Teatro Toto'




TEATRO TOTO' Via Frediano Cavara , 12/E  Tel. 0815647525



DALL' 11 GENNAIO 

O' VICO 

di RAFFAELE VIVIANI  con :

LORIS BROSCA - PAOLA CANNATELLO - GIANCARLO COSENTINO - ROSARIA DE CICCO - FRANCO IAVARONE - NELLO MASCIA - MASSIMO MASIELLO - GIOVANNI MAURIELLO - MATTEO MAURIELLO - MARIANNA MERCURIO - CICCIO MEROLLA - FRANCESCO PAOLANTONI

regia di

NELLO MASCIA

commento musicale dal vivo MARIANO BELLOPEDE  CICCIO MEROLLA

NOTE

«La mia vita fu tutta una lotta: lotta per il passato, lotta per il presente, lotta per l'avvenire.Con chi lotto?Non col pubblico, il quale anzi facilmente si fa mettere con le spalle al tappeto, ma con i mille elementi che sono nell'anticamera, prima di giungere al pubblico. Parlo del repertorio, delle imprese, dei trusts, dei trusts soprattutto. Oggi come ieri, l'uomo di teatro è in lotta continua coll'accaparramento dei teatri di tutta Italia, i quali sono tenuti e gestiti da pochissime mani, tutte strette fra loro.” E' l'incipit dell'autobiografia di Raffaele Viviani. Parole che sembrano scritte ieri, per quanto esse siano attuali. Oggi come ieri il teatro vive uno stato di crisi perenne. La riforma ministeriale, ha eliminato 300 compagnie piccole e medie, favorendo il mostro nuovo: il pachidermico “teatro pubblico commerciale” dei Teatri Nazionali, totalmente asserviti alle clientele e al sottogoverno. Ma ciò che è più agghiacciante è il progetto politico che la riforma lascia intravedere. Quello di una progressiva dismissione del finanziamento pubblico al teatro. Ormai è chiaro. Per lo Stato il teatro non ha già più una funzione pubblica e la miope classe politica attuale non vede nel teatro una chiave dello sviluppo sociale. Questo clima di crescente disagio e di smarrimento ha fatto nascere in alcuni di noi, attori e amici di vecchia data, la determinazione di agire. Così nell'agosto dello scorso anno abbiamo deciso di creare un gruppo d'azione: ATTORI INDIPENDENTI. Più che una nuova formazione teatrale un manifesto, un documento per ricordare con forza i valori elementari dell' attività teatrale. Per rivendicare un'idea di teatro che restituisca all'attore la dignità e la centralità dell'attività creativa. Per tutelare ilnostro patrimonio attoriale napoletano ormai disperso, e trasmetterlo integro e puro come a noi lo insegnarono i nostri Maestri. Partimmo con niente. Ci auto-tassammo. Una produzione no budget totalmente affidata al botteghino. Attori da una parte. Spettatori dall'altra. Senza aiuti, senza coperture, senza protezione. Un gruppo di attori che riconosce la propria storia nell'altro, che riconosce nell'altro le ragioni poetiche della propria scelta di vita. Partimmo col disincanto dell'età, nella nostra gioiosa dichiarazione di resistenza.Con poche certezze. La prima. Il teatro è necessario. Per noi “Teatro” significa luogo di incontro e scontro non semplice rituale o abitudine mondana. Per noi Teatro significa dialogo fra donne e uomini sul palcoscenico e nella platea per dirsi alcune cose, rifiutarne altre, per mettere insomma in dialettica il mondo “divertendosi” proprio nell’atto meravigliosamente superfluo, e per questo ancora più necessario, del Teatro. La seconda. Sappiamo far bene il nostro mestiere. La terza. L'unico nostra possibilità di manovra e di azione sulla realtà, politica e culturale del nostro paese, è quella di fare spettacoli belli. Sempre più belli, di cui il pubblico si innamori. E' l'unica rivoluzione possibile alla quale noi possiamo contribuire. Per questa prima avventura scegliemmo Viviani. Il primo testo scritto da Viviani. 'O VICO. Anch'esso un tentativo. Emblematico. Nel dicembre 1917, all'indomani della disfatta di Caporetto, ci fu una violenta campagna per far chiudere gli spettacoli di variété, “ poco edificanti per i reduci dal fronte”. Seguì un divieto governativo. Una sera del 1917 Viviani si presentò al cavaliere Giovanni Del Piano, impresario del Teatro Umberto dì Napoli, un piccolo teatro popolare in Via Sedile di Porto, dove si davano spettacoli di varietà e gli propose un affare. Propose all'impresario dell'Umberto di recitare nel suo teatro non più da solo, ma in compagnia di altri attori, tramutando le sue scene in veri atti unici. Rivoluzionando i canoni classici del "Teatro d'Arte" inventò di fatto un nuovo genere dove la prosa si fondeva con musica canto e danza. Il primo fu 'O VICO appunto. Un gioiello. Che rappresenta la sintesi di quello che sarebbe stata la produzione immortale di uno dei più grandi artisti del teatro del Novecento.


DAL 25 GENNAIO 

" SCONNESSI VIAGGIATORI "

con CIRO ESPOSITO , FLORIANA DE MARTINO , GENNARO SILVESTRO , LUISA ESPOSITO , ROSARIO MINERVINI


Due coppie dal passato equivoco vincono un viaggio vacanza in un villaggio turistico situato su un’isola sperduta. È l’occasione per allontanarsi dalla routine e dallo stress che caratterizzano le loro giornate e per rilassarsi. Ma l’entusiasmo presto si trasforma in angoscia, sconcerto, paura: una serie di rocambolesche e tragicomiche disavventure mette a dura prova la pazienza e l’incolumità dei quattro, che sono agli antipodi per comportamenti, carattere ed esperienze di vita. Come se non bastasse, sull’isola non c’è campo per i cellulari e non c’è wi-­‐fi. E nel villaggio, stranamente, ci sono soltanto altri sette vacanzieri: uno strambo signore con un bambino cinese, una innamoratissima coppia di artisti gay e tre sventurati tifosi del Napoli che sono finiti nel posto sbagliato nel momento sbagliato.Riusciranno i protagonisti a cavarsela senza danni? E soprattutto, come cambieranno le loro esistenze dopo questa movimentata e sconvolgente esperienza?Una commedia divertente e dirompente, ricca di colpi di scena e situazioni esilaranti, che mette a nudo meschinità e ipocrisie e offre agli spettatori un numero impressionante di momenti di allegria e riflessione. In scena, una compagnia di giovani, brillantissimi attori partenopei che una settimana prima di realizzare lo spettacolo effettueranno un esperimento unico nel suo genere: si isoleranno dal resto del mondo e spariranno dai radar comunicativi rinunciando all’utilizzo dei loro telefonini, di WhatsApp, di Facebook e di tutti i social network. Per meglio prepararsi all’entusiasmante sfida del palcoscenico.


DALL' 8 ALL' 11 FEBBRAIO 

FRANCESCA MARINI " MIA CARA CITTA' LIVE RECITAL " 

Dopo le splendide produzioni targate Teatro Totò degli ultimi anni, che l’hanno vista interpretare repertori diversi come il musical o la canzone italiana d’autore, senza dimenticare lo straordinario spettacolo “Verso il mito” dedicato alla Piaf, Francesca Marini, con “Mia cara città” recital live in due tempi, ripercorre canzoni, aneddoti e poesie tra le più belle scritte nel primo 900

Canzoni rese famose dai più grandi poeti dell’epoca come Di Giacomo, Bovio, E. A. Mario, Tagliaferri, Gambardella etc. , per risalire poi fino ai nostri tempi con canzoni di bravi autori contemporanei che sulla scia dei loro predecessori hanno descritto in modo più moderno il cambiamento e il linguaggio musicale dell nostra bella e cara città.

Al pianoforte e tastiere Antonello Cascone

Alle chitarre Claudio Romano


DAL 15 FEBBRAIO 

OSCAR DI MAIO in " NU' BAMENIELLO E TRE SAN GIUSEPPE" 

Versione ridottissima nel cast e di conseguenza nel testo che diventa molto più “ snello “, adattando la piece ad una interpretazione più moderna diretta e veloce. I personaggi da 14 diventano 10, a scena unica.

La commedia è ambientata agli inizi degli anni sessanta in un piccolo paesino alle porte di Napoli, dove Carmelina (Marzia Di Maio), spinta dalla madre Lionora (Alessandra Borrelli) ma non dal padre Pasquale (OSCAR DI MAIO ) per sfuggire ad una realtà claustofobica e provinciale, accetta di recarsi a Roma, a Cinecittà, dove, contrariamente ai sogni e alle speranze che aveva riposto nel mondo incantato della celluloide, ai facili guadagni e alla grossolana popolarità, si ritroverà a girare un volgare filmetto hard, destinato ad un pubblico dalle semplici e becere emozioni. Pasquale racconta la terribile vicenda all’amico Filiberto (Stefano Sannino) il quale sembra molto interessato a vedere Carmelina nuda come l’ha fatta la madre. La ragazza verrà così bollata dai suoi compaesani come “svergognata, donna dai facili costumi”. In seguito la ragazza scoprirà di essere incinta, tesi confermata anche da Petrosina, l’ostetrica del paese. Il padre del nascituro sarà per tutti incerto: potrebbero essere lo scemo del villaggio Luigino, Nicolino venditore di uccelli, l'avv Pianese (Ciro Scherma) o il vero fidanzato della ragazza, Giovannino, emigrato in Germania per guadagnarsi da vivere.

Il doppio finale a sorpresa nasce dall'esperienza tramandata ad Oscar Di Maio, che ne cura la Direzione Artistica e Regia, darà un tocco di originalitá rispetto alle interpretazioni tradizionali susseguitesi negli anni.


LUNEDI' 26 FEBBRAIO 

SIMONE CRISTICCHI  in " IL SECONDO FIGLIO DI DIO , vita morte e miracoli dI  DAVID LAZZARETTI

In cima a una montagna, davanti a una folla adorante di 4 mila persone, un uomo si proclama reincarnazione di Gesù Cristo. È il luglio del 1878. L’inizio di una rivoluzione possibile, che avrebbe potuto cambiare il corso della StoriaSimone Cristicchi presenta Il secondo figlio di Dio, il suo nuovo spettacolo teatrale ispirato alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il “Cristo dell’Amiata”.Dopo il grande successo di “Magazzino 18” (200 repliche e decine di migliaia di spettatori), Simone Cristicchi, torna a stupire il pubblico con una storia poco frequentata, ma di grande fascino.Ne Il secondo figlio di Dio , si racconta la grande avventura di un mistico, l’utopia di un visionario di fine ottocento, capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale. Tra canzoni inedite e recitazione, il narratore protagonista ricostruisce la parabola di Lazzaretti, da barrocciaio a profeta, personaggio discusso, citato e studiato da Gramsci, Tolstoj, Pascoli, Lombroso e Padre Balducci; il suo sogno rivoluzionario per i tempi, culminato nella realizzazione della “Società delle Famiglie Cristiane”: una società più giusta, fondata sull’istruzione, la solidarietà e l’uguaglianza, in un proto-socialismo ispirato alle primitive comunità cristiane. Il cant’attore Cristicchi racconta l’ ”ultimo eretico” Lazzaretti, e quel piccolo lembo di Toscana (Arcidosso e il Monte Amiata) che diventa lo scenario di una storia che mai uguale fu agitata sulla faccia della terra, ponendoci una domanda più grande, universale, che riguarda ognuno di noi: la “divinità” è un'umanità all'ennesima potenza? Con l'ausilio di video-proiezioni e di una scenografia in continua mutazione, quella terra così aspra e bella, quella “terra matrigna e madre” diventa la co-protagonista, nel racconto della straordinaria vicenda di David Lazzaretti, il secondo figlio di Dio. Una storia che se non te la raccontano, non la sai. La storia di un’idea. La storia di un sogno.

Musiche originali Simone Cristicchi e Valter SivilottiCon le voci registrate del Coro Ensemble Magnificat di CaravaggioPreparato da Massimo GrechiE diretto da Valter Sivilotti

POLTRONA € 31.50 - GALLERIA € 21.50


DAL 1 MARZO

BENEDETTO CASILLO in " LE PILLOLE DI ERCOLE "

Le pillole di Ercole , una commedia di M. Hennequin, protagonista Benedetto Casillo che ne rma anche la regia. Colpi di scena e risate no al pirotecnico nale sono la 'promessa' di Casillo che sposa questa volta la sua comicità con l'eleganza del teatro francese. «Sulla scena spiega Casillo sarò il dottor Chiarolanza, medico della mutua, inventore di nuovi preparati. Il suo capolavoro saranno le 'pillole d'Ercole', ovvero le pastiglie dell'amore, una sorta di Viagra anni 50'»


DAL 15 MARZO

DAVIDE FERRI , ROSARIO VERDE e la partecipazione straordinaria di NNAMARIA ACKERMANN  UN AMICO ALL'IMPS ?"

“Hai un amico all’INPS?” è una moderna e divertentissima commedia che riesce a far ridere partendo da temi attualissimi quali la perdita del lavoro e il problema dei falsi invalidi.Ad un giovane e bravo ingegniere informatico, divenuto dall’oggi al domani disoccupato, improvvisamente arrivano soldi da enti previdenziali, prima in maniera casuale ed in seguito in maniera fraudolenta.Luici prova gusto perché tutto sembra andare bene, finchèL’ottima compagnia è capitanata dai bravi Davide Ferri e Rosario Verde con Rosario Minervini e Edoardo Guadagno, inoltre lo spettacolo si avvale della partecipazione di una attrice che ha fatto la storia del Teatro: Annamaria Ackermann.Gaetano Liguori dirige la compagnia con classe, ritmo ed arguzia.Le scene sono realizzate da Tonino Di Ronza e i costumi da Maria Pennacchio.


DAL 5 APRILE

SIMONE SCHETTINO " FONDAMENTALMENTE SHOW "

FONDAMENTALMENTE SHOW è uno spettacolo interattivo dove l'artista sperimenta un singolare mix tra la sua comicità tradizionale che lo ha contraddistinto fino ad oggi e l'apporto della tecnologia, creando situazioni nuove all'interno dello spettacolo stesso.In questa singolare rappresentazione le costanti che uniscono e non stravolgono passato presente e futuro riguardano le risate e l'appagamento del pubblico in sala,a cui spetta sempre l'ultima parola.


DAL 19 APRILE

FRANCESCA MARINI e MASSIMO MASIELLO in " A' TERRA MIA "

Una straordinaria commedia musicale che, grazie alle splendide voci di Francesca Marini e Massimo Masiello , ci accompagnerà nei meandri ancora irrisolti, dei tantissimi problemi che affligono la nostra madre terra di appartenenza.Un tessuto musicale composto da canzoni inedite e non, firmate da Franco Del Prete, Enzo Gragnaniello e tanti altri ottimi autori, farà da filo conduttore ad una storia a tratti amara ma di contro ricca di grandi emozioni.Ai due artisti sopra citati saranno affiancati altri otto attori ed un gruppo di 6 ballerini.Le scene saranno firmate da Tonino Di Ronza, i costumi da Maria Pennacchio e la regia affidata a Gaetano Liguori.


MAGGIO (DATE DA DEFINIRE)

CHI LA MAMMA ,CHI LA FIGLIA 

con Fausto Bellone, Ivana D’Alisa, Giuseppe De Rosa, Nancydora Di Rosa,

Patrizia Doria, Giusy Freccia, Raffaele Marino,

Alberto Pagliarulo, Emilio Salvatore Antonio Vitale

Chi la mamma, chi la figlia? Due ore di risate in uno spettacolo che mette insieme la commedia di genere tipica degli anni ’50, insieme a tanti personaggi quei “tipi” comici che non smettono mai di far ridere. Pur sembrando una commedia di tradizione è invece un lavoro moderno che vede tempi serrati e piccole sorprese per il pubblico, che gode delle battute non lasciate mai scivolare via,e allo stesso tempo si appassiona alla storia dal finale non scontato. La storia è quella di due donne, una mamma (Rosaria Russo) e sua figlia (Ivana D’Alisa) che pare si siano scambiate gli anni e la maturità, l’una per amore dell’altra.

Lo spettacolo scritto da Giovanna Pignieri è uno sguardo sulla società del “si fa, ma non si dice”che fu tipico di quegli anni ’50, quando già nell’aria cominciava ad aleggiare il profumo di quella rivoluzione sociale, culturale, di costume e pensiero che furono poi gli anni’60. La regia di Maria Autiero rende lo spettacolo una macchina perfetta, dove tutti i personaggi trovano un giusto spazio espressivo, la messa in scena moderna annulla la collocazione di luogo e di tempo, lasciando lo spettatore a godere della storia narrata.

Uno spettacolo dunque dalla forte impronta femminile: autrice, regista e protagoniste, per un genere, quello comico, che da secoli è stato di solo appannaggio maschile, ma che oggi incontra una nuova tendenza.