Teatro Trianon Viviani

IL SILENZIO GRANDE

Teatro Trianon-Viviani 9 e 10 giugno

di Maurizio De Giovanni
regia Alessandro Gassmann
con Massimiliano Gallo, Monica Nappo, Paola Senatore, Jacopo Sorbini
con la partecipazione di Stefania Rocca
aiuto regia Emanuele Maria Basso
scene Gianluca Amodio
costumi Mariano Tufano
light designer Marco Palmieri
elaborazioni video Marco Schiavoni
musiche originali Aldo e Pivio De Scalzi
produzione Diana OR.I.s.

prima assoluta

Lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni è autore, per la prima volta, di un’inedita commedia in due atti, diretta da Alessandro Gassmann, dal titolo Il Silenzio grande. Dopo l’adattamento di Qualcuno volò sul nido del cuculo, De Giovanni e Gassmann portano in scena la complessità dei rapporti familiari, del tempo che scorre, nel luogo dove le nostre vite mutano negli anni: la casa.
«Quando in una pausa a pranzo con Maurizio parlammo de Il silenzio grande vidi l’idea nascere lì in pochi minuti. Ebbi subito la sensazione che, nelle sue mani, temi così importanti avrebbero avuto una evoluzione – scrive Gassmann nelle note di regia. Questa storia ha poi al suo interno grandissime sorprese, misteri che solo un grande scrittore di gialli come Maurizio De Giovanni avrebbe saputo maneggiare con questa abilità e che la rendono davvero un piccolo classico contemporaneo. Per rendere al meglio, il teatro necessita di attori che aderiscano in modo moderno ai personaggi e penso che Massimiliano Gallo, con il quale ho condiviso set e avventure cinematografiche, sia oggi uno degli attori italiani più efficaci e completi. Questo facciamo a teatro, o almeno ci sforziamo di fare, cerchiamo disperatamente la verità».

LEONARDO E LA COLOMBA Un Circo senza Tempo

13 e 14 giugno Teatro Trianon-Viviani

ideazione e regia di Ted Keijser
con Emmanuelle Annoni, (attrice e acrobata) Benoit Roland (attore), Emanuele Pasqualini (attore) e altri artisti (cast in definizione)
direzione artistica ed organizzativa Emanuele Pasqualini
musiche originali Andrea Mazzacavallo
ideazione costumi Pina Sorrentino
assistente alla produzione Irene Silvestri
consulente circense Paolo Stratta – Scuola di Cirko Vertigo
responsabile organizzativo e tecnico per la Campania Orazio De Rosa
responsabile amministrativo Flavio Costa
coproduzione Pantakin Circoteatro, La Baracca dei Buffoni, Operaestate Festival di Bassano

prima assoluta

Leonardo e la Colomba è uno spettacolo sull’opera di Leonardo Da Vinci, in particolare sulle sue invenzioni legate al sogno di volare dell’uomo. Un desiderio che ha sempre fatto parte dell’immaginario umano, il cui significato simbolico è spesso legato alla volontà di elevarsi al di sopra della realtà quotidiana per aprirsi a nuove prospettive. Il lavoro osserva da vicino la complessità dell’opera di Leonardo, la matassa inestricabile di codici, opere artistiche e invenzioni del genio instancabile, ponendo l’accento non solo sull’opera, ma anche sul suo aspetto più umano: quello dello scienziato artista che ha posto al centro del suo pensiero proprio l’uomo, con la sua fragilità fisica, ma soprattutto con la sua capacità di saper immaginare, di saper vedere oltre. Per realizzare le sue macchine per il volo Leonardo studiò la meccanica, l’anatomia degli uccelli e il comportamento dell’aria, diventando, secondo una felice espressione di un noto studioso vinciano, “aerologo, aerodinamico, aerotecnico e osservatore del volo degli uccelli”. Così come Leonardo utilizza tutte discipline diverse per portare a compimento la sua invenzione, in questo spettacolo di circo contemporaneo si intrecciano invece i diversi generi espressivi del teatro, del circo, della danza e della musica. «Leonardo è il nome del clown. Il clown Leonardo…. da Vinci! La colomba…beh, è la colomba! – si legge nelle note di Ted Keijser. Solo il clown possiede l’immaginazione di Leonardo Da Vinci, e solo Leonardo Da Vinci sa credere fino in fondo all’impossibile, sa volare pur restando con i piedi per terra: esattamente come il clown. Che cosa ha fatto saltare in mente al nostro Leonardo che gli uomini possano volare? Risposta: La colomba, certo!».

VITA A RATE

17 e 18 giugno Teatro Trianon-Viviani

scritto e diretto da Riccardo Caporossi
con Nadia Brustolon e Vincenzo Preziosa
luci di Nuccio Marino
produzione Club teatro – Rem & Cap Proposte

prima assoluta

Due personaggi: Modì e Madì; un uomo e una donna, in età. Vivono da pagliacci, infilati in due comignoli antivento a pappagallo. I volti anneriti come gli spazzacamini, con i quali, però, non hanno alcuna relazione e tanto più con quelli sognatori di Mary Poppins. Insieme tentano di condividere il loro disarmante isolamento e abbandono da quella umanità cui credono di appartenere. Parlano di diverse storie, della loro storia, interrotti periodicamente dal vento che muta la direzione dei comignoli, che lascia andar via le loro parole. La loro prigionia non ha alcun valore simbolico. È un pretesto. «Modì e Madì, il loro tempo e il loro spazio, li ho potuti conoscere soltanto un po’, senza sentire affatto il bisogno di comprenderli – scrive il regista. Quello che ho potuto ascoltare da loro l’ho messo in scena. È possibile anche che siano soltanto una invenzione, materializzata attraverso il fumo della canna fumaria, che azzarda a comporre, a contatto con l’aria, le infinite particelle di una forma finita: il loro volto e parte del corpo. Non so niente di più di quanto non ne sappia il futuro spettatore che si applichi attentamente alla visione».

VIA SANTA MARIA DELLA SPERANZA

23 e 24 giugno Napoli Teatro Trianon-Viviani

L’ARSENALE DELLE APPARIZIONI/ IL TEATRINO DEI FANTOCCI

Progetto, drammaturgia e regia Maria Angela Robustelli
Collaborazione alla drammaturgia Luca Attanasio
produzione la giostra Teatro
In collaborazione con Inclusione Alternativa e Associazione PAN – People Around Naples
con Maria Angela Robustelli, Davide Dolores, Lena Lessing, Flavia D’Aiello, Marianna Robustelli, Cisse Namory
mediazione linguistica Mamadou Alpha Dia, acting coach Lena Lessing, luci Marco Serra, pupazzi Flavia D’Aiello, scene e costumi Maria Angela Robustelli, audio editing Flay up Scarl

Un progetto che giunge a maturazione dopo un primo studio – in scena come opera collettiva in conclusione ad un lavoro di formazione di tre mesi, in occasione del progetto Quartieri di Vita 2017, rivolto a giovani africani richiedenti asilo politico nel nostro paese ed a giovani dei Quartieri Spagnoli – e che si inserisce all’interno di una trilogia. Questo secondo movimento l’arsenale delle apparizioni/il teatrino dei fantocci nasce oggi come allora, dal tentativo di provare a dare una risposta ad una serie di domande affidate allo spettatore. Una su tutte: può la Poesia, il Teatro, trovare un reale contatto col mondo esterno e cercare di rigenerarlo?
L’intera trilogia di Via Santa Maria della Speranza – antico nome di Via Speranzella ai Quartieri Spagnoli, dove sorge il teatro in cui il progetto ha preso vita – è ancora una volta una metafora di tale processo che attraverso la rievocazione dell’ultimo dramma incompiuto di Pirandello, I giganti della Montagna, lascia che siano prima di tutto le storie di persone quasi invisibili che ci camminano accanto nella vita di tutti i giorni, che abbiamo incrociato e che ci hanno lasciato per qualche motivo, il seme che dia vita alla trasformazione, al miracolo del Teatro, attraverso il lavoro degli attori. La storia vera di Yergalum, la favola nuova di un’ Ethiopian Cinderella, personaggio emblematico protagonista di un esodo tragico, – fuggita dall’Etiopia attraverso il Sudan, il deserto del Sahara e la Libia per raggiungere l’italia, – svelerà volti, sguardi, vite narrate, raccolte con delicatezza dal giornalista e scrittore Luca Attanasio nel suo libro “Se questa è una donna”, e che nella riscrittura di Maria Angela Robustelli esplorerà una nuova possibilità di rappresentazione in un ritmo teatrale di visioni e di gioco di pupazzi/fantocci che prendono spunto e si mischiano alla loro verità ed a quella degli attori.

CARNIVOROUS

28 giugno Napoli Teatro Trianon-Viviani

regia Issam Bou Khaled
in collaborazione con Sarmad Louis
con Bernadette Houdeib, Said Serhan & Issam Bou Khaled
testo Issam Bou Khaled e Said Serhan
disegno luci Sarmad Louis
scenografie Hussein Baydoun
costumi Zeina Saab Demelero
produzione Sawsan Chawraba

prima nazionale

Attore, drammaturgo, regista libanese, Issam Bou Khaled fa teatro per raccontare “tutto ciò che gli sta a cuore”. Per lui infatti uno spettacolo è uno strumento politico attraverso cui potersi esprimere liberamente.
Nel suo nuovo lavoro, che arriva a Napoli dopo una fortunata tournée europea, una coppia conduce una noiosa e monotona vita in città. I giorni, tutti identici, sembrano un’unica infinta giornata: gli stessi dialoghi ripetuti come una cantilena, i bambini a cui badare, un nuovo attentato sucida non diverso dai precedenti, seguito dalla diffusione della notizia sui social media. Tutto come sempre. Eccetto che per una piccola informazione, abbastanza grande però da far esplodere la relazione della coppia tanto da condurre i due verso la scoperta di un nuovo significato della felicità eterna. Carnivorous non può essere raccontato, ma deve essere vissuto abbandonandosi alle sue intrinseche sensazioni di terrore. Lo spettacolo immerge il pubblico nell’assurdità di una realtà che ci colpisce ogni giorno, fino al fenomeno delle continue esplosioni suicide nella società.

M/Y

3 luglio mNapoli Teatro Trianon-Viviani 

coreografia di Julie Cunningham
danzatrici Hannah Burfield, Julie Cunningham, Eleanor Perry, Steph McMann, Sara Ruddock, Seira Winning
disegno luci Tom Visser
composizione e suono Nell Catchpole
scenografia e costumi Alexa Pollman
drammaturgia Joyce Henderson
commissionato da Sadler’s Wells and premiato al Sadler’s Wells London

prima nazionale

M/Y esprime l’interesse dell’artista scozzese Julie Cunningham per le teorie di genere attraverso l’uso di movimenti precisi, che catturano l’attenzione e esplorano un approccio nuovo alla coreografia.
Il lavoro, pensato per sei danzatrici, indaga l’identità del corpo e del suo stato emozionale, ricercando una correlazione tra il movimento e alcuni testi che traggono ispirazione dalla cultura popolare e dalla letteratura. Julie Cunningham sta sviluppando un nuovo linguaggio di movimento che apre la sua tecnica all’improvvisazione e a nuove forme d’arte, come il teatro e la poesia. Lo spettacolo si propone di dare voce creativa al dialogo con la comunità LGBTQ+. M/Y fa infatti parte di un più ampio lavoro sul corpo lesbico: evoca la fisicità femminile per attirare uno sguardo femminile. Ispirata da The Lesbian Body, un racconto di Monique Wittig, scrittrice femminista francese, Cunningham immagina un mondo di regole fluide, dove i confini dei corpi si dissolvono e le identità non sono predefinite, nel tentativo di creare un nuovo linguaggio che possa funzionare al di fuori delle strutture dominanti del potere patriarcale, riflettendo al contempo sul significato del tempo.

L’ANNO DEL PENSIERO MAGICO (The Year of the Magical Thinking)

6 e 7 luglio Teatro Trianon-Viviani 

di Joan Didion
traduzione Alessandra Serra
commedia tratta dal romanzo omonimo pubblicato da Il Saggiatore
con Rosaria De Cicco
regia Enrico Maria Lamanna
aiuto regia Augusto Casella
disegno luci Stefano Pirandello
costumi Teresa Acone
produzione Suoni&Scene

Enrico Maria Lamanna mette in scena un testo di Joan Didion e così lo descrive nelle note di regia: «Una donna, una sedia, ricordi… un marito morto all’improvviso a tavola. Lei è una sceneggiatrice che si trova a raccontare una storia, la sua. La figlia in coma… Lei, la donna, moglie e madre che con dolore affronta la luce del giorno dopo. A farle compagnia le scarpe del marito per quando tornerà, perché lui tornerà come afferma la leggenda indiana. Poi la consapevolezza, la borsa della figlia ricaduta in coma stretta al petto improvvisamente dopo un risveglio di 6 mesi. Lo scoraggiamento, la paura e la richiesta di aiuto. Non credere più a niente. Ma poi le scarpe… e se il marito tornasse? Meglio aspettare e lasciare il pensiero errante che vada ancora un po’ nei sogni nella speranza, nella vita…
Torna a lavorare con me una delle mie attrici feticcio, Rosaria De Cicco a cui dedico questa avventura.
Con lei questo viaggio emozionante come una prima notte d’amore».

MARTEDÌ

concerto de Le Mani Avanti

13 luglio Teatro Trianon-Viviani

Martedì, il titolo del concerto de Le Mani Avanti, fa riferimento al giorno della settimana durante il quale i coristi si riuniscono per cantare e stare insieme: proprio l’incontro nella sua accezione più ampia e alta è al centro del loro lavoro. Lo spettacolo proposto riflette l’urgenza di una musica condivisa, caratterizzata da impegnate pluralità tematiche: dall’apartheid di Masterblaster, firmato Stevie Wonder, al black power di Freedom di Beyoncè, dal canto tradizionale spiritual Down to the river to pray alla preghiera laica You’ve got the love. Connessioni umane prima ancora che ideologiche caratterizzano questo lavoro, che accoglie anche l’accorato appello ambientalista di Earth Song di Michael Jackson e l’alienazione di Space Oddity di David Bowie.
Al centro c’è l’uomo e le sue solitudini, ma soprattutto l’uomo che ha scelto di combatterle e trova nella comunità — qualsiasi essa sia — una soluzione e un’occasione di rinascita. L’ensemble propone contenuti impegnati veicolati con la leggerezza della musica pop internazionale. A seconda del contesto e soprattutto della location dell’esibizione, Le Mani Avanti realizzano interazioni con il pubblico di varia natura: dal canto al buio all’interpretazione vocale improvvisata di stati d’animo suggeriti dal pubblico presente in sala, per stimolare e stupire lo spettatore attraverso l’uso espressivo e insolito della voce. Un altro elemento che connota le esibizioni del coro è quello della condivisione del palco con attori e musicisti esterni al gruppo, in un avvicendarsi di letture e musica (come hanno fatto con Luigi Lo Cascio all’Auditorium Parco della Musica di Roma) o con guest musicali con le quali affrontare improvvisazioni in stile circle singing o cantare brani creati ad hoc per l’occasione.