata, non le consentirà mai di “scendere” nel mondo reale che forse, tanto reale non è. Donne violentate nel corpo e nell’anima. E una madre, nume tutelare del focolare domestico che alle prese con i “friarielli”, sorta di totem familiare e allo stesso tempo “tela di Penelope” che non avrà mai fine, affronta i turbamenti dell’equilibrio familiare che le provengono dall’interno e verso i quali sentirà di non avere nessuna difesa, pensando di non essere preparata ad affrontarli, sottovalutandosi. Una pennellata per ricordare e ricordarci che se il cielo è azzurro, è nei suoi momenti più belli che si tinge di rosa. Infine, l’omaggio che la Lattanzio fa alle più grandi interpreti e autrici latino – americane (Chavela Vargas, Mercedes Sosa, Violeta Parra, Consuelo Velasquèz) completa questo spettacolo tutto al femminile

DAL 7 AL 9 FEBBRAIO
SCATTI

Il progetto Scatti nasce nel 2011. A prescindere dalla modalità di messi scena e dal valore variegato dello stile drammaturgico, è prevalentemente uno spettacolo vetrina. Gli attori che vi partecipano mostrano in tre giostre teatrali tutte le sfumature recitative del proprio talento. Scatti è uno spettacolo che coinvolge per tutta la sua durata gli spettatori che vengono confusi, insospettiti, divisi, suddivisi e sollecitati a seguire dei portatori parlanti e poche luci nel buio e in direzione diverse. Perdendo il senso del tempo condotti, spesso seduti ma spessissimo in piedi, faccia a faccia con sorprendenti visioni sonore e spesso estreme. Quello che si vede e si ascolta, vuoi che sia ludico o che sia concettuale e profondo, ha il solo scopo di mettere in mostra le abilità stilistiche degli attori che vi partecipano.

21/22  FEBBRAIO
RUSINA

Rusina è una drammaturgia originale di Rossella Pugliese, che rielabora per la scena una vicenda autobiografica. Una voce monologante introduce la vicenda: nel 2013, a 83 anni, moriva Rusina «Rintocchi di campane e lettura di un testamento: è Rusina a parlare. Affida le ultime parole all’amata nipote. La storia si svolge a ritroso, dalla morte di Rusina fino al 9 marzo 1986, giorno in cui nasce Rossella. Si accavallano preghiere, canti di paese, sospiri accorati. Tutto si trasforma poi in rumori d’ospedale, vociare di medici e numeri: uno, due, tre, libera! Rusina è in rianimazione».
Lo spettacolo è l’occasione per una nonna e sua nipote di scambiarsi di ruolo, tutto passa attraverso lo sguardo di una donna che improvvisamente torna giovane, riprende vigore mentre Rossella, nipote vivace che darà filo da torcere a sua nonna, ritorna bimba. La donna lotta contro le idee di una modernità incombente, a cui, nonostante tutto, si adatta, crescendo la nipote per dare a sua figlia la possibilità di curarsi lontano da quel piccolo paesino vissuto come una punizione divina. Lei, che ha superato la morte di una figlia 30enne, il dolore di un figlio nato morto, la fame e un matrimonio forse infelice. È il racconto della vita di una donna forte, delle sue tante cadute, delle innumerevoli cicatrici. Rusina è la voce di tutte quelle persone che si sono sentite inadeguate, è una voce roca e sgrammaticata che è riuscita comunque a farsi capire, è il canto di una donna che ha saputo morire chiedendo un bicchiere di vino rosso, sorridendo e parlando delle persone che ha amato.
È la storia d’amore tra una nonna e sue nipote.

27 FEBBRAIO AL 1 MARZO
Gianni Rodari un’intuizione fantastica

Lo spettacolo “Gianni Rodari, un’ intuizione fantastica” racconta la storia di un uomo qualunque, che ha saputo però guardare oltre, verso quella infanzia spesso repressa dal mondo dei grandi, dalla quale invece ha tratto linfa, nutrimento, per alimentare un cuore adulto, il suo, attraverso i battiti sgrammaticati dei bambini. È una biografia, ma non solo, è più favole, ma non solo, è il racconto di un’epoca e di una società che ha avuto bisogno che il 23 ottobre del 1920, in un piccolo paesino piemontese, nascesse un uomo in grado di avere un’intuizione fantastica, grazie alla quale quella società avrebbe cominciato a trasformarsi.

DAL 6 ALL 8 MARZO

LE ESPERIDI QUATTRO QUARTI 

Quattro quarti” è uno spettacolo musicale ideato e realizzato dalle Esperidi, quattro musiciste con una formazione musicale diversa che si incontrano per caso circa un anno fa e danno vita a un progetto artistico vario e ricco di spunti. I brani proposti spaziano dalla musica italiana a quella inglese e spagnola, mescolando le sonorità classiche con quelle elettroniche. La sperimentazione delle Esperidi continua il suo percorso già iniziato nello spettacolo “Meraviglioso” tenuto al Nuovo Teatro Sancarluccio la scorsa stagione teatrale, che ha registrato un sold out immediato anche nelle due repliche successive. Lo spettacolo “Quattro quarti” si arricchisce di un racconto che fa da cornice alle musiche e ai testi scelti dalle artiste.

DAL 13 AL 15 MARZO
ALTA INFEDELTA'
EDUARDO SAITTA

Forse è vero che le trame degli spettacoli moderni un po’ si somigliano tutte. Probabilmente sarà il continuo attingere dalla vita di tutti i giorni induce gli autori a rimescolare questa abbondante minestra che è ’l’odierno”. Alta infedelta è un fatto di tutti i giorni come lo sono tanti spettacoli, ma in se ha alcune sfumature, alcuni momenti davvero esilaranti che lo rendono originale. Durante il lavoro di regia ho cercato di lavorare molto sul “passato” di ogni personaggio, sul suo vissuto; lo spettatore dal momento in cui si apre il sipario e fino a quando non si chiude conosce quei personaggi, con quel carattere, con le loro sfaccettature ma non ne conosce il passato. Ma solo se immaginiamo un trascorso possiamo lavorare bene sulla storia che dobbiamo raccontare. Alcune volte i testi comici vengono un po’sottovalutati, in termini di difficoltà della costruzione, come se far ridere fosse facile. Ridere, come piangere, scaturisce comunque da un sentimento, da un’emozione e per emozionare il pubblico in un’ora e mezza devi lavorare sodo per un mese e mezzo. Questo è il caso del nostro spettacolo che si poggia sui quattro protagonisti e tre storie d’amore, diverse tra loro ma collegate. Ho voluto costruire uno spettacolo veloce sin dalle prime battute per catturare immediatamente il pubblico e non ci sono trovate ne battute “grasse” ma solo soluzioni intelligenti per divertire la platea. In fondo nel teatro, come nella vita basta dare il giusto peso alle parole, ai gesti perché questi possano sortire l’effetto voluto. In una parola, in alta infedeltà, c’è molta semplicità.

20/21 MARZO 
OUR PINO

Perché la musica di Pino è tanto amata dai napoletani e dal mondo?!
Difficile scegliere tra il talento musicale e le parole prepotentemente sincere e talvolta misteriose che si intrecciano alle meravigliose melodie. Marco D’Anna, chitarrista e cantautore, si cimenta con l’attrice Margherita Romeo a un ascolto ”3D” delle canzoni di Pino Daniele, ascoltandole e facendocele ascoltare in forma di prosa ”asciutta” , parlata , colloquiale e talvolta mistica e teatrale,seguita dall’originale brano musicale.

DAL 27 AL 29 MARZO
IL CANE DI FUOCO
MASSIMO ANDREI

Cuntista, favolatore, parlettèra o, più modernamente, storyteller, Massimo Andrei, propone una nuova comica raccolta di piccole storie narrate dal vivo, insieme ai suoi fidi aiutanti magici e non, cantanti e non, musicanti e non. Come si faceva una volta l’intrattenimento da cortile, da focolare o da salotto, così adesso continua a proporre persone vive da un lato e persone vive dall’altro lato. Da anni Andrei va praticando e diffondendo la narrazione bio, che si riaffermerà dopo tanta comunicazione e intrattenimento virtuale e sofisticato, come già è accaduto per l’alimentazione bio. Il cunto e la fiaba, amari e comicissimi. Coniugando tradizione e modernità, attraverso lo studio e la divulgazione del patrimonio culturale, storico e favolistico, mediato da una naturale ironia, il narratore del terzo millennio persevera nel portare buon umore e poesia, incantando ed affabulando con impegno e levità. Se la storia del cunto il cane di fuoco viene proposta nella formula spassosa del “cunto a più persone”, cioè a più voci, la storia della fata melella, viene proposto come cunto/assolo, ma sempre con l’ingrediente base della comicità. Come la natura dell’intrattenimento vuole, oltre i cunti, ci sono i canti e quindi la musica raffinata e la canzonetta popolare suonate e interpretate ora in modo minimale, ora in modo irrazionale. L’atavico odio tra fratelli ne l’auciello grifone, la passione erotica di fanciulle in medioevali in Futtinecinche, l’uguaglianza tra le razze ne l’uomo biscotto, la bellezza della “natura” femminile ne la fata melella e altri temi morali e immorali sono proposti, attraversati e intersecati in questa pièce tratta dall’omonimo libro: Il cane di fuoco.

4/5 APRILE 
DONNE GENIALI

Lo spettacolo è un susseguirsi emotivo dei racconti di ogni “epoca” del femminile, non solo rifacendosi a cenni storici ed a testimonianze di donne che si sono distinte, ma raccontando, su doppio canale, i momenti di crescita di una donna. Intesa così, tal crescita, include il maschile, che mai viene discriminato, semmai studiato e conosciuto dagli occhi di una donna. Canzoni e poesie di ogni epoca, traducono l’urlo troppe volte inascoltato e difficile da urlare…Voci implose, arrestate da paure, dai giudizi di un’educazione a volte restrittiva. Le tre attrici, che in scena sono l’essenza di una sola donna nelle tre fasi sostanziali della sua crescita, vivono per il pubblico, ora brillantemente ora con comica melanconia, le tre fasi strutturali dell’essere: Io, super-io ed Es.

DAL 17 AL 19 APRILE
NOI.. I  TARANTO

Sarà proprio il figlio di Carlo, Corrado, a essere conduttore e interprete di questo spettacolo-omaggio.
Rivedremo, in video, il Taranto della Rivista, del Cinema, del Teatro, della Televisione e al suo fianco il fratello Carlo, Totò, Fabrizi, Macario. Ascolteremo alcune delle sue più famose interpretazioni attraverso la voce di Corrado Taranto e degli attori-cantanti della sua compagnia.
Rivivremo attraverso storie e aneddoti, la vita dell’uomo e dell’artista.
Saranno inoltre presentati due inediti, due provini discografici incisi da Nino e Carlo, entrambi registrati durante una tournèe tenuta negli Stati Uniti.
Uno spettacolo originale, dove l’ambientazione di scena sono le immagini e i filmati tratti da film, commedie e momenti di vita.