Teatro Sannazaro

DAL 15 OTTOBRE 2022
LA MAITRESSE

liberamente tratto da
Memorie di una maîtresse americana di Nell Kimball
riduzione, regia ed interpretazioneGaia Aprea
selezione musicale Davide Pennavaria
selezione video Livia Ficara
una co-produzione Tradizione e Turismo - Centro di Produzione Teatrale – Schegge del Mediterraneo
Lo spettacolo è il racconto in prima persona della vita di Nell Kimball, nata nel 1854 in un “podere di sassi” nell’Illinois e morta in Florida nel 1934.
Cominciò la sua carriera a 15 anni in un bordello di Saint Louis e la concluse come tenutaria di case di lusso.
Le sue memorie affidate nel 1932 allo scrittore Stephen Longstreet furono regolarmente rifiutate dagli editori per la crudezza del linguaggio. Vennero pubblicate solo a distanza di quarant’anni.
La voce intensa ed insolente di Nell, dal timbro un po’ roco, velata di dolcezza e brutalità, viene dal ventre dell’America e da una verità che ai tempi narrati dal libro ed anche molto dopo, nessuno poteva manifestare, se non in privato.
Tratto dalle sue memorie il monologo racconta con onestà, crudezza e molta lucidità il percorso di una donna che assume su di se il suo destino di prostituta senza soccombere mai e senza mai perdere la dignità e la stima di se stessa.
In un momento storico, il nostro, in cui finalmente sembra che lentamente stia affiorando nella coscienza collettiva la consapevolezza che la questione sulla parità dei diritti tra uomo e donna non è affatto risolta, mi è sembrato particolarmente interessante andare ad indagare nella vita di una prostituta del secolo scorso che ha saputo rivendicare a se il diritto alla dignità. Una donna che per quell’epoca rappresentava un vero scandalo denuncia, con le sue memorie, l’impossibilità di prendere altre strade data la condizione di indigenza delle sue origini, ma non per questo rinuncia ad affermare la sua posizione all’interno della società stessa che la condannava. Diventando tenutaria di importanti ed eleganti bordelli, ribalta la situazione e obbliga la “parte alta della società” almeno quella maschile, a mostrasti in tutta la sua bassezza e depravazione. Il suo occhio, senza mai esprimere giudizi, si limita a raccontare, a fotografare come andavano le cose per quelli nati in basso...puttane, neri o ebrei che fossero.
Supportato da immagini d’epoca che aprono squarci di realtà lo spettacolo è percorso da un racconto musicale che accompagna e sostiene la narrazione sino a sfociare nella nascita del jazz, nella New Orleans dei primi del Novecento.

Giovedì 20 ottobre 2022 – Teatro Sannazaro – ore 20.30 – Concerto inaugurale
MARIANGELA VACATELLO, pianoforte
Ludwig van Beethoven – Sonata op. 57 Appassionata; Franz Liszt – Au bord d’une source, Studio trascendentale in fa minore n. 10; Aleksandr Skrjabin – Sonata n. 9 op. 68 La Messa nera, Studio op. 42 n. 5, Sonata n. 10 op. 70 degl’insetti, Vers la flamme poema op. 72

DAL 22 OTTOBRE 2022
EL BLUES DI LOI

drammaturgia
Igor Esposito

con Milvia Marigliano Igor Esposito
Sonorizzazioni e tromba Ciro RiccardiSupervisione  Peppino Mazzotta
ProduzioneRossosimona                             

El blues di Loi è una performance teatrale dove un’attrice e un poeta accompagnati da un musicista portano in scena i versi di una delle personalità poetiche più potenti del secondo Novecento italiano: il poeta Franco Loi. Un blues che si dipana attraverso quattro stazioni drammaturgiche. Nella prima è il poeta a prendere parola per divenire, al contempo, confessione e meditazione sull’atto del fare poesia e del vivere. Nella seconda stazione prende corpo il teatro in cui il poeta è vissuto: la città di Milano; modulando malinconie, sogni, speranze, memorie e rabbia. E qui il canto s’invera grazie ad una lingua -per dirla come scrisse il poeta- che si pisciava nelle strade della città meneghina: il dialetto milanese, al quale Loi è sempre rimasto fedele e che nel recital, pur nell’ardua traducibilità d’ogni verso, si alterna all’italiano e al napoletano, marcando il valore universale della poesia di Loi. Infine, nella terza e quarta stazione, dialogano e si sovrappongo, in un violento chiaroscuro, l’amore e la morte per poi ritornare alla voce del poeta che noi, oggi e sempre, vogliamo ricordare



Giovedì 27 ottobre 2022 – Teatro Sannazaro – ore 20.30
GIUSEPPE GIBBONI, violino
NUOVA ORCHESTRA DA CAMERA FERRUCCIO BUSONI
MASSIMO BELLI, direttore
Vasilij Kalinnikov – Serenade per archi; Henryk Wieniawski – Variazioni su un Tema originale per violino e archi; Niccolò Paganini – La Campanella per violino e orchestra; Edvard Grieg – Due Melodie Elegiache per archi, Dai tempi di Holberg, suite in stile antico

DAL 29 OTTOBRE 2022
MURATORI

di Edoardo Erba
regia Peppe Miale
con Angela De Matteo Massimo De Matteo Francesco Procopio
aiuto regia Giordano Bassetti assistente alla regia Roberta Rossi Scala
costumi Alessandra Gaudioso scene Luigi Ferrigno
assistente scenografo Sara Palmieri musiche Floriano Bocchino
luci Salvatore Palladino
durata 110 minuti
una produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
La celebre commedia di Edoardo Erba, messa in scena per la prima volta in lingua napoletana, affronta un tema quantomai attuale: la crisi dei teatri sempre più sacrificati per fare spazio a lucrosi megasupermercati. Tra esilaranti scambi comici e momenti di profonda riflessione, una storia di amicizia, rivincita e conflitti sociali che è un inno d’amore al teatro.
In una notte sospesa e infinita due muratori si insinuano illegalmente in una sala teatrale al confine con un supermercato per realizzare un muro abusivo. Il fine è quello di allargare gli spazi del contiguo esercizio commerciale su mandato del proprietario del palazzo che contiene i due locali. Ma la magia di quel luogo che sta per essere violato vive rappresentandosi in presenze presunte, rumori sinistri, luci irregolari, inducendo perplessità e domande nelle menti e nei cuori dei nostri due anti-eroi. Quando poi si palesa un’incantevole figura di donna, tale signorina Giulia, che appare ora all’uno ora all’altro, ecco che Germano e Fiore nella più assoluta inconsapevolezza, quasi prede di un sortilegio, accennano a citazioni di parole testi e immagini che rimandano al luogo che stanno abitando in quella strana notte. E i due poveri lavoratori, cui la notte e la stanchezza avevano già offerto il destro per parlare dei massimi sistemi pur sempre in coerenza con la loro identità, si confrontano anche duramente fino addirittura a creare i presupposti per scombinare il sodalizio edile che avevano cercato di avviare, lasciando sul terreno di quella contesa i rottami delle rispettive esistenze. Rottami che poi sono anche i rottami di quell’abusivo muro che stanno realizzando e che scopriremo se riuscirà a diventare impresa compiuta. È il teatro che prova a sopravvivere sublimando se stesso in un viaggio infinito che vale proverbialmente più della meta.
Il testo di Edoardo Erba naviga tra rigogliosi orizzonti di concreta e raffinata comicità e, mai disdegnandole anzi sublimandole, piccole sorprendenti e sostanziali soste in acque che demandano ad un’acuta riflessione sulla condizione umana. E se nella nostra lettura, la retorica potrebbe rappresentare facile inciampo, è nostro desiderio provare a denunciare che, se è vero come è vero, che il momento pandemico in essere costringe ad una crisi della cultura (di cui il Teatro è solo fra le più alte rappresentazioni), è pur vero che l’Autore già nel 2002 ci segnalava che c’era chi desiderava che la cultura fosse murata in un supermercato. Ed è quindi sempre nostro compito provare, con umiltà, ad essere quella signorina Julie che crea le condizioni affinché i muri non si sostituiscano ai sipari.

DAL 2 NOVEMBRE 2022
ALDIQUA'ALDILA'

da un’idea di Dario Menee, Ettore Nigro
testo di Giovanni Del Prete, Ettore Nigro
con Anna Bocchino, Gaetano Franzese, Ettore Nigro e Antonio Vitale
scene e dipinti Ciro Palumbo realizzazione scene Filippo Stasi, Francesco Bellella
costumi Anna Zuccarini
maschere Renzo Sindoca Alberto Ferrara
musiche originali Tommy Grieco
videomapping Alessandro Papa supervisione commedia dell’arte BArduino Speranza
regia Giovanni Del Pret produzione Teen Theatre
Tre maschere, tre persone, Arlecchino, Capitano e Pulcinella, intraprendono il viaggio nell’aldilà alla ricerca di un santo in paradiso, che gli dia un posto nell’aldiqua. Si ritroveranno a seguire le orme di Dante Alighieri, attraverseranno l’inferno e il purgatorio, giungendo infine in un paradiso vuoto, al cospetto della luce di Dio.

Giovedì 3 novembre 2022 – Teatro Sannazaro – ore 20.30
ANDREA GRIMINELLI, flauto
ACCADEMIA DI SANTA SOFIA
Venezia e Napoli: due scuole musicali a confronto
Tommaso Albinoni – Sinfonia per archi e basso continuo in sol minore La Serenissima; Saverio Mercadante – Concerto per flauto e archi in mi minore; Francesco Durante – Concerto n. 8 in la maggiore La Pazzia; Antonio Vivaldi – Concerto per flauto, archi e basso continuo in re maggiore op. 10 n. 3 Il Gardellin

DAL 5 NOVEMBRE 2022
NON C'E' NIENTE DA RIDERE

di Lamberto Lambertini Peppe Barra
con Peppe Barra Lalla Esposito
musicisti Giuseppe Di Colandrea (clarinetto), Agostino Oliviero (violino e mandolino), Antonio Ottaviano (pianoforte)
musiche Giorgio Mellone
scene Carlo De Marino costumi Annalisa Giacci
luci Francesco Adinolf regia Lamberto Lambertini assistente alla regia Francesco Esposito
direttore di scena Giuliano Gargiulo  fonico Pierpaolo Pizza sart Anna Giordano
“Vi fa molto ridere questa mia poesia? - dice l’Attore al pubblico che si sbellica - Ci ho messo cinque anni per scriverla!” Qui sta la chiave di questo spettacolo, da qui il titolo: Non c’è niente d ridere. Uno spettacolo al contrario che incuriosisce, sorprende e diverte, fin dalla prima scena. Anche la scenografia raffigura un teatro visto dal punto di vista degli attori, con il sipario, le quinte, da dentro, con i palchetti accesi come fondale e le luci della ribalta accese contro di noi. In questo spazio irreale si avvicendano un Attore e un’Attrice (Peppe Barra e Lalla Esposito). Macchiette, canzoni, monologhi del vecchio Varietà e surreali parodie del teatro classico napoletano, rappresentano le situazioni drammatiche della coppia teatrale, fino all’inatteso finale pulcinellesco, di comica e maliconicapoesia. L’Attore veste il panni di Pulcinella morto che scende in terra per vedere che fine ha fatto la sua Colombina, che invece ritrova furiosa perché si credeva abbandonata. Piano piano, sull’onda dei ricordi, sommersi dalla nostalgia di un’epoca perduta, che non tornerà mai più, tre bisticci, dolci parole d’amore e duetti, si abbracciano per andarsene insieme in Paradiso. Uno spettacolo dal ritmo incalzante, per i continui cambi di scena, di luce, di costume, di linguaggio, uno spettacolo d’Attore, come si diceva un tempo, sostenuto e arricchito dalle musiche dal vivo



Giovedì 10 novembre 2022 – Teatro Sannazaro – ore 20.30
FRANCESCA DEGO, violino
MARTIN OWEN, corno
ALESSANDRO TAVERNA, pianoforte
Wolfgang Amadeus Mozart – Sonata per violino e pianoforte in mi minore K. 304; György Ligeti – Trio per violino, corno e pianoforte; Olivier Messiaen – Appel interstellaire per corno solo; Johannes Brahms -Trio per violino, corno e pianoforte in mi bemolle maggiore op. 40

DAL 12 NOVEMBRE 2022
PARENTI SERPENTI

di Carmine Amoroso
con Lello Arena  Giorgia Trasselli
e con Raffaele Ausiello BMarika De Chiara Andrea de Goyzueta Carla Ferraro Luciano Giugliano Annarita Vitolo
regia Luciano Melchionna assistente alla regia Sara Esposito
durata 120 min.
Una famiglia che si ritrova ancora una volta per trascorrere insieme il Natale. Un incontro fatto di ironia disperata, malinconie e lontananze. Una commedia in bilico tra irresistibile divertimento e crudeli cupezze di parenti che si trasformano in crudelissimi nemici.
Lello Arena diretto da Luciano Melchionna è il protagonista della divertente e amara commedia di Carmine Amoroso, conosciuta dal grande pubblico grazie al film “cult” di Mario Monicelli del 1992. Tutto ha inizio con un Natale a casa degli anziani genitori che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli ormai lontani. E se quest’anno gli amati genitori volessero chiedere qualcosa ai loro figli? Se volessero finalmente essere “accuditi”, chi si farà carico della loro richiesta?
Luciano Melchionna, il visionario creatore di Dignità Autonome di Prostituzione, costruisce uno spaccato di vita intimo e familiare di grande attualità, con un crescendo di situazioni esilaranti e spietate che riescono a far ridere e allo stesso tempo a far riflettere con profonda emozione e commozione.


DAL 26 NOVEMBRE 2022
CORE N'GRATO

testo teatrale inedito di  Rosalia Porcaro e Corrado Ardone  interprete principale Rosalia Porcaro
con Rosanna Pavarini Rossella Amato
direzione musicale e fisarmonica Luca Urcioloviolino Alfredo Pumilia
contrabasso Luigi Pelosi musiche Luca Urciolo
regia Carlos Branca

Core ’ngrato è uno spettacolo comico e intimo, che racconta un amore grande ma complesso fra madre e figlia.

Alcune filosofie orientali sostengono che il cuore sia situato nella mente, avere il cuore al posto della mente significa guardare con gli occhi del cuore; quando una mente dimentica e non ha più ricordi, come la protagonista della piece, che si ammala di alzheimer, potrebbe anche dimenticare l’amore che ha ricevuto, diventando “un cuore ingrato”. Ma cuore ingrato è anche da attribuire alla figlia, che impreparata a vivere la drammatica e sconvolgente malattia della madre, cerca di distaccarsene per evitare la sofferenza. In questo spettacolo, Rosalia Porcaro interpreta tutti i personaggi femminili, e pur se il suo pubblico la conosce più come attrice comica, in questa opera avrà di certo una veste più completa. Se parliamo di cuore, di sentimenti, d’amore, di vita, come sarebbe possibile fare una divisione fra comico e drammatico? Entrambi convivono dentro e fuori di noi, come in uno specchio. Il teatro è un viaggio semplice e misterioso, come la vita, la malattia e la morte.

Un segreto fragile e potente.



Giovedì 24 novembre 2022 ore 20.30
MASSIMO QUARTA, violino
PIETRO DE MARIA, pianoforte
Integrale delle Sonate di Johannes Brahms per violino e pianoforte – primo concerto
Johannes Brahms – Sonata n. 1 in sol maggiore op. 78, Sonata n. 2 in la maggiore op. 100
Sonata n. 3 in re minore op. 108

LUNEDI' 12 DICEMBRE 2022
“VERO A METÀ”  con Aurora Leone 

Aurora Leone racconta come il ruolo del comico sia in grado di interpretare la realtà e la quotidianità, con la solita ironia che la contraddistingue. Così la stand-up comedian racconta lo spettacolo: “Oltre a riprendere "Nero a metà" di Pino Daniele, l'album più significativo per la mia crescita, questo titolo è la risposta alla domanda "Ma quello che racconti è tutto vero?" Tutto quello che dice un comico non può essere preso seriamente. È vero a metà.”

DAL 17 DICEMBRE 2022
CAFE' CHANTANT - CRAZY

con Corrado Ardone Massimo Peluso  Mario Aterrano Mario Andrisani  Francesco D'alena    Luca Sorrento
e con Il Balletto e l’Orchestra del Cafè Chantant
coreografie Alessandro Di Napoli
musiche e direzione d’orchestra Ettore Gatta
uno spettacolo di Lara Sansone

Mitico tempio del varietà napoletano che ha cavalcato la storia fino ad arrivare ai nostri giorni, ammantandosi di un’aneddotica ai limiti del favolistico, il Café Chantant non è solo una grande festa spettacolo. Il Café Chantant è un “modo” di fare teatro, di giocare con gli stereotipi, con le citazioni, con le dissacrazioni, con i ricordi.

Una successione imprevedibile e mai uguale di performance di teatro, musica, danza e cabaret avvolge una platea fatta non più di belle poltrone messe in ordinata fila, ma di tavoli, sedie, calici e spuntini.

Il pubblico viene coinvolto in una incredibile macchina teatrale totale in cui è bandita la separazione tra artisti e spettatori.

Un’antica tradizione rinnovata ogni anno in forme sempre diverse e al passo con i tempi. Perché l’originario Café Chantant della Belle Époque, simbolo della vita spensierata, non parlava mai al passato, ma sempre al presente e al futuro.

Café Chantant...dove tutto è spettacolo.



25/26 DICEMBRE 1 GENNAIO
NUMMERE

di e con Gino Curcione
produzione TRADIZIONE E TURISMO - CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE
I sogni e gli accadimenti vengono tradotti in numeri che si giocano al lotto, una operazione inversa e complementare avviene con la tombola, dove ai numeri estratti si attribuiscono dei significati, le "strologature numeriche" infatti chi estrae dal "panariello'", prima dice il significato del numero, "morto che parla", poi il numero 48.
L’idea straordinaria è stata quella di teatralizzare il gioco della tombola e di farne uno spettacolo con l’ausilio degli spettatori.
In Nummere, una procace popolana napoletana un po’ maliarda, intesse intorno ai numeri estratti un’inesauribile fantasmagoria d’invenzioni e trovate.
Il suo è un vero happening linguistico che parte dalla neutra astrattezza dei numeri, per tradursi nel più palpitante vissuto dei vicoli (a Natale, soprattutto nei Quartieri Spagnoli): spettacolarizzazione di vita vera e ripetuta. Gli spettatori, vincitori di ambi, terni, etc., sono convocati sul palcoscenico e sottoposti ad una serie di provocazioni, sberleffi affettuosi, simpatia, travolti dall’esuberanza allegra e malinconica di quest’attore napoletano.


DAL 5 GENNAIO 2023
ALLA FESTA DI ROMEO E GIULIETTA

di Shakespeare/D'Errico/Sicca
regia Benedetto Sicca
con Francesco Aricò Clara Bocchino Marialuisa Bosso Emanuele D’Errico Teresa Raiano Francesco Roccasecca Dario Rea
scenografia Luigi Ferrigno
costumi Giuseppe Avallone
disegno luciLuigi Della Monica musiche Tommy Grieco
Putéca Celidònia e Benedetto Sicca collaborano consecutivamente da tre anni, arricchendo reciprocamente i propri percorsi attraverso uno scambio continuo di idee e persone. Nel 2018, una parte della compagnia ha partecipato alla residenza del progetto “Pochos”, condotta da Benedetto Sicca e divenuta, l’anno successivo, una produzione del Teatro Sannazaro. “Pochos” ha vinto il Premio Carlo Annoni 2020 per la drammaturgia, ed è stato già replicato a Milano ed a Novara. Sempre nel 2019 la collaborazione continua con il progetto “Per tutti!” scritto da Emanuele D’Errico e Benedetto Sicca, commissionato dal Festival Internazionale della Valle d’Itria nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita di Paolo Grassi. Ancora da questo incontro e con il sostegno del Teatro Sannazaro è nato un terzo ambizioso progetto intitolato “Caravansaray – Selinunte San Siro” che ha debuttato al Piccolo Teatro di Milano a settembre 2020. Quest’anno Putéca Celidònia e Benedetto Sicca affronteranno un ciclo di residenze nell’ambito del “Cantiere Sartoria” su Romeo e Giulietta di William Shakespeare, durante le quali si avrà la possibilità di verificare il lavoro di traduzione e drammaturgia portato avanti da Emanuele D’Errico e Benedetto Sicca, nonché sperimentare – molto liberamente – diverse possibilità di mettere in scena questo grande classico, in maniera che possa continuare a parlare ai nostri contemporanei. Il punto da cui si partirà è il fatto che all’interno del testo ogni festa sfocia in un funerale: la festa in cui i due innamorati si incontrano per la prima volta sfocia nel funerale di Mercuzio; la festa (mancata) delle nozze tra Giulietta e Paride sfocia nel funerale di Romeo e Giulietta. Il nostro intento è che il frutto di queste residenze ci porti alla costruzione di uno spettacolo/festa a pianta circolare durante il quale gli eventi della tragedia di Shakespeare permettano agli spettatori/invitati di interrogarsi con noi sui grandi temi che il testo contiene: l’edonismo e il nichilismo, l’odio gratuito verso chi è diverso da noi, il valore centrale dell’amicizia come fondante dell’individuo. La domanda che ci porremo e che porremo ai nostri invitati è: in che modo, c’entra tutto questo con l’amore?

Giovedì 19 gennaio 2023 ore 20.30
ALEXANDER GADJIEV, pianoforte
Fryderyk Chopin – 6 Preludi da op. 28; Robert Schumann – Fantasia in do maggiore op. 17; Claude Debussy – Pour les arpègés composés, Les terrasse de audience de claire de lune, Ce qu’a vu le vent d’Ouest; Modest Musorgskij – Quadri da un’esposizione

Giovedì 26 gennaio 2023  ore 20.30
QUARTETTO EOS
DAVIDE ALOGNA, violino,
ENRICO PACE, pianoforte
Franz Joseph Haydn – Quartetto per archi n. 32 in do maggiore, op. 20 n. 2, Hob: III:32; Ernest Chausson – Concerto in re maggiore per violino, pianoforte e quartetto d’archi op. 21

DAL 4 FEBBRAIO 2023
PERSONE NATURALI E STRAFOTTENTI

di Giuseppe Patroni Griffi
con Marisa Laurito
e con Livio Beshir Giancarlo Nicoletti Guglielmo Poggi
regia Giancarlo Nicoletti
Quattro solitudini, un appartamento e una notte di Capodanno a Napoli. Donna Violante, la padrona, ex serva in un bordello, discute e litiga con Mariacallàs, un travestito, in bilico fra rassegnazione, ironia, squallore e cattiveria. E ancora, Fred e Byron che sono alla ricerca dell’ebbrezza di una notte: l’uno, uno studente omosessuale alla ricerca di una vita libera dalle paure, l’altro, uno scrittore nero che vorrebbe distruggere il mondo per vendicare le umiliazioni subite. Quattro persone naturali e strafottenti, che, per un gioco del destino, divideranno la loro solitudine con quella degli altri, mentre fuori la città saluta il nuovo anno, fra accese discussioni, recriminazioni, desideri repressi, liti e violenze sessuali.

Giovedì 9 febbraio 2023 ore 20.30
GRAZIA RAIMONDI, violino
LUIGI PIOVANO, violoncello
Georg Philipp Telemann – Fantasia n. 9 in si minore per violino solo; Alfred Schnittke – Madrigal in memoriam Oleg Kagan per violino solo; Johann Sebastian Bach – Suite per violoncello solo n. 1 in sol maggiore BWV 1007; Arcangelo Corelli – Sonata a violino e violone in re minore op. 5 n. 12 La Follia; Zoltán Kodály – Duo per violino e violoncello op. 7

DAL 12 FEBBRAIO 2023
MODO MINORE

scritto, diretto ed interpretato da Enzo Moscato
progetto, arrangiamenti e direzione musicale Pasquale Scialò
musicisti Paolo Cimmino Antonio Colica Antonio Pepe Claudio Romano
assistente musicale Claudio Romano
fonica Teresa di Monaco

Dall’ultimo (e romantico) Carosone di ‘Giacca rossa é russetto; dall’ imperituro (e quasi modernista) Sergio Bruni di ‘O jukebox ‘e Carmela’; dall’ ironico Ugo Calise al malinconico Enzo Di Domenico; da Antonio Basurto a Teddy Reno, Mario Trevi, Mimmo Rocco, Bruno Martino, Giorgio Gaber, Luigi Tenco, Pino Donaggio, Sonny and Cher, l’ Equipe ’84, Dalida e Gloria Christian...

Ecco, in sintesi, la sfilata, o defilé, di artisti, autori e ‘glamorous’ canzoni d’epoca, che attraversa Modo Minore, viaggio mnemonico - musicale, che, scanzonatamente, ma non senza il rigore dell’ attenzione e dell’ approfondimento filologico – si muove, anzi si sposta danzando discretamente – in modo minore, appunto, vale a dire in umiltà – dal cuore agli arti, dal centro al margine ( e viceversa) del complesso e al contempo leggerissimo e giocoso impero canoro – napoletano ( ed internazionale ) relativo agli ultimi tre decenni del ‘900.


Giovedì 16 febbraio 2023 ore 20.30
TRIO JEAN PAUL
Integrale dei Trii di Robert Schumann, Felix Mendelssohn e Johannes Brahms (I concerto)
Robert Schumann – Trio in fa maggiore op.80; Johannes Brahms – Trio in do minore op. 101; Felix Mendelssohn – Trio in do minore op. 66

DAL 18 FEBBRAIO 2023
MARIA MADDALENA DELLA SALVEZZA

da  fuochi di M. Yourcenar
regia e e drammaturgia Lina Sastri
collaborazione allo spettacolo, installazioni sceniche e disegno luci di Bruno Garofalo

Il racconto è appassionato e spietato, come la scrittura magnifica di Marguerite Yourcenar. È un canto poetico in cui prende forma una storia d’amore dolorosa e appassionata. La storia di una mancanza che segna la vita di Maria Maddalena e la condanna a un destino di solitudine e infelicità, perché segnata da un’eterna ferita d’amore: così la Yourcenar racconta la storia di questa donna che passa dall’amore innocente per Giovanni a quello appassionato per Gesù fino alla dedizione più assoluta.È un percorso inquietante e profondo nell’anima femminile. In scena con l’attrice interprete di Maddalena, due musicisti evocano musicalmente le atmosfere emozionali del racconto, che prendono corpo grazie alla voce dell’interprete.«È la grande passione di Maria Maddalena per Gesù, che la condanna a un destino di infelicità – spiega Lina Sastri. Ma è anche la solitudine del non amato o del respinto o dell’escluso. Porteremo in scena il percorso di un’anima che nasce innocente e, per vendetta, perché vittima di abbandono, cambia il suo destino, o crede di cambiarlo. Ma non ci riuscirà: l’amore e la passione la porteranno comunque di fronte alla ferita insanabile, al doloroso cammino di chi ama ed è abbandonato. Senza scampo».



Giovedì 23 febbraio 2023 ore 20.30  
QUINTETTO BARTHOLDY
Alexander von Zemlinsky – Due movimenti per quintetto in re minore; Wolfgang Amadeus Mozart – Quintetto in si bemolle maggiore K. 174; Johannes Brahms – Quintetto in sol maggiore  op. 111

DAL 25 FEBBRAIO 2023
SORELLE

con Sara Bertelà e Anna Della Rosa
traduzione italiana Chiara Elefante
Sorelle è il primo adattamento italiano di Soeurs, testo del pluripremiato drammaturgo Pascal Rambert che ne ha curato anche la regia, guidando sul palco due interpreti d’eccezione, Sara Bertelà e Anna Della Rosa. Lo spettacolo prodotto da TPE - Teatro Piemonte Europa e FOG Triennale Milano Performing Arts, ha debuttato alla riapertura dei teatri nel maggio 2021, dopo essere stato in prova durante i mesi di lockdown.
Dopo i successi di Clôture de l’amour, Répétition (Prova) e Architecture (con cu ha inaugurato il Festival di Avignon nel 2019), il regista e autore francese dirige due attrici molto amate dal pubblico e recentemente applaudite in diverse produzioni TPE: Sara Bertelà (Molière / Il Misantropo, Una specie di Alaska, Niente di me) e Anna Della Rosa (Molière / Il Misantropo, Accabadora, Cleopatràs). Lo fa con un grande racconto che pone al centro la resa dei conti tra due sorelle, che lui stesso descrive come: «uno smisurato conflitto tra due donne che tutto separa e tutto riunisce. Una lotta all’ultimo sangue. Parola contro parola. Corpo contro corpo. Per dirsi - attraverso tutta questa violenza - solamente una cosa: l’amore che provano l’una per l’altra». Sorelle parte da un conflitto famigliare per assumere in maniera raffinata e sottile una visione geopolitica perturbante per noi occidentali e poeticamente inedita.
Aggiunge Rambert «Non esiste una trama, mi piace immaginare lo spettacolo in termini di energia. Non mi interessa raccontare una storia di conflitto ma focalizzarmi su come le interpreti incarnano il testo. Sull’energia reale e organica che scaturisce dalla relazione che i loro due corpi instaurano nello spazio. Quando dico che si tratta di uno scontro tra due sorelle, dico tutto e allo stesso tempo niente. La forza del conflitto risiede, infatti, su due elementi: il potere dello scambio verbale e l’eco che questo genera nello spazio e nel tempo. È qualcosa che si rinnova ogni sera e che richiede un notevole sforzo fisico».
Sulla genesi della versione italiana aggiunge: «A volte le cose vanno così. Ho scritto e diretto le versioni di Soeurs a Parigi e Madrid contemporaneamente con Audrey Bonnet e Barbara Lennie con cui, qualche anno prima, avevo lavorato rispettivamente per la versione francese e spagnola di Clôture de l’Amour, andata in scena Italia proprio con Anna Della Rosa. E quando mi è stato proposto di realizzare la versione italiana di Soeurs con Anna Della Rosa e Sara Bertelà ho subito detto di sì, pieno di entusiasmo per questa nuova esperienza».
E così il regista ha rimodellato la pièce sul corpo e la personalità di Anna Della Rosa e Sara Bertelà in questo che è il primo adattamento italiano del suo testo.

DAL 4 MARZO 2023
LA SIGNORA DELLA TV

musiche Claudio Romano
coreografie Johannes Palmieri
scene BFrancesca Mercurio
orchestra diretta da Claudio Romano

con Ettore Gatta Stefano Minale Giuseppe Fiscale Luigi Fiscale Giovanni Minale BFrancesco Izzo Domenico Monda

attori  Vincenzo de Lucia Valentina Petriccione
ballerini Johannes Palmieri BDeborah Esposito  BAngela Rasulo Andrea Tarantino
Vincenzo De Lucia presenta lo spettacolo "La signora della TV" una produzione inedita Tradizione e Turismo, con le musiche Claudio Romano i costumi di Dora Maione e le coreografie di Johannes Palmieri.
Un inno alla leggerezza e alla musica, con la costante attenzione ad un riferimento principe come quello del Varietà per eccellenza. Sono questi i punti saldi dell'inedito testo divenuto spettacolo, dell'attore - cantante e imitatore Vincenzo De Lucia, molto apprezzato per le sue uniche capacità di female impersonator.
L'artista partenopeo vestirà i panni di moltissime signore dello spettacolo: luminose stelle provenienti dal piccolo al grande schermo, fino alla storia della musica.
Dopo il successo in Tv in programmi come "Made in Sud" e "Stasera tutto è possibile", fino alle fortunate incursioni a "Domenica In", De Lucia raccoglie le sue donne in una galleria teatrale di risate in cui è accompagnato da un orchestra di otto elementi, quattro ballerini e costumi sfavillanti firmati da Dora Maione, per traghettare il pubblico in una serata nel segno di un'unica ed altissima missione: intrattenere divertendo.
durata: 1h 30 senza intervallo


DALL' 11 MARZO 2023
BACCANTI

di Euripide
traduzione e adattamento Laura Sicignano Alessandra Vannucci
regia Laura Sicignano
con Aldo Ottobrino Manuela Ventura Egle Doria Lydia Giordano Silvia Napoletano
Alessandra Fazzino Franco Mirabella Silvio laviano
regista assistente Nicola Alberto Orofino
musiche originali eseguite dal vivo Edmondo Romano

Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica.
Friedrich Nietzsche  Baccanti parla di un rito arcaico. Questa tragedia ci appare oggi misteriosa e rivoluzionaria in quanto l’autore sembra rinunciare definitivamente all’idea che vi sia una forza ordinatrice alla base del Cosmo. Bacco nel nostro spettacolo è un’entità androgina ed eversiva: è il regista che tiene segretamente le fila di tutti gli eventi. Gioca a dadi le vite degli uomini e si diverte. La divinità dai molti nomi e dalle molte storie che più di tutte tra i greci rappresenta il Caos è al tempo stesso il legame con la Zoè, la forza vitale che tutto attraversa. Dio e disordine finiscono per identificarsi, così come Penteo e Dioniso si contrappongono e si rispecchiano come due opposti che si attirano e si respingono. Baccanti è un mondo rovesciato dove il razionale, virile, Penteo, il re dalle certezze assolute, viene sedotto dall’ambiguo straniero, che lo irretisce in un gioco al massacro, dove sarà proprio la madre Agave a smembrarlo gioiosamente, mentre i vecchi Cadmo e Tiresia sono follemente sapienti e amorali, le donne non rispettano le regole e si inebriano danzando e fondendosi con la natura. Baccanti sembra citare a priori e contenere in se’ gran parte del teatro futuro. Questa tragedia è attraversata da un rito arcaico di smembramento e rigenerazione, misterioso e profondamente radicato nella nostra cultura.  Siamo nella stanza di un museo infestato da presenze malefiche, che forse è la traduzione spaziale della mente di Penteo, uno spazio geometrico e razionale, ma minacciato da muffe e infiltrazioni, inquietudini e desideri violentemente repressi.  Qui si manifestano apparizioni e scomparse di sogni e di inconfessabili desideri. Siamo in un circo demoniaco, dove regnano metamorfosi e travestimento. Su musica elettronica, le donne corrono con i lupi: streghe e femmine folli di Dioniso, le Baccanti sono un piccolo esercito impeccabile di principesse inservienti pronte a danzare e a sbranare, sfuggono allo stereotipo dello sguardo maschile e sono libere. Baccanti è la celebrazione del mistero prepotente fino all’assurdo di Dioniso, della Zoé che non ha morale, la cui sacerdotessa è la potenza dell’imprevedibile forza eversiva femminile. Baccanti è una distruzione e una rinascita. In quest’opera Euripide sembra esprimere l’intuizione che nella cultura occidentale stia avvenendo una fine e un nuovo inizio.



Giovedì 16 marzo 2023 ore 20.30  
JAN LISIECKI, pianoforte
Fryderyk Chopin – Studio in do maggiore; Notturno in do minore; Studio in la minore; Notturno in mi maggiore; Studio in mi maggiore; Studio in do diesis minore; Notturno in do diesis minore; Notturno in re bemolle maggiore; Studio in sol bemolle maggiore; Studio in mi bemolle minore; Notturno in mi bemolle maggiore; Notturno in do minore; Notturno in sol minore; Studio in do maggiore; Notturno in fa maggiore; Studio in fa maggiore; Studio in fa minore; Notturno in si bemolle minore; Studio in la bemolle maggiore; Notturno in la bemolle maggiore; Studio in mi bemolle maggiore; Notturno in do diesis minore

DAL 18 MARZO 2023

THE NIGHT WRITER

musica Stef Kamil Carlens
drammaturgia Miet Martens, Sigrid Bousset
traduzione Franco Paris disegno luci Jan Fabre
direzione tecnica Marciano Rizzo
Jan Fabre di notte scrive e disegna. The Night Writer raccoglie, come in un flusso, i suoi pensieri sull’arte e sul teatro, sul senso della vita, sulla famiglia, sul sesso, sull’amore: dai vent’anni di un giovane di provincia, sino alla maturità dell’artista celebrato in tutto il mondo. Come in una confessione, un mettersi a nudo con spregiudicatezza, con ironia e crudeltà, il copione raccoglie diverse pagine dei diari personali dell’autore, oltre a brani tratti dai suoi scritti per il teatro: ‘La reincarnazione di Dio’ (1976),‘L’Angelo della Morte’ (1996), ‘Io sono un errore’ (1988), ‘L’imperatore della perdita’ (1994), ‘Il Re del plagio’ (1998), ‘Corpo, servo delle mie brame, dimmi…’ (1996), ‘Io sono sangue’ (2001), ‘La storia delle lacrime’ (2005), ‘Drugs kept me alive’ (2012).

DAL 25 MARZO 2023
OVVI DESTINI

di Filippo Gili
con Vanessa Scalera Anna Ferzetti Daniela Marra Pier Giorgio Bellocchio
scene Alessandra De Angelis Giulio Villaggio
drammaturgia e regia BFilippo Gili
Dopo il successo della Trilogia di Mezzanotte nelle precedenti stagioni teatrali, Filippo Gili torna a scavare le relazioni familiari con il suo nuovo lavoro drammaturgico, Ovvi Destini. Un cast di tre straordinarie attrici sarà protagonista del progetto inedito del regista e drammaturgo romano: Vanessa Scalera (recentemente protagonista della fiction di successo Imma Tataranni – Sostituto procuratore), Anna Ferzetti (da poco al cinema con Valerio Mastrandrea e Marco Giallini in Domani è un altro giorno) e Daniela Marra (reduce di recente da Squadra Antimafia e dalla fiction Rai Il Cacciatore). Al loro fianco, la straordinaria partecipazione di Pier Giorgio Bellocchio (figlio del regista Marco Bellocchio e protagonista in diverse pellicole cinematografiche italiane).
Rodolfo Di Gianmarco, per Corriere della Sera, ha scritto dello spettacolo: “Che magnifico mistero c’è sempre nel teatro di Filippo Gili, con l’ombra della morte come nella cultura scandinava, in rapporto coi dissidi dostoevskijani di Simon Weil, di Enzensberger e di Blanchot, e con l’infelicità immaginifica di Landolfi. (…) Formidabile, il quartetto in scena.”
Tre sorelle. Laura la primogenita, Lucia la seconda, Costanza la più piccola: sui trentacinque, chi più chi meno. Costanza è su una sedia a rotelle per colpa di un incidente provocato un paio d’anni prima da Laura, la maggiore. Ma né Costanza né Lucia conoscono la disgraziata responsabilità di Laura. Loro no: ma la conosce uno strano essere, Carlo, che comincia a ricattare Laura.
Laura è una incallita giocatrice d’azzardo. Violenti gli scontri con Lucia, la sorella di mezzo. Ma su questo si incentra anche il ricatto di Carlo: o dici a tua sorella che due anni fa fosti te, non vista, a fare quel balzo che costò le gambe di tua sorella, o tutti i proventi delle tue vincite li prenderò io. Il senso di colpa per quella disgrazia si fa materiale, sudato, vivo, bollente. Laura resiste. L’altro non spiffera nulla, fin quando, davanti alle due sorelle ‘sane’, non soltanto si dimostrerà tutt’altro che ricattatorio, ma offrirà anche loro un dono: la possibilità di realizzare un desiderio irrealizzabile. Un angelo? Un demone? Metafisico o reale che sia, quell’uomo ha offerto loro una possibilità che, se non grottesca, sembrerebbe sublime. Che desiderio potrebbe esprimere Laura, se non quello, per amore e senso di colpa, di far riavere l’uso delle gambe alla sorella?  Mi fermo qui. Ma voglio solo ricordare che il Poeta e lo Scienziato, nel film Stalker di Tarkovskji, quando arriveranno alla Stanza dei desideri si sottrarranno dall’esprimerne: chi garantisce che il desiderio più profondo sia quello cosciente, quello espresso, quello che deriva dall’amore, dalle cose chiare, piuttosto che uno strano oggetto che alberga nelle lontane caverne di un violento, libidico, antico Io?

Giovedì 23 marzo 2023  ore 20.30  
QUARTETTO ADORNO
SANDRO DE PALMA, pianoforte
Camille Saint-Saëns – Quintetto in la minore op. 14; César Franck – Quintetto in fa minore

DAL 1 APRILE 2023
IL SINDACO PESCATORE

tratto dall’omonimo libro di Dario Vassallo
con Ettore Bassi
regia Enrico Maria Lamanna
testi di Edoardo Erba
Raccontiamo la storia di un eroe normale, Angelo Vassallo: un uomo che ha sacrificato con la sua vita l'impegno di difendere e migliorare il proprio territorio e la propria gente, attraverso un’opera quotidiana, semplice, onesta e lungimirante; dall'inizio della sua carriera politica, fino ai successi straordinari ottenuti nel Cilento a favore del Bene Comune - compresa l'operazione Dieta Mediterranea assurta, grazie a lui, a Patrimonio dell'Unesco - e al suo tragico epilogo.
Ambientalista convinto, amato dai suoi concittadini, in una regione malata e straordinaria come la Campania, Vassallo era noto come ‘il Sindaco Pescatore’ per il suo passato, e per l'amore nutrito verso il mare e la sua terra, che nell’attività di amministratore lo aveva sempre ispirato Esempio di rigore nel rispetto della legge con modi severi e fermi, che tuttavia permettevano di mantenere intatta la bellezza di uno dei luoghi più caratteristici del Cilento; emblematica, in tal senso, la sua ordinanza di una multa fino a mille euro per chi venisse sorpreso a gettare a terra cenere e mozziconi di sigarette: un solo mozzicone inquina un metro cubo di acqua per un anno intero.
La sera del 5 settembre 2010, mentre rincasava alla guida della sua auto, è stato barbaramente e vigliaccamente ucciso per mano di uno o piu assassini ancora oggi ignoti. Più di 500 persone tra sindaci, amministratori locali e semplici cittadini, il 10 febbraio 2018, hanno marciato per dire no all’archiviazione dell'inchiesta sull’omicidio dell’ex-sindaco di Pollica.
Lo spettacolo prodotto da Michele Ido con la regia di Enrico Maria Lamanna è interpretato da Ettore Bassi su drammaturgia di Edoardo Erba, tratta dal libro di Dario Vassallo Il Sindaco Pescatore e dai racconti di chi lo ha conosciuto e non lo vuole dimenticare.

Giovedì 6 aprile 2023  ore 20.30  
TRIO AMATIS
Ludwig van Beethoven –
Trio in si bemolle maggiore op. 11 Gassenhauer; Dmitrij Šostakovič Trio n. 1 op. 8; Franz Schubert Trio in mi bemolle maggiore op. 100

DALL' 8 APRILE  2023
MARGUERITE

di e con Cristina Donadio
musiche eseguite da Marco Zurzolo
al sax Marco de Tilla al pianoforte NVincenzo Danise
Un percorso frammentato - narrato per immagini - una serie di fotogrammi interiori - istantanee in bianco e nero dell’animo di una giovane donna. I cambi del punto di vista della narrazione sono continui, frequentissimi i salti temporali in avanti e all’indietro , un passaggio senza soluzione di continuità dal discorso diretto all’indiretto.
… E il rumore del mare che fa da collante. E le canzoni…E la voce di Marguerite…
La storia di un amore funziona da mezzo di contrasto per evidenziare una storia familiare difficile e dolorosa fondata come è su un rapporto di odio-amore tra la giovane donna e sua madre , un rapporto esemplare per i suoi abissali risvolti emotivi. E’ la storia di un dolore , anche, della sofferenza di una perdita.
... E la musica accompagna , contrasta, precede o insegue le immagini, le parole ed i gesti. Per incontrarsi, solo nel finale, in una lenta, cinematografica dissolvenza.
L’idea della messa in scena risale al 1987 , a pochi mesi dalla morte improvvisa e sconvolgente di Annibale Ruccello e Stefano Tosi, avvenuta tragicamente per un incidente stradale nel settembre del 1986.
Quel testo diventò Frammenti di donna, versione teatrale de L’Amante di Marguerite Duras che io scelsi per la straordinaria capacità della scrittrice francese di attraversare , in prima persona e con intensa emotività , tutti gli stati d’animo che nascono dal dolore per la perdita di una persona cara. La mia “voce di dentro” fu la musica composta ed eseguita al pianoforte da Pappi Corsicato, sette brani struggenti e minimalisti per ognuno dei sette frammenti di donna, e sette furono le immagini in un abbagliante bianco e nero che Fabio Donato creò per raccontare i sette sentimenti che venivano di volta in volta vissuti in scena quasi a formare un immaginario album fotografico della memoria…
Sono passati trentacinque anni da quei frammenti ed io continuo ad essere stupita e catturata da Marguerite e dalla sua scrittura, un enorme corpo narrativo dove i personaggi e le situazioni, gli eroi e le tragedie si muovono fuori da ogni schema in una galassia spazio-temporale dove il fulcro necessario è l’esistere e prima ancora, l’essere…
Marguerite non è altro che un atto d’amore…


DAL 22 APRILE 2023
LA LOCANDIERA

di Carlo Goldoni
regia Luca De Fusco
con Francesco Biscione Vittorio Ciorcalo Cinzia Cordella Gennaro Di Biase NGiacinto Palmarini Gilda Postiglione NLara Sansone
aiuto regia Lucia Rocco
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
musiche a cura di NPaolo Coletta

Torno a Goldoni dopo dieci anni. L’ho molto frequentato durante il mio decennio Veneto mettendo in scena La bottega del caffè con Pagliai, La Trilogia della villeggiatura con Lello Arena ed infine L’impresario delle Smirne con Eros Pagni. Ritrovo ne La Locandiera la perfezione della drammaturgia goldoniana, il suo meccanismo a mosaico che la rende perfetta se la compagnia è dotata di tutte le tessere giuste. Il regista deve rispettare ed anzi sforzarsi di riprodurre il mosaico ma può poi darsi delle libertà interpretative. Per la terza volta ho ambiento Goldoni negli anni ’50 Trovo che ci sia un’analogia tra la freschezza e l’ottimismo della nascente borghesia italiana del ’700 e quello della borghesia italiana degli inizi del boom economico del secolo scorso.
Le trasposizioni, a mio avviso, rivitalizzano i testi e ne dimostrano l’eternità. Come già feci nell’Impresario, innesto musica e canzoni nello spettacolo. In quel caso lo spunto era quello delle musiche di Nino Rota, per la versione di Visconti.
In questo caso, con maggiore libertà, immagino che al centro della locanda super stilizzata di Marta Crisolini ci sia un jukebox e che proprio la musica sia il filo sottile che lega Mirandolina e Fabrizio. Non possiamo infatti concepire oggi che questa affascinante locandiera sposi alla fine Fabrizio solo per seguire il consiglio del padre. Ma la cornice canora e la presunzione di un reale feeling tra i due sposi non ci fa dimenticare il cinismo della protagonista e le nevrosi del cavaliere, i due tratti più contemporanei del testo.
Inizio con questo spettacolo una collaborazione con gli amici del Teatro Sannazaro che spero sia duratura. Si lavora bene in questo piccolo gioiello settecentesco al centro di Napoli: è una gestione familiare che tratta il teatro con amore antico ma con approccio moderno e che si basa su un talento, quello di Lara Sansone, risaputo a Napoli ma che merita di essere reso noto ormai in tutta l’Italia.

DAL 29 APRILE 2023
FERDINANDO

di Annibale Ruccello
con BHDonna Clotilde Gea Martire
Gesualda Chiara Baffi  Don Catellino Fulvio Cauteruccio BFerdinando Diego Frisina
regia BNadia Baldi

Nadia Baldi firma la regia di FERDINANDO, il testo forse più famoso di Annibale Ruccello, andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986. L’opera ha vinto due premi IDI: uno nel 1985 come testo teatrale, il secondo nel 1986 come miglior messinscena.

Questa nuova versione ha ricevuto due nomination ai Premi Le maschere 2017 per Chiara Baffi e Le maschere 2018 per Chiara Baffi e Francesco Roccasecca.

Donna Clotilde (Gea Martire), baronessa borbonica, si è rifugiata in una villa della zona vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. È con lei una cugina povera, Gesualda (Chiara Baffi), che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera. I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catellino (Fulvio Cauteruccio), un prete coinvolto in intrallazzi politici.

Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché non arriva Ferdinando (Francesco Roccasecca), un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità e a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.

“FERDINANDO contiene notevoli elementi espressivi per una realizzazione teatrale delle emozioni umane specchiandosi nella tagliente forza di una storia che attraverso il teatro ruoti intorno al disvelamento di una serie di segreti. FERDINANDO si concentra su quello che è forse il più insondabile mistero: la mente umana. Nasce così in me l’esigenza di indagare il possibile e impossibile mondo creativo che le donne sanno attuare quando i freni inibitori e culturali non hanno più il loro potere censurante.

Tutti i personaggi in una prima fase si presenteranno nel loro quotidiano per poi disvelare geniali strategie e stupefacenti mondi interiori. Lo spettacolo si incentrerà su un’indagine minuziosa, sul cogliere le sottigliezze dei gesti, degli sguardi, dei corpi in agguato. Racconterà la singolare dinamica attraverso la quale gli oggetti divengono padroni dei luoghi, mentre le fantasie interiori dei personaggi diventano padroni della loro esistenza fino a spingerla verso una dimensione surreale, comica, drammatica e imprevedibile: esiste sempre una connessione tra noi e i luoghi, tra noi e gli oggetti, tra noi e la memoria. Le follie e gli incroci amorosi contenuti nella trama emergeranno come elementi contemporanei e modernissimi che da sempre regolano la potenza dei sogni e degli affetti presenti nella storia dell’umanità. FERDINANDO mette in luce le connessioni esistenziali fra dramma e malinconia, comicità e solitudine, sottolineando tali contrasti attraverso un uso di una messinscena che mira a svelare gli opposti sentimentali disseminati in tutte le esistenze”.

Nadia Baldi



Mercoledì 10 maggio 2023  ore 20.30
GABRIELE PIERANUNZI, violino
GIORGIA TOMASSI, pianoforte
Integrale delle Sonate per violino di Robert Schumann
Robert Schumann – Sonata n. 1 in la minore op. 105; Sonata n. 2 in re minore op. 121; Sonata n. 3 in la minore WoO 27

Giovedì 18 maggio 2023  ore 20.30
QUARTETTO KUSS
Miniature Russe e Armene; Igor Stravinskij – Tre pezzi per quartetto d’archi n. 2, Concertino per quartetto d’archi n.7; Pëtr Il’ič Čajkovskij – Andante cantabile in si bemolle maggiore;
Ludwig van Beethoven – Quartetto per archi in mi minore, op. 59 n. 2