Teatro Sannazaro


TEATRO SANNAZARO Via Chiaia , 147 Tel. 0814117


DAL 16 OTTOBRE 
MASANIELLO

di  Elvio Porta   Armando Pugliese regia   Lara Sansone

dcene Francesca Mercurio 
costumi Luisa Gorgi Marchese
produzione Teatro Sannazaro Centro di  Produzione

La scelta di mettere in scena il Masaniello di Armando Pugliese ed Elvio Porta non è  casuale. Questo progetto è perfettamente in linea con quanto proposto nelle passate stagioni, basti pensare alle  Festa di Montevergine e Piedigrotta di Raffaele Viviani, opere corali, prodotte con coraggio dal teatro Sannazaro, con un allestimento totale, pensato per la sala di via Chiaia , annullando i canoni teatrali e per questo riconsiderando gli spazi scenici.
Nel 1974 il “Masaniello” di Porta e Pugliese fu uno spettacolo rivoluzionario che, strutturato in modo particolarissimo, abolì ogni separazione fra protagonisti recitanti e interlocutori spettatori.
I fatti raccontati sono quelli del 7 luglio 1647, quando il popolo napoletano, già esasperato per l’eccessivo carico di tasse applicate dal viceré, insorse in Piazza del Mercato contro l’aumento del prezzo della frutta.
Si tratta di un’opera strutturata in maniera molto complessa, che ha segnato la storia del teatro moderno. Il nostro intento è quella di riprenderla cercando di mantenerne intatti lo spirito e la magia.


DAL 16 NOVEMBRE
SQUALIFICATI

di Pere Riera
regia Luciano Melchionna
traduzione Inés Rodríguez Joan Negrié
con  Stefania Rocca Andrea de Goyzueta Fabrizio Vona
scene Roberto Crea
costumi Milla
musiche Riccardo Regoli
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
in collaborazione con  Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2018
La giornalista più prestigiosa del paese affronta l’intervista più difficile della sua carriera: un faccia a faccia con il Presidente del governo, presumibilmente coinvolto in un crimine aberrante. L’astuto segretario stampa del Presidente farà tutto il possibile per convincere l’intervistatrice a dubitare di se stessa, prima di tutto. Il pubblico riuscirà a conoscere la verità?
“Tener duro e non perdere la calma.” “E neanche la Dignità.” (se possibile) “Questa è la chiave.”
Un gioco raffinato, una partita a scacchi esclusivamente tra re, cavaliere e torre avversaria tra declinazioni di potere, strategie prive di scrupoli e il giudizio calato dall’alto, con chirurgico e amabile cinismo, da parte di chi afferma sia impossibile sporcarsi le mani. Il tutto condito da accuse di molestie, ambiguità, rovesciamento delle dinamiche e dei ruoli, ricatti e amletiche scelte tra carriera e famiglia.
La politica e i mass media a confronto: chi si salverà?
Chi riuscirà a dimostrare o a far credere di essere immacolato?


DAL 23 NOVEMBRE

LA DIVINA SARAH 
dal testo di  John Murrel “Memoir”
regia Marco Carniti 
con Anna Bonaiuto Gianluigi Fogacci
versione francese Eric Emmanuel Schmitt
traduzione italianaGiacomo Bottino
produzione Teatro e Società srl
“Ci sono cinque tipologie di attrici: le cattive, le passabili, le brave, le grandi e poi c’è……. SARAH BERNHARDT”
(Mark Twain)
“LA DIVINA SARAH” è un atto d’amore per una diva immortale. Una donna che con la sua arte e le sue stravaganze ha costruito il primo esempio di divismo della storia dello spettacolo al femminile. Unarivoluzionaria anticonformista che per prima si impose sulla scena mondiale in abiti maschili. Un mito vivente che riscrive il suo tumultuoso percorso di vita sulla pelle del segretario-schiavo, con il quale si instaura un divertente e surreale rapporto sadomasochistico. Una partita a due dove è protagonista il gioco degli attori, grazie al tono ironico rapido e cinico delle battute e al continuo entrare e uscire dalla finzione teatrale. Un testo sarcastico dove il comico e il drammatico di alternano per la costruzione di una grande personalità d’artista. E ne svela l’umano che si nasconde dietro la maschera, la ferita che sta dietro a ogni arte e di cui ogni arte si nutre. Una Sarah Bernhardt messa a nudo. Iconica, grottesca, esasperata e disperata di fronte a quello che per lei non dovrebbe mai arrivare: la parola fine.


DAL 30 NOVEMBRE 
MISERIA E NOBILTA'

dal testo di  Eduardo Scarpetta
regia  Michele Sinisi
scritto con Francesco Maria Asselta
con
Diletta Acquaviva Stefano Braschi  Gianni D’addario  Bruno Ricci  Giulia Eugeni
Francesca Gabucci Ciro Masella  Stefania Medri  Giuditta Mingucci  Donato Paternoster   Michele Sinisi
scene Federico Biancalani 
direzione tecnica  Rossano Siragusano
costumi GdF Studio
assistente ai costumi  Arman Avetikyan
aiuto regia Domenico Ingenito Roberta Rosignoli
produzione  Elsinor  Centro di   Produzione Teatrale
La vicenda, ormai nota, è quella di un povero squattrinato che, costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia: Lo scrivano Felice Sciosciammocca e il suo amico Pasquale sono due poveracci che vivono alla giornata.
Senza uno spicciolo in tasca e affamati, i due amici e le loro famiglie vengono ingaggiati dal marchesino Eugenio perché si fingano suoi nobili parenti presso la casa del futuro suocero, un cuoco arricchito, conlo scopo strappare il consenso al matrimonio. Colpi di scena ed equivoci renderanno le cose più complicate e nulla andrà secondo i piani.
Nella messa in scena di Sinisi, la farsa di Scarpetta si libera dalla parlata napoletana e con l’uso di diversi dialetti, gioca a rappresentare realtà e finzione, facendo leva sulle suggestioni evocate da questo testo.
Miseria&Nobiltà  spettacolo finalista premio Hystrio Twister 2016
Michele Sinisi                                                                    premio ANCT – premio della critica 2016


DAL 7 DICEMBRE 
POKER

di Patrick Marber
con Francesco Montanari
regia  Antonio Zavatteri
versione italiana Carlo Sciaccaluga
scene e costumi Laura Benzi
produzione I Due della Città del Sole
Un ristorante.
Il proprietario e suo figlio, due camerieri e il cuoco.
Ogni domenica sera, dopo la chiusura questi vanno nello scantinato del locale e giocano a poker tutta la notte. La vita dei cinque è scandita da questa abitudine, le loro passioni e le loro speranze si condensano in questa notte di sfida reciproca, in cui si cerca il riscatto e la gloria. Questa routine viene spezzata dall’ingresso in scena, e quindi al tavolo da gioco, di un personaggio misterioso per quasi tutti i protagonisti della vicenda, ma non per il pubblico, che porta alla vita dei nostri amici disequilibrio e curiosità aggiungendo suspance agli sviluppi della vicenda e, soprattutto, alla partita che si giocherà.
Viene portata in scena la prima commedia, creazione perfetta, leggera, crudele e molto divertente di Patrick Marber, ex cabarettista, autore anche di CLOSER, must della nuova drammaturgia inglese.



DAL 14 DICEMBRE
NEW MAGIC PEOPLE SHOW

dall’opera di Giuseppe Montesano
con Enrico Ianniello Tony Laudadio  Andrea Renzi Luciano Saltarelli
scene Underworld
costumi  Ortensia De Francesco
produzioneTeatri Uniti
In Magic People Show (2007), su un ritmo vertiginoso da commedia nera Giuseppe Montesano chiamava in scena il suddito televisivo, il consumatore globale, l’uomo medio assoluto, lo schiavo della pubblicità, e poi i risanatori dell’economia nazionale, i venditori di spiagge, i venditori di aria da respirare, i venditori e i compratori di anime.
Dieci anni dopo una nuova versione di quel comico, feroce e colorito avanspettacolo pop, in un crescendo che mescola l’opera buffa e il dramma, fatto di ridicoli mostri drogati dal sogno del denaro, di prigionieri illusi di essere liberi, di gaudenti che hanno seppellito la passione e l’amore: un nuovo capitolo del tragicomico romanzo teatraledell’Italia malata di questi ultimi anni.
“Quello che volevamo era restituire il senso di nevrotico sovraffollamento del condominio globale, il pullulare comico di personaggi messi a cuocere in una stessa pentola a pressione demenziale, le vite non più protette dall’intimità dell’at home ma sempre sotto l’occhio di tutti, e con un ritmo che voleva sposare i Simpson e Aristofane, Eduardo e Woody Allen, i Soprano e la Commedia dell’Arte, Quevedo e l’Avanspettacolo, Totò e Godot".


DAL  18 DICEMBRE
CAFÈ CHANTANT SPARKLING EDITION

di e con Lara Sansone
con Corrado Ardone Massimo Peluso
Mario Andrisani Sergio Casalino Francesco d’Alena Savio de Martino 
L’Orchestra ed Il Balletto del Cafè Chantant
 coreografie Alessandro di Napoli
 musiche e direzione d'orchestra Ettore Gatta
 costumi  Mimmo Tuccillo
 scene  Francesca Mercurio
produzione Teatro Sannazaro  Centro di   Produzione
Sono trascorsi ventitre anni dalla prima edizione di quello che sarebbe diventato uno degli spettacoli di punta del nostro teatro, l’amatissimo “Cafè Chantant”.
Uno spettacolo, ma anche un format, un modo di fare teatro con la tradizione e di giocare con gli stereotipi, con le citazioni, con le dissacrazioni, con i ricordi. Immaginate di dover trascorrere una sera, soltanto una, nella città di Napoli; or dunque dove andare per poter partecipare ad uno spettacolo coinvolgente, internazionale ma che permetta di ascoltare musica napoletana e vedere la tarantella, la mossa, il can can e nutrire una sana voglia di divertimento?
Presto detto: al Cafè Chantant mitico tempio del varietà napoletano che ha cavalcato la storia fino ad arrivare ai nostri giorni, ammantandosi di un’aneddotica ai limiti del favolistico.
Questa nuova Sparkling Edition vuole festeggiare idealmente con gli spettatori le feste di Natale. Lo spettacolo si presenterà più allegro e divertente che mai!


DAL 18 GENNAIO
A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI

da  Armando Curcio
regia Giuseppe Miale di Mauro
con  Pietro de Silva   Francesco Procopio
produzione  Ghione Produzioni 

Cosa c’è di più attuale del valore dell’apparenza? 

Il protagonista di questa commedia con uno stratagemma ci dimostrerà che basta far credere a tutti di essere ricchi per diventare degni di credito illimitato.
“Il Denaro è un trucco, serve solo ad apparire ciò che non si è!”
Trasportata ai giorni nostri, diventa un’indagine sul rapporto delle persone con i beni materiali, con l’apparire in una società malata che ha travisato i valori e il rapporto con il denaro. In un momento storico in cui i soprusi passati e l’assenza totale di punti di riferimento ci fanno cedere ai comici che diventano politici e ai politici che diventano troppo comici per essere credibili.
Armando Curcio ha scritto questa commedia nel 1940. Quelli erano anni di crisi economica e guarda un po’, ancora oggi dopo circa 78 anni, il paese vive anni di grande crisi economica, culturale e sociale.
Forse è proprio per questo che le parole di Curcio ci appaiono incredibilmente attuali.



LoDAL 23 GENNAIO
ECCE HOMO

scritto e diretto da Antonio Capuano 
da un racconto di Carmen Pellegrino 
con Marina Confalone 
produzione Diaghilev srl Matilde Sorrentino fu uccisa a Torre Annunziata il 27.3.2004, sulla porta di casa, con 6 colpi di pistola in faccia esplosi da un 26enne. Aveva 49 anni. Il movente del delitto, si accertò, fu di vendetta per aver denunciato le violenze subite dal figlio da un gruppo di pedofili che operava nella zona, ai margini della scuola elementare frequentata dal bambino. Salvatore, fu adescato, seviziato e stuprato.
Tutti i colpevoli, compreso l’assassino di Matilde, furono condannati.
Ecce Homo è un monologo che Antonio Capuano ha liberamente tratto da un racconto di Carmen Pellegrino, che si rifà a quei fatti. Qua è Matilde stessa, interpretata da Marina Confalone, che ce li racconta in prima persona.


DAL 29 GENNAIO
ANNELLA DI PORTACAPUANA

di  Gennaro Davino 
regia Lara Sansone 
con Leopoldo Mastelloni
Mario Aterrano Giosiano Felago Massimo Peluso Ingrid Sansone Ciro Capano
Corrado Ardone Matteo Salsano  Chiara de Vita Pasquale Serao Michela Conte
Adriano Poledro Greta Gallo  Gabriel Vanorio Christopher Vanorio
scene Retroscena s.r.l.
costumi  Luisa Gorgi Marchese 
doreografie  Alessandro di Napoli
elaborazione musiche Paolo Rescigno Studio 52
produzione Teatro Sannazaro  Centro di Produzione
Nel 1971, Nino Veglia e Luisa Conte decisero di inaugurare il Teatro Sannazaro con un grande classico: “Annella di Portacapuana”. Oggi, a distanza di quarantasette anni, il mitico spettacolo torna in scena in una veste nuova per la regia di Lara Sansone che, anche per questo evento, ha pensato ad un allestimento atipico, che possa coinvolgere la struttura tutta, in un grande spettacolo della tradizione reinterpretato in una chiave più attuale ed innovativa.
L’Annella è forse l’ultimo esempio di autentica commedia dell’arte. Un classico capace di resistere a operazioni di restauro filologico e di riproposta scenica. La commedia della seconda metà del Settecento non ha perduto molto del suo originario e robusto incanto di linguaggio e di persuasione scenica e, anzi, in alcune parti ha acquistato una sua più fluida e composta misura di ritmo.
La prerogativa di avere in house artisti di grande talento e comprovata esperienza ci permette di sperimentare l’esperienza delle grandi compagnie di genere, capaci di arricchire il canovaccio di preziose inventive di istinto e la presenza di un grande istrione, quale Leopoldo Mastelloni, ne assicura il risultato.


DAL 7 FEBBRAIO
SHAKESPEARE RE DI  NAPOLI

regia Ruggero Cappuccio
con  Claudio Di Palma Ciro Damiano
musiche Paolo Vivaldi
scene e costumi Carlo Poggioli
luci Giovanna Venzi
aiuto regia Nadia Baldi
produzione Teatro Segreto
Shakespea Re di Napoli, lo spettacolo che da vent’anni attraversa i palcoscenici dei teatri italiani ed esteri ritorna a Napoli al Teatro Sannazaro
Il testo di Ruggero Cappuccio, pubblicato nella Collana Classici nella Collana Einaudi, è interpretato da Claudio Di Palma e Ciro Damiano.
La messinscena nata al Festival di Sant’Arcangelo nel 1994 ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. Shakespea Re di Napoli continua ad affascinare platee e generazioni diverse costituendo uno dei rarissimi esempi di lunga durata nell’ambito delle piccole produzioni private italiane.



DAL 15 FEBBRAIO
PLAY DUETT

da Basile a Moscato
da Viviani a Iacobelli
con  Tonino Taiuti Lino Musella 
musiche dal vivo  Marco Vidino
produzione Casa del Contemporaneo
Play Duett è un gioco.
In scena due dei migliori interpreti del teatro napoletano, Tonino Taiuti e Lino Musella, vincitori del premio LE MASCHERE 2014.
Lo spettacolo vede come elemento dominante l’improvvisazione, un’apparente costruzione giocosa, che rende la pièce ricca di sfaccettature e molteplici sfumature e, per effetto di tali primarie caratteristiche, ogni replica ricca di differenti varietà che i due costruiscono, di volta in volta, mediante l’introduzione di elementi differenti e giochi improvvisati.
In esso sono contenuti tutti gli elementi fondamentali del teatro e della messa in scena: la recitazione e il reading, la musica e il canto, l’improvvisazione, la regia, il travestimento, il gioco di luci, la meta teatralità, il rapporto con lo spazio e con il pubblico, l’alternanza di tempi e luoghi, l’antropologia e soprattutto i testi, teatrali e poetici, la drammatizzazione.
Due attori, due volti, due voci, due figure diversamente coetanee si cercano tra le macerie dove si mescolano vecchio e nuovo. Si parlano attraverso un concerto improvvisato non di note ma di lingue, dove i frammenti di classici del teatro napoletano si trovano in faccia ai contemporanei, senza tempo.


DAL 22 FEBBRAIO 
UN RAGAZZO DI CAMPAGNA

di  Peppino De Filippo
regia Luigi De Filippo 
ripresa da Rosario Giglio 
produzione I Due della Città del Sole
Rappresentata per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli nel 1931, fu uno dei primi successi dei fratelli De Filippo, Eduardo, Peppino e Titina.
Siamo negli anni intorno al 1930, in un paesino di campagna nei dintorni di Napoli. Giorgio, oppresso dai debiti e con una moglie ex ballerina di varietà, capricciosa ed amante della bella vita, vuol combinare un matrimonio d’interesse tra il fratellastro Pasqualino e la bella Lucia, figlia di un ricco possidente del paese.
La vicenda, nella quale si disegnano comicamente tipi e caratteri della campagna napoletana del 1930, profuma di semplici ma sinceri sentimenti di un mondo perduto che appartiene al paese dell’anima che è quello della memoria.
In questa commedia si riconoscono i primi segni di quello che poi con il tempo caratterizzerà il Teatro dei De Filippo e cioè la capacità di portare alla ribalta in modo leggero temi importanti.
“Il pubblico si diverte, ma la sua risata non è di semplice evasione ma di apprendimento e riflessione.”



DAL 1 MARZO
DON FELICE SCIOSCIAMMOCCA E L'ELISIR D'AMORE

da Les dragèe d’Hercules di Maurice Hennequin 
di e con  Benedetto Casillo
produzione Teatro Sannazaro Centro di  Produzione
Liberamente tratto da “Les dragèe d’Hercules”, rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1904, Casillo porta in scena “Don Felice Sciosciammocca e l’elisir d’amore”. Un’opera che può considerarsi a tutti gli effetti originale per gli spunti inediti ed i guizzi di fantasia propri dell’attore napoletano.
Don Felice Sciosciammocca è un bravo e scrupoloso medico e anche un appassionato ricercatore scientifico. Ha già inventato una miracolosa pomata contro i pidocchi ed un portentoso prodotto per la ricrescita dei capelli. Ma stavolta l’invenzione è davvero straordinaria: un elisir d’amore. Delle Pillole che scatenano irrefrenabili attrazioni fisiche. E funzionano sia per gli uomini che per le donne.
Il risultato è esilarante!
Nuove le ambientazioni, nuovi i personaggi ed i dialoghi. Più moderno il linguaggio, più serrati i ritmi. Il tutto per ridere in maniera elegante, mai sguaiata, un po’ ingenua ma non banale, nel solco di una napoletanità da preservare, senza cervellotici intellettualismi.


DALL' 8 MARZO
UNA TRAGEDIA REALE

di Giuseppe Patroni Griffi 
regia Francesco Saponaro 
con Andrea Renzi Luciano Saltarelli  Lara Sansone 
produzione  Teatri Uniti Teatro Sannazaro Centro di produzione Teatro Stabile di Napoli Teatro Nazionale
A distanza di vent’anni dalla sua stesura e dal primo allestimento, affronto Una tragedia reale (1999), bizzarra e imprevedibile scrittura di PeppinoPatroni Griffi. Siamo di fronte a un sagace divertissement parodistico, arricchito da un lessico popolare e virulento, che sembra risalire dal repertorio fiabesco del Basile condito da una buona dose di politically incorrect.
La vicenda si ispira alla tragica fine della principessa Diana, mito planetario pop con derive da rotocalco, e ritrae con gusto dissacrante la reazione convulsa e aspra della Regina. Intorno al suo letto compaiono Molly, dama di compagnia, il principe ereditario ex marito della defunta, la principessa sorella della regina e il Primo Ministro che cerca di convincere Sua Maestà a consegnare il feretro della principessa-martire allo sguardo costernato dei sudditi e dei mass-media di tutto il mondo.
Questa nuova immersione nella scrittura di Patroni Griffi, pur nelle distinte sfaccettature, rappresenta una continuità nella traiettoria che da Scarpetta a Eduardo fino a Moscato lega il mio lavoro di questi ultimi anni alla drammaturgia in lingua napoletana.



DAL 22 MARZO
L'ABISSO

di e con Davide Enia
spettacolo tratto da Appunti per un naufragio (Sellerio editore)

musiche  Giulio Barocchieri

produzione Teatro di Roma  Teatro Biondo Palermo Accademia Perduta  Romagna Teatri

in collaborazione con Festival Internazionale di Narrazione di Arzo

  «‘a megghiu parola è chìdda ca ‘un si dice»,
La miglior parola è quella che non si pronuncia. Ne L’abisso si usano i linguaggi propri del teatro (il gesto, il canto, il cunto) per affrontare il mosaico di questo tempo presente.
Quanto sta accadendo a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti. È per davvero un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come l’abbiamo conosciuto fino a oggi e quello che potrà essere domani. Sta già cambiando tutto. E sta cambiando da più di un quarto di secolo.


DAL 29 MARZO
NOVECENTO

di  Alessandro Baricco
con Eugenio Allegri
regia di  Gabriele Vacis
scenografia e luci Lucio Diana  Roberto Tarasco
costumi Elena Gaudio
produzione Teatro Stabile di Torino Teatro Nazionale
Art Quarium
Dopo il debutto avvenuto al Festival di Asti, nel 27 giugno del 1994, sono ormai oltre 500 le repliche e più di 200 mila gli spettatori per un monologo divenuto un "cult" della scena italiana. Questi i numeri di Novecento, che prosegue la sua rotta, come il transatlantico Virginian, attraccando nei porti di piccole e grandi città, in piccoli e grandi teatri.
Lo spettacolo riparte dagli andamenti musicali della parola, dai gesti surreali, dalle evocazioni magnetiche che lo resero, al debutto, apprezzato dalla critica e amato dal grande pubblico. Il 2018/2019 sarà, per Novecento, "la Stagione dei 25 anni" e tornerà per l'occasione ad essere riallestito e coprodotto da Art Quarium e dal prestigioso Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale con repliche al Teatro Gobetti di Torino dal 16 al 28 ottobre 2018.
"Ed è insolitamente emozionante la prova di Eugenio Allegri, che in qualche modo, per via indiretta, riesce a dar vita a due personaggi diversi - lo stupito narratore e lo stesso Novecento - pur interpretandone uno solo, e dai risvolti di un'intonazione sostanzialmente comico-grottesca sa cavare una tensione persino lancinante"



DAL 5 APRILE
YVES MONTAND UN ITALIEN A PARIS

di e con Gennaro Cannavacciuolo 
musiche dal vivo eseguite  Quartetto Zeta
produzione Elsinor  Centro di Produzione Teatrale
Un recital con le canzoni di Montand, ma anche un lungo viaggio dalle colline toscane di Monsummano Terme al Metropolitan di New York, passando per Hollywood; dai bassifondi di Marsiglia, ai cabaret parigini del dopoguerra sino alla mancata candidatura all’Eliseo del 1988.
La storia affascinante di un parrucchiere che diventa operaio e poi cantante. Storie di amori passionali con Edith Piaf, Simone Signoret, Marilyn Monroe fino all’ultima giovane moglie Carole Amiel.
Storie di politica e impegno umanitario.
Storie di incontri sconvolgenti: Prévert.
Un racconto in musica attraverso le canzoni di un uomo vitale che non si è mai arreso né all’età, né alla delusione, né al dolore. Un uomo dall’energia straordinaria e positiva, dalla vita fuori dal comune sia per il suo percorso artistico che per la molteplicità dei suoi impegni


DAL 12 APRILE
GIACOMINO E MAMMA

tratto da  Conversaciones con Mamà
di Santiago Carlo Ovès Jordi Galceran 
traduzione e adattamento Enrico Ianniello 
con  Isa Danieli Enrico Ianniello
produzione Teatri Uniti
“La vecchiaia è un vantaggio che arriva troppo tardi. L’unico modo di approfittare di questo vantaggio, è condividerlo con gli altri.”
Dopo le diverse fortunate esperienze di traduzione, adattamento e regia di testi di importanti autori contemporanei come Pau Mirò, Enrico Ianniellopropone in forma di mise en espace un nuovo fulminante esempio di drammaturgia iberica reinventata alle latitudini napoletane: Giacomino e mammà. Tratto da Conversaciones con mamà, pluripremiato film dello sceneggiatore e regista argentino Santiago Carlos Ovès, successivamente adattato per le scene internazionali dal drammaturgo catalano Jordi Galceran (l’autore de Il metodo Gronholm), l’allestimento vedrà insieme ad Enrico Ianniello una delle più apprezzate interpreti della scena italiana, alla sua prima collaborazione con Teatri Uniti: Isa Danieli, a dare corpo e anima all’ottuagenaria protagonista.



DAL 3 MAGGIO
INTERIORS

ispirato a “L’INTÉRIEUR” di Maurice Maeterlinck
ideazione e regia Matthew Lenton
creazione Vanishing Point
produzione Teatro Sannazaro Centro di  Produzione Teatrale 
A dieci anni dall’esperienza del Napoli Teatro Festival, nell’ambito del quale nacque proprio al Teatro Sannazaro il fortunato spettacolo, Matthew Lenton – regista britannico e direttore artistico della compagnia Vanishing Point di Glasgow – ritorna a Napoli, con Interiors, spettacolo in cui dirigerà attori italiani, selezionati attraverso audizioni a Napoli per volontà del Teatro Sannazaro, che ha pensato di regalare a questo intrigante progetto una nuova vita ed un nuovo allestimento.
«Abbiamo iniziato a lavorare su una pièce di Maurice Maeterlinck intitolata L’Intérieur, in cui un anziano signore e uno sconosciuto, in piedi davanti a una casa isolata, guardano i membri di una famiglia seduti insieme in salotto.
Come il pubblico, l’anziano osserva la famiglia attraverso una finestra. Ci affascinava l’idea teatrale di osservare le persone attraverso una finestra, di guardare senza sentire, osservare comportamenti umani a distanza, come gli uomini agiscono gli uni con gli altri, come il mondo interiore e quello esteriore entrano in collisione».