Teatro Bellini




TEATRO BELLINI  Via Conte di Ruvo , 14  Napoli Tel.  0815499688


GLOB(E)AL SHAKESPEARE dal 3 al 27 Ottobre

un progetto di Gabriele Russo

Scene Francesco Esposito
Costumi Chiara Aversano
Light Designer Salvatore Palladino
Sound Designer G.U.P. Alcaro

produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

Nel mese di ottobre 2017 il teatro Bellini sarà privato delle poltrone della sala e allestito in modo tale da “evocare” il teatro elisabettiano secentesco, in particolare il Globe Theatre di Londra e in scena, ogni sera per circa un mese si alterneranno una commedia e una tragedia di Shakespeare. Così, attraverso un approfondimento fuori dagli schemi sull'opera del Bardo daremo vita a un progetto che sottolineerà quanto questo autore ed il suo teatro parlino ancora e per sempre di noi, della nostra contemporaneità, dei nostri sentimenti, delle nostre pulsioni e delle nostre emozioni.

GLOB(E)AL SHAKESPEARE è un allestimento particolarissimo che “contiene in sè” sei allestimenti diversi: annulliamo la distanza mantenendo la giusta distanza, ripercorrendo il teatro come rito collettivo, come flusso di emozioni che coinvolgono, nello stesso tempo, attore e spettatore. Il pubblico si sentirà, in questo modo, centro dell’accadimento teatrale.

Gli spettacoli:

dal 3 all' 8 Ottobre e 25 Ottobre RACCONTO D'INVERNOOTELLO

RACCONTO D'INVERNO

adattamento Pau Miró, Enrico Ianniello

con Luigi Bignone, Rocco Giordano, Tony Laudadio, Mariella Lo Sardo, Vincenzo Nemolato, Francesca Piroi, Marcello Romolo, Eduardo Scarpetta, Edoardo Sorgente, Petra Valentini

regia Francesco Saponaro

OTELLO

adattamento Giuseppe Miale di Mauro
drammaturgia di Gianni Spezzano

con Viviana Altieri, Francesco Di Leva, Martina Galletta, Giuseppe Gaudino, Adriano Pantaleo, Andrea Vellotti

e con la partecipazione del gruppo #GiovaniO'Nest Antonio Coppola, Armando De Giulio, Emilia Francescone, Lisa Imperatore, Raffaella Nocerino, Ralph P, Nunzia Pace, Francesco Porro, Mimmo Sabatino, Carlo Salatino e Anna Stabile

regia Giuseppe Miale di Mauro
uno spettacolo della Compagnia NEST

dal 10 al 15 Ottobre e 26 Ottobre GIULIO CESARE. UCCIDERE IL TIRANNOUNA COMMEDIA DI ERRORI

GIULIO CESARE. UCCIDERE IL TIRANNO

adattamento Fabrizio Sinisi

con Nicola Ciaffoni, Daniele Russo, Rosario Tedesco, Isacco Venturini

regia Andrea De Rosa

UNA COMMEDIA DI ERRORI

adattamento Marina DammaccoEmanuele Valenti ,Gianni Vastarella

con Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Vincenzo Nemolato, Valeria Pollice, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella voce registrata Adriano Pantaleo

regia Emanuele Valenti
uno spettacolo di Punta Corsara

dal 17 al 24 Ottobre TITOLE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR

TITO

adattamento Michele Santeramo

con Roberto Caccioppoli, Antimo Casertano, Giandomenico Cupaiuolo, Gennaro Di Biase, Piergiuseppe Di Tanno, Maria Laila Fernandez, Fabrizio Ferracane, Daniele Marino, Francesca Piroi, Filippo Scotti, Isacco Venturini

regia Gabriele Russo

LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR

adattamento Edoardo Erba

con Mila Boeri, Annagaia Marchioro, Chiara Stoppa, Virginia Zini, Giulia Bertasi

regia Serena Sinigaglia


VANGELO dal 31 Ottobre al 5 Novembre

di Pippo Delbono

con Gianluca Ballarè, Bobò, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia,
Gianni Parenti, Alma Prica, Pepe Robledo, Grazia Spinella, Nina Violić, Safi Zakria, Mirta Zečević

musiche Enzo Avitabile
eseguite dal vivo da Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo
direttore d’orchestra Gabriele Di Iorio

con la partecipazione nel film dei rifugiati del centro di accoglienza PIAM di Asti
immagini e film Pippo Delbono

scene Claude Santerre
disegno luci Fabio Sajiz
costumi Antonella Cannarozzi

regia Pippo Delbono

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Hrvatsko Narodno Kazalište-Zagabria in co-produzione con Théâtre Vidy Lausanne, Maison de la Culture d'Amiens -Centre de Création et de Production, Théâtre de Liège.

Pippo Delbono da molti anni abita la scena come luogo di ricerca, lavorando costantemente negli spazi fertili che si vengono a creare tra pubblico e personale, tra autobiografia e storia, costruendo un’opera che si contraddistingue nel panorama internazionale per la sua originalità. Vangelo segna un nuovo passo in questo percorso. Lo spettacolo, infatti, porta il segno dell'indagine intrapresa dall'artista sulla forza sonora della voce e della parola – che lo ha portato a creare eventi e concerti con musicisti come Enzo Avitabile, Alexander Balanescu, Petra Magoni, Antoine Bataille, Piero Corso, presentati in parallelo a quelli della sua compagnia teatrale – e del percorso, intrapreso da anni verso la creazione di un linguaggio personale nell’ambito del cinema. Se già i suoi spettacoli più recenti, Dopo la battaglia e Orchidee, entrambi presentati al Teatro Bellini, risultavano profondamente segnati da quest’indagine musicale e cinematografica, la stessa cosa accade con Vangelo. Lo spettacolo, corale è stato creato a Zagabria con l’orchestra, il coro, i danzatori e gli attori del Teatro Nazionale Croato insieme agli attori della compagnia che accompagna Pippo Delbono da anni. Eccezionalmente, al Teatro Bellini sarà presentato in una versione speciale, nella quale la suggestione delle musiche composte da Enzo Avitabile diventerà materia nell'esecuzione dal vivo ad opera di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo.Durata 1h e 40 min.

POSTO UNICO € 28.00  RIDOTTO OVER 65 € 24.00 UNDER 29 € 16.50


L'ORA DEL RICEVIMENTO (banlieue) dal 7 al 12 Novembre

di Stefano Massini

con Fabrizio Bentivoglio
e Francesco Bolo Rossini, Giordano Agrusta, Arianna Ancarani, Carolina Balucani, Rabii Brahim, Vittoria Corallo, Andrea Iarlori, Balkissa Maiga, Giulia Zeetti, Marouane Zotti

scena Marco Rossi
luci Simone De Angelis
costumi Andrea Cavalletto
musiche originali Luca D’Alberto
voce cantante Federica Vincenti

regia Michele Placido

Dalla brillante penna di Stefano Massini, uno dei più apprezzati autori contemporanei, di cui ricordiamo almeno 7 minuti e Lehman Trilogy, un altro spaccato della contradditoria società contemporanea, rappresentata con ironia e acume e portata in scena da Michele Placido, che si avvale di un nutrito e brillante ensemble di attori. Fabrizio Bentivoglio è il professor Ardeche, un insegnante di materie letterarie disilluso, cinico, nonché spietato osservatore e lucidissimo polemista. Fra le sue passioni svettano Rabelais e il Candide di Voltaire. Peccato che la sua classe si trovi nel cuore dell'esplosiva banlieue di Les Izards, ai margini dell'area metropolitana di Tolosa: un luogo in cui la scuola è una trincea contro ogni forma di degrado. La scolaresca che gli è stata affidata quest'anno è ancora una volta un crogiuolo di culture e razze e il professor Ardeche riceve le famiglie degli scolari ogni settimana per un'ora, dalle 11:00 alle 12:00 del giovedì. È attraverso un incalzante mosaico di brevi colloqui con questa umanità assortita di madri e padri, che prende vita sulla scena l'intero anno scolastico della classe Sesta sezione C, da settembre a giugno. Ed è al pubblico che spetta il compito di immaginare i visi e le fattezze dei giovanissimi allievi, ognuno ribattezzato dal professor Ardeche con un ironico soprannome; e ognuno protagonista, a suo modo, di un frammento dello spettacolo.


AMERICAN BUFFALO dal 14 al 19 Novembre

di David Mamet
adattamento Maurizio de Giovanni

con
Marco D’Amore
Tonino Taiuti
Vincenzo Nemolato

scene Carmine Guarino
costumi Laurianne Scimemi
luci Marco Ghidelli
sound designer Raffaele Bassetti

regia Marco D’Amore

American Buffalo, è un testo del 1975, scritto dal premio Pulitzer David Mamet, del quale ricordiamo anche una fortunata trasposizione cinematografica, interpretata da Dustin Hoffmann. Il classico statunitense qui viene rielaborato da Maurizio de Giovanni, che ne trasferisce con maestria e sensibilità la storia dalla periferia americana degli anni '70 alla Napoli contemporanea. La trama è molto semplice: Donato (detto Don) è il proprietario di una “puteca” (il “junk store” di Mamet) e ha una sfrenata passione per tutto ciò che è americano. Un giorno decide di organizzare un “colpo”, cioè di sottrarre un prezioso nichelino (l'American Buffalo del titolo) al collezionista al quale l'aveva venduto lui stesso, ignaro del suo reale valore. Non sarà solo nell'impresa: per una serie di vicende vi saranno coinvolti il giovane Robbi, il suo scapestrato protetto, e 'O professore, un abituale compagno di poker, disadattato e ai limiti della psicosi, interpretato da un irriconoscibile Marco D'Amore, qui anche regista. Il testo, nella trasposizione partenopea, non perde il profumo americano, il realismo crudo di Mamet e la musicalità dello slang sapientemente utilizzato dallo scrittore statunitense – che nelle mani di de Giovanni diventa una lingua napoletana popolare e dalla potenza immaginifica – ma acquista il sapore umanissimo e squisitamente italiano dell'indagine sulle relazioni e sulle deformazioni della nostra società. Durata 1h e 30 min. senza intervallo


IL NOME DELLA ROSA dal 21 al 26 Novembre

di Umberto Eco

versione teatrale di Stefano Massini 
regia e adattamento Leo Muscato

con (in o.a.) Eugenio Allegri, Giovanni Anzaldo, Giulio Baraldi, Renato Carpentieri, Luigi Diberti, Marco Gobetti, Luca Lazzareschi, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Alfonso Postiglione, Arianna Primavera, Franco Ravera, Marco Zannoni

scene Margherita Palli
luci Alessandro Verazzi
costumi Silvia Aymonino
musiche Daniele D’Angelo
video Fabio Massimo Iaquone, Luca Attilii

Il nome della rosa di Umberto Eco è pubblicato da Bompiani

Il nome della rosa di Umberto Eco, tradotto in 47 lingue, vincitore del Premio Strega nel 1981 e di cui ricordiamo la versione cinematografica diretta da Jean-Jacques Annaud e interpretata da un indimenticabile Sean Connery, vive, oggi la sua prima trasposizione teatrale ad opera di Stefano Massini. Leo Muscato dirige un cast di grandi interpreti in un crossover generazionale e ci restituisce tutta la grandezza del romanzo, trascinandoci direttamente nel XIV secolo, nel momento culminante della lotta tra Chiesa e Impero. Qui, accompagnati dal racconto dell'anziano frate benedettino Adso da Melk, indagheremo sulla risoluzione del giallo di cui Adso, quando era un giovane allievo del dotto frate francescano ed ex inquisitore Guglielmo da Baskerville, era stato testimone. Incontreremo Adso, Guglielmo e gli altri indimenticabili personaggi descritti da Eco: l’anziano frate cieco Jorge da Burgos; Bernardo Gui, il terribile inquisitore domenicano; l’ansioso e prudentissimo Abate Abbone; il cellario Remigio da Varagine, francescano in odor d’eresia che si nasconde in quel convento e si finge benedettino; il suo fedele servitore Salvatore, un frate considerato scemo, che parla una strana lingua mista di latino, volgare, francese, tedesco e inglese; la fragile ragazza di cui s’innamora il giovane Adso; Alinardo da Grottafferrata, l'anziano la cui demenza senile risulterà decisiva per la soluzione degli enigmi...

Vivremo dentro a una storia che, come afferma Leo Muscato, verrà raccontata «con una lieve leggerezza che possa qua e là sollecitare il riso, con buona pace del vecchio frate Jorge» e che riesca ad «alimentare nello spettatore una dimensione percettiva che lo porti a dimenticarsi, per un paio d’ore, del meraviglioso film di Jean-Jacques Annaud».


QUEL BEL GRAN PEZZO DELLA DESDEMONA . TRAGEDIA SEXY ALL'ITALIANA  dal 28 Novembre al 3 Dicembre

di Luciano Saltarelli

con Rebecca Furfaro, Giovanna Giuliani, Luca Sangiovanni, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano

scene e costumi Lino Fiorito
luci Pasquale Mari
suono Daghi Rondanini

assistente ai costumi Alina Lombardi
assistente alla regia Giovanni Merano
direzione tecnica Lello Becchimanzi

regia Luciano Saltarelli

Autore, attore e regista tra i più interessanti del panorama italiano, Luciano Saltarelli dirige in un'originale commedia alcuni dei più brillanti talenti della scena contemporanea. Quel gran pezzo della Desdemona nasce dalla bizzarra contaminazione della trama tragica, articolata e ineluttabile dell'Otello di Shakespeare con il registro della commedia sexy, tanto frequentata dal cinema italiano degli anni '70. Il risultato è una pièce scanzonata e surreale, che ci trascinerà in un mondo popolato da maschere gaudenti, superficiali e sessuomani che agiscono sullo sfondo della Milano degli anni '70. Nella cornice storica e sociale di una città infiammata da lotte di classe e atti terroristici, dove la nebbia si confonde col fumo d'un ordigno esploso, città brulicante di esistenze brillanti o cupe, in corsa frenetica con la vita che accoglie con generosità fiumi di meridionali in cerca di fortuna, agiscono i nostri protagonisti, Desdemona e Moro. Lei è l'avvenente ed emancipata figlia di Brambilla, il proprietario della fabbrica di manichini dove lavora lui, un valentissimo operaio emigrato dal profondo sud, che ha perso la voce per salvare la fabbrica da un incendio. Attorno ai due amanti, si muovono una serie di personaggi ai limiti del surreale – Jago, l'infido collega di Moro; Emilia, la lugubre moglie di Jago; Cassiolo, lo sciocco operaio di infimo ordine nonché pedina essenziale nelle mani di Jago – insieme ad altre presenze inquietanti, apparizioni improvvise, incursioni impensate che alimentano la messa in scena di un incidente espressivo dai risvolti stranianti, di un sogno, di una visione, di un delirio personale scaturito dal capolavoro shakespeariano.


PLAY STRIDBERG dal 5 al 10 Dicembre

di Friedrich Dürrenmatt
traduzione di Luciano Codignola

con Maria Paiato
Franco Castellano
Maurizio Donadoni

scene Antonio Fiorentino
luci Luca Bronzo
costumi Andrea Viotti
musiche Antonio Di Pofi

regia Franco Però

Franco Però dirige gli straordinari Maria Paiato, Franco Castellano e Maurizio Donadoni nella spassionata indagine sul microcosmo della famiglia scritta da Friedrich Dürrenmatt nel 1969 in occasione della messinscena, presso il Teatro di Basilea di Danza Macabra, uno dei testi più feroci e moderni di Strindberg. All'epoca, lo scrittore Friederich Dürrenmatt, membro della direzione del Teatro e insoddisfatto delle traduzioni e degli adattamenti esistenti del testo dell'autore svedese, decise di affrontarne egli stesso la rielaborazione. Il risultato è un'opera che oggi è diventata un classico, grazie alla sua intramontabile attualità e che, pur conservando l'essenza dell'originale, è vestita dei colori del sarcasmo e dell'ironia propri della scrittura dell'autore svizzero-tedesco. È con un sorriso che Dürrenmatt riesce a smascherare il conformismo e le ipocrisie della società: L'inferno domestico di Alice e Edgar che, divisi dall'odio dell'amore, trovano nella visita del cugino di lei, Kurt, il pretesto per far esplodere tutte le loro frustrazioni prende vita su un ring; i taglienti dialoghi intrisi di rabbia e rancore diventano dei round scanditi dal gong. La violenza è verbale e i contendenti sono tre, ma la tensione e l'atmosfera mozzafiato sono quelle di un incontro di boxe. «Il riso e il pugno allo stomaco, il sorriso e l’amarezza – commenta il regista Franco Però – si alternano continuamente su questo palcoscenico-ring, riportando davanti agli occhi dello spettatore gli angoli più nascosti di quel nucleo, amato od odiato, fondamentale – almeno fino ad oggi… – delle nostre società: la famiglia».


IL GIOCATORE  dal 12 al 17 Dicembre

Il gida Fëdor Dostoevskij

adattamento Vitaliano Trevisan

con Daniele Russo, Marcello Romolo, Camilla Semino Favro, Paola Sambo, Alfredo Angelici, Martina Galletta, Alessio Piazza, Sebastiano Gavasso

scene Roberto Crea
disegno luci Salvatore Palladino
costumi Chiara Aversano
movimenti scenici Eugenio Dura

regia Gabriele Russoocatore è la terza tappa della “Trilogia della libertà” le tre produzioni della Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini incentrate sul concetto di libertà e di perdita della stessa. Dopo la società distopica dominata dalla violenza del visionario Arancia Meccanica diretto dallo stesso Gabriele Russo e l'opprimente ospedale psichiatrico di Qualcuno volò sul nido del cuculo diretto da Alessandro Gassmann, è la volta della Roulettenburg dominata dal gioco di Dostoevskij. Anche in questo caso, la grande letteratura si fa teatro; così, Il giocatore, scritto nel 1866, viene riletto e adattato per il teatro da Vitaliano Trevisan. L'allestimento è in costante bilico tra dramma e commedia e un cast affiatato ci trascina in una spirale fatta di azzardo, di passioni e di compulsioni che porta dritti in quel (non)luogo dove il desiderio si trasforma in ossessione e non si limita più a governare i protagonisti, ma finisce per soggiogarli. Una rilettura metaforica e contemporanea; «il gioco non è solo l’oggetto centrale dell’opera, ma è presente – come spiega Gabriele Russo – in forma di metafora o di allusione, ovunque. È nelle relazioni ossessive tra i personaggi, nei continui “rilanci” a cui le circostanze li costringono, nelle vane speranze a cui sono aggrappati e che li fanno stare sospesi; come si è sospesi quando si è in attesa che la pallina cada sul rosso o sul nero. Così si arriva alle analogie con l’oggi e con ciò che è il gioco d’azzardo nella nostra società: quando vedremo la baboulinka o il giocatore perdere tutti i loro soldi al casinò, forse per un attimo ci dimenticheremo che si tratta dei personaggi di Dostoevskij e vedremo, più genericamente una vecchina, sola, in preda al vizio del gioco o un giovane compulsivo perso in un video poker. Per amplificare e sostenere il dialogo con l'oggo senza perdere il rapporto con il testo e con la narrazione, ho scelto un'ambientazione che fosse “atemporale”, creata da contaminazioni fra passato e presente, antico e moderno; questo vale per la scena, per i costumi, per le musiche e, naturalmente, per il linguaggio».

MARTEDI' :  I SETTORE € 25.00 / II SETTORE € 22.00 / III SETTORE € 15.00  RIDOTTI UNDER 29 VALIDI PER TUTTI I SETTORI  € 16.50

DAL MERCOLEDI' ALLA DOMENICA   :  I SETTORE € 35.00 / II SETTORE € 30.00 / III SETTORE € 24.00   RIDOTTI UNDER 29 VALIDI PER TUTTI I SETTORI € 16.50


DIGNITA' AUTONOME DI PROSTITUZIONE dal 26 Dicembre al 7 Gennaio

dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna

costumi Milla
luci Salvatore Palladino, Gianni Caccia

regia Luciano Melchionna

A grande richiesta torna al Teatro Bellini Dignità Autonome di Prostituzione, lo spettacolo che ha decisamente scardinato le convenzioni classiche del Teatro, con al sua natura di 'esperienza' teatrale. Fino ad oggi, in 9 anni, 42 edizioni, 387 repliche durante le quali circa 400.000 spettatori/clienti hanno applaudito, ogni sera dai 25 ai 50 attori in scena in decine di città i cui teatri venivano trasformati in un bordello, in quella “casa chiusa dell'Arte” che ha vinto numerosi premi e riconoscimenti. DadP ha una formula consolidata, capace però di generare uno spettacolo che si rinnova ogni sera: la luce 'rossa', soffusa fa intuire immediatamente la dimensione intrigante e stravagante che accoglierà il pubblico, dove gli attori, rigorosamente in vestaglia o giacca da camera, come delle prostitute, adescano e si lasciano abbordare dagli spettatori, i “clienti”, muniti di “dollarini”, che dovranno contrattare il prezzo delle singole prestazioni, le cosiddette “pillole di piacere”: monologhi classici e contemporanei. Un'esperienza inusuale che vuole far riflettere divertendo. Come dice lo stesso ideatore, autore e regista Luciano Melchionna, « DAdPè uno stupore nuovamente sollecitato, tramite un teatro che non sia auto-celebrativo, ermetico o fine a se stesso, ma prima di tutto magia e sogno». Un sogno che prende vita negli spazi più imprevedibili del Teatro, durante una serata che catapulta lo spettatore in una dimensione surreale e lo accompagna in un percorso itinerante, attraverso luoghi 'segreti', generalmente non accessibili.

POSTO UNICO € 25.00  RIDOTTO UNDER 29 € 20.00


QUESTI FANTASMI  dal 9 al 21  Gennaio

di Eduardo De Filippo

con  (in ordine di locandina) Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto
Viola Forestiero, Giovanni Allocca, Gianni Cannavacciuolo

scene e luci Gianni Carluccio
costumi Francesca Livia Sartori
musiche Andrea Farri

regia Marco Tullio Giordana

Questi fantasmi! è una delle commedie più importanti di Eduardo; scritta nel 1945, è stata tra le prime opere del drammaturgo partenopeo ad essere rappresentata all'estero (nel 1955 a Parigi, al Théâtre de la Ville – Sarah Bernhardt). La trama, in un perfetto equilibrio tra comico e tragico, racconta l'agrodolce vicenda di Pasquale Lojacono, un uomo qualunque che si ritrova alle prese con quello che crede (o preferisce credere) un fantasma che infesta la sua nuova casa. La verità è che non si tratta di un ectoplasma, ma bensì dell'umanissimo amante della moglie. Il tema, è uno di quelli centrali della drammaturgia eduardiana: la vita messa fra parentesi, sostituita da un’immagine, da un travestimento, da una maschera, imposta agli uomini dalle circostanze.

L'intramontabile testo è portato in scena da Elledieffe, la Compagnia di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi, in un ensemble che unisce diverse generazioni di attori: insieme a Gianfelice Imparato, a cui è stato affidato il ruolo di Pasquale Lojacono, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo, Giovanni Allocca, Paola Fulciniti e Gianni Cannavacciuolo, vedremo un nutrito gruppo di giovanissimi in un lavoro che continua, nel rigoroso segno di Luca, a rappresentare e proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana. «Ho deciso di affidare il testo – ha dichiarato Carolina Rosi – alla preziosa ed attenta regia di Marco Tullio Giordana, sicura che ne avrebbe esaltato i valori ed i contenuti, che avrebbe abbracciato la compagnia e diretto la messinscena con lo stesso amore con il quale cura ogni fotogramma».


TEATRO DELUSIO dal 23 al 28 Gennaio

di Paco González, Björn Leese, Hajo Schüler, Michael Vogel

con Andrès Angulo, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerker

maschere: Hajo Schüler  scene: Michael Vogel
costumi: Eliseu R. Weide  musiche: Dirk Schröder
luci: Reinhard Hubert  regia Michael Vogel

uno spettacolo di Familie Flöz

Torna al Teatro Bellini Familie Flöz, il gruppo berlinese dalla cifra stilistica inconfondibile che ci ha abituati ad assistere a delle vere e proprie esplosioni di poesia.

Stavolta ci porteranno nel backstage di un teatro, dove, mentre in scena vengono rappresentati spettacoli di ogni genere (dal mondo opulento dell’opera, a selvaggi duelli di spada, da intrighi lucidamente congeniati a scene d’amore passionali) conosceremo i tecnici: Bob, Bernd e Ivan. Bernd, sensibile e cagionevole, cerca la felicità nella letteratura ma la trova improvvisamente personificata nella ballerina smemorata; Bob ha un grande desiderio di riconoscimento, che lo porterà al trionfo e alla distruzione; Ivan, capo del backstage, per paura di perdere il controllo sul teatro, finirà per perdere tutto il resto...

Costumi raffinati e suoni e luci dal sapore magico aiuteranno i tre attori, che interpreteranno 29 personaggi, a dare vita a un gioco che percorre l'intero mondo teatrale (la scena e il dietro le quinte, le illusioni e le disillusioni) e crea uno spazio magico carico di toccante umanità. Definita da The Guardian «una magistrale commedia, espressiva, struggente e allo stesso tempo piena di gioia», Teatro Delusio è un evento imperdibile di teatro nel teatro, è un'esperienza unica durante la quale l’inquietante vivezza delle maschere, le fulminee trasformazioni e una poesia tipicamente Flöz, ci trascineranno in un mondo a sé stante. Un mondo carico di misteriosa comicità.


LA RAGIONE DEGLI ALTRI dal 2 all' 11 Febbraio

di Luigi Pirandello

con Tato Russo 
cast da definire

scene Uberto Bertacca luci Roger La Fontaine costumi Giusi Giustino
musiche Zeno Craig regia Tato Russo

Tato Russo torna al Teatro Bellini con una personalissima rilettura de La ragione degli altri, il dramma che Pirandello scrisse e presentò nel 1915 al Teatro Manzoni di Milano con il titolo, poi cambiato in quello attuale, di Se non così. La commedia in tre atti, la cui trama contiene alcuni elementi autobiografici (già presenti nel racconto Il Nido, datato 1895 e di cui la pièce costituisce l'evoluzione) racconta di un insolito dramma borghese. Livia, la ricca moglie di Leonardo, un giornalista squattrinato, scopre che il marito la tradisce e che dall'adulterio è nata una bambina. Da qui, la moglie tradita consentirà suo malgrado al tradimento del marito facendosene una ragione; il marito consentirà a continuare il rapporto con la moglie a scapito dell’amore verso l’amante, e l’amante consentirà a farsi una ragione della necessità del marito di non distruggere la relazione con la moglie. Insomma, ognuno si inventerà una maschera per sopravvivere all’inganno reciproco. L’arrivo in casa della coppia del padre della moglie sconvolgerà il silenzioso equilibrio che si era stabilito tra le parti e scompaginerà le ragioni d’ognuno ad accettare quel tipo di relazione. La regia e la riscrittura di Tato Russo pongono Pirandello contro Pirandello, cercando di guadagnare, al di là di ogni sofisma e d’ogni poetica stantìa, la tragicità della storia, evitandogli la chiave del grottesco e seppellendo tutto nel mare degli egoismi d’ognuna delle parti in gioco: personaggi non più fatti teorema e dimostrativi di un gioco che è solo dell’autore, ma che diventano carne autentica e tragedie di vita vissute non solo come fantasmi disposti solo ad obbedire a un ordine retorico e puramente razionale e dimostrativo ma conseguenti ai dettami del cuore e delle lacrime d’ognuno. La storia resa libera così dalle maniere letterarie del novecento e proponendo un Pirandello senza Pirandello diventa di una attualità odiosa e sconvolgente dove le ragioni degli altri prevalgono sempre sui diritti degli ultimi.


UN QUADERNO PER L'INVERNO  dal 14 Febbraio

di Armando Pirozzi

con Alberto Astorri e LucaZacchini

uno spettacolo di Massimiliano Civica

Il professor Velonà, docente universitario di Letteratura, una sera torna a casa con una busta di arance e trova una sorpresa: c'è un ladro, armato di coltello, che lo aspetta. L'imprevisto nell'imprevisto è che il ladro non vuole da lui soldi o beni preziosi, ma una poesia.

Il ladro, infatti, qualche giorno prima aveva rubato la borsa del professore e aveva letto le poesie contenute in un suo quaderno. Erano bellissime. Ora ne vuole un'altra, immediatamente.

Ladro e vittima intraprendono una lunga e insolita conversazione: entrambi in bilico tra speranza e disperazione, si confrontano su idee, sentimenti, interrogativi dolorosi, in un dialogo per entrambi nuovo e inaspettato. Lo spettacolo, frutto del felice sodalizio artistico tra Armando Pirozzi, Massimiliano Civica e Luca Zacchini (di cui ricordiamo, tra gli altri lavori, Soprattutto l'anguria, vincitore di un Ubu come migliore novità italiana), ci suggerisce, con scanzonato surrealismo e la consueta originalità, la forza miracolosa della poesia, non come semplice esercizio di tecnica letteraria, ma per la dirompente carica vitale che suscita, nonostante tutto, nelle persone. Durata 50 min. senza intervallo


Il teatro Bellini apre per la prima volta il sipario su un evento dedicato esclusivamente alla celebrazione della danza e alle sue stelle più brillanti e così, con il Bellini International Dance Gala, arrivano a Napoli i primi ballerini delle più prestigiose compagnie del mondo affiancati da grandi solisti e talentuosi interpreti del panorama classico e contemporaneo. Stelle di punta del Gala Lucia Lacarra e Marlon Dino, ospiti internazionali dei più ambiti palcoscenici, si esibiranno nel celebre pas des deux tratto da Il Lago dei Cigni e nel passo a due di contemporaneo Spiral Pass firmato Russell Maliphant. Accanto a loro la straordinaria Daria Klimentova, prima ballerina dell’English National Ballet, e Vadim Muntagirov, primo ballerino del Royal Ballet di Covent Garden entrambi per la prima volta a Napoli. In una escalation di nomi da capogiro si esibiscono ballerini provenienti da tutto il mondo con il solo obbiettivo di rendere omaggio alla più bella tra le arti nella città più bella del mondo, insieme alla Lacarra e Dino e alla Klimentova e Muntagirov saliranno sul palcoscenico del teatro Bellini Doychin Dochev, primo ballerino al Macedonian National Ballet che, in coppia con la solista dell’Opera Nazionale di Bucarest Ada Gonzales, danzerà il romantico adagio tratto dal balletto Giselle. Poi ancora, Alessandro Staiano e Anna Chiara Amirante, entrambi ballerini del teatro San Carlo di Napoli, danzeranno una coreografia di contemporaneo creata esclusivamente per il Gala da Edmondo Tucci, primo ballerino del lirico napoletano e presentata in prima assoluta. Dal Grand Théatre de Genève arrivano invece Sasha Riva e Simone Repele, splendidi interpreti di uno stile tra il contemporaneo e il neoclassico, mentre da una tra le più apprezzate compagnie israeliane, la Kamea Dance Company, arrivano Noam Ephron e Eldar Elgrably con il passo a due tratto dal celebre Neverland lavoro del coreografo Tamir Ginz direttore artistico della compagnia. Il Bellini International Dance Gala è un progetto di Manuela Barbato e Emma Cianchi in collaborazione con Giuseppe Canale, ballerino napoletano della West Australian Dance Company. Un triangolo perfetto da Napoli alla lontana Perth nell’oceano indiano che ha reso possibile la realizzazione di una serata indimenticabile per gli estimatori della danza e per gli appassionati del teatro in tutte le sue forme artistiche, visto lo spessore degli ospiti e il privilegio di averli in uno dei palcoscenici più suggestivi di Napoli.

PREZZI: I SETTORE € 42.00 / II SETTORE € 32.00 / € 22.00


BATTLEFIELD   dal 20 al 25 Febbraio

tratto da Mahābhārata e dal testo teatrale di Jean-Claude Carrière
adattamento e regia Peter Brook e Marie-Hélène Estienne

con cast da definire

musiche Toshi Tsuchitori costumi Oria Puppo luci Philippe Vialatte

Mahābhārata, è l'opera fondamentale della letteratura induista. Il poema epico in sanscrito, elaborato nel corso di circa 8 secoli (tra il IV a.C. e il IV d.C.), con le sue oltre 100.000 strofe, rappresenta la saga più vasta della letteratura mondiale. Il suo nucleo principale racconta della guerra per il potere combattuta dai due rami della discendenza del defunto re Bharata.

Nel 1985 il maestro inglese Peter Brook ne portò in scena una monumentale versione teatrale della durata di 9 ore, che debuttò in una cava alle porte di Avignone in occasione del Festival e che è passato alla storia: rappresentato per due anni sia in francese che in inglese, è stato in seguito adattato dallo stesso Brook per una miniserie televisiva e per il grande schermo.

Oggi, a distanza di trent’anni, il grande regista ha sentito l'esigenza di affrontare di nuovo il poema. «Non è una ripresa e neanche un'operazione nostalgica – come spiega lo stesso Brook, oggi novantenne – ma al contrario, un progetto che nasce dalla volontà di creare, nello spirito dell'oggi, una piéce molto essenziale e molto intensa, che tratta di qualcosa che ci riguarda. [...] Il poema descrive la guerra che dilania una famiglia. […] alla fine, i Pandava vincono, ma nel poema si parla di “10 milioni di cadaveri” un numero incredibile per quei tempi. È una descrizione terribile, che potrebbe essere Hiroshima o la Siria di oggi. […] Quando si leggono le notizie di attualità si rimane arrabbiati, disgustati, sconvolti. Ma in Teatro si può vivere tutto ciò e rimanere fiduciosi e coraggiosi e continuare a credere che si possa affrontare la vita».

Con Battlefield, dunque, Brook fa rivivere una storia di violenza che interroga il nostro tempo e riflette i conflitti che straziano il nostro presente. Un evento teatrale unico che portando in scena l'Universale ci porta, inaspettatamente, ad aprire gli occhi di fronte alle realtà. Spettacolo in lingua inglese con sopratitoli in italiano.


DELITTO / CASTIGO   dal 27 Febbraio al 5 Marzo

da Fëdor Dostoevskij
adattamento Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi

con Sergio Rubini
Luigi Lo Cascio 

regia Sergio Rubini

produzione Nuovo Teatro


IL SINDACO DEL RIONE SANITA'   dal 6 al 18 Marzo

di Eduardo De Filippo

con Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno
Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino, Daniela Ioia, Gennaro Di Colandrea, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice
con la partecipazione di Massimiliano Gallo

scene Carmine Guarino luci Cesare Accetta
costumi Giovanna Napolitano musiche originali Ralph P regia Mario Martone

Secondo Martone «Il teatro è vivo quando s'interroga sulla realtà, se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica». Partendo da quest'assunto, affronta uno dei testi più cari a Eduardo con un approccio rivoluzionario, apprezzatissimo da pubblico e critica sia per il suo valore artistico che per la sua profonda valenza politica e civile, che attuale e viva, vicina alle vicende che affollano le odierne cronache. Il progetto è nato dalla collaborazione tra il Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Elledieffe, la compagnia di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi – il cui lavoro prosegue nel segno di Luca sia nella ricerca sul sociale e sul contemporaneo che nell'attenzione per i ragazzi a rischio – e Il NEST-Napoli Est Teatro, la compagnia nata ad opera di un gruppo di giovani attori, registi, scenografi e drammaturghi nel quartiere napolentano a rischio di san Giovanni a Teduccio. Da questa sinergia di talenti e visioni, prende vita uno spettacolo che ci mostrerà Antonio Barracano, il “sindaco” che amministra le vicende del rione nato dal genio di Eduardo – che lo dipinge come un maturo “uomo d’onore” che distingue tra “gente per bene e gente carogna” – ripensato in chiave contemporanea e calato nella realtà dei giorni nostri. Martone abbassa notevolmente l’asticella dell’età degli interpreti, rendendo i personaggi che il drammaturgo aveva dipinto crepuscolari (in quanto simbolo di un sistema di valori e disvalori al tramonto), ancora al centro del sistema criminale. Così il Sindaco di Martone è interpretato da Francesco Di Leva, giovane e deciso, che rimanda ai giovani boss, neanche trentenni che reggono la criminalità della periferia napolentana. Accanto a lui, vedremo in scena Massimiliano Gallo, Giovanni Ludeno e molti artisti che compongono il gruppo storico del NEST, in uno spettacolo imperdibile, che sancisce l’incontro di uno dei più autorevoli registi italiani e di alcuni dei più interessanti talenti della scena contemporanea con la scrittura eduardiana.


QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO dal 22 al 25 Marzo

di Dale Wasserman
dall'omonimo romanzo di Ken Kesey 
traduzione Giovanni Lombardo Radice
adattamento Maurizio de Giovanni

con Daniele Russo, Elisabetta Valgoi, Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gilberto Gliozzi, Davide Dolores, Antimo Casertano, Gabriele Granito, Giulia Merelli uno spettacolo di Alessandro Gassmann

«Gassmann indaga la follia e dal cuculo si alza un grido di libertà» questo il titolo della bella recensione che Rodolfo Di Giammarco scrisse per La Repubblica dopo il debutto, nel 2015, di Qualcuno volò sul nido del cuculo. E oggi “il cuculo” (che fa, per l'appunto, parte della Trilogia che la Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini ha dedicato al concetto di libertà) dopo quattro anni di tournèe che hanno fatto il tutto esaurito nei più prestigiosi teatri italiani, torna al Teatro Bellini con la stessa forza e la stessa capacità di commuovere, indignare ed emozionare. La storia è quella che racconta Ken Kesey nell'omonimo romanzo che pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano. Il libro, attraverso gli occhi di Randle McMurphy – uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera – dennuncia le condizioni di vita dei pazienti di manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman realizzò, per Broadway, un adattamento scenico del libro, che costituì la base della sceneggiatura dell'omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson e entrato di diritto nella storia del cinema. Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni, che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l'ha avvicinata a noi, cronologicamente e geograficamente. Randle McMurphy diventa Dario Danise e la sua storia e quella dei suoi compagni si trasferiscono nel 1982, nell'Ospedale psichiatrico di Aversa. Alessandro Gassmann ha ideato un allestimento personalissimo, elegante e contemporaneo, e diretto un cast eccezionale. Il risultato è uno spettacolo appassionato, commovente e divertente, imperdibile, per la sua estetica dirompente e per la sua forte carica emotiva e sociale

PREZZI :  I SETTORE € 35.00 / II SETTORE € 30.00 / III SETTORE € 24.00   RIDOTTI UNDER 29 VALIDI PER TUTTI I SETTORI € 16.50



STAGIONE TEATRALE  PICCOLO BELLINI 2017/18


L'AMMORE NUNN'E' AMMORE  dal 17 al 28 Ottobre

30 sonetti di Shakespeare 

traditi e tradotti da Dario Jacobelli

con Lino Musella  e Marco Vidino (cordofoni e percussioni)

regia Lino Musella

Dario Jacobelli è un artista partenopeo scomparso prematuramente nel 2013. Protagonista della scena culturale della città dalla fine degli anni '70, ha scritto canzoni per 99 Posse, Bisca, Peppe Barra, Daniele Sepe, oltre che sceneggiature cinematografiche. Era un poeta inusuale, che, negli ultimi anni della sua vita, si è dedicato alla traduzione in lingua napoletana o al “tradimento”, come amava definirlo lui stesso, di 30 Sonetti di Shakespeare. I sonetti sono, per loro natura, battute senza personaggio e nella traduzione di Jacobelli quelli del più grande drammaturgo del mondo ritrovano teatralità. Nel ruolo di Bardo, Lino Musella, attore di Teatro potente e originalissimo, noto al grande pubblico per la sua interpretazione nella serie Gomorra. Accompagnato dal vivo da Marco Vidino ai cordofoni e alle percussioni, Musella alterna la maestria dei comici dell’arte, il ritmo mai insipido della grande commedia partenopea (quell’alternanza significativa di silenzi e parole, così sublime in Eduardo o Servillo), le declinazioni barocche della sceneggiata, i registri doppi e multipli della farsa, per regalarci uno spettacolo in cui l'Amore si fa materia attraverso il Teatro.

POSTI NUMERATI € 18.00


DUE PENELOPE ULISSE  dal 31 Ottobre al 5 Novembre

di Pino Carbone e Anna Carla Broegg

con Giandomenico Cupaiuolo  Anna Carla Broegg

musiche Camera
soggetti grafico-scultorei Stefania Agostiniano

regia Pino Carbone

Due Penelope Ulisse nasce come studio sulla relazione, muovendosi su un asse che va dal mito alla contemporaneità attraverso la letteratura, l'arte performativa, la musica e l'espressione scenica. Due i punti di partenza. Il primo è il momento preciso in cui Penelope e Ulisse, nell'Odissea, si ritrovano dopo venti anni di lontananza, l'attimo in cui il mito si fa dimensione privata e intima. Il secondo è un altro sublime incontro a due: quello avvenuto durante la performance di Marina Abramović The Artist is Present al MoMA di New York. L'artista restò per mesi seduta su una sedia mentre a turno i visitatori, simili ai Proci indiscreti, si accomodavano di fronte a lei. D'un tratto, su quella sedia si è seduto il suo compagno storico, Ulay, con il quale aveva trascorso gran parte della vita artistica e amorosa. I due non si vedevano da trent'anni, per cui l'impatto emotivo, pur tradendo l'iniziale senso artistico della performance, ne ha creato un altro, molto più epico. Due Peneolope Ulisse indossa il mito, lo sporca di suggestioni artistiche e lo riporta nel presente di una verità scenica attraverso un dialogo che ha la struttura drammaturgica del melodramma

POSTI NUMERATI € 18.00


CHIROMANTICA ODE TELEFONICA AGLI ABBANDONATI AMORI dal 7 al 12 Novembre

da Enzo Moscato, Giuseppe Patroni Griffi, Annibale Ruccello, Francesco Silvestri

diretto e interpretato da Roberto Solofria e SergioDel Prete

Anime abbandonate in attesa di risposte. Anime squartate che attendono i loro amori attraverso una telefonata o fondi di bicchieri. Un viaggio in una camera da letto napoletana, luogo di segreti, verità ed essenzialità, in cui i testi di Enzo Moscato, Giuseppe Patroni Griffi, Annibale Ruccello e Francesco Silvestri prendono vita, unendosi, facendo l’amore tra di loro, partorendo una figlia di nome Passione. Roberto Solofria e Sergio Del Prete portano in scena, come loro stessi spiegano, «la storia di alcune vite stracciate,violentate, che attraversano un mondo comune a tutti, di personaggi che masticano pensieri e rigurgitano fantasmi, ai quali si finisce per attribuire una consistenza credibile perché aderenti alla realtà sociale che ci circonda. Parliamo di travestiti, di prostituzione e di una grande ossessione: l’amore. E lo facciamo attraverso il teatro. Il nostro scopo è quello di mettere insieme i segni di quella profonda intimità dell’animo umano che i drammaturghi in questione sono riusciti a portare nelle loro opere. Per questo riteniamo che l’esperienza civile e artistica legata allo spettacolo possa accrescere il valore della differenza nella nostra società». Durata 60 min.

POSTI NUMERATI € 18.00


MOZART CHI?  Dal 14 al  19 Novembre

di Vittorio Cielo

con Ennio ColtortiMonica Berni M°Antonio Di Pofi, pianoforte

regia Ennio Coltorti

Vittorio Cielo prosegue sulla scia di Shakespeare in love with Marlowe, accolto con entusiasmo la scorsa stagione, nel raccontare in maniera inedita i grandi geni del passato. Stavolta, ci parla di Wolfang Amadeus Mozart, partendo da I Quaderni di Conversazione, in cui Ludwig van Beethoven racconta il punto di vista di Antonio Salieri sulla vita del suo giovane antagonista. Cielo scrive un testo che ancora una volta trova il suo compimento grazie alla regia di Ennio Coltorti, rispondendo a domande come: Mozart era povero? Il grande Haydn visse con molto meno. Era un bambino prodigio? Falsificava età e esami di musica. Salieri era un mediocre? Fu maestro di Beethoven. Una messinscena che vanta la musica dal vivo del m° Di Pofi e sfata con umorismo e acume un mito del '700. Il secolo in cui nacque la grande industria europea della musica, Mozart era un divo coperto d’oro e poi di debiti, il modello perfetto per creare la Vittima Romantica.

POSTI NUMERATI € 18.00


VIA FERMA : SGUARDI DEL DOLORE DEL ROCORDO  Dal  28  Novembre al 3 Dicembre 

scritto e diretto da Lucia Calamaro

con Riccardo GorettiAlice RediniSimonaSenzacqua

«Lucia Calamaro è la migliore scrittrice italiana vivente; o se non vogliamo essere così apodittici, è una dei migliori autori italiani viventi (contraddizione sintattica compresa)» dice di lei Christian Raimo in un bell'articolo dedicato alle ultime produzioni dell'autrice. Il suo ultimo lavoro, La vita ferma: dramma sul dolore del ricordo porta in scena, in tre atti, una famiglia composta da marito, Riccardo, la moglie, Simona, e una figlia Alice. In realtà Simona è morta, anche se la vediamo in scena come se fosse ancora viva, mentre parla con Riccardo per concludere dei discorsi iniziati, mentre spiega che non vuole essere dimenticata e anche se nel terzo atto, scopriremo che ha cambiato lavoro... «Il racconto – spiega l'autrice – accoglie, sviluppa e inquadra il problema della complessa, sporadica e sempre piuttosto colpevolizzante, gestione interiore dei morti, la loro frammentata frequentazione interiore e soprattutto il rammendo laborioso del loro ricordo, sempre cosi poco all’altezza della persona morta, cosi poco fedele a lei e cosi profondamente reinventato da chi invece vive».

POSTI NUMERATI € 18.00


UN QUADERNO PER L'INVERNO Dal 14 al 18 Febbraio 

di Armando Pirozzi

con Alberto Astorri e LucaZacchini

uno spettacolo di Massimiliano Civica

Il professor Velonà, docente universitario di Letteratura, una sera torna a casa con una busta di arance e trova una sorpresa: c'è un ladro, armato di coltello, che lo aspetta. L'imprevisto nell'imprevisto è che il ladro non vuole da lui soldi o beni preziosi, ma una poesia.

Il ladro, infatti, qualche giorno prima aveva rubato la borsa del professore e aveva letto le poesie contenute in un suo quaderno. Erano bellissime. Ora ne vuole un'altra, immediatamente.

Ladro e vittima intraprendono una lunga e insolita conversazione: entrambi in bilico tra speranza e disperazione, si confrontano su idee, sentimenti, interrogativi dolorosi, in un dialogo per entrambi nuovo e inaspettato. Lo spettacolo, frutto del felice sodalizio artistico tra Armando Pirozzi, Massimiliano Civica e Luca Zacchini (di cui ricordiamo, tra gli altri lavori, Soprattutto l'anguria, vincitore di un Ubu come migliore novità italiana), ci suggerisce, con scanzonato surrealismo e la consueta originalità, la forza miracolosa della poesia, non come semplice esercizio di tecnica letteraria, ma per la dirompente carica vitale che suscita, nonostante tutto, nelle persone. Durata 50 min. senza intervallo

POSTI NUMERATI € 18.00


IMMACOLATA CONCEZIONE  Dal  12 al 17  Dicembre 

scritto e diretto da Joele Anastasi

con Federica CarrubaToscanoAlessandro LuiEnrico SortinoJoele AnastasiIvano Picciallo

da un'idea di FedericaCarruba Toscano

Sicilia, 1940. Concetta, ragazza silenziosa e innocente, viene barattata dal padre caduto in disgrazia con una capra gravida e affidata a Donna Anna, tenutaria del bordello del paese. Lei, estranea ai piaceri della carne e a qualunque “adulta” concezione della vita, non oppone nessuna resistenza. Del resto nessuno le ha mai spiegato cosa voglia dire fare l’amore, nonostante quella parola le piaccia già. Ben presto la fama della “nuova arrivata” raggiunge tutto il paese: ma nessuno sa di preciso quali piaceri regali agli uomini per farli impazzire così tanto. Lo spettacolo racconta quale terremoto possa generare l’incontro tra spiritualità e carnalità sul piano della collettività in un microcosmo siciliano fatto di omertà violenza e presunzione, ma anche di quell’autenticità tipica della carnalità isolana e non a caso è ambientato negli anni ’40, spartiacque essenziale nella storia dell’umanità. Con Immacolata Concezione Vuccirìa Teatro – una delle compagnie più innovative del panorama nazionale, già vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti nonché apprezzatissima anche all'estero – è stata tra i vincitori de I Teatri del Sacro 

POSTI NUMERATI € 18.00


CUNTO DI MARUZZA Dal  9 al 14 Gennaio

da Maruzza Musumeci di Andrea Camilleri

con Antonella Romano e Rosario Sparno

adattamento e regia Rosario Sparno

Tratto dal racconto Maruzza Musumeci di Andrea Camilleri, Cunto di Maruzza è una storia mostruosa e seducente, come lo sono le storie antiche dove cielo e mare si incontrano. Lo spettacolo è un “cunto” della tradizione siciliana che, nei continui rimandi all’Odissea di Omero, si snoda tra magia, fantasia e realtà sullo sfondo di leggende arcaiche e superstizioni della Sicilia di fine ‘800 e inizio ‘900. Su un'isola immaginaria che si chiama Vigata, abitata da sirene e da uomini che temono il mare, c'è una donna, che ricama con le sue mani sculture di ferro a cui un uomo dona lucentezza utilizzando l'acqua di mare. Ci sono, poi, due fratelli, due artigiani, che si fanno compagnia, mentre lavorano alla loro opera più magica, una lunga coda di sirena. Il cunto è condiviso e sussurrato in una lingua incantevole da Rosario Sparno e Antonella Romano su un palcoscenico abitato dalle suggestive installazioni realizzate dalla stessa Romano: figure mitiche, leggere e trasparenti, forgiate con il ferro, il piperno; materiali che con la loro forza sottolineano, per contrasto, l’anelito di affrancamento e il desiderio di volare via.

POSTI NUMERATI € 18.00


DONNE CHE SOGNARONO I CAVALLI Dal  6 all'11 Febbraio

di Daniel Veronese

con Valeria AngelozziMaria Pilar Perez AspaMichela AtzeniPaoloFaroniFabrizioLombardoValentinoMannias

adattamento e regia Roberto Rustioni

Buenos Aires è considerata la città più "teatrale" del mondo e Daniel Veronese è una figura di riferimento della scena Argentina e, dunque, mondiale. Mujeres soñaron caballos è uno dei suoi testi più riusciti; costruito su un'architettura originalissima, fatta di frammenti e rimandi, porta in scena una situazione apparentemente normale: tre fratelli si ritrovano con le loro rispettive mogli per un improvvisato pranzo che li riunisce. Bugie, tradimenti, sospetti reciproci, competizioni continue e ridicole si alternano in un'atmosfera torbida ma, al tempo stesso, tragicomica, nella quale si muovono personaggi che, pur senza mai parlarne, portano il segno della storia argentina di fine novecento e del dramma dei desaparecidos. L'allestimento è firmato da Roberto Rustioni, che dirige un gruppo di giovani e talentuosi interpreti con l'obiettivo, come spiega lui stesso «che gli spettatori sentano di essere dentro questa piccola stanza accanto ai sei personaggi. Come se partecipassero direttamente a questa strana cena in un microcosmo violento e nello stesso tempo ironico, ricco di humor nero. In Mujeres, la violenza nella famiglia e nelle coppie rima con la violenza della Storia».

POSTI NUMERATI € 18.00


Un quaderno per l’inverno, testo per due attori in tre scene, racconta la storia di un introverso professore di letteratura che, rientrando in casa, vi trova un ladro, armato di coltello, che vuole da lui qualcosa di molto insolito: è una questione di vita o di morte. Durante la notte che segue i due personaggi, in bilico tra speranza e disperazione, si confrontano su idee, sentimenti, interrogativi dolorosi, in un dialogo per entrambi nuovo e inaspettato. I due si ritroveranno anni dopo, ancora in qualche modo segnati dall’esperienza di quella notte che, seppure vissuta e ricordata in modi molto diversi, ha tracciato forse la possibilità di un cambiamento, di una più ampia comprensione. Il tema centrale del testo è la scrittura e la sua possibilità di incidere direttamente sulla realtà: la forza miracolosa della poesia, non come semplice esercizio di tecnica letteraria, ma per la dirompente carica vitale che suscita, nonostante tutto, nelle persone.

POSTI NUMERATI € 18.00


GLI UCCELLI MIGRATORI  Dal 20 al 25 Febbraio 

scritto e diretto da Francesco Lagi

con Anna BellatoFrancesco ColellaLeonardo MaddalenaMariano Pirrello

uno spettacolo di Teatrodilina

Dopo Le vacanze dei signori Lagonìa e Banane, l'ultimo lavoro di Teatrodilina torna a farci sorridere e riflettere. Stavolta, ci portano in una casa in mezzo a una pineta, dove una ragazza aspetta la nascita della propria figlia circondata da tre uomini: il fratello, uno scrittore inconcludente nonché programmatore fallito; il padre della nascitura – amante di una notte, per il quale la paternità rappresenta un'occasione per combinare qualcosa di buono nella vita; un ornitologo che parla con gli uccelli preso dalla ricerca di Yoda, un uccello migratore sparito... Con il tipico linguaggio della compagnia, dall'incedere lieve e poetico, osserviamo la vita che scorre attraverso una serie di personaggi che ne affrontano i cambiamenti e che, come dice lo stesso regista «ruotano intorno a un centro, si affaticano distrattamente cercando di sintonizzarsi sulla frequenza del loro motivo di stare al mondo. Cercando di trovare una grammatica emotiva, una lingua comune che possa svelare loro un modo di stare al mondo».

POSTI NUMERATI € 18.00


AUTOBIOGRAFIA EROTICA   Dal 27  Febbraio al 4 Marzo

di Domenico Starnone

con Vanessa Scalera e interprete maschile da definire

regia Silvio Orlando

 In un appartamento di Roma un uomo e una donna, Aristide e Mariella, si rivedono dopo 20 anni. Non sono due vecchi amici ma due sconosciuti che si sono incontrati, una volta sola e per poche ore, 20 anni prima, e hanno avuto un furtivo e frettoloso rapporto sessuale. Lui neanche si ricordava lei chi fosse quando ha ricevuto la sua mail con cui, sfacciatamente, lo convocava. Lui accetta l'invito e ora, lei gli chiede di scavare in quelle poche ore di molti anni prima e di ricostruirle minutamente, utilizzando, per giunta, un linguaggio lascivo: «Cosa è accaduto allora? La realizzazione di un puro, irresponsabile desiderio sessuale? Se è così – dice Mariella - perché parlarne con il linguaggio dolce dell'amore? Meglio l'oscenità». Comincia così un gioco, in cui i due ripercorrono, scompongono e analizzano il loro primo incontro, mettendo a confronto, ora con allegria ora con crudeltà, due esperienze sessuali molto diverse, alla ricerca di un punto di incontro. Dopo il magnifico Lacci, Silvio Orlando torna a confrontarsi, stavolta in veste di regista, con la scrittura di Domenico Starnone, portando in scena il romanzo Autobiografia erotica di Aristide Gambía in un adattamento per il teatro realizzato dallo stesso Starnone.

POSTI NUMERATI € 18.00


NEW MAGIC PEOLE SHOW   Dal 9 al 18 Marzo

dal romanzo di Giuseppe Montesano

messo in scena da EnricoIannielloTony LaudadioAndrea RenziLucianoSaltarelli

drammaturgia GiuseppeMontesano

Magic People Show è uno spettacolo in cui, nel 2007, Giuseppe Montesano ha dipinto il suddito televisivo, il consumatore globale, l’uomo medio assoluto, lo schiavo della pubblicità; a portarlo in scena Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi e Luciano Saltarelli. Dieci anni dopo il genio degli stessi artisti propone una nuova versione di quel comico, feroce e colorito avanspettacolo pop. Vedremo ridicoli mostri drogati dal sogno del denaro, prigionieri illusi di essere liberi, gaudenti che hanno seppellito la passione e l’amore. Insomma assisteremo a un nuovo capitolo del tragicomico romanzo teatrale sull’Italia malata di questi ultimi anni. «Quello che volevamo – racconta Montesano – era restituire il senso di nevrotico sovraffollamento del condominio globale, il pullulare comico di personaggi messi a cuocere nella stessa pentola a pressione demenziale […] con un ritmo che sposasse i Simpson e Aristofane, Eduardo e Woody Allen, i Soprano e la Commedia dell’Arte, Quevedo e l’Avanspettacolo, Totò e Godot: come farlo con soli quattro attori? Qui la loro idea straordinaria: recitare su un tavolino da salotto, gomito a gomito come sardine in una scatola mentale, ricreando la sensazione della mancanza di spazio interiore del condominio coatto».

POSTI NUMERATI € 18.00


PER STRADA Dal 3 all' 8 Aprile

di Francesco Brandi

con Francesco Brandi e Francesco Sferrazza Papa

regia Raphael Tobia Vogel

produzione Teatro FrancoParenti

Due ragazzi sui trent'anni si conoscono casualmente, per strada, durante una tormenta di neve. Cominciano a camminare insieme e a parlare: la strada, come in Kerouac, diventa lo spazio del loro viaggio fallimentare. I due, molto diversi per provenienza e temperamento, fanno entrambi parte di una generazione annoiata, un po' velleitaria, incapace di risolvere i problemi e convinta di non avere il dovere (o la possibilità) di cambiare il mondo. È la generazione di chi ha fallito perché si sente inutile, perché non sa realizzarsi, perché non è in linea con il proprio status sociale, che è stanca di tutto perché oppressa dall'ansia di voler vivere una propria vita e non quella imposta dalle convenzioni. Jack e Paul, però, riescono ad affrontare la loro condizione esistenziale un po' ludicamente, come se volessero giocare col fuoco, trasformando il loro dramma in un'involontaria commedia. Raphael Tobia Vogel, dopo alcune regie cinematografiche, si cimenta con il Teatro, scegliendo un testo inedito di Francesco Brandi, giovane protagonista dello spettacolo insieme a Francesco Sferrazza Papa.

POSTI NUMERATI € 18.00


RANAVUOTTOLI ( le sorellastre)   Dal 10 al 15  Aprile

di Roberto Russo e BiagioMusella

con Nunzia SchianoBiagio Musella e cast da definire

regia Lello Serao

Come appare il mondo visto dalla parte dello specchio? E come appare visto dal basso verso l’alto? Certamente la visuale sarà distorta o, quanto meno differente da quella ordinaria. Ranavuottoli, partendo da questa riflessione, decide di capovolgere la celebre fiaba Cenerentola, leggendola non più dalla parte della “vincente” Cinderella ma da quella delle due sconfitte: le Sorellastre.

Nella fiaba, la tarchiata Anastasia e l'allampanata Genoveffa sono la quintessenza di una cattiveria che è pari soltanto alla loro bruttezza: sono brutte dentro e brutte fuori. Ma Roberto Russo e Biagio Musella ci insinuano il dubbio che la causa della loro sgradevolezza non sia meramente cromosomica, ma che sia conseguenza di un brutto vissuto, esibito come forma di protesta nei confronti di un mondo che ci pretende belli e vincenti. Con un registro squisitamente comico, Ranavuottoli si addentra nei meandri della psiche delle sorellastre, scandagliando il loro vissuto e le possibili ragioni del loro “mal di vivere” con ironia e leggerezza, utilizzando un linguaggio originalissimo che è una sorta di helzapoppin, una miscellanea in cui il registro fiabesco si fonde con quello comico grottesco.

POSTI NUMERATI € 18.00


JOHN & JOE    Dal 17 al 22 Aprile 

di Agota Kristof

traduzione Pietro Faiella

con Nicola PannelliSergio Romano

regia Valerio Binasco

Al Piccolo Bellini l’ultima regia di Valerio Binasco, artista di straordiaria maestria, recentemente designato alla guida artistica del Teatro Stabile di Torino. In scena, John e Joe, testo teatrale dell’ungherese Agota Kristof, tra le autrici più affascinanti del Novecento, notissima per i suoi romanzi ma meno per il suo teatro, che si rivelerà al pubblico nella sua stupefacente perfezione.

John e Joe è una favola dai toni comici e assurdi, che, attraverso il racconto delle giornate di due strambi clochard, chiarisce come funziona l’economia mondiale. L’autrice trova una sintesi poetica fra la lirica delicatezza dei ritratti dei personaggi, la favoletta metaforica usata per ‘parlar giocando’ di un tema serioso come l’economia, e il mondo teatrale di due clochard beckettiani, un po’ clown e un po’ fool. «È un esperimento di rara intelligenza – sottolinea il regista - che tiene sempre al centro dell’attenzione la vita dei personaggi, la loro giocosa teatralità e la loro funzione metaforica». Binasco approfondisce il fantastico gioco di questi clown magici e stralunati, dotati di inerme innocenza, affidandone l’interpretazione a Nicola Pannelli e Sergio Romano, con i quali è da tempo impegnato in uno studio sulla recitazione del ‘clown lunare’, di vaga parentela con Stan Laurel e Keaton.

POSTI NUMERATI € 18.00


IVAN   Dal 24 al 29 Aprile

liberamente tratto da I fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij

riscrittura Letizia Russo

con Fausto Russo Alesi

regia Serena Sinigaglia

Il Grande Inquisitore è il capitolo de I fratelli Karamàzov che rappresenta il manifesto del pensiero religioso dello scrittore. Infatti, in questo passaggio quasi indipendente dal resto del romanzo, Ivan racconta al fratello Aleša di Cristo che, tornato sulla terra, e precisamente nella Siviglia del '500 infiammata dai roghi dell’Inquisizione, viene dichiarato eretico e messo in catene dal Grande Inquisitore. La splendida riscrittura di Letizia Russo non si limita all'episodio del Grande Inquisitore ma inquadra, mediante dei passaggi dall'essenziale esaustività, tutto il senso del romanzo. La regista affronta il testo costruendo nello spazio fisico lo spazio mentale di Ivan «il secondo dei figli Karamazov, il più tormentato, il più assolutamente umano: Ivan. L’uomo e l’intera umanità visti dagli occhi di Ivan Karamazov, questo il nostro viaggio. I fratelli Karamazov secondo Ivan, se volete». Un viaggio dalla valenza metaforica universale, con il quale si riannoda il sodalizio artistico tra Serena Sinigaglia e Fausto Russo Alesi, che ci regala un'interpretazione straordinaria e spiazzante in cui restituisce tutta la complessità del secondo dei fratelli Karamazov.

POSTI NUMERATI € 18.00


HALLO ! J'M  JACKET !  Dall'8 al 13 Maggio

con Federico Dimitri e Francesco Manenti

regia Elisa Canessa

produzione CompagniaDimitri/Canessa
co-produzione ArtistiAssociati Sosta Palmizi con il sostegno di MiBAC-Dipartimento delloSpettacolo e RegioneToscana-SettoreSpettacolo e ArmuniaFestival Inequilibrio

La Compagnia Dimitri/Canessa è apprezzatissima per il suo lavoro di ricerca, per i suoi spettacoli continuamente in bilico tra danza e teatro, videoarte e performance caratterizzati da un registro che spazia dalle tinte drammatiche a quelli più smaccatamente comiche e grottesche. Con Hallo! I'm Jacket! finalista al Premio In-Box 2017, partono da un'amara riflessione sul ruolo dell'artista nel cosiddetto “mondo contemporaneo”, che gli richiede più forma che contenuto, ma la sviluppano scegliendo la strada dell'ironia: traducendo metaforicamente la performance artistica in una prestazione sportiva. Così, in un teatro trasformato nello stadio che ospita l’attesissimo “campionato mondiale della performance”, il performer è l'atleta che sventola, sul palco e con convinzione, la bandiera bianca della mancanza totale di contenuti, mentre sul viso porta stampato lo smagliante sorriso dell’idiozia. I due performer, i due buffoni, i due clown di questo spettacolo lottano, gareggiano, danzano, sudano… per nulla! Solo per far divertire il pubblico. Hallo! I'm Jacket! è la ridicola caricatura di un mondo zoppo, ma che corre trafelato verso il successo. Un successo qualsiasi. Un mondo paradossalmente svuotato di senso e di contenuto. Di amore e di poesia.

POSTI NUMERATI € 18.00

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LEZIONI DI STORIA

Prosegue la collaborazione tra Editori Laterza e Teatro Bellini, che la scorsa stagione ha fatto viaggiare gli spettatori attraverso i secoli con le Lezioni di Storia della domenica mattina.

Napoli come un romanzo è il titolo del ciclo di incontri previsto per la stagione 2017-2018, durante il quale 9 storici racconteranno la Storia di Napoli a partire dalla Letteratura di cui è protagonista.

Poche città al mondo sono state raccontate quanto Napoli. I suoi vizi e i suoi incanti, i suoi drammi e le sue speranze, i personaggi famosi o sconosciuti che hanno reso unica la sua storia. Grandi scrittori hanno descritto in modo suggestivo i mille volti della società napoletana in libri memorabili: nelle loro pagine troviamo la Napoli popolare e quella borghese, la città del malaffare e quella idealista e romantica, i pregiudizi e insieme, l'apertura al mondo.

Napoli come un romanzo, attraverso 9 affascinanti appuntamenti monografici, ognuno dedicato a un romanzo, e un incontro finale che tirerà le fila del discorso, restituisce uno straordinario affresco della città di oggi, mediante il racconto del suo avvincente passato.

Ecco gli appuntamenti:

12 novembre 2017
Giuseppe Galasso
1799: tutto o niente da Il resto di niente di Enzo Striano

26 novembre 2017
Luigi Mascilli Migliorini
1811: lo specchio romantico a partire da Graziella di Alphonse de Lamartine

10 dicembre 2017
Paolo Macry
1884 -2006: raccontare il male da Il ventre di Napoli di Matilde Serao a Gomorra di Roberto Saviano

14 gennaio 2018
Paolo Frascani
1910-1970: Il conflitto sociale da Tre operai di Carlo Bernari a La dismissione di Ermanno Rea

28 gennaio 2018 
Lucy Riall
1944 uno sguardo inglese da Napoli 1944 di Norman Lewis

11 febbraio 2018 
Gabriella Gribaudi
1943-1945 L’altra guerra da Napoli milionaria di Eduardo De Filippo

25 febbraio 2018
Matteo Palumbo
1943-1945: Il disordine americano da Spaccanapoli di Domenico Rea

11 marzo 2018
Francesco Barbagallo
Anni Cinquanta: il conflitto politico da Mistero napoletano di Ermanno Rea

25 marzo 2018
Silvio Perrella
1954 e oltre…: giovani per sempre, giovani mai da Ferito a morte di Raffaele La Capria

15 aprile 2018
Napoli è un romanzo? Un dialogo a cura di Titti Marrone

tutte le lezioni saranno introdotte da Piero Sorrentino

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