Nuovo Teatro Sanita'

DAL 29 OTTOBRE AL 1 NOVEMBRE

Piccolo Bellini

QUATTRO UOMINI CHIUSI IN UNA STANZA

scritto e diretto da Mario Gelardi

con Simone Borrelli, Carlo Geltrude, Gennaro Maresca, Alessandro Palladino

costumi Alessandra Gaudioso
disegno luci Alessandro Messina
assistente alla regia Roberta De Pasquale

produzione Nuovo Teatro Sanità

Quattro esponenti delle forze dell’ordine in quattro momenti della loro vita, montati in modo non cronologico, per lasciare allo spettatore l’ultimo passo, l’ultimo sguardo, l’ultimo pensiero che metta ordine nella storia. Un ragazzo è morto. Forse perché i quattro uomini hanno ecceduto in forza durante l’arresto, forse perché stava male o perché se l’è cercata, come qualcuno potrebbe pensare. Quattro punti di vista che devono diventare uno solo, perché di fronte al giudice non ci possono essere contraddizioni. Allora non resta che accordarsi, fornire una storia unica, non importa che sia vera o falsa, basta che sia credibile.

Quello delle morti di Stato è un tema che da molti anni divide l’Italia. Un tema che diventa spesso politico. In questo caso il punto di vista è ribaltato, raccontando la storia dalla prospettiva della pubblica sicurezza. Lo spettacolo affronta il confine sul quale un uomo può muoversi, quella frontiera esile che divide la legalità dall’illegalità.

DAL 12 AL 15 NOVEMBRE

Piccolo Bellini

LA VACCA

di Elvira Buonocore

con Vincenzo Antonucci, Anna De Stefano, Gennaro Maresca

regia Gennaro Maresca

produzione B.E.A.T. teatro e Nuovo Teatro Sanità

In un’imprecisata periferia napoletana, due fratelli giovanissimi, Mimmo e Donata, vivono un’esistenza trascurata, ignota agli adulti, schiacciata dall’indifferenza. I corpi sono spenti, non arde nessuna passione. Fino a quando Donata s’innamora di un uomo, Elia, un adulto, un vile che ai suoi occhi appare come un dio. L’amore è radicale, mette il corpo al centro di tutto. Donata si accorge di se stessa, si vede per la prima volta, e non si piace. Vorrebbe nuove forme, seni enormi, sproporzionati: un eccesso da mostrare. Cova il desiderio di essere altro. Una favola neorealista. Una storia in cui, per eccesso di realtà, la fiaba esplode inevitabile. La vacca racconta la necessità adolescente di negarsi la purezza, la ricerca di un corpo nuovo che sia macchina da usare, terra da saccheggiare, e infine, che sia, per forza, servo per amore.

Lo spettacolo ha vinto il Premio Dante Cappelletti 2019 con la seguente motivazione: “Per l’originalità e la potenza espressiva che presenta il lavoro, per i contenuti universali e attuali di forte valenza sociale e politica, come i temi dell’espropriazione del corpo e della terra, per la grande cura attoriale e l’organicità di tutti gli elementi scenici”.

DAL 20 AL 22 NOVEMBRE

Nuovo Teatro Sanità

SENZA SANGUE

scritto e diretto da Diego Maht

con Sara Guardascione, Gaetano Migliaccio, Enrico Pacini

Davide è in crisi artistica, vive nel suo studio da solo e non ha contatti col mondo esterno. L’unica compagnia sono le allucinazioni dei suoi personaggi incompiuti che lo tormentano, lo spronano e lo sfidano a dar loro finalmente vita. Cercando di mettere ordine nella sua mente e nella sua anima, Davide proverà a dar forma a queste idee imperfette, confrontandosi con i suoi demoni e gli oneri e gli onori di essere padrone di vite altrui.

Alla base dello spettacolo c’è l’amore. L’amore chagalliano che muove tutte le cose, nei suoi ideali più profondi e nelle sue diramazioni più concrete. Le luci sul palco si accendono sui protagonisti e su quello che essi narrano, ma anche sulla vita celata che essi rappresentano. Un faro sul rapporto tra un padre artistico e le sue creature, costretto a confrontarsi con i suoi sogni romantici e la drastica fattibilità di essi. Attraverso una semplice storia d’amore, Senza Sangue porta lo spettatore dietro le quinte dell’anima e della vita di chi crea.

DAL 26 AL 29 NOVEMBRE

Piccolo Bellini

PLASTILINA

scritto da Marta Buchaca

traduzione di Enrico Ianniello

con Teresa Saponangelo, Ivan Castiglione e Vincenzo Antonucci, Mariano Coletti, Giampiero De Concilio, Arianna Iodice

luci Alessandro Messina
costumi Alessandra Gaudioso
impianto scenico e regia di Mario Gelardi

produzione Nuovo Teatro Sanità

Una famiglia perbene, madre, padre e un figlio. Una vita senza traumi procede con linearità. Il figlio ha tre amici: due ragazzi e una ragazza. Un gruppo di ragazzi di oggi con la testa e gli occhi spesso persi in uno smartphone: filtro per la vita reale. La quotidianità di questa piccola società viene interrotta da un atto violento che altera per sempre la vita di tutta la famiglia. Ispirandosi ad un fatto realmente accaduto, l’autrice Marta Buchaca, racconta il cinismo di una generazione che trova complicità e protezione negli adulti. La storia procede in modo non lineare, con salti di tempo che portano dal passato al futuro e poi al presente. Plastilina cerca di capire la violenza dei giovani e da che cosa è provocata. Non c’è alcuna assoluzione né per i padri, né per i figli. Una storia dal taglio chirurgico che espone la coscienza dei protagonisti al pubblico come un organo che palpita.

Lo spettacolo insieme a Fémmene comme a me e Il prestito forma il progetto Rua Catalana – nuovo teatro catalano a Napoli che grazie alla partecipazione attiva della Delegazione del Governo Catalano in Italia e dell’Istituto Ramon Llull vede Nuovo Teatro Sanità, Mutamenti/Teatro Civico 14 e Casa del Contemporaneo, portare in scena tre testi di autori contemporanei negli adattamenti di Enrico Ianniello.

DAL 4 AL 6 DICEMBRE

Nuovo Teatro Sanità

QUESTA LETTERA SUL PAGLIACCIO MORTO

testo, regia, spazio, luci Davide Pascarella

con Paola Senatore

progetto sonoro dal vivo Chiara Dello Iacovo

scenografia e creazioni materiali Gabriella Armini

creato con Matilde Vigna

assistente alla regia Eva Meskhi

aiuti Gabriele Matté, Erica Nava, Letizia A. Russo

foto di scena Guido Mencari

un progetto di Davide Pascarella/tEATROMEMORIA

residenza produttiva Carrozzerie_n.o.t.

in collaborazione con Nuovo Teatro Sanità

con il sostegno di Teatro Italia Acerra

progetto vincitore “odiolestate 2019”

Questa lettera sul pagliaccio morto è la storia di una macchinista che investe con il suo treno un pagliaccio su un monociclo, che cammina contromano sui binari. Figlio senza più madre, passato il tempo che lo ha reso uomo, lascia la carovana e trova casa nell’unico altro luogo dove un uomo senza casa e senza patria può vivere: il circo. La macchinista del treno da cui Zebbo Brkyglash si lascia investire, lascia che lui le racconti la sua vita, per poi raccontarla a noi, nel tentativo di scrivere una lettera ai suoi superiori che spieghi come sia stato possibile che quel pagliaccio sia finito sotto il suo treno.

DAL 10 AL 13 DICEMBRE

Piccolo Bellini

BI – storie di Obaba

dal racconto Due fratelli di Bernardo Atxaga
adattamento di Mario Gelardi

con Arianna Cozzi, Carlo Geltrude, Alessandra Mantice, Salvatore Nicolella, Emanuele Valenti

costumi Alessandra Gaudioso
realizzazione maschere Rachele Nuzzo e Sara Oropallo
disegno luci Alessandro Messina

regia Emanuele Valenti

una produzione Nuovo Teatro Sanità
con il sostegno di Fondazione Alta Mane Italia
in collaborazione con Instituto Cervantes Nápoles e con Olinda

BI – storie di Obaba è il primo lavoro teatrale italiano a partire dal racconto Due Fratelli (Bi Anai) di Bernardo Atxaga, rappresentante di rilievo internazionale della lingua e della cultura basca.

Tema centrale del lavoro è il conflitto tra l’adolescenza e il mondo adulto, tra l’individuo e le logiche della comunità, sia essa famiglia o paese, rese complesse dalla presenza di chi, portando i segni della diversità, devia da una normalità prestabilita e conosciuta. I fratelli, di cui si parla, sono due giovani adolescenti che vivono in un paese immaginario, teatro di molti racconti di Atxaga, chiamato Obaba. Troppo presto, arriva la morte dei genitori. Questo evento li strappa alla loro adolescenza e li immette in un mondo nel quale, su ogni loro azione, sembra allungarsi l’ombra di una volontà altra, quella degli adulti, e ogni loro scelta sembra accelerare il compiersi di un destino già scritto. La loro storia comincia da qui. Dal testo alla scena, si prova a raccontarla, seguendo le direzioni imprevedibili della scrittura di Atxaga, che sa essere assieme quasi fiaba e tragedia.