Teatro Toto'




TEATRO TOTO' Via Frediano Cavara , 12/E  Tel. 0815647525



DAL 19 OTTOBRE

I DITELO VOI in "HORROR COMMEDY"

La famiglia è ancora il cardine della società e il nostro punto di riferimento assoluto ? Come si stanno evolvendo le nostre famiglie alla luce delle trasformazioni sociali, politiche ed economiche in atto? E' questo il tema attualissimo sul quale nasce e si sviluppa questa ironica e sorprendente "piece" teatrale.
In sintesi si tratta della storia di una famiglia italiana
contemporanea ,costretta ad affrontare un cambiamento traumatico improvviso che, alla fine di un percorso umano difficile ed intenso , si ritroverà completamente trasformata e forse più preparata a sopravvivere. Lorella Cuccarini, al culmine della sua maturazione artistica, accetta la sfida di interpretare straordinariamente il ruolo che le è più congeniale, quello di una madre, Serena, che trova la forza di mettersi in discussione. In seguito ad un imprevedibile, ma forse “salvifico” incidente di percorso infatti, questa super-mamma e moglie perfetta, che porta sulle sue spalle tutta l'organizzazione e la responsabilità della famiglia, capisce che forse questo ruolo non è più funzionale alla sua felicità e con grande coraggio decide di recuperare se stessa e il suo essere donna rimettendo completamente in gioco l'equilibrio su cui poggia l'intera famiglia. Suo marito Giulio (un ineguagliabile Giampiero Ingrassia) inizialmente destabilizzato da questo repentino cambiamento, troverà la forza di reagire, riscoprendo finalmente il suo ruolo di padre e di “genitore” per troppo tempo delegato passivamente alla moglie. Anche i due figli (Tiziana e Matteo), due ragazzi di vent'anni, andranno incontro ad una crisi profonda esattamente come i loro genitori, ma quando tutto sembra portare verso la più amara delle disgregazioni familiari, ognuno riuscirà a trovare delle risorse interiori inaspettate che porteranno la famiglia a ricomporsi con un avvincente finale a sorpresa! La lezione che tutti avremo imparato è che forse oggi la famiglia per sopravvivere ai cambiamenti, deve essere anche lo spazio per l'individuo e non solo per il ruolo (madre, padre, figlio). 


DAL 2 NOVEMBRE

GIANFRANCO e MASSIMIILIANO GALLO in " SETTE VIZI NAPOLETANI" con i misteriosi interventi in scena di MAURIZIO DE GIOVANNI

“Sette vizi napoletani” è uno spettacolo di Teatro Canzone in cui l’autore Gianfranco Gallo, immagina e racconta a modo suo, i vizi del popolo al quale egli stesso sente in modo viscerale di appartenere.

La Cazzimma”, “La Bizzuocaria”, “La Vittimismeria”, “La Sfrantummazione”,  “La Maschimeschinità”,“La Scassoneria”, “La Camorra”, Gallo battezza sette parole che nel suo stile caustico ed ironicoaccompagneranno gli spettatori in un viaggio che conduce dritto all’indole dei napoletani.

In scena i due fratelli Gianfranco e Massimiliano Gallo, ormai nomi di prestigio del Teatro, del Cinema e della Tv nazionali.I testi dello spettacolo sono molto forti e significativi costituiti come sono da parti comiche ma anche da momenti di commozione e di gran suggestione nel segno della tipica scrittura di Gianfranco, autore ormai con una sua precisa poetica.I due fratelli che insieme sono una forza della natura, guideranno gli spettatori in un viaggio unico in cui tradizione e modernità si fondono alla perfezione.La partecipazione di Maurizio De Giovanni, l’autore de “I Bastardi di Pizzofalcone, de “Il Commissario Ricciardi” e di tantissimi altri successi editoriali e televisivi internazionali rappresenta poi il valore aggiunto dello spettacolo. Lo scrittore è oggi il personaggio napoletano maggiormente riconosciuto come icona di una Napoli alternativa, migliore, in continuo cambiamento, celebrato ed amato su tutto il territorio nazionali coi suoi milioni di lettori. De Giovanni con la sua voce particolarissima ed i suoi occhi spiritati, leggerà brani scritti appositamente e giocherà con i Gallo in modo divertente e provocatorio: mentre i due fratelli parleranno dei Vizi, De Giovanni sarà l’avvocato difensore per ognuno di essi.Su di uno schermo immagini e video rievocativi di grande interesse artistico.La musica e le canzoni costituiscono una parte fondamentale dello show. Durante lo spettacolo si ascolteranno brani come “Torna Maggio”, “”Assaie”, “Qualcosa arriverà”, Acqua ‘e rose” , “Pace e Serenità” di Pino Daniele, “’A cchiu’ bella cosa” di Totò ed altre.Ad accompagnare i Gallo , l’eccezionale chitarrista Antonio Maiello, ed una band di livello altissimo, musicisti già di Edoardo ed Eugenio Bennato, di Gragnaniello, Sastri e di tanti altri.Uno spettacolo che appassionerà e che divertirà il pubblico lasciandolo riflettere come nella migliore tradizione teatrale.


DAL 16 NOVEMBRE 

FEDERICO SALVATORE in "QUELLO CHE DICE LE PAROLACCE"

Chi troppo e chi imene, tutti diciamo parolacce, specialmente i bambini che imparano a riconoscerle da soli, senza particolari spiegazioni.                                                           Le parolacce esprimono le emozioni primarie dell’uomo: rabbia, disgusto, paura, sorpresa, divertimento, ma quelle messe in rima e in scena da Federico Salvatore vanno oltre l’intento ludico e goliardico. Sono, invece, consapevoli di una loro validità poetica e vanno ascoltate e giudicate come provocazione al perbenismo di facciata, al falsopudorismo dei signori del piano di sopra, all’ipocrisia dei sozzi di dentro e lindi e pinti di fuori.

Una bella malaparola rozza e primitiva, veritiera e sincera, mirata e motivata,                 è sublimazione fantastica di quell’impulso liberatorio, altamente efficace, sia per         la propria salute interiore, sia per la chiarezza dei rapporti interpersonali.

Nella vita, come sul palcoscenico, approfittando della libertà che la società ha sempre concesso ai buffoni di corte e ai pazzi, il linguaggio di Federico Salvatore si è posto sempre fuori da ogni regola.


DAL 30 NOVEMBRE 

CLAUDIO TORTORA in " NATI 80 .... AMORI E NON "

Amori,passione,turbolenze sentimenti inquieti,tradimenti, un susseguirsi di situazioni che avvolgono il percorso di quattro coppie di giovani quarantenni.Una riflessione su una fascia   di età che per diversi motivi ha subito e subisce le tante evoluzioni in negativo che i nostri tempi hanno avuto.Caduta di valori,insicurezza ,depressioni,segnano passo dopo passo la trama di questa piece teatrale sottolineata da una colonna sonora   di grandi successi di Mina tutti cantati live,che si alternano alle vicende delle cinque coppie che sono protagoniste dello spettacolo .Una full immersion in questo spaccato di vita che lascerà sicuramente un segno nello spettatore   ed in particolare in chi ha vissuto e vive situazioni analoghe.Queste le parole dell’Autore Claudio Tortora che introducono lo spettacolo:Noi degli anni 60 cresciuti all’ombra del momentaneo benessere governato e voluto dai poteri forti.Sereni per questo romantici e protagonisti inconsapevoli di un periodo che traghettava una guerra terminate, fatta di speranze   ed una che stava per iniziare fatta di delusioni per quel grande falso storico vissuto. Su queste macerie sono venuti al mondo I nati 80 che certamente hanno il diritto di dire…ma che colpa abbiamo noi ! Nutrito il cast di attori( 15),per raccontare questa storia scritta da Claudio Tortora per la regia di Antonello Ronga .

CLAUDIO LARDO  CINZIA UGATTI  RENATA TAFURI  MARIA CHIARA BASSO FEDERICA BUONOMO  FORTUNA CAPASSO  MAURO COLLINA GIANNI D’AMATO  MARTINA JACOVAZZO  CRISTINA MAZZACCARO   ALESSANDRO MUSTO  ENZO TRIGGIANO  LUCA TORTORA  VALENTINA TORTORA  CLAUDIO TORTORA


DAL 14 DICEMBRE 

DAVIDE FERRERI , ANNA FALCHI e DAVIDE FERRI in " LA BANDA DEGLI ONESTI "

Cosi’ come negli anni ’50 Toto’ si era accostato a Scarpetta, interpretando per il cinema tre sue commedie ( Il medico dei pazzi, Un turco napoletano, Miseria e nobilta’ ) negli anni ’90 uno Scarpetta, con un umile e sincero omaggio si accosto’ al Principe della risata , trascrivendo per la scena teatrale uno dei suoi piu’ divertenti e famosi film.

Mario Scarpetta, pronipote del grande commediografo e autore Eduardo, in occasione del centenario della nascita dichiaro’ : “la cosa piu’ difficile è stata quella di dimenticarsi di Toto.” L’ Adattamento teatrale di Mario Scarpetta fu autorizzato dagli sceneggiatori del film Age e Scarpelli e mantiene praticamente immutata la struttura della sceneggiatura e presenta rispetto al film degli anni ’60 alcune modifiche pratiche. : “ Ho semplificato molto l’azione, ci racconto’ Mario Scarpetta, eliminando quando necessario alcune parti e alcune situazioni, come nel caso della rinuncia alla figura di Cardone, ,il pittore, che nel film era interpretato da uno splendido Giacomo Furia”. Da qui e con lo stesso criterio fu realizzata anche la scelta anche scenografica dei luoghi deputati dell’intreccio : la portineria e la tipografia.

Lo spettacolo fa ritornare questa volta in teatro le vicende di quel Don Gennaro, portinaio con pochi soldi e molti sogni e Don Ferdinando non meno squattrinato e sognatore che insieme stampano un bel gruzzolo di banconote false. “Non era facile mettere in piedi una versione teatrale del film, affermo’ Liliana de, Curtis, ma Mario Scarpetta e i suoi attori ci sono riusciti benissimo. A loro va il mio applauso sincero. Sono sicura che a mio padre la commedia sarebbe piaciuta “.

Mario Scarpetta recito’ questa commedia l’ultima volta nel 2004, poco prima della morte e dopo una lunghissima tournee’ durata anni. Oggi dopo 13 anni in ricordo di Toto’ e di Mario Scarpetta viene riproposto questo allestimento con la direzione di Gaetano Liguori e nei ruoli principali gli attori Gianni Ferreri e Anna Falchi, Davide Ferri ed Eduardo Scarpetta ( figlio di Mario ) più altri 5 attori.


DALL' 11 GENNAIO 

O' VICO 

di RAFFAELE VIVIANI  con :

LORIS BROSCA - PAOLA CANNATELLO - GIANCARLO COSENTINO - ROSARIA DE CICCO - FRANCO IAVARONE - NELLO MASCIA - MASSIMO MASIELLO - GIOVANNI MAURIELLO - MATTEO MAURIELLO - MARIANNA MERCURIO - CICCIO MEROLLA - FRANCESCO PAOLANTONI

regia di

NELLO MASCIA

commento musicale dal vivo MARIANO BELLOPEDE  CICCIO MEROLLA

NOTE

«La mia vita fu tutta una lotta: lotta per il passato, lotta per il presente, lotta per l'avvenire.Con chi lotto?Non col pubblico, il quale anzi facilmente si fa mettere con le spalle al tappeto, ma con i mille elementi che sono nell'anticamera, prima di giungere al pubblico. Parlo del repertorio, delle imprese, dei trusts, dei trusts soprattutto. Oggi come ieri, l'uomo di teatro è in lotta continua coll'accaparramento dei teatri di tutta Italia, i quali sono tenuti e gestiti da pochissime mani, tutte strette fra loro.” E' l'incipit dell'autobiografia di Raffaele Viviani. Parole che sembrano scritte ieri, per quanto esse siano attuali. Oggi come ieri il teatro vive uno stato di crisi perenne. La riforma ministeriale, ha eliminato 300 compagnie piccole e medie, favorendo il mostro nuovo: il pachidermico “teatro pubblico commerciale” dei Teatri Nazionali, totalmente asserviti alle clientele e al sottogoverno. Ma ciò che è più agghiacciante è il progetto politico che la riforma lascia intravedere. Quello di una progressiva dismissione del finanziamento pubblico al teatro. Ormai è chiaro. Per lo Stato il teatro non ha già più una funzione pubblica e la miope classe politica attuale non vede nel teatro una chiave dello sviluppo sociale. Questo clima di crescente disagio e di smarrimento ha fatto nascere in alcuni di noi, attori e amici di vecchia data, la determinazione di agire. Così nell'agosto dello scorso anno abbiamo deciso di creare un gruppo d'azione: ATTORI INDIPENDENTI. Più che una nuova formazione teatrale un manifesto, un documento per ricordare con forza i valori elementari dell' attività teatrale. Per rivendicare un'idea di teatro che restituisca all'attore la dignità e la centralità dell'attività creativa. Per tutelare ilnostro patrimonio attoriale napoletano ormai disperso, e trasmetterlo integro e puro come a noi lo insegnarono i nostri Maestri. Partimmo con niente. Ci auto-tassammo. Una produzione no budget totalmente affidata al botteghino. Attori da una parte. Spettatori dall'altra. Senza aiuti, senza coperture, senza protezione. Un gruppo di attori che riconosce la propria storia nell'altro, che riconosce nell'altro le ragioni poetiche della propria scelta di vita. Partimmo col disincanto dell'età, nella nostra gioiosa dichiarazione di resistenza.Con poche certezze. La prima. Il teatro è necessario. Per noi “Teatro” significa luogo di incontro e scontro non semplice rituale o abitudine mondana. Per noi Teatro significa dialogo fra donne e uomini sul palcoscenico e nella platea per dirsi alcune cose, rifiutarne altre, per mettere insomma in dialettica il mondo “divertendosi” proprio nell’atto meravigliosamente superfluo, e per questo ancora più necessario, del Teatro. La seconda. Sappiamo far bene il nostro mestiere. La terza. L'unico nostra possibilità di manovra e di azione sulla realtà, politica e culturale del nostro paese, è quella di fare spettacoli belli. Sempre più belli, di cui il pubblico si innamori. E' l'unica rivoluzione possibile alla quale noi possiamo contribuire. Per questa prima avventura scegliemmo Viviani. Il primo testo scritto da Viviani. 'O VICO. Anch'esso un tentativo. Emblematico. Nel dicembre 1917, all'indomani della disfatta di Caporetto, ci fu una violenta campagna per far chiudere gli spettacoli di variété, “ poco edificanti per i reduci dal fronte”. Seguì un divieto governativo. Una sera del 1917 Viviani si presentò al cavaliere Giovanni Del Piano, impresario del Teatro Umberto dì Napoli, un piccolo teatro popolare in Via Sedile di Porto, dove si davano spettacoli di varietà e gli propose un affare. Propose all'impresario dell'Umberto di recitare nel suo teatro non più da solo, ma in compagnia di altri attori, tramutando le sue scene in veri atti unici. Rivoluzionando i canoni classici del "Teatro d'Arte" inventò di fatto un nuovo genere dove la prosa si fondeva con musica canto e danza. Il primo fu 'O VICO appunto. Un gioiello. Che rappresenta la sintesi di quello che sarebbe stata la produzione immortale di uno dei più grandi artisti del teatro del Novecento.


DAL 25 GENNAIO 

" SCONNESSI VIAGGIATORI "

con CIRO ESPOSITO , FLORIANA DE MARTINO , GENNARO SILVESTRO , LUISA ESPOSITO , ROSARIO MINERVINI


Due coppie dal passato equivoco vincono un viaggio vacanza in un villaggio turistico situato su un’isola sperduta. È l’occasione per allontanarsi dalla routine e dallo stress che caratterizzano le loro giornate e per rilassarsi. Ma l’entusiasmo presto si trasforma in angoscia, sconcerto, paura: una serie di rocambolesche e tragicomiche disavventure mette a dura prova la pazienza e l’incolumità dei quattro, che sono agli antipodi per comportamenti, carattere ed esperienze di vita. Come se non bastasse, sull’isola non c’è campo per i cellulari e non c’è wi-­‐fi. E nel villaggio, stranamente, ci sono soltanto altri sette vacanzieri: uno strambo signore con un bambino cinese, una innamoratissima coppia di artisti gay e tre sventurati tifosi del Napoli che sono finiti nel posto sbagliato nel momento sbagliato.Riusciranno i protagonisti a cavarsela senza danni? E soprattutto, come cambieranno le loro esistenze dopo questa movimentata e sconvolgente esperienza?Una commedia divertente e dirompente, ricca di colpi di scena e situazioni esilaranti, che mette a nudo meschinità e ipocrisie e offre agli spettatori un numero impressionante di momenti di allegria e riflessione. In scena, una compagnia di giovani, brillantissimi attori partenopei che una settimana prima di realizzare lo spettacolo effettueranno un esperimento unico nel suo genere: si isoleranno dal resto del mondo e spariranno dai radar comunicativi rinunciando all’utilizzo dei loro telefonini, di WhatsApp, di Facebook e di tutti i social network. Per meglio prepararsi all’entusiasmante sfida del palcoscenico.


DALL' 8 ALL' 11 FEBBRAIO 

FRANCESCA MARINI " MIA CARA CITTA' LIVE RECITAL " 

Dopo le splendide produzioni targate Teatro Totò degli ultimi anni, che l’hanno vista interpretare repertori diversi come il musical o la canzone italiana d’autore, senza dimenticare lo straordinario spettacolo “Verso il mito” dedicato alla Piaf, Francesca Marini, con “Mia cara città” recital live in due tempi, ripercorre canzoni, aneddoti e poesie tra le più belle scritte nel primo 900

Canzoni rese famose dai più grandi poeti dell’epoca come Di Giacomo, Bovio, E. A. Mario, Tagliaferri, Gambardella etc. , per risalire poi fino ai nostri tempi con canzoni di bravi autori contemporanei che sulla scia dei loro predecessori hanno descritto in modo più moderno il cambiamento e il linguaggio musicale dell nostra bella e cara città.

Al pianoforte e tastiere Antonello Cascone

Alle chitarre Claudio Romano


DAL 15 FEBBRAIO 

OSCAR DI MAIO in " NU' BAMENIELLO E TRE SAN GIUSEPPE" 

Versione ridottissima nel cast e di conseguenza nel testo che diventa molto più “ snello “, adattando la piece ad una interpretazione più moderna diretta e veloce. I personaggi da 14 diventano 10, a scena unica.

La commedia è ambientata agli inizi degli anni sessanta in un piccolo paesino alle porte di Napoli, dove Carmelina (Marzia Di Maio), spinta dalla madre Lionora (Alessandra Borrelli) ma non dal padre Pasquale (OSCAR DI MAIO ) per sfuggire ad una realtà claustofobica e provinciale, accetta di recarsi a Roma, a Cinecittà, dove, contrariamente ai sogni e alle speranze che aveva riposto nel mondo incantato della celluloide, ai facili guadagni e alla grossolana popolarità, si ritroverà a girare un volgare filmetto hard, destinato ad un pubblico dalle semplici e becere emozioni. Pasquale racconta la terribile vicenda all’amico Filiberto (Stefano Sannino) il quale sembra molto interessato a vedere Carmelina nuda come l’ha fatta la madre. La ragazza verrà così bollata dai suoi compaesani come “svergognata, donna dai facili costumi”. In seguito la ragazza scoprirà di essere incinta, tesi confermata anche da Petrosina, l’ostetrica del paese. Il padre del nascituro sarà per tutti incerto: potrebbero essere lo scemo del villaggio Luigino, Nicolino venditore di uccelli, l'avv Pianese (Ciro Scherma) o il vero fidanzato della ragazza, Giovannino, emigrato in Germania per guadagnarsi da vivere.

Il doppio finale a sorpresa nasce dall'esperienza tramandata ad Oscar Di Maio, che ne cura la Direzione Artistica e Regia, darà un tocco di originalitá rispetto alle interpretazioni tradizionali susseguitesi negli anni.


26 FEBBRAIO 

SIMONE CRISTICCHI  in " IL SECONDO FIGLIO DI DIO , vita morte e miracoli dI  DAVID LAZZARETTI

In cima a una montagna, davanti a una folla adorante di 4 mila persone, un uomo si proclama reincarnazione di Gesù Cristo. È il luglio del 1878. L’inizio di una rivoluzione possibile, che avrebbe potuto cambiare il corso della StoriaSimone Cristicchi presenta Il secondo figlio di Dio, il suo nuovo spettacolo teatrale ispirato alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il “Cristo dell’Amiata”.Dopo il grande successo di “Magazzino 18” (200 repliche e decine di migliaia di spettatori), Simone Cristicchi, torna a stupire il pubblico con una storia poco frequentata, ma di grande fascino.Ne Il secondo figlio di Dio , si racconta la grande avventura di un mistico, l’utopia di un visionario di fine ottocento, capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale. Tra canzoni inedite e recitazione, il narratore protagonista ricostruisce la parabola di Lazzaretti, da barrocciaio a profeta, personaggio discusso, citato e studiato da Gramsci, Tolstoj, Pascoli, Lombroso e Padre Balducci; il suo sogno rivoluzionario per i tempi, culminato nella realizzazione della “Società delle Famiglie Cristiane”: una società più giusta, fondata sull’istruzione, la solidarietà e l’uguaglianza, in un proto-socialismo ispirato alle primitive comunità cristiane. Il cant’attore Cristicchi racconta l’ ”ultimo eretico” Lazzaretti, e quel piccolo lembo di Toscana (Arcidosso e il Monte Amiata) che diventa lo scenario di una storia che mai uguale fu agitata sulla faccia della terra, ponendoci una domanda più grande, universale, che riguarda ognuno di noi: la “divinità” è un'umanità all'ennesima potenza? Con l'ausilio di video-proiezioni e di una scenografia in continua mutazione, quella terra così aspra e bella, quella “terra matrigna e madre” diventa la co-protagonista, nel racconto della straordinaria vicenda di David Lazzaretti, il secondo figlio di Dio. Una storia che se non te la raccontano, non la sai. La storia di un’idea. La storia di un sogno.

Musiche originali Simone Cristicchi e Valter SivilottiCon le voci registrate del Coro Ensemble Magnificat di CaravaggioPreparato da Massimo GrechiE diretto da Valter Sivilotti


DAL 1 MARZO

BENEDETTO CASILLO in " LE PILLOLE DI ERCOLE "

Le pillole di Ercole , una commedia di M. Hennequin, protagonista Benedetto Casillo che ne rma anche la regia. Colpi di scena e risate no al pirotecnico nale sono la 'promessa' di Casillo che sposa questa volta la sua comicità con l'eleganza del teatro francese. «Sulla scena spiega Casillo sarò il dottor Chiarolanza, medico della mutua, inventore di nuovi preparati. Il suo capolavoro saranno le 'pillole d'Ercole', ovvero le pastiglie dell'amore, una sorta di Viagra anni 50'»


DAL 15 MARZO

DAVIDE FERRI , ROSARIO VERDE e la partecipazione straordinaria di NNAMARIA ACKERMANN  UN AMICO ALL'IMPS ?"

“Hai un amico all’INPS?” è una moderna e divertentissima commedia che riesce a far ridere partendo da temi attualissimi quali la perdita del lavoro e il problema dei falsi invalidi.Ad un giovane e bravo ingegniere informatico, divenuto dall’oggi al domani disoccupato, improvvisamente arrivano soldi da enti previdenziali, prima in maniera casuale ed in seguito in maniera fraudolenta.Luici prova gusto perché tutto sembra andare bene, finchèL’ottima compagnia è capitanata dai bravi Davide Ferri e Rosario Verde con Rosario Minervini e Edoardo Guadagno, inoltre lo spettacolo si avvale della partecipazione di una attrice che ha fatto la storia del Teatro: Annamaria Ackermann.Gaetano Liguori dirige la compagnia con classe, ritmo ed arguzia.Le scene sono realizzate da Tonino Di Ronza e i costumi da Maria Pennacchio.


DAL 5 APRILE

SIMONE SCHETTINO " FONDAMENTALMENTE SHOW "

FONDAMENTALMENTE SHOW è uno spettacolo interattivo dove l'artista sperimenta un singolare mix tra la sua comicità tradizionale che lo ha contraddistinto fino ad oggi e l'apporto della tecnologia, creando situazioni nuove all'interno dello spettacolo stesso.In questa singolare rappresentazione le costanti che uniscono e non stravolgono passato presente e futuro riguardano le risate e l'appagamento del pubblico in sala,a cui spetta sempre l'ultima parola.


DAL 19 APRILE

FRANCESCA MARINI e MASSIMO MASIELLO in " A' TERRA MIA "

Una straordinaria commedia musicale che, grazie alle splendide voci di Francesca Marini e Massimo Masiello , ci accompagnerà nei meandri ancora irrisolti, dei tantissimi problemi che affligono la nostra madre terra di appartenenza.Un tessuto musicale composto da canzoni inedite e non, firmate da Franco Del Prete, Enzo Gragnaniello e tanti altri ottimi autori, farà da filo conduttore ad una storia a tratti amara ma di contro ricca di grandi emozioni.Ai due artisti sopra citati saranno affiancati altri otto attori ed un gruppo di 6 ballerini.Le scene saranno firmate da Tonino Di Ronza, i costumi da Maria Pennacchio e la regia affidata a Gaetano Liguori.


MAGGIO (DATE DA DEFINIRE)

CHI LA MAMMA ,CHI LA FIGLIA 

con Fausto Bellone, Ivana D’Alisa, Giuseppe De Rosa, Nancydora Di Rosa,

Patrizia Doria, Giusy Freccia, Raffaele Marino,

Alberto Pagliarulo, Emilio Salvatore Antonio Vitale

Chi la mamma, chi la figlia? Due ore di risate in uno spettacolo che mette insieme la commedia di genere tipica degli anni ’50, insieme a tanti personaggi quei “tipi” comici che non smettono mai di far ridere. Pur sembrando una commedia di tradizione è invece un lavoro moderno che vede tempi serrati e piccole sorprese per il pubblico, che gode delle battute non lasciate mai scivolare via,e allo stesso tempo si appassiona alla storia dal finale non scontato. La storia è quella di due donne, una mamma (Rosaria Russo) e sua figlia (Ivana D’Alisa) che pare si siano scambiate gli anni e la maturità, l’una per amore dell’altra.

Lo spettacolo scritto da Giovanna Pignieri è uno sguardo sulla società del “si fa, ma non si dice”che fu tipico di quegli anni ’50, quando già nell’aria cominciava ad aleggiare il profumo di quella rivoluzione sociale, culturale, di costume e pensiero che furono poi gli anni’60. La regia di Maria Autiero rende lo spettacolo una macchina perfetta, dove tutti i personaggi trovano un giusto spazio espressivo, la messa in scena moderna annulla la collocazione di luogo e di tempo, lasciando lo spettatore a godere della storia narrata.

Uno spettacolo dunque dalla forte impronta femminile: autrice, regista e protagoniste, per un genere, quello comico, che da secoli è stato di solo appannaggio maschile, ma che oggi incontra una nuova tendenza.