Nuovo Teatro Sanita'

NUOVO TEATRO SANITA  Piazzetta  S. Vincenzo, 1, 80136 Napoli Tel.  339 666 6426


Eduardo Milionario

17, 18 e 19 Novembre 

Il bianco, nero e grigio di Napoli milionaria , le grottesche miserie umane della famiglia viaggiante di Uomo e galantuomo , l’esaltazione e i dolori di Mia famiglia, i quesiti della coscienza de Le voci di dentro, l’innocenza e il dolore, lo scontro tra il gioco e la vita di Natale in casa Cupiello: tutto questo è l’amore raccontato da Eduardo, un sentimento profondo e doloroso, dolce e consolante, straziante ma vivo. Per Eduardo, l'amore era fondamento di ogni azione dell’uomo, e dunque per forza di cose impresso in ogni suo scritto:« L'inchiostro è ricavato dal sudore – spiega il regista Antonio De Rosa – , come atto sacrificale dovuto alle sue radici. Radici che come mani s'allungano, esili e gigantesche, nella terra viva del suo DNA, sdrucciolevole, friabile, ma fermo, come a "guardia dell’amore". Amore per la vita. Una vita che inizia, si sviluppa, segue il suo corso, si agita e divincola, lotta e viene gettata dagli eventi come acqua indifesa sugli scogli, ma resta salda nelle mani dell'uomo stesso. La ricchezza di quest'amore è come un filo di speranza, speranza di trovare, inventare e reinventare ogni giorno un nuovo giorno: la speranza di tutti quelli che fanno teatro. Speranza di vedere e rivedere nei volti e nelle anime degli uomini e delle donne dei cento vicoli della sua città quel sentimento impalpabile che li sostiene nella lotta per la quotidianità. Un filo dove, come panni stesi ad asciugare, “appenne ‘e penziere" di un uomo vero e libero, dove le parole "sanno, odorano, hanno colori dettati dal cuore” ».


Si salvi chi può!

8, 9 e 10 Dicembre 

 «Si salvi chi può! E’ davvero questa l’unica cosa da fare? Si chiede l’autore e regista dello spettacolo Michele Danubio . In un tempo senza maestri né nobili ideali abbiamo le tristi motivazioni per crederlo necessario. Nessuno ha la ricetta ma è certo che senza amore non si riuscirebbe a fare due passi insieme. Questa commedia è un tributo a questo sentimento, l’unica vera polizza contro gli infortuni che si moltiplicano e anche quando va tutto in rovina, anche quando abbiamo perso ogni cosa e le prospettive sembrano davvero catastrofiche ci piace pensare che in fondo alle tasche qualche spicciolo di amore fa sempre la differenza ».

In un mondo dallo spazio confuso, governato da tecnologie infide e poteri cialtroni, avvolti in una condizione transitoria perennee in un continuo trasloco, si muovono i protagonisti della commedia, Salvatore Imbuto e Roberto Iodice, tormentati da mille dubbi, inquinati dalla disillusione di genitori-figli e dai fantasmi del passato, avviliti da una società sorda e maniacale, predatori sanguinari e pensatori randagi, zavorrati da un carattere sessuale diverso, ma a cui tocca difendere i traguardi della condivisione, del matrimonio che nel consumismo delirante in quella ormai abusata definizione di “società liquida” sembrano difesi veramente soltanto da nuove formulazioni di famiglia. Come se la caveranno i nostri amici? A chi chiederanno aiuto?


Concerto per Sandro Penna

3 e 4 Febbraio

 110 anni fa nasceva uno dei massimi poeti del novecento: Sandro Penna. Pino Strabioli, in compagnia di due attori giovani e un fisarmonicista, ci racconta Sandro Penna, “il solo poeta italiano che abbia parlato a gola spiegata dicendo chiaramente chi era e che cosa voleva”, come disse di lui Cesare Garboli. Ispirandosi alla piccola pubblicazione Autobiografia al magnetofono, dove Penna – allegro e disperato -– parla di sesso e desiderio, d’infanzia e scrittura, di Roma e di poeti, Strabioli ripercorrerà con ironia sottile, leggerezza e disincanto, sfrontatezza e garbo, la sua vita, in una serata che è anche un omaggio al grande Paolo Poli


Destinatario sconosciuto

24 e 25 Marzo 

 Destinatario sconosciuto, lo spettacolo dell’attore e regista Rosario Tedesco, è ispirato a un romanzo pubblicato nel 1938 dalla scrittrice statunitense Kathrine Kressmann Taylor, che apre un inquietante squarcio sulle persecuzioni raziali che in quegli anni il regime nazista stava cominciando a mettere in atto. Il testo è costruito nella forma di uno scambio epistolare fra due amici e soci d’affari che vivono in situazioni storiche e politiche diverse: uno ebreo, rimasto negli Stati Uniti dove si svolgeva la loro attività di mercanti d’arte, l’altro tedesco, tornato in patria dove progressivamente si avvicina all’ideologia hitleriana. Il loro carteggio rivela il senso profondo dei cambiamenti che di lì a poco sconvolgeranno l’Europa intera. La lontananza è dapprima solo geografica, ma presto l’estraneità si farà tangibile, le parole armi letali. Una partita a scacchi, con il passo del thriller che riserva come epilogo un sinistro scacco matto. L’adattamento del testo curato dallo stesso Tedesco – che ne è anche regista e interprete a fianco di Nicola Bortolotti – trova la sua collocazione ideale alla casa museo Boschi Di Stefano di Milano, straordinaria ambientazione di una storia incentrata su due figure che del commercio di quadri hanno fatto la loro professione


Il Regalo

20, 21 e 22 Aprile

Zero più Zero, non fa Zero. Perché se i due Zero sono Commevuotu e Chivuotu, i due personaggi de Il Regalo, allora, ogni risultato virtuale, è possibile. Perché è possibile essere opinionisti senza capire una “cippa” di niente. Si può essere improvvisati filosofi da web, oppure artisti senza avere alcun talento. I due sono i prodotti della nostra era di social e di comunicazioni ultra veloci che tutto, e tutti, fagocitano e sputano, dopo una superficiale masticata: la vita, la morte, il quotidiano, l’amore, il tempo, il senso stesso delle parole. Ogni cosa è setacciata da Commevuotu e Chivuotu, amici virtuali al loro primo appuntamento nel mondo reale da festeggiare con un colorato ed imponente regalo. I due personaggi, modernissimi al punto da risultare istantanei, sono, allo stesso tempo antichissimi perché, nel loro nulla, nell’iniziare un discorso senza mai completarlo, sono orpelli di un manierismo che travalica il barocco, per approdare al lezioso roccocò. Sono delle Gargoyles in tutù. E l’apertura dei rispettivi regali sarà l’apoteosi di quel vuotissimo tutto (o di quel tuttissimo vuoto) da bruciare in una frazione di secondo.