Teatro Diana




TEATRO DIANA Via Luca Giordano , 64 Tel: 0815567527


DAL 12  AL 29 OTTOBRE

GINO RIVIECCIO in " CAVALLI DI RITORNO "

di G. RIVIECCIO , R. CASSINI , G. VERDE

Regia GINO RIVIECCIO

Cosa accadrebbe se a un attore venisse rubata la sua identità?  E come vi comportereste se il delinquente entrando nella vostra privacy si vantasse di avervi incastrato e vi obbligasse a fare quello che lui vuole? E’ quello che succede in teatro a Gino Rivieccio  la cui vita viene presa di mira  on line da un  fan che si impadronisce  dei suoi dati e del suo profilo per sbeffeggiarlo e ricattarlo davanti agli occhi di tutti. E il nostro protagonista  non può neppure ribellarsi, perché altrimenti il ladro minaccia di farlo sparire dal web e  da tutto quello che si può gestire attraverso la rete: ovverossia  l’universo. Sono questi ed altri ancora gli ingredienti del nuovo spettacolo di Gino Rivieccio scritto dalla coppia Riccardo Cassini e Gustavo Verde con la collaborazione di Gianni Puca e dello stesso Rivieccio che ne firma anche la regia. Insomma dopo i cavalli di razza, i cavalli dei pantaloni, i cavalli di Troia e i cavalli di battaglia è il momento di ridere e divertirsi con i “ Cavalli di ritorno”.

PREZZI :

MARTEDI' - MERCOLEDI' - GIOVEDI'  POLTRONA € 28.00 - POLTRONCINA € 20.00 - GALLERIA € 17.00

VENERDI' - SABATO - DOMENICA POLTRONA € 33.00 - POLTRONCINA € 28.00 - GALLERIA € 22.00


DAL 15 NOVEMBRE AL 3 DICEMBRE

VINCENZO SALEMME in " UNA FESTA ESAGERATA"

scritto diretto e interpretato da VINCENZO SALEMME

con

NICOLA ACUNZO  VINCENZO BORRINO
ANTONELLA CIOLI  SERGIO D'AURIA
TERESA DEL VECCHIO  ANTONIO GUERRIERO
GIOVANNI RIBO'  MIREA FLAVIA STELLATO

"Una festa esagerata!" nasce da un'idea che avevo in mente da tempo, uno spunto che mi permettesse di raccontare in chiave realistica e divertente il lato oscuro e grottesco dell'animo umano. Non dell'umanità intera ovviamente, ma di quella grande melassa/massa dalla quale provengo, quel blocco sociale che in Italia viene definito "piccola borghesia". Volevo parlare delle cosiddette persone normali, di coloro che vivono nascondendosi dietro lo scudo delle convenzioni, coloro che vivono le relazioni sociali usando il codice dell'ipocrisia come unica strada per la sopravvivenza. Sopravvivenza alle "chiacchiere", alle "voci", ai sussurri pettegoli e sospettosi dei vicini. E sì, perché io vedo la nostra enorme piccola borghesia come un grande condominio, fatto di vicini che si prestano lo zucchero, il termometro e si scambiano i saluti ma che, al contempo, sono pronti a tradirsi, abbandonarsi e, in qualche caso estremo, anche a condannarsi a vicenda.

Non è la prima volta che questo ventre antico del nostro paese viene messo in commedia ma l'idea dalla quale parto mi sembra molto efficace in questo momento storico fatto di conflitti internazionali, guerre di religione e odi razziali. La barbarie, temo, nasconda sempre dietro un alibi. Ognuno trova sempre una buona ragione per odiare l'altro. Ma quel che temo ancora di più é l'odio che si nasconde dietro il velo sorridente della nostra educazione. Temo il buio del nostro animo spaventato. Temo la viltà dettata dalla paura. Temo il sonno della ragione. Spero che questa commedia strappi risate e sproni al dialogo. Un dialogo tra persone. Che si rispettano e, seppure con qualche sforzo, provino a volersi bene.

PREZZI :

MARTEDI' - MERCOLEDI' - GIOVEDI'  POLTRONA € 35.00 - POLTRONCINA € 28.00 - GALLERIA € 23.00

VENERDI' - SABATO - DOMENICA POLTRONA € 40.00 - POLTRONCINA € 35.00 - GALLERIA € 30.00


DAL 31 OTTOBRE AL 12 NOVEMBRE 

MASSIMO RANIERI in "MALIA"

Enrico Rava tromba e filicorno
Stefano Di Battista sax alto e sax soprano
pianoforte Rita Marcotulli
Riccardo Fioravanti contrabbasso
Stefano Bagnoli batteria

Il termine Malìa significa magia, incantesimo, fascino, seduzione ed è presente nel testo di Te Voglio Bene Tanto Tanto uno dei brani più noti del celebre cantante. 

Massimo Ranieri ha coinvolto nel progetto, che ha inaugurato nel luglio scorso la kermesse di Umbria Jazz,  cinque grandi musicisti: Enrico Rava (tromba e flicorno), Stefano Di Battista (sax alto e sax soprano), Rita Marcotulli (pianoforte), Riccardo Fioravanti (contrabbasso) e Stefano Bagnoli (batteria).  

Il progetto è un viaggio verso un incantesimo; una sorprendente avventura musicale in un tempo magico delle canzoni napoletane, quando, tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, quelle melodie già universali si riempirono improvvisamente di estate e di erotismo, di notti e di lune. Si vestirono di un fascino elegante e internazionale per merito dei tanti interpreti di quelle melodie. È l’inconfondibile Napoli “caprese” che diventò in un baleno attraente, seducente, prestigiosa e sexy come una stella del cinema. Una Napoli che cantava e incantava che è diventata una immortale Malìa, come suggerisce una parola nascosta tra i testi delle canzoni. 

PREZZI : POLTRONA € 50.00 - POLTRONCINA € 38.00 - GALLERIA € 28.00


LUNEDI' 4 DICEMBRE  EUGENIO BENNATO " Da che e'  sud è sud"

Eugenio Bennato, grande ricercatore della canzone popolare, porta sul palcoscenico dei teatri italiani, una nuova visione della creatività artistica legata alla musica tradizionale, allargando il senso della musica etnica italiana ad un orizzonte più mediterraneo. Nel suo lungo percorso per le strade del mondo, iniziato con la creazione della Nuova Compagnia di Canto Popolare, ha raccolto le storie degli umili, dei sconfitti e degli uomini contro, cercando quel filo comune che lega le tradizioni popolari al di là delle etnie, creando il suo stile nella musica contaminata da suoni e contenuti che vanno oltre ogni frontiera. Questi sono gli elementi che presenterà nel suo spettacolo teatrale, dove, nel ruolo centrale, resta l’energia della taranta che dall’ arcaica favola popolare irrompe nella realtà contemporanea e conquista straordinarie platee di nuova generazione. In questo nuovo spettacolo, insieme a parte di quel ricco repertorio costruito nella sua carriera e assolutamente imprescindibile, presenterà anche il suo nuovo progetto discografico. Verrà infatti pubblicato in autunno, un nuovo album di Eugenio Bennato che avrà lo stesso titolo del tour teatrale, “Da che sud è sud”, sarà pubblicato a ottobre e avrà un percorso parallelo al tour, proprio per legare sinergicamente la scrittura musicale e la sua rappresentazione live.

PREZZI  : POLTRONA € 50.00 - POLTRONCINA € 38.00 - GALLERIA € 28.00 


DAL 6  AL 17 DICEMBRE

LAURA MORANTE in "LA LOCANDIERA B&B"

di EDUARDO ERBA  Regia ROBERTO ANDO'

con LAURA MORANTE

e con (in o.a.)
Giulia Andò
Bruno Armando
Eugenia Costantini
Vincenzo Ferrera
Danilo Nigrelli
Roberto Salemi

regia Roberto Andò
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Alessandro Lai

In un’antica villa che sta per essere trasformata in albergo, Mira si ritrova coinvolta in una strana cena organizzata dal marito con ambigui uomini d’affari. Il marito non si è presentato e tocca a lei gestire una serata di cui non capisce clima e finalità. Il suo unico punto di riferimento, il contabile della società, a metà della cena se ne va senza spiegazioni lasciandola in balia degli ospiti. Finché arriva uno sconosciuto che le chiede una stanza per riposare. I due sembrano irresistibilmente attratti e Mira si appoggia a lui per affrontare una situazione al limite del lecito, mentre via via si aprono squarci inquietanti sulle attività del marito assente. Col procedere della notte, il gioco si fa sempre più pericoloso e ineluttabile. Ma che parte ha Mira? Davvero è così ingenua e sprovveduta come ci ha lasciato credere ?


DAL 19 DICEMBRE AL 7 GENNAIO 

BIAGIO IZZO in " DI' CHE TI MANDA PICONE "

con la partecipazione di ROCIO MUNOZ MORALES

una commedia in due atti scritta da LUCIO AIELLO

In omaggio alla memoria di Elvio Porta

Regia di Enrico Maria Lamanna
Scenografie di Luigi Ferrigno

In realtà è il figlio del compianto Pasquale Picone “martire del lavoro” che preferì darsi fuoco nella sala consiliare del comune di Napoli piuttosto che “accettare i soprusi del potere” quando fu licenziato dall’Italsider. Una sorta di “eroe popolare” riconosciuto da tutti per la sua, postuma, integrità morale.

Ed è la sua condizione di “figlio di” che lo rende interessante agli occhi di un politico senza scrupoli, il Senatore Fernando Cafiero Palma, e dei suoi complici che vuole coinvolgerlo in una speculazione immobiliare che prevede lo sgombero di alcuni palazzi attualmente occupati da un orfanotrofio, una casa di riposo per anziani e un istituto per non vedenti.  In pratica vogliono che Antonio si candidi alle prossime elezioni e, una volta eletto, firmi le carte utili a dare il via alla nefasta iniziativa che vuole sostituire le meritorie attività sociali con un mega centro commerciale.

Antonio è fortemente combattuto tra la sua onestà di fondo e il “mondo di privilegi e ricchezza” che il suo insistente cugino Raffaele, collaboratore del senatore, gli descrive  a portata di mano. Sta quasi  per capitolare quando Mara, sua fidanzata “storica”, che ha appena scoperto si essere incinta (Antonio ancora non lo sa), temendo che il suo uomo e futuro padre dei suoi figli possa accettare “la proposta oscena” del politico, con l’aiuto di Nicolino (un quarantenne ospite da sempre dell’orfanotrofio, affetto da ritardo mentale che lo rende ingenuo come un bimbo di 10 anni)  ordisce un piano: Far credere ad Antonio che il fantasma del padre si sia materializzato in casa per esortarlo a rifiutare.

Ed è da questo confronto con l’anima del padre (o è solo un confronto con sé stesso?) che, ben presto, finisce col manifestarsi indipendentemente dai trucchi di Mara e Nicolino che Antonio troverà la forza di crescere ed assumersi le sue responsabilità di uomo e, finalmente, di padre.

In un divertente susseguirsi di colpi di scena e situazioni paradossali, il nostro eroe scoprirà di essere migliore di quanto avrebbe creduto e deciderà di utilizzare l’opportunità offertagli, in malafede, dal senatore per diventare il difensore di quelli che avrebbe dovuto sfrattare per gli interessi di una classe politica sempre più vile e corrotta.


DAL 9  AL 21 GENNAIO

PEPPE , TONI SERVILLO & I SOLIST STRING QUARTET " LA PAROLA CANTA "

Vincenzo Di Donna, violino
Luigi De Maio, violino
Gerardo Morrone, viola
Antonio Di Francia, violoncello

Un concerto, un recital, una festa fatta di musica, poesia e canzoni che celebra Napoli, l'eterna magia della sua tradizione vivente, l'importanza dell'incontro fra le epoche e della più ampia condivisione culturale. In questa speciale occasione Peppe e Toni Servillo, con il prezioso e suggestivo supporto dei Solis String Quartet, canteranno poesie e reciteranno canzoni, facendo rivivere e  rendendo omaggio ad  alcune delle vette più alte della cultura scenica partenopea, fra letteratura, teatro e musica. La parola canta attraversa l'opera di autori classici, da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani, da E. A. Mario a Libero Bovio, fino a voci contemporanee come quelle di Enzo Moscato e Mimmo Borrelli. Un filone inesauribile di fantasia e ricchezza poetica da cui nasce e di cui si nutre la creatività scenica straordinaria di Peppe e Toni Servillo che qui, dopo il successo internazionale dell’eduardiano Le voci di dentro, rinnovano in scena il loro irresistibile sodalizio artistico. “Lo spettacolo – sottolinea Toni Servillo – esprime  un sentito omaggio alla cultura partenopea, rappresentato attraverso la sostanza verbale di poeti, musicisti  e scrittori che di Napoli hanno conosciuto bene la carne e il cuore. Un ritratto in prosa, versi e musica di una città dai mille volti e dalle mille contraddizioni, divisa fra l’estrema vitalità e lo smarrimento più profondo, una città di cui la lingua è il più antico segno, forgiato dal tempo e dalle contaminazioni”.

Affrontando  la sostanza verbale e sonora di poeti, scrittori e compositori, testimoni della città nel passato e nel presente, questo concerto/spettacolo nasce per offrire, attraverso una selezione emblematica, la sintesi di una realtà che, tra pulsioni e pratiche, carne e sangue, rifugge le icone più obsolete della napoletanità, ma che pure accoglie il bisogno perentorio di non rinunciare ad una identità sedimentata da quattro secoli di letteratura.

 “La parola canta – conclude Peppe Servillo –  è una sorta di moderno varietà in cui la lingua nostra viscerale e materna si articola in un canto che è sempre pensiero ed istinto,  gesto e liberazione. La musica dei Solis rilegge la tradizione sottraendola alla custodia ed incarnandola nel presente e  per il presente”


DAL 24 GENNAIO AL 4 FEBBRAIO

LINA SASTRI in APPUNTI DI VIAGGIO BIOGRAFIA IN MUSICA "

Scritto e diretto da LINA SASTRI

ilippo D'Alliochitarra
Gennaro Desiderioviolino
Salvatore Minalepercussioni
Salvatore Piedepalumbofisarmonica e tastiere
Antonello Buonocore, contrabbasso

Lina Sastri porta in scena un racconto libero e inedito della sua vita artistica. Sulla scena nuda dominata dalla scultura di Pulcinella, creazione preziosa del maestro Alessandro Kokocinski, proiezioni e immagini della lunga carriera dell'artista si alternano a brani musicali e teatrali eseguiti dal vivo.

Un viaggio, sempre nuovo, nel teatro, nella musica e nel cinema italiano, attraverso i racconti di vita vissuta, gli incontri indimenticabili  con le grandi personalità artistiche del nostro paese (da Eduardo a Patroni Griffi, da Roberto De Simone ad Armando Pugliese), con i poeti e i drammaturghi, gli autori e i registi come (Nanni Moretti, Nanni Loy, Carlo Lizzani, Woody Allen, Giuseppe Tornatore). Il racconto dell'incontro fatale e improvviso con la musica risveglia ricordi antichi di infanzia: la madre forte e melodiosa, il padre partito per il Sudamerica. Tutto liberamente proposto da Lina Sastri, accompagnata in scena dai suoi valentissimi musicisti capaci sempre di cogliere l'attimo, seguire o anticipare il racconto musicale della sua vita.

I brani musicali vanno da “Madonna de lu Carmine” scritta da Roberto De Simone per lo spettacolo Masaniello, alla “Taranta del Gargano”, da “Canzone Appassionata” a “Bammenella”, da “A vita è comme” ‘o mare” a “Assaje”, scritta proprio per Lina da Pino Daniele per il film Mi manda Picone, da “La Profezia”, canzone del film “Li Chiamarono...Briganti” di Pasquale Squitieri a “Sud scavame 'a fossa”, brano inedito di Pino Daniele cantato a rap, dall'inedito “Edua’”, dedicato a Eduardo De Filippo a “Uocchie c’arraggiunate”, da “Tammurriata nera” a “Amara terra mia” di Domenico Modugno. E ancora, i grandi classici napoletani e moltissimi altri brani che hanno segnato la carriera musicale e teatrale di Lina Sastri, tra cui Reginella, Maruzzella, fino all’indimenticabile Napul’è di Pino Daniele.

Uno spettacolo mai uguale a se stesso che riserva ogni sera piccole sorprese, un dialogo sincero e appassionato con il pubblico che ascolta pensieri, segreti, dolori e gioie di una grande artista. Un taccuino che si riempie ogni sera liberamente, sull'onda dell'emozione, delle parole e della musica. Un dialogo d'amore che rivela dell'artista molto più di quanto un semplice spettacolo possa mostrare. Un viaggio nell'anima che si presenta ogni sera diverso, perché questo è il teatro


DAL 7  AL 18 FEBBRAIO 

PEPPE BARRA , NANDO PAONE , e SERENA ROSSI in DON CHISCIOTTE"

adattamento di MAURIZIODE GIOVANNI regia ALESSANDRO MAGGI

Musiche Patrizio Trampetti

Scene e Costumi Marta Crisolini Malatesta

Pietra miliare del romanzo moderno, il capolavoro della letteratura mondiale di Miguel de Cervantes, “Don Chisciotte”, nella riscrittura di Maurizio De Giovanni, già autore di numerosi racconti e romanzi e padre del commissario Lojacono de “I bastardi di Pizzofalcone”,  va in scena, con gli esplosivi ed eclettici Nando Paone e Peppe Barra nei panni del bizzarro hidalgo spagnolo e del suo fido scudiero Sancho.

Un viaggio inconsueto, ironico e profondo, alla ricerca di una identità posseduta e ogni volta riscoperta nell’immaginario del romantico e nobile principio del bene contro il male, combattuto ad ogni costo, a colpi di duro sarcasmo e disarmante coraggio.

E’ la bizzarra impresa dell’ eroe “senza macchia e senza paura” che, fedele alla sua incontrastata passione per la lettura che lo ha indotto alla follia, si decide a rivivere di persona tutte le gesta eroiche che la letteratura gli ha suggerito. Accompagnato da Sancho, concreto e pragmatico personaggio che egli designa suo compagno di avventure, intraprende un un viaggio di passione e idealismo in cui utopia e realtà rappresentano i confini di un mondo tragico e comico al tempo stesso, grottesco, folle e appassionato.

Nel caotico, dolorante, esilarante e fecondo scenario di un secondo dopoguerra, immaginato dalla penna di De Giovanni, i personaggi muovono i loro passi, riflettono sulle proprie realtà, si configurano come presenze salvifiche di un incontrastato mondo marcio, in un gioco di  immaginazione e roboante creatività.

Con la regia di Alessandro Maggi, di forte visione evocativa e ricca di suggestioni, lo spettacolo si propone come una sottile inchiesta che conduce acutamente ad una riflessione su sé stessi e sul mondo tout court, attraversato, ieri come domani, da perenni e universali controversie che, in ogni 


DAL 21 FEBBRAIO AL 4 MARZO

CARLO BUCCIROSSO i " IL POMO DELLA DISCORDIA"

Doveva essere un giorno felice, si celebravano le nozze della dea del mare con un uomo bellissimo, e tutti gli dei erano venuti a festeggiare gli sposi, portando loro dei doni!...

La sala del banchetto splendeva di mille luci e sulla tavola brillavano carafe e coppe preziose, colme di nettare ed ambrosia, e tutti gli invitati erano felici e contenti… solo Eris, dea della discordia, non era stata invitata, ma nel bel mezzo del banchetto, arrivò, lanciò una mela d’oro sul tavolo imbandito e scappò via, creando dissapori e contrasti tra i tutti i presenti.

Tutto ciò, in breve, appartiene alla classica mitologia greca, ma proviamo a trasferirla ai giorni d’oggi, in una normale famiglia benestante, dove l’atmosfera e l’euforia di una festa di compleanno organizzata a sorpresa per Achille, primogenito dei coniugi Tramontano, potrebbe essere turbata non da una mela, non da un frutto, bensì da un pomo, un pomo d’Adamo, o meglio, il pomo di Achille, il festeggiato, ritenuto un po’ troppo sporgente…

E se aggiungiamo che Achille, vivendo un rapporto molto difcile con suo padre Nicola, è continuamente difeso a spada tratta da sua madre, la epica Angela, non essendosi ancora dichiarato gay, e non avendo mai presentato Cristian, il proprio fdanzato, che da anni bazzica in casa spacciandosi per il compagno di sua sorella Francesca… se aggiungiamo poi che alla festa sarà presente anche Sara, prima ed unica famma al femminile della sua tormentata adolescenza, Manuel estroso trasformista, Marianna garbata psicologa di famiglia, ed  Oscar un bizzarro vicino di casa che non ha mai tenuto nascoste le proprie simpatie nei confronti di Achille… beh, allora possiamo realmente comprendere come a volte la realtà, possa di gran lunga superare le fantasie, anche quelle più remote della antica mitologia... Omero mi perdoni!  


DAL 7 ALL' 11 MARZO

BIAGIO IZZO in " DI' CHE TI MANDA PICONE "

con la partecipazione di ROCIO MUNOZ MORALES

una commedia in due atti scritta da LUCIO AIELLO

In omaggio alla memoria di Elvio Porta

Regia di Enrico Maria Lamanna
Scenografie di Luigi Ferrigno

In realtà è il figlio del compianto Pasquale Picone “martire del lavoro” che preferì darsi fuoco nella sala consiliare del comune di Napoli piuttosto che “accettare i soprusi del potere” quando fu licenziato dall’Italsider. Una sorta di “eroe popolare” riconosciuto da tutti per la sua, postuma, integrità morale.

Ed è la sua condizione di “figlio di” che lo rende interessante agli occhi di un politico senza scrupoli, il Senatore Fernando Cafiero Palma, e dei suoi complici che vuole coinvolgerlo in una speculazione immobiliare che prevede lo sgombero di alcuni palazzi attualmente occupati da un orfanotrofio, una casa di riposo per anziani e un istituto per non vedenti.  In pratica vogliono che Antonio si candidi alle prossime elezioni e, una volta eletto, firmi le carte utili a dare il via alla nefasta iniziativa che vuole sostituire le meritorie attività sociali con un mega centro commerciale.

Antonio è fortemente combattuto tra la sua onestà di fondo e il “mondo di privilegi e ricchezza” che il suo insistente cugino Raffaele, collaboratore del senatore, gli descrive  a portata di mano. Sta quasi  per capitolare quando Mara, sua fidanzata “storica”, che ha appena scoperto si essere incinta (Antonio ancora non lo sa), temendo che il suo uomo e futuro padre dei suoi figli possa accettare “la proposta oscena” del politico, con l’aiuto di Nicolino (un quarantenne ospite da sempre dell’orfanotrofio, affetto da ritardo mentale che lo rende ingenuo come un bimbo di 10 anni)  ordisce un piano: Far credere ad Antonio che il fantasma del padre si sia materializzato in casa per esortarlo a rifiutare.

Ed è da questo confronto con l’anima del padre (o è solo un confronto con sé stesso?) che, ben presto, finisce col manifestarsi indipendentemente dai trucchi di Mara e Nicolino che Antonio troverà la forza di crescere ed assumersi le sue responsabilità di uomo e, finalmente, di padre.

In un divertente susseguirsi di colpi di scena e situazioni paradossali, il nostro eroe scoprirà di essere migliore di quanto avrebbe creduto e deciderà di utilizzare l’opportunità offertagli, in malafede, dal senatore per diventare il difensore di quelli che avrebbe dovuto sfrattare per gli interessi di una classe politica sempre più vile e corrotta.


DAL 14 MARZO AL 1 APRILE

MASSIMO GHINI in " OPERAZIONE SAN GENNARO LA LEGGENDA"

regia MASSIMO GHINI

Ad oltre 40 anni dall’uscita nelle sale cinematografiche italiane, la Best Live propone al pubblico teatrale il capolavoro tratto da Operazione San Gennaro di Dino Risi. Un omaggio alla Napoli degli anni ‘60 in cui le canzoni di Sergio Bruni e del Festival di Napoli fanno da sottofondo al losco piano di alcuni americani di svaligiare il tesoro del Patrono Partenopeo con l’aiuto di una sgangherata banda di malviventi locali capeggiati da Dudù. L’attraente capo clan, è interpretato magistralmente da Massimo Ghini che da non napoletano – come lo stesso Manfredi che fu il protagonista del film – narra con lo stesso sguardo da forestiero, ammaliato e divertito, distaccato e affascinato, la città di Napoli con le sue luci e le sue ombre, la sua ironia, la sua storia e la sua bellezza.


DAL 4  AL 22 APRILE 

FRANCESCO CICCHELLA in " MILLEVOCI TONIGHT SHOW "

regia GIGI PROIETTI 

Un vero show comico-musicale nel quale il camaleontico Artista mostra tutte le sue doti di comico, cantante ed intrattenitore. Il titolo, che strizza l’occhio al celebre varietà televisivo degli anni ’70, è quanto mai emblematico. Le mille voci a cui fa riferimento sono quelle che Cicchella porta sul palco, facendo vivere una moltitudine di personaggi e giocando continuamente con la sua vocalità anche quando veste i panni di se stesso. Sul palco, infatti, oltre alle celebri parodie televisive del comico (Massimo Ranieri, Michael Bublé, Gigi D’Alessio etc.) , che rientrano tra i momenti più esilaranti dello spettacolo, diversi numeri da vero showman, che proiettano il pubblico in un viaggio assolutamente ironico e giocoso attraverso il mondo della musica, condotto in maniera sorniona da Cicchella,  il quale si dimostra capace di impressionare e divertire il pubblico, spiazzandolo continuamente con numeri caratterizzati allo stesso tempo da grande spessore musicale ed artistico, ma anche da devastante forza comica. Il performer fa apprezzare le sue doti canore passando da Stevie Wonder a Pino Daniele, da Michael Jackson ai Maroon 5, da Bruno Mars a Tiziano Ferro, senza mai prendersi troppo sul serio ed offrendo sempre allo spettatore un nuovo punto di vista, originale ed ironico, dal quale partire per giocare con la musica. Cicchella esamina la musica ed i cantanti attraverso la lente del comico, regalando momenti di puro divertimento oltre che performances musicali di classe, in uno show fresco, leggero, sempre godibile e di pregevole fattura.


LUNEDI' 23 ARILE

GIOVANNI ALLEVI  "Equilibrium Tour"

Giovanni Allevi, il prodigio della musica classica contemporanea torna in un emozionante tour accompagnato dagli archi dell'Orchestra Sinfonica Italiana per presentare le nuove composizioni del suo ultimo album "Equilibrium".

Un viaggio emozionale nel profondo dell'anima tenuti per mano dal talento unico dal M° Allevi e dal suo magico pianoforte


DAL 25 APRILE  AL 6 MAGGIO

UMBERTO ORSINI , MASSIMO POPOLIZIO e GIULIANA LOJODICE in "COPENAGHEN"

di MICHAEL FRAYAN regia MAURO AVOGADRO

In un luogo che ricorda un'aula di fisica, immersi in un'atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose successe in un lontano passato, cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi. Sono Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Heisenberg (Popolizio). Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr, il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi. L'asse portante attorno al quale ruota lo spettacolo è dunque il motivo per cui l’allievo andò a Copenaghen a trovare il suo maestro. Essendo Heisenberg a capo del programma nucleare militare tedesco voleva, in nome della vecchia amicizia, offrire a Bohr, che era mezzo ebreo, l'appoggio politico della Gestapo in cambio di qualche segreto? O al contrario essendo mosso da scrupoli morali, anche se tormentato dalle conseguenze che sarebbero potute ricadere sul destino della sua patria martoriata e che lui amava pur non essendo nazista, tentava di rallentare il programma tedesco fornendo a Bohr, che era schierato con gli alleati, informazioni sull'applicazione dei fondamenti teorici della fissione? Su questi presupposti l'autore da vita ad un appassionante groviglio in cui i piani temporali si sovrappongono, dando un valore universale alle questioni poste dai protagonisti. Fatto sta che le diverse ipotesi fatte all'epoca vengono qui enunciate una dopo l'altra e quindi vengono messi in scena diversi incontri tra i due fisici, con diversi andamenti. Viene quindi a tradursi metaforicamente, come struttura portante dell'impianto drammaturgico, quel Principio di Indeterminazione e di Complementarietà pronunciati molte volte nella pièce e così determinanti per l'elaborazione della teoria della relatività ad opera di Einstein. Non è possibile una sola verità oppure una sintesi efficace delle diverse verità perché una verità è semplicemente un punto di vista, il punto di vista di chi l'ha enunciata. Tutto è umano, niente è assoluto. Si possono avere solamente risposte indeterminate e quindi la somma degli scenari possibili è ciò vale anche per quell'incontro tra i due fisici. Il Novecento, così come la vita umana sono fatti di tante zone grigie, di tanto silenzio, ma finché esisterà l'uomo si cercherà sempre, in mezzo al vuoto che ci circonda e alla polvere sollevata, la traccia rarefatta di una particella di chiarezza e di verità che, comunque, ci salverà.

Inutile dire che il grande valore del testo di Frayn, divenuto ormai un classico contemporaneo del teatro, non sarebbe emerso in modo così mirabile senza un trio di attori di grande spessore che sanno mettere la evidenza i diversi piani di lettura e interpretare i personaggi dando risalto alle loro infinite sfaccettature psicologiche.


DAL  9  AL 20 MAGGIO 

LORELLA CUCCARINI e GIAMPIERO INGRASSIA in " NON MI HAI PIU'  DETTO TI AMO"

scritto e diretto da G. PIGNOTTA

La famiglia è ancora il cardine della società e il nostro punto di riferimento assoluto ? Come si stanno evolvendo le nostre famiglie alla luce delle trasformazioni sociali, politiche ed economiche in atto? E' questo il tema attualissimo sul quale nasce e si sviluppa questa ironica e sorprendente "piece" teatrale.
In sintesi si tratta della storia di una famiglia italiana
contemporanea ,costretta ad affrontare un cambiamento traumatico improvviso che, alla fine di un percorso umano difficile ed intenso , si ritroverà completamente trasformata e forse più preparata a sopravvivere. Lorella Cuccarini, al culmine della sua maturazione artistica, accetta la sfida di interpretare straordinariamente il ruolo che le è più congeniale, quello di una madre, Serena, che trova la forza di mettersi in discussione. In seguito ad un imprevedibile, ma forse “salvifico” incidente di percorso infatti, questa super-mamma e moglie perfetta, che porta sulle sue spalle tutta l'organizzazione e la responsabilità della famiglia, capisce che forse questo ruolo non è più funzionale alla sua felicità e con grande coraggio decide di recuperare se stessa e il suo essere donna rimettendo completamente in gioco l'equilibrio su cui poggia l'intera famiglia. Suo marito Giulio (un ineguagliabile Giampiero Ingrassia) inizialmente destabilizzato da questo repentino cambiamento, troverà la forza di reagire, riscoprendo finalmente il suo ruolo di padre e di “genitore” per troppo tempo delegato passivamente alla moglie. Anche i due figli (Tiziana e Matteo), due ragazzi di vent'anni, andranno incontro ad una crisi profonda esattamente come i loro genitori, ma quando tutto sembra portare verso la più amara delle disgregazioni familiari, ognuno riuscirà a trovare delle risorse interiori inaspettate che porteranno la famiglia a ricomporsi con un avvincente finale a sorpresa! La lezione che tutti avremo imparato è che forse oggi la famiglia per sopravvivere ai cambiamenti, deve essere anche lo spazio per l'individuo e non solo per il ruolo (madre, padre, figlio).