Teatro Bellini

DALL'8 AL 23 OTTOBRE 2022   e DAL 2 AL 13 NOVEMBRE 2022

LA CUPA

versi, canti, drammaturgia e regia Mimmo Borrelli

con Maurizio Azzurro, Dario Barbato, Mimmo Borrelli, Gaetano Colella, Veronica D’Elia, Renato De Simone, Gennaro Di Colandrea, Paolo Fabozzo, Marianna Fontana, Enzo Gaito, Geremia Longobardo, Stefano Miglio, Roberta Misticone

La Cupa di Mimmo Borrelli si svolge in una notte, quella di Sant’Antonio e il suo fucarazzo, quando secondo gli antichi, gli animali potevano parlare agli uomini, ma con un prezzo da pagare, sventura e dannazione. Ma Innocente Crescenzo e il suo maiale non possono che espiare, da sopravvissuti, ogni anno le sorti della degenerazione umana. Favola di uomini che come gli animali agiscono, ma con lo sterco della ragione, e animali che agli istinti sottopongo la ragione impossibilitati ad agire in modo perverso.

Durata 200 min.

DAL 26 AL 30 OTTOBRE 2020

MOMIX "ALICE"

Ideato e diretto da: Moses Pendleton

Co-direttore:  Cynthia Quinn

Assistito da: Anthony Bocconi, Beau Campbell, Jennifer Chicheportiche, Samantha Chiesa, Heather Conn, Gregory De Armond, Jonathan Eden, Matt Giordano, Seah Hagan, Hannah Klinkman, Sean Langford, Heather Magee, Sarah Nachbauer, Jade Primicias, Rebecca Rasmussen, Colton Wall E Jason Williams

Di cosa parla Alice?  
Nata per gioco e per passare il tempo, la storia di Alice nel Paese delle Meraviglie del timido professore di matematica Charles Lutwidge Dodgson, rimasto alla storia come Lewis Carroll, viene ideata per tre piccole sorelle in gita al fiume. Tra le tre a spiccare è appunto Alice, di soli 10 anni, in seguito modella per le celebri illustrazioni di John Tenniel. Alice, così come la sua piccola modella, è una bambina vivace e curiosa che si affaccia ad un mondo assurdo fatto di fantasia e divertimento. Non c’è da stupirsi quindi se più di 150 anni dopo le sue avventure continuano a far sognare grandi e piccini così come avevano fatto in età vittoriana.
Per un ideatore di mondi fantastici e onirici, in cui strane creature prendono vita, come Moses Pendleton, Direttore Artistico di MOMIX, non poteva esserci altra ispirazione per la sua ultima creazione se non Alice nel Paese delle Meraviglie. Da questa incredibile folgorazione nasce Alice - Down the rabbit hole, che debutta in prima mondiale al Teatro Olimpico di Roma il 20 febbraio del 2019.

Chi è Alice?
Mentre il corpo di Alice cresce, si restringe e cresce di nuovo, i ballerini di Pendleton, un corpo unico che si muove in simbiosi, si estendono e si trasformano a loro volta tramite gli oggetti di scena.

Cosa vede Alice?
Durante questo viaggio giù per la tana del coniglio Alice incontrerà il Bianconiglio, il Cappellaio Matto, lo Stregatto, la Regina di Cuori, il Bruco, tanti personaggi del Mondo delle Meraviglie che non mancheranno di interrogarla, incuriosirla e stuzzicarla.

Alice secondo Moses Pendleton
Non ho intenzione di raccontare l'intera storia di Alice ma di usarla come punto di partenza per l'invenzione. Sono curioso di vedere cosa emergerà, una curiosità crescente quanto più imparo su Lewis Carroll, che come me era un fotografo devoto.
La storia di Alice è piena di immagini e di logica assurda. Prima del surrealismo c'era Alice! Un invito a creare, a lasciar correre l'immaginazione e a giocare all’aria aperta. Negli anni ‘60 Grace Slick cantava “ask Alice [...] feed your head”.
È quindi comprensibile il perché penso che Alice sia una scelta naturale per MOMIX, un'opportunità per scoprire fin dove arriva la nostra fantasia. Con questo spettacolo voglio raggiungere sentieri ancora inesplorati, in una fusione di danza, luci, musiche, costumi e proiezioni.
Come per ogni produzione MOMIX, non si sa mai cosa potrà venirne fuori. Il pubblico sarà coinvolto in un viaggio magico, misterioso, divertente, eccentrico… E come Alice che cade nella tana del coniglio e sperimenta infinite trasformazioni, così accadrà anche a voi!
Vedo Alice come un invito alla creazione, a fantasticare, a sovvertire la nostra percezione del mondo, ad aprirsi all’impossibile. Il palcoscenico è il mio narghilè, il mio fungo, la mia tana del coniglio.  

-Moses Pendleton

Durata: 120 minuti - 20 minuti di intervallo

DAL 15 AL 27 NOVEMBRE 2022
QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO

di Dale Wasserman

dall'omonimo romanzo di Ken Kesey

traduzione di Giovanni Lombardo Radice

adattamento di Maurizio de Giovanni

con Daniele Russo e cast in via di definizione

uno spettacolo di Alessandro Gassmann

Qualcuno volò sul nido del cuculo è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano. Narra, attraverso gli occhi di Randle McMurphy, uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera, la vita dei pazienti di un manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman ne realizzò, per Broadway, un adattamento scenico, che costituì la base della sceneggiatura dell'omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson e entrato di diritto nella storia del cinema. Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni, che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l'avvicina a noi, cronologicamente e geograficamente. Randle McMurphy diventa Dario Danise e la sua storia e quella dei suoi compagni si trasferiscono nel 1982, nell'Ospedale psichiatrico di Aversa. Alessandro Gassmann, dirigendo un cast eccezionale, da vita ad un allestimento personalissimo, elegante, contemporaneo, il cui risultato è uno spettacolo appassionato, commovente e divertente, imperdibile, per la sua estetica dirompente e per la sua forte carica emotiva e sociale.  

“Un testo che è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e Potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell'uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e che fa riflettere”.

-Alessandro Gassmann
 

Durata: 160 minuti


LUNEDI' 5 DICEMBRE 2022
NOEMI IN DOOR TOUR 2022
TEATRO BELLINI NAPOLI
PLATEA € 55.00 / PALCHI I/II/III PIANO € 45.00 / PALCHI IV / V PIANO CENTRALI € 35.00/ PALCHI IV /V LATERALI - PALCHI VI PIANO € 25.00

DAL 20 DICEMBRE AL 15 GENNAIO 2023

DON JUAN IN SOHO

di Patrick Marber

ispirato al Don Giovanni di Molière

uno spettacolo di Gabriele Russo

con Daniele Russo, Alfonso Postiglione, Mauro Marino

scene Roberto Crea
costumi Chiara Aversano
disegno luci Salvatore Palladino

Don Giovanni a Soho è un adattamento del Dom Juan ou Le Festin de pierre di Molière (Don Giovanni o il convitato di pietra) che l’autore britannico, nominato all’Oscar per miglior sceneggiatura non originale nel 2006, Patrick Marber ha realizzato in quello stesso anno per poi rimaneggiare dieci anni dopo e portare in scena nel 2016 al Wyndham's Theatre di Londra. Caratteristica principale dei lavori di Marber è quella di innestare con grande disinvoltura il linguaggio comico-cabarettistico in strutture e personaggi mutuati da testi più o meno classici. È il caso di Don Giovanni a Soho, in cui il britannico rispettando la struttura del Don Giovanni di Moliere, o per meglio dire, ritagliandone il calco, lo trasferisce nella realtà della Londra di oggi e di un preciso e assai noto quartiere del West End: Soho, la zona a luci rosse!
Quinta scenica naturale, Soho, fa da sfondo alle vicende di DJ, il nostro Don Giovanni, che incarnando molti degli archetipi del maschio contemporaneo medio, un fascinoso antieroe, una figura moralmente deprecabile e ambigua, finisce però col risultare straordinariamente unico nella sua potente radicalità, nel suo essere estremo, punk.
In sintesi attualità e forza di un personaggio, che trova la forza di vivere fino in fondo ciò che gli altri recitano male. Vale a dire, che molti oggi nella società del divismo di massa e dell’ostentazione a ogni costo, vogliono essere Don Giovanni, ma solo pochi, riescono ad esserlo veramente e pochissimi ne accettano fino in fondo le conseguenze

“Credo che la lettura di questo Don Giovanni non si inscriva nella tradizione delle riletture di questo testo, da Molière, a Mozart a Tirso de Molina... non è questa la pista, non è questo il filo interpretativo. Piuttosto è nella figura intrinseca di un tipo come Don Giovanni, oggi, che sento un abbrivio alla nostra epoca. È la sua identità nel presente che lo fa essere contemporaneo e da cancellare?”

-Gabriele Russo

Durata: 80 minuti 

DAL 17 AL 22 GENNAIO 2023
THANKS FOR VASELINA

uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo

in coproduzione con Marche Teatro

drammaturgia Gabriele Di Luca

regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

con Gabriele Di Luca (Fil), Massimiliano Setti (Charlie), Beatrice Schiros (Lucia), Pier Luigi Pasino (Annalisa), attrice da definire (Wanda)

musiche originali Massimiliano Setti

Sebbene siano passati 10 anni dal suo debutto, Thanks for Vaselina resta lo spettacolo cult di Carrozzeria Orfeo. Con il suo raccontare la storia di esseri umani sconfitti, abbattuti, lasciati in un angolo dal mondo che prima li ha illusi, sfruttati e poi tragicamente derisi, Thanks for Vaselina rimane, con profonda attualità, il controcanto degli “ultimi” e degli esclusi dal mondo del successo e del benessere.

Durata: 90 minuti

DAL 24 AL 29 GENNAIO 2023

COME DIVENTARE DIVI
Un trittico. I greci, Dante, Baudelaire

di Giuseppe Montesano

con Toni Servillo  

Torna dopo lo straordinario successo di Elvira, che ha emozionato pubblico e critica, Toni Servillo al Teatro Bellini. Qui diretto da Giuseppe Montesano, Servillo esplorerà la questione della divinità e dell’essere divo attraverso lo sguardo degli antichi e dei moderni, in un percorso che partirà dai greci per giungere fino a Baudelaire, passando per i celebri versi di Dante.


DAL 31 GENNAIO AL 5 FEBBRAIO 2023
LA TEMPESTA

di William Shakespeare
traduzione e adattamento Alessandro Serra
con Fabio Barone (Ferdinando), Andrea Castellano (Nostromo/Spirito), Vincenzo Del Prete (Stefano), Massimiliano Donato (Alonso), Paolo Madonna (Sebastiano), Jared McNeill (Caliban), Chiara Michelini (Ariel), Maria Irene Minelli (Miranda), Valerio Pietrovita (Antonio), Massimiliano Poli (Trinculo), Marco Sgrosso (Prospero), Bruno Stori (Gonzalo)

regia, scene, luci, suoni, costumi Alessandro Serra

Nella Tempesta tutti cercano di usurpare, consolidare o innalzare il proprio potere. Prospero trascura il governo, cioè gestisce male il potere, e subito suo fratello, il suo stesso sangue, trama contro di lui insieme al re di Napoli e lo condanna a una morte per acqua. Gonzalo lo salva, fornendogli segretamente la fonte di un potere ben più grande di quello politico: la magia. Ma chi è sradicato non può che sradicare, dice Simone Weil, e così non appena giunto sull’isola, Prospero usa il suo potere magico per sottrarla a Caliban, che prima adotta come figlio e poi trasforma in schiavo. Lo stesso farà con Ariel: lo libera dalla schiavitù ma lo condanna a servirlo per dodici anni. Persino il suo atteggiamento nei confronti di Ferdinando e Miranda è dettato da un mero interesse dinastico. Anche nella Tempesta, come in tutti i romances, c’è il tema dell’unione di due regni.
Non appena mettono piede sull’isola Antonio convince Sebastiano a uccidere suo fratello per divenire re di Napoli. Solo Gonzalo, in un mirabile monologo scritto da Shakespeare con le parole di Montaigne, vaneggia di una società ideale senza violenza in cui ogni bene sia in comune, senza alcuna sovranità, in simbiosi con la natura. Ed è proprio di fronte alla natura che nella prima scena si ribaltano le gerarchie: in un mare in tempesta comanda il Nostromo, non il re, perché “Che gliene importa ai cavalloni del titolo di re!”  
Ma in realtà chi comanda davvero è la natura, e quando la natura decide di riprendersi il suo spazio i marinai non possono che intonare il loro saggio requiem: È tutto inutile, preghiamo! Siamo fottuti!
Tutti sono sul punto di morire annegati, ma in realtà non muore nessuno, è più un’immersione battesimale, un’iniziazione nel proprio labirinto interiore al termine della quale, dice Gonzalo, “noi tutti ritrovammo noi stessi quando nessuno era più padrone di sé”. Nella tempesta il sovrannaturale si inchina al servizio dell’uomo, Prospero è del tutto privo di trascendenza, eppure con la sua “rozza magia” imprigiona gli spiriti della natura, scatena la tempesta, e resuscita i morti. Ma sarà Ariel, uno spirito dell’aria, ad insegnargli la forza della compassione e del perdono. “Lo credi davvero, spirito? Io sì, se fossi umano”.
Su quest’isola-palcoscenico tutti chiedono perdono e tutti si pentono ad eccezione di Antonio e Sebastiano, non a caso gli unici immuni alla bellezza e allo stato di estasi che pervade gli altri. Il fatto che Prospero rinunci alla vendetta proprio quando i suoi nemici sono distesi ai suoi piedi, ecco questo è il suo vero innalzamento spirituale, il soprannaturale arriva quando Prospero vi rinuncia, rinuncia a usarlo come arma.
Ma il potere supremo, pare dirci Shakespeare, è il potere del Teatro. La tempesta è un inno al teatro fatto con il “teatro” la cui forza magica risiede proprio in questa possibilità unica e irripetibile di accedere a dimensioni metafisiche attraverso la cialtroneria di una compagnia di comici che calpestano quattro assi di legno, con pochi oggetti e un mucchietto di costumi rattoppati. Qui risiede il suo fascino ancestrale, nel fatto cioè che tutto avviene di fronte ai nostri occhi, che tutto è vero pur essendo così smaccatamente simulato, ma soprattutto che quella forza sovrumana si manifesta solo a condizione che ci sia un pubblico disposto ad ascoltare e a vedere, a immaginare, a condividere il silenzio per creare il rito. L’uomo avrà sempre nostalgia del teatro perché è rimasto l’unico luogo in cui gli esseri umani possono esercitare il proprio diritto all’atto magico.
 

Durata: 105 minuti


DAL 7 AL 12 FEBBRAIO 2023

MOBY DICK ALLA PROVA

di Orson Welles
adattato dal romanzo di Herman Melville (prevalentemente in versi sciolti)
traduzione Cristina Viti

uno spettacolo di Elio De Capitani

costumi Ferdinando Bruni
musiche dal vivo Mario Arcari, direzione del coro Francesca Breschi
maschere Marco Bonadei, luci Michele Ceglia, suono Gianfranco Turco

con Elio De Capitani
e Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Massimo Somaglino, Michele Costabile, Giulia Viana, Vincenzo Zampa, Mario Arcari

Moby Dick alla prova, scritto da Orson Welles e inedito in Italia, è lo spettacolo a cui Elio De Capitani ha lavorato nel corso dell’inverno del 2020/21. Un grande esempio di metateatro che solca due mari in cerca di bianco cetaceo, mentre all’orizzonte si prospetta già una tempesta che nulla ha da invidiare a quella che colpisce il povero vecchio Lear. In scena, un gioco crudele di potere e vendetta, in cui luci plumbee ed echi acquatici rimbalzano su atmosfere invase dal fragore delle onde, dai colori del temporale e dalla potenza delle tenebre, mentre gli attori portano in teatro questo oceanico romanzo, colossale ed intimista al tempo stesso.

Durata: 140 minuti

DAL 24 FEBBRAIO AL 5 MARZO 2023
ASPETTANDO GODOT

di Samuel Beckett
regia, scene e costumi Theodoros Terzopoulos
con Paolo Musio, Stefano Randisi, Enzo Vetrano
musiche Panayiotis Velianitis
produzione ERT / Teatro Nazionale | Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini

Quali sono le condizioni minime perché una vita valga la pena di essere vissuta?
Aspettando Godot è ambientato sulle rovine del mondo, in un futuro più o meno prossimo, in cui ogni ferita è acuita. È un viaggio verso il tentativo di coesistere con il prossimo e con l’altro che è in noi.
L’umanità può emanciparsi senza abbattere i muri tra dentro e fuori?



DAL 7 AL 12 MARZO 2022

SLAVA’S SNOWSHOW

creato e messo in scena da SLAVA

tournée italiana organizzata da ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna

in collaborazione con SLAVA e Gwenael Allan

Torna SLAVA’S SNOWSHOW al Teatro Bellini e con lui coriandoli, ragnatele, nebbia, palloni colorati e clown. Un viaggio magico, una festa continua che alterna gag esilaranti a liricità malinconica. Un teatro che nasce dai sogni e dalle fiabe e che ci spinge a sognare a nostra volta, come dice lo stesso Slava. Un evento imperdibile, per ritornare bambini e lasciarsi rapire dal sogno e delle emozioni.

Durata: 115 minuti



DAL 14 AL 19 MARZO 2023

PROMENADE DE SANTÉ
Passeggiata di salute

di Nicolas Bedos
traduzione di Monica Capuani

con Filippo Timi, Lucia Mascino

scene e luci Lucio Diana
costumi Stefania Cempini
musiche originali Valerio Camporini Faggioni
direttore di scena Mauro Marasà
luci Michele Stura
fonico Jacopo Pace
realizzazione costumi sartoria Teatro delle Muse
realizzazione scene Spazio Scenico

regia Giuseppe Piccioni

produzione MARCHE TEATRO


Ascolto solo canzoni. Perché dicono la verità. Più sono stupide e più sono vere. E poi non sono stupide…” - La signora della porta accanto, Francois Truffaut.

Torna in scena la coppia Timi-Masciano, per il debutto a teatro del regista Giuseppe Piccioni, con Promenade de santé (Passeggiata di salute) di Nicolas Bedos un testo complesso, pieno di insidie e di possibili chiavi di lettura, come ci spiega lo stesso regista. Concavo e convesso, chiuso ma abbastanza aperto, il testo di Bedos si presta ad una rappresentazione personale, l’ideale per uno come Piccioni che ama lavorare con gli attori e vede nel loro esprimersi e confrontarsi il cuore della propria ricerca. Una storia d’amore che racconta il “contagio amoroso”, una malattia necessaria, che da sempre ostinatamente si cerca di rinnovare, nonostante controindicazioni e conseguenze, sempre incapaci di giungere ad una immunità che ci ponga definitivamente al riparo dalle inevitabili sofferenze. Perché parlare d'amore in tempi come questi? Perché come in un qualsiasi film di Traffaut ad un certo punto bisognerebbe lasciar perdere le notizie e ascoltare solo canzoni “perché dicono la verità. Più sono stupide e più sono vere. E poi non sono stupide...”, eh no! Perché le canzoni parlano sempre d’amore e “senza amore non siamo niente”.
“Non volevamo fare semplicemente uno spettacolo. C’era l’urgenza e la responsabilità di tornare a fare qualcosa [...] in modo non rituale, di assecondare quella nuova energia e di trasferirla sulla scena.”

-Giuseppe Piccioni
 

Durata: 75 minuti



DAL 22 AL 26 MARZO 2023
LA MIA VITA RACCONTATA MALE 

da Francesco Piccolo

con Claudio Bisio
e i musicisti Marco Bianchi e Pietro Guarracino

musiche Paolo Silvestri
scene e costumi Guido Fiorato

luci Aldo Mantovani
regia Giorgio Gallione

produzione Teatro Nazionale di Genova

Un po’ romanzo di formazione, un po’ biografia divertita e pensosa, un po’ catalogo degli inciampi e dell'allegria del vivere, La mia vita raccontata male ci segnala che se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all'indietro la strada è ben segnalata da una scia di scelte, intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli, spesso tragicomici o paradossali. Attingendo dall'enorme e variegato patrimonio letterario di Francesco Piccolo, lo spettacolo si dipana in una eccentrica sequenza di racconti e situazioni che inesorabilmente e bizzarramente costruiscono una vita che si specchia in quella di tutti. Dalla prima fidanzata alle gemelle Kessler, dai mondiali di calcio all'impegno politico, dall'educazione sentimentale alla famiglia o alla paternità, dall'Italia spensierata di ieri a quella sbalestrata di oggi, fino alle scelte professionali e artistiche che inciampano in Bertolt Brecht o si intrecciano con Mara Venier, lo spettacolo, montato in un continuo perfido e divertentissimo ping-pong tra vita pubblica e privata, reale e romanzata, racconta "male", in musica e parole, tutto ciò che per scelta o per caso concorre a fare di noi quello che siamo.
Perché la vita, sembra dirci questo viaggio agrodolce nella vita del protagonista, forse non è esattamente quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda. E che spesso non si vive la vita come vuoi tu, ma come vuole lei. Lo spettacolo è perciò anche una indiretta riflessione sull’arte del narrare, su come il tempo modifica e trasfigura gli accadimenti, giocando spesso a idealizzare il passato, cancellando i brutti ricordi e magnificando quelli belli, reinventando così il reale nell’ordine magico del racconto. Ma, ha scritto Gabriel Garcia Marquez, le bugie dei bambini non sono altro che i segni di un grande talento di narratore. In questa tessitura variegata e sorprendente si muove Claudio Bisio accompagnato da due musicisti d’eccezione, per costruire una partitura emozionante, spesso profonda ma pure giocosamente superficiale, personale, ideale, civile ed etica.

“Ci sono due tipi di storie che si possono raccontare: quelle che fanno sentire migliori e quelle che fanno sentire peggiori, ma quello che ho capito è che alla fine ognuno di noi è fatto di un equilibrio finissimo di tutte le cose, belle o brutte; e ho imparato che, come i bastoncini dello shangai – se tirassi via la cosa che meno mi piace della vita, se ne verrebbe via per sempre anche quella che mi piace di più.”

-Francesco Piccolo



DAL 29 MARZO AL 3 APRILE 2023
PIECES OF WOMAN

Regia di Kornél Mundruczó

Testo adattato da Kata Wéber
Assistente alla sceneggiatura Soma Boronkay

Scenografia e costumi Monika Pormale
Musiche Asher Goldschmidt
Direttore luci Paulina Góral

con Dobromir Dymecki, Monika Frajczyk, Magdalena Kuta, Sebastian Pawlak, Marta Ścisłowicz, Justyna Wasilewska, Agnieszka Żulewska

Un dramma familiare, dal carattere marcatamente femminista, ambientato nella Varsavia di nostri giorni. Alimentato dalla forza e dalla determinazione di forti personaggi femminili, Pieces of a Woman usa una riunione di famiglia come pretesto per mettere analizzare al microscopio i problemi e i conflitti interni della società polacca.
Maja, protagonista trentenne di questa storia è alle prese con una tragedia personale e per rimettersi in carreggiata, dovrà mettere in discussione la sua vecchia vita e ricostruire da zero i rapporti con la sua famiglia. Pieces of a Woman è un quadro evocativo della donna moderna e della sua lotta per la conquista dell’inalienabile diritto a decidere della propria vita. Kornél Mundruczó, regista, e Kata Weber, autore della sceneggiatura, tratteggiano ogni personaggio con grande empatia e senza giudizi. Impiegando mezzi espressivi di gusto cinematografico, lo spettacolo polacco affascina gli spettatori con una narrazione intima, data dal realismo dei dettagli e dalla tenerezza delle creazioni degli attori. Pieces of a Woman è il secondo spettacolo, dopo The Bat (2012), di Kornél Mundruczó ad essere prodotto in Polonia dal TR Warszawa. Entrambi gli spettacoli hanno ottenuto il riconoscimento del pubblico polacco e internazionale.

"Il cammino intrapreso da Maja è il cammino di tutte le donne. Maya sperimenta ciò che tutte le donne sperimentano quando i loro desideri vengono schiacciati. Schiacciate dal dolore fino al momento in cui finalmente riescono a dispiegarsi e aprirsi ad una vita di maggiore consapevolezza, profondità e gioia, ovviamente. La combinazione di queste relazioni femminili mostrate nel nostro spettacolo sono autentiche e contengono amore, rabbia, delusione e guarigione, tutti aspetti oggi associati all'intimità".

-Kornél Mundruczó

DAL 25 AL 30 APRILE 2023

FAMILIE FLOZ FESTE

Una produzione di Familie Flöz
in coproduzione con Theaterhaus Stuttgart, Theater Duisburg, Theater Lessing Wolfenbüttel
con il supporto del Hauptkulturfonds

un opera di Andres Angulo, Björn Leese, Hajo Schüler, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerkerk, Michael Vogel

con Andres Angulo, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerkerk

regia Michael Vogel
aiuto regia Bjoern Leese

maschere Hajo Schüler
set Felix Nolze, Rotes Pferd

In una maestosa villa sul mare, tutto è pronto per la celebrazione di un matrimonio e della conseguente festa. Dietro la villa, si nasconde un cortile, sporco e caotico, dove il personale lavora senza sosta per cucinare, preparare, sorvegliare, pulire, ordinare. 

In un poetico equilibrio fra tragedia e comicità, gli adorabili personaggi di FESTE fanno del loro meglio per assicurare l'approvvigionamento e il perfetto funzionamento della magnifica casa sul mare. Condannati però a rimanere fra i deboli e i vinti, lottano per la loro dignità e il rispetto da parte dei ricchi padroni. 

Ma improvvisamente il mare scompare, lasciando solo un deserto di sabbia e pietra. Per un momento, tutto si ferma. La musica, tuttavia, suona ancora e ancora più forte, perché la celebrazione dell'amore deve continuare con tutti i mezzi. FESTE è una favola per adulti senza parole. Una storia tragicomica sul perseguimento della felicità individuale, dietro la quale c'è di più. Come negli angeli di Klee, le maschere testimoniano con la loro silenziosa immobilità l'impetuosa follia del progresso.

"Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine cresce davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo progresso, è questa tempesta." 


-Walter Benjamin

Familie Flöz fa teatro servendosi di mezzi che vengono “prima” del linguaggio parlato. Ogni conflitto si manifesta prima di tutto nel corpo.
Il conflitto corporeo è l'origine di ogni situazione drammatica. Tutte le pièce teatrali hanno origine da un processo creativo-collettivo, nel quale tutti gli interpreti fungono anche da autori di figure e di situazioni. Nel corso di svariate improvvisazioni, il gruppo individua un tema, raccoglie materiale drammatico e ne discute ancora molto a lungo, prima di mettere in gioco le maschere.
Similmente a un testo, una maschera porta con sé non solo una forma, ma anche un contenuto. Il processo di sviluppo di una maschera, che va dalla sperimentazione sul palco, fino alla simbiosi attore/maschera è determinante per il risultato.
Il paradosso fondamentale della maschera, cioè il fatto di celare un viso animato dietro una forma statica e con essa di creare figure viventi, costituisce per l’attore una vera e propria sfida da raccogliere. E non solo per lui. La maschera prende vita innanzitutto nell'immaginazione dello spettatore, il quale in questo modo ne diventa, in una certa misura, anche il creatore.
Ricettivi anche verso le reazioni degli spettatori, con uno sguardo critico sempre rivolto al proprio lavoro, tutte le produzioni Flöz vengono spesso modificate nel corso del tempo, sviluppando così la loro pienezza e intensità. 

Durata: 90 minuti

DAL 2 AL 14 MAGGIO 2023
L'UOMO PIU' CRUDELE DEL MONDO

testo e regia Davide Sacco

con Lino Guanciale, Francesco Montanari

scene Luigi Sacco
luci Andrea Pistoia
organizzazione Ilaria Ceci

produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, LVF, Teatro Manini di Narni

L’uomo più crudele del mondo, Paolo Veres, è seduto alla sua scrivania in una stanza spoglia di un capannone abbandonato. Davanti a lui un giovane giornalista di una testata locale è stato scelto per intervistarlo. La chiacchierata prende subito una strana piega e in un susseguirsi di serrati dialoghi emergeranno le personalità dei due personaggi e il loro passato, fino a un finale che ribalterà ogni prospettiva.

Durata: 60 minuti



DAL 16 AL 28 MAGGIO 2023
SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE

di Luigi Pirandello

con Valerio Binasco e cast in via di definizione

regia Valerio Binasco

coproduzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale | Teatro Nazionale di Genova | Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

Un classico del teatro di Luigi Pirandello che, ancora oggi, riesce a riproporre il valore e la tensione che attraversano i poli di un palcoscenico: parole e regia, interpretazione e vita reale. Nella storia, apparentemente scontata, di questa famiglia spezzata, Binasco ritrova gli elementi che caratterizzano la propria poetica: i fili sottili che regolano i rapporti umani e le loro fragilità, la ricerca della vera sostanza dell’essere umano e la forza di quella sfida attoriale che mira a restituirci l’essenza più intima della nostra collettività. Arte e vita, umanità e maschere, compongono qui il centro di una crisi, che investe il concetto stesso di identità e, allo stesso tempo, rivela la debolezza di un’industria culturale sempre più legata al denaro.